MELISSA HILL.
.
Innamorarsi a New York.
.
Titolo originale: Before I Forget. 2008.
Traduzione di: Lucilla Rodin.
2012. Newton Compton Editori, ROMA.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
.
Una vita piena di impegni, una continua corsa contro il tempo, un lavoro da avvocato che non le concede tregua: questa  la vita di Abby. E se un giorno, improvvisamente, fosse costretta a fermarsi?
.
Per un banale incidente, mentre sta correndo, batte la testa e quando si risveglia  in ospedale. Ma quanto tempo  passato? Abby non lo sa, non pu saperlo, perch il suo cervello non riesce pi a fissare i ricordi. Il disturbo potrebbe durare poco, o forse invece Abby  destinata a dimenticare tutto quello che vive. Questa prospettiva la terrorizza, eppure non vuole arrendersi.
.
E se fosse l'occasione per rivoluzionare la sua vita? Per ricominciare a prendersi cura di ci che ha sempre trascurato?
.
E cos comincia a stilare una lista di desideri: si riavvicina ai suoi familiari, riscopre affetti che fino a quel momento aveva ignorato, vince la sua paura di viaggiare e decide di andare a New York, dove la sorella ha appena avuto una bambina.
.
Sar proprio in questa splendida citt che Abby trascorrer inaspettati momenti di felicit e l'amore busser di nuovo alla sua porta... .
Adesso Abby ha trovato qualcosa di prezioso, per cui vale la pena lottare con tutte le forze. Perch della sua vita non  pi disposta a perdere nessun ricordo, nemmeno il pi insignificante.
...
.
...
L'Autrice.
.
Melissa Hill, autrice di bestseller, vive a Dublino. Acclamata come la regina delle trame dagli esiti imprevisti, nei suoi libri riesce a combinare tutta l'emozione e l'umorismo della narrativa femminile contemporanea con intrecci che non hanno nulla da invidiare ai romanzi gialli.
.
Ha cominciato a scrivere nel 2003 e in breve tempo  diventata una delle pi note autrici irlandesi. Le sue storie hanno toccato le corde del pubblico femminile in tutto il mondo e in breve tempo sono state tradotte in 19 lingue. La Newton Compton ha gi pubblicato, con uno straordinario successo di vendite, Un regalo da Tiffany.
...
.
...
Melissa Hill combina tutta l'emozione e l'umorismo della narrativa femminile contemporanea. Sebastiano Barcaroli per OTESPI.
...
.
...
Tutti i personaggi del romanzo sono immaginari e qualunque somiglianza con persone reali, viventi o defunte,  puramente casuale.
...
.
...

Dedicato a tutti i lettori dei miei libri.
Il vostro sostegno mi permette di fare il pi bel lavoro del mondo.
Grazie.
...
.
...
Capitolo 1.
.
14,53. Sicuramente Kieran era gi in chiesa che aspettava con
ansia l'arrivo della sposa, e intanto scherzava con il proprio testimone,
Ger, per nascondere l'agitazione. Anche se, conoscendo
Kieran, l'idea che la promessa potesse non farsi vedere
non poteva minimamente sfiorarlo. La fiducia in se stesso
era una delle cose che Abby pi amava in lui. Ma chiss se l'avrebbe
preoccupato la cerimonia in s, la decisione di legarsi a
una donna per tutta la vita. Abby deglut a fatica guardando
dal finestrino dell'auto. Aveva le mani sudaticce e dovette resistere
alla tentazione di asciugarsele sul vestito.
15,05. Il cuore prese a batterle pi forte. Erano a pochi minuti
dalla chiesa e per un momento medit di dire all'autista
di voltare l'auto e tornare indietro. A casa e lontano da tutto.
Avrebbe potuto defilarsi per un po', aspettare che si calmassero
le acque. Ma sapeva che non poteva farlo. Non ora. Non
a questo punto.
15,08. Arrivarono davanti alla chiesa e, avvicinandosi, vide
all'entrata gli ospiti raccolti in vari gruppi, che chiacchieravano
e fumavano in attesa dell'auto della sposa. Tra gli altri, intravide
la sorella adolescente di Kieran, Katie, con un abito
rosso piuttosto scollato, che parlava con una donna sconosciuta.
Abby inarc un sopracciglio, sorpresa che quella reazionaria
e puritana di Margaret Redden avesse permesso alla preziosa
figliola di mettersi un vestito tanto os. Ma forse, la
mamma di Kieran per quel giorno aveva fatto qualche concessione
e non c'era dubbio alcuno che Katie stesse davvero benissimo.
Margaret doveva essere gi dentro, tutta agghindata e
impegnata a darsi un tono di superiorit in attesa dell'inizio
della cerimonia. Abby immaginava che l'arrivo in ritardo della
sposa non sarebbe stato ben accolto dalla futura suocera.
All'improvviso, notato l'arrivo dell'auto della sposa, vi fu un
certo trambusto e, spegnendo rapidamente le sigarette, gli
ospiti si ammassarono velocemente all'interno della chiesa.
15,13. Eccoci arrivati, annunci l'autista, rallentando.
Nonostante l'agitazione, Abby abbozz un sorriso. Grazie,
disse, facendo scorrere apprensiva la mano sui ricci
biondi freschi di piega. Stava bene cos? Il trucco era a posto?
Forse avrebbe dovuto tirare su i capelli, invece di lasciarli
sciolti. Con tutto lo stress degli ultimi giorni, aveva perso un
po' di peso, e se non altro il vestito le stava meglio.
...Per, era importante che quel giorno in particolare apparisse
al meglio. Fu quasi tentata di chiedere il parere all'autista,
ma avrebbe fatto la figura dell'idiota.
Dopo un profondo respiro, Abby fece per afferrare la maniglia,
ma nel frattempo l'autista era sceso e le aveva gi aperto
lo sportello.
Grazie, disse lei, scendendo con cautela. Appena abbandonata
la relativa sicurezza dell'auto, la mente le cominci a
turbinare e il battito si fece ancora pi rapido. Che diavolo ci
faceva l?
Ma non c'era pi tempo per pensarci e nel frattempo, in lontananza,
Abby sent l'organo intonare le prime note della marcia
nuziale. Nonostante le gambe molli riusc a raggiungere la
porta e a entrare in chiesa, dove Kieran era in attesa di pronunciare
la promessa di matrimonio. Vide gli ospiti voltarsi e
sorridere con quell'aria trasognata che la gente rivolge di solito
alle spose e si chiese quanto ancora avrebbe potuto reggere.
Poi il suo sguardo si spost su Kieran e, quando vide l'espressione
che aveva in volto, le ballarono davanti agli occhi una serie
di puntolini neri. Il sorriso felice e lo sguardo di pura adorazione
che rivolgeva all'elegante sposa per poco non le fece
schiantare il cuore. E quando la promessa raggiunse il fondo
della navata e prese posto accanto a lui davanti all'altare, cap
che non avrebbe potuto reggere oltre.
15,25. Con le lacrime che le rigavano le guance, usc di corsa
dalla porta laterale raggiungendo il taxi in attesa.
Tutto bene, cara?, chiese l'autista dopo che fu rientrata nell'auto.
Ci hai messo poco. Poi, notando l'evidente stato di
stress della passeggera, aggiunse con tono gentile: Ah, i matrimoni
a volte sono davvero emozionanti, vero?
S, rispose Abby, stupita di essere riuscita a tirare fuori la
voce, prima di aggiungere tra s e s, soprattutto quando si
tratta del matrimonio dell'uomo della tua vita con un'altra.
Qualche tempo dopo, il taxi la lasciava davanti al portone della
casa di Portobello, dove lei e Kieran vivevano insieme prima...
Ma era inutile continuare a pensarci, si disse Abby mentre,
con gli occhi cerchiati di rosso, pagava il taxi. Ormai Kieran
era sposato. Inutile rimuginare sulle sue speranze di un ripensamento,
un rinvio, un intoppo dell'ultimo minuto. Quel giorno,
aveva visto con i propri occhi che non c'era pi niente da
fare. Inutile pensare a quanto lo avesse amato, a quanto ancora
lo amasse. Kieran era ormai perduto per sempre.
L'unica cosa che poteva fare era cercare di dimenticarlo.

Capitolo 2.

L'hai dimenticato, vero?
Dimenticato cosa?, rispose Abby distratta. Reggeva il telefono
tra il collo e la spalla, scartabellando freneticamente una
pila di fogli sulla scrivania. Dove diavolo era quel fascicolo?
La cena di compleanno della mamma....
I fogli ricaddero sul tavolo, quasi contemporaneamente ai
pezzi del cuore di Abby. Oh, no!, gemette.
Lo sapevo, disse sua sorella Caroline con tono esasperato.
Ed  per questo che ho pensato di telefonarti prima invece
di aspettarti ore al ristorante.
Grazie, sorellina, rispose Abby con sincerit. Guard l'orologio
e vide che erano quasi le sei. Se fosse uscita dopo
un'ora, avrebbe avuto appena il tempo di tornare a casa, cambiarsi
e arrivare al ristorante per le otto. L'unico problema era
che aveva ancora cos tanto da fare e...
E comunque che cosa ci fai in ufficio?  sabato, Abby. La
mamma ha ragione, stai lavorando troppo.
Oh, cerco solo di avvantaggiarmi, rispose lei vaga, riluttante
ad ammettere con sua sorella che il lavoro era l'unico
aspetto della sua vita su cui in quel momento sentiva di avere
una parvenza di controllo. A prescindere dal fatto che le piaceva
lavorare sodo allo studio di commercialista Duffy Masterson.
Le dava uno scopo e l'aiutava a distogliere la mente da...
altre cose.
Caroline si schiar la voce con tono di disapprovazione. Non
 sano che una ragazza della tua et sgobbi in ufficio il fine settimana.
Dovresti uscire e andare a divertirti.
Quello era al momento uno dei cavalli di battaglia della sorella.
Al contrario di lei, non c'era niente che a Caroline piacesse
pi che andare a divertirsi. Ma per lei era diverso: aveva
il suo adorato marito Tom, una vita fantastica e nemmeno una
preoccupazione al mondo. Non aveva mai provato niente di
simile all'angoscia e al dolore vissuti da Abby.
Be', esco con voi stasera, no?, rispose tranquilla. Ma che
questo costituisse un divertimento era tutto da vedere.
S, ma conoscendoti, morderai il freno gi al primo e al
contorno avrai trovato una scusa per andartene.
Sei ingiusta, ribatt Abby, punta sul vivo.
Be', sar forse ingiusta, ma  sicuramente vero. Poi il tono
di Caroline si addolc. Senti, siamo solo preoccupati per te.
Ultimamente hai solo tempo per il lavoro e quasi non ti abbiamo
pi visto da.... Fece una pausa. S, insomma, da quando...
 successo.
Da quando Kieran mi ha scaricato, termin tra s e s Abby.
La rottura era avvenuta sette mesi prima, ma la sorella non
sapeva che la settimana prima Abby era andata ad assistere al
matrimonio del suo ex. Nessuno lo sapeva. Per amici e parenti
non vedeva e non sentiva Kieran da mesi. Non poteva
confessare di essere andata in chiesa il giorno del matrimonio,
non poteva confessare che patetica sciocca fosse stata a sperare
in un suo ripensamento.
Prima del fatidico giorno, Abby si era autoconvinta di voler
andare in chiesa in cerca di una chiusura definitiva, ma la verit
era che nel profondo aveva sperato - meglio dire, pregato -
che il matrimonio non avesse luogo e che forse Kieran, all'ultimo
momento, vedendola in tutto il suo splendore in fondo alla
chiesa, nella frazione di secondo in cui i loro occhi si fossero incontrati,
avrebbe ricordato ogni istante di quei meravigliosi
cinque anni trascorsi insieme e si sarebbe reso conto di quanto
ancora l'amasse e che follia fosse sposare un'altra donna.
Quindi, dopo questa rivelazione, Kieran sarebbe corso per
la navata e l'avrebbe abbracciata e insieme sarebbero corsi
fuori dalla chiesa, abbandonando tutti gli ospiti. Ma cos era
nei film di Hollywood e nelle soap-opera televisive. La realt,
ricord tristemente Abby, era stata molto, molto diversa.
Pens che non avrebbe mai potuto dimenticare lo sguardo
di Kieran mentre osservava la sposa che avanzava per la navata.
Era come se in chiesa ci fossero stati solo loro due. In
quel momento, era talmente stregato da quella donna che forse
di Abby non ricordava neanche il nome. Come era potuto
accadere? Come aveva potuto Kieran passare con tale rapidit
da un progetto di vita comune con lei al matrimonio con
una persona che sei mesi prima neanche conosceva?
Era una cosa che l'aveva tormentata ogni singolo giorno dalla
rottura e che non riusciva a superare, nonostante la sua decisione
di dimenticare tutto il giorno del matrimonio.
Dimenticare? Che assurdit. Era la prima cosa che pensava
al risveglio la mattina, l'ultima la sera e - se non si impegnava
in qualcos'altro - ogni singolo secondo della giornata.
Abby? Sei ancora l?, la voce di Caroline interruppe i suoi
pensieri.
S, s. Scusa, stavo solo... cercando un fascicolo. Era inutile
parlare di queste cose con Caroline; la sorella era poco incline
al sentimentalismo e ancor meno a Kieran.
Oddio, sei davvero lavorodipendente. Be', sbrigati a finire
e ci vediamo alle otto, va bene? Oh, ricordati di comprare un
biglietto per la mamma. Se vuoi, aggiungo il tuo nome al nostro
regalo, o ti sei ricordata di prenderle qualcosa?.
Abby trasal e si sent un vero verme. Che razza di figlia era
per dimenticarsi una cosa del genere? No, mi  completamente
passato di mente. Il tempo  volato e non so perch, ma
mi ero convinta che il compleanno fosse la prossima settimana
e....
Non preoccuparti, come ti ho detto aggiunger il tuo nome
al nostro regalo. Sono due biglietti per Les Mis al West End.
Bello. Grazie. Era raro che Caroline e il suo ricco marito,
Tom, condividessero qualcosa.
Ok, allora ci vediamo dopo. Alle otto, non dimenticare.
Certo, grazie ancora per avermelo ricordato, disse Abby,
prima di riagganciare.
Risedette alla scrivania e con un profondo sospiro riprese automaticamente
la ricerca del fascicolo scomparso. Si detestava
per aver dimenticato il compleanno della madre e la deprimeva
il fatto che Caroline avesse menzionato Kieran. S, era sempre
l, anche se ultimamente Abby aveva cercato disperatamente
di relegarlo in un angolo della sua mente.
Perch era tanto difficile da superare?, pens sconcertata.
L'aveva perduto, da mesi, ormai era sposato con un'altra, per
amor del cielo. L'aveva ferita profondamente, devastata, eppure
Abby non riusciva a fare a meno di amarlo. Non riusciva
a dimenticare gli anni passati insieme. Non riusciva a dimenticare
il lieve sentore di noce di cocco che emanava la sua pelle,
il gusto delle sue labbra, l'inebriante calore che le provocava
un suo sorriso. Era convinta che non sarebbe mai riuscita a dimenticarlo.
E questo la stava facendo impazzire.
Ripensandoci, avrebbe dovuto capire che qualcosa non andava
molto prima della separazione, ma allora aveva i paraocchi,
era accecata dall'amore. Ci che era avvenuto al suo compleanno
alcuni mesi prima della rottura in effetti avrebbe dovuto
far suonare qualche campanello d'allarme. Ma con il
senno di poi pare tutto facile.
Ricord l'eccitazione e la sorpresa di quel giorno che, rientrando
dal lavoro, aveva trovato un inaspettato messaggio sulla
segreteria telefonica.
Mr Redden, telefono dal servizio ospiti di Dromoland Castle,
aveva dichiarato una voce cortese. Volevamo solo comunicarle
un'aggiunta alla sua prenotazione via Internet per
il fine settimana del 31. Abbiamo il piacere di informarla che
la sua prenotazione comprende anche un trattamento omaggio
per due presso l'area benessere di recente apertura. Saremo
a sua disposizione perch lei e la sua compagna possiate
trascorrere un piacevole soggiorno.
Abby aveva spalancato gli occhi e la bocca per la felicit, non
poteva crederci. Kieran aveva prenotato un weekend a
Dromoland Castle per il suo compleanno. Che regalo perfetto!
Non si era mai sognata neanche lontanamente che il suo ragazzo
potesse spendere tutti quei soldi per una cosa del genere,
soprattutto visto che stavano risparmiando cos coscienziosamente
per comprarsi una casa. Ma... wow! Abby era sconcertata
da quell'inattesa e (bisogna dirlo) inconsueta manifestazione
di prodigalit. Da bravo agente del fisco, Kieran non era
tipo da sperperare denaro in simili lussi, quindi pensare che
aveva prenotato un soggiorno in uno degli alberghi pi sontuosi
e costosi del paese... Se fosse stato il suo trentesimo compleanno,
l'avrebbe capito di pi, ma mancava ancora un anno.
Abby non stava in s dalla gioia. Si immaginava con Kieran in
quel favoloso albergo a cinque stelle, a esplorare il parco del castello
di giorno, e poi rilassarsi nell'area benessere prima di
consumare una romantica cena la sera e... Oddio, riflett Abby,
e alla romantica cena che diavolo si sarebbe messa? Il suo attuale
guardaroba non era sicuramente all'altezza di posti esclusivi
come quello, dove i clienti abituali erano presidenti, principesse
e ogni sorta di celebrit!
Non sapeva se sarebbero rimasti una notte o due, ma una sera
avrebbe potuto mettere l'abito che aveva indossato al matrimonio
di sua sorella maggiore Claire tre anni prima. Se ancora
le entrava, pens con una smorfia. Non era mai stata una
silfide, ma da allora aveva ulteriormente messo su qualche
chilo, tanto che anche Kieran gliel'aveva fatto notare.
Forse dovresti andarci piano con quella roba, le aveva detto
una sera in cui, rientrata dal lavoro, aveva messo una barretta
di cioccolata Dairy Milk in freezer da consumare pi tardi
davanti alla TV. Era uno dei suoi piaceri preferiti, adorava il
modo in cui la dura cioccolata si scioglieva inzuppata nel t bollente
e la Dairy Milk era il suo maggior conforto dopo una dura
giornata di lavoro. Ma Kieran aveva ragione: da quando aveva
avuto la promozione e il lavoro era diventato pi impegnativo
aveva esagerato con il cibo spazzatura. E ora gli effetti erano
sotto gli occhi di tutti. Ma era davvero contenta che il messaggio
al telefono le avesse dato un certo preavviso. Se Kieran le
avesse fatto la sorpresa un giorno prima di partire, non avrebbe
avuto il tempo di organizzarsi per comprare un vestito nuovo.
E anche se il pensiero di andare a fare shopping di solito suscitava
in lei un sacro terrore, per quell'occasione Abby era
pronta ad affrontare la folla (e gli spietati specchi dei camerini)
nella speranza di trovare dei vestiti degni di quell'ambiente lussuoso.
Poteva chiedere a Erin di accompagnarla: in qualit di addetta
agli acquisti di un'importante catena di abbigliamento, la
sua migliore amica era molto pi brava in questo genere di cose.
In effetti, Abby pareva l'unica donna al mondo non animata
da una passione frenetica per lo shopping e sapeva che questa
era una delle cose che Kieran apprezzava di pi in lei. Un
branco di pavoni vanitosi, tutti quanti, aveva commentato
una volta davanti a un programma di moda alla TV. Al tempo,
Abby era ancora una praticante e non avrebbe comunque avuto
soldi da spendere in vestiti, ma aveva afferrato il concetto e
preferiva non essere classificata tra quei pavoni.
Perci, a parte i tailleur che indossava al lavoro, di solito metteva
jeans e una maglia sportiva, e mai niente di troppo originale
o costoso. Ma stavolta, pens Abby con un sorriso,
Kieran avrebbe sicuramente capito se avesse speso qualche soldo
in pi per un bel vestito adatto a quell'occasione speciale.
La mattina del sabato seguente, Abby era andata in centro
da sola, decidendo infine di non farsi accompagnare da nessuno
in quel giro di shopping. Visto che il viaggio doveva essere
una sorpresa, non voleva correre il rischio che Kieran
sapesse che l'aveva scoperto. Non che Erin avrebbe detto niente,
in effetti Kieran non si intendeva molto con le sue amiche.
Dopo aver perlustrato invano gli stender di quasi tutti i negozi
di Grafton Street, Abby aveva deciso di dare un'occhiatina a
qualcuna delle boutique pi lussuose dei dintorni. Mentre
camminava le si era avvicinata una donna di bell'aspetto che le
aveva chiesto a sorpresa dove si fosse fatta i colpi di sole.
Colpi di sole?, aveva detto sorridendo, compiaciuta di
quell'inaspettato complimento. No, sono bionda naturale. E
anche i ricci sono naturali, aveva aggiunto. I capelli erano una
delle pochissime cose che le piacevano del suo aspetto. Lunghi,
corposi e di un color miele dorato, li teneva di solito sciolti per
incorniciare un volto altrimenti ordinario e sviare l'attenzione
dal naso che le pareva troppo grande e ben lontano dal naso sbarazzino
di cui erano state gratificate le sorelle maggiori.
Fantastico!, aveva detto con entusiasmo l'altra donna. Allora,
forse potrebbe interessarle Hairwaves, un nuovo salone
che ha appena aperto su South Anne Street! Oggi alle nuove
clienti facciamo uno sconto del cinquanta per cento su tutti i
colpi di sole e le meche. Vuole comprare un coupon?, disse,
mettendole sotto gli occhi un foglio. Mi servono solo i dettagli
della sua carta di credito e....
No, la ringrazio, aveva detto Abby, sentendosi una perfetta
idiota. Bel complimento davvero! Troppo bello per essere
vero. Come aveva fatto a non capire che quella donna era solo
una venditrice? Dio, ecco perch non era brava in queste cose,
pens allontanandosi, con il buon umore e la sicurezza ormai
svaniti.
Ma non poteva tornare a casa senza un abito decente, non
poteva affrontare un romantico weekend a Dromoland Castle
con un abito vecchio e fuori moda (e che probabilmente
ormai le entrava a stento). Trasse un profondo respiro ed entr
incerta in una piccola boutique dall'aspetto elegante che
le pareva fosse stata menzionata da Erin un paio di volte. Forse
avevano qualche offerta.
Buongiorno, disse l'elegante signora dietro il bancone.
Nonostante il tono gentile, Abby non aveva potuto fare a meno
di notare lo sguardo con cui l'aveva squadrata la donna.
No, no, non doveva fare la paranoica: non era la scena di Rodeo
Drive in Pretty Woman. Quella signora stava solo cercando
di essere cortese.
Cerca qualcosa in particolare?, le aveva chiesto, mentre
Abby, non avendo individuato alcun angolo delle offerte, aveva
cominciato a scorrere le stampelle del primo stender a portata
di mano.
Al diavolo!, aveva pensato con il cuore che le batteva all'impazzata.
A quel punto aveva due possibilit: poteva ringraziare
e andarsene, oppure accettare l'aiuto che le veniva offerto
e passare l il resto della giornata. Visto che non poteva permettersi
neanche un quarto dei prezzi esposti, la prima opzione
sarebbe stata senz'altro preferibile, ma al tempo stesso
Abby non voleva essere scortese.
Si rivolse alla donna con un sorriso e disse timidamente:
Stavo cercando un vestito... per un'occasione speciale.
Decise che avrebbe cortesemente visionato un paio di vestiti
prima di dire con rammarico che quegli abiti non facevano
per lei. Era il minimo, dopo essere entrata nel negozio e aver
fatto perdere tempo alla commessa.
Un'ora dopo, Abby usc dalla boutique rossa in volto, con
una busta in mano e la carta di credito arrivata alla soglia di
spesa. Era stata una vera angoscia e, peggio ancora, aveva finito
per comprarsi un abito che nemmeno le piaceva, per non
parlare di come le stava. La commessa aveva insistito perch
provasse una variet infinita di vestiti che parevano tutti ideati
per delle adolescenti anoressiche. Ma la cosa pi imbarazzante
era stata che la donna l'aveva fatta uscire di continuo dal camerino
perch si vedesse nell'enorme specchio del negozio, come
se non si rendesse minimamente conto che Abby non avrebbe
mai potuto entrare in una delle taglie che le proponeva!
Il parere di un'altra persona pu essere davvero utile,
aveva cinguettato, ma ad Abby non serviva il parere di nessuno
per capire che con quella roba pareva un elefante.
Con l'autostima ormai sotto i piedi, Abby alla fine aveva deciso
di porre fine a quella tortura accettando di acquistare un
orrendo vestito rosso di chiffon che accentuava ogni sua protuberanza
ma che almeno si chiudeva. Tutto quel denaro
sprecato! Ben lungi dall'impressionare Kieran, quella mise
l'avrebbe sicuramente fatto scappare a gambe levate. Si morse
il labbro. E se mai avesse scoperto quanto aveva speso...
Piena di vergogna e sensi di colpa, Abby si era trascinata fino
alla fermata dell'autobus, troppo avvilita per tornare a casa
a piedi, anche se ovviamente un po' d'esercizio fisico le
avrebbe fatto bene!
Chiss quando Kieran le avrebbe detto del viaggio. Negli ultimi
giorni, aveva sollevato un paio di volte l'argomento del suo
compleanno, ma stranamente lui non aveva battuto ciglio. Forse
aveva in mente di non dirle nulla finch non fossero arrivati
in albergo. Era curioso, per, perch Kieran non era un tipo da
sorprese.
Comunque, l'aveva saputo per tempo, pensava Abby sorridendo
tra s e s e relegando in un angolo remoto del cervello le sue ansie sul vestito: da l a una settimana si sarebbe trovata
in uno dei castelli irlandesi pi romantici al mondo con
l'uomo che amava. Che altro si poteva desiderare di pi?
All'ora di pranzo del sabato seguente, giorno del suo compleanno,
Abby era davvero disorientata. La prenotazione dell'albergo
era per quel giorno, il trentuno, e Kieran non le aveva
ancora detto niente su un eventuale viaggio o su come avrebbero
festeggiato. Che diavolo succedeva?
Nel frattempo, aveva lasciato cadere diverse allusioni e si era
trattenuta a stento dal parlargliene direttamente, perch capiva
che non sarebbe stata una buona idea, tuttavia...
Quando all'inizio della settimana, giusto per vedere la reazione,
gli aveva chiesto cosa avrebbero fatto sabato sera, lui si
era comportato stranamente, quasi fingendo di aver dimenticato
il compleanno. Cosa ti piacerebbe fare?, aveva chiesto.
Non so bene, ma non vorrei starmene in casa a guardare la
TV. Magari andare a cena fuori, aveva risposto lei, sorridendo
tra s e s.
Ok, va bene, se  questo che vuoi.
Ma a quel punto, con i nervi a pezzi, Abby si era decisa a chiamare
l'albergo. Doveva porre fine a quella sofferenza. Non era
da Kieran comportarsi cos. Pur avendole augurato buon compleanno
appena sveglio, da quel momento in poi era stato taciturno
e indifferente, cosa che Abby aveva attribuito al suo desiderio
di mantenere la sorpresa segreta fino all'ultimo.
Ma ora non ne era pi tanto sicura.
Aveva aspettato finch non era uscito a comprare il giornale
e aveva telefonato.
Dromoland Castle, servizio ospiti, aveva risposto una voce
maschile.
Ehm, salve. Telefono per una prenotazione per stasera a nome
di Kieran Redden. Volevo sapere a che ora apre il vostro ristorante
per la cena, aveva aggiunto su due piedi. Credo che
abbiamo prenotato, ma non sono certa....
Un attimo, vado a controllare. Per stasera, ha detto?
S.
Ehm, aveva detto l'uomo e Abby si era improvvisamente
resa conto di trattenere il respiro. Effettivamente avevamo
una prenotazione a quel nome per stasera, ma  stata annullata
la settimana scorsa.
La ragazza aveva avuto un tuffo al cuore. Annullata? Del
tutto?, aveva detto ansante, sopraffatta dalla delusione.
S.
Ma perch?, non aveva potuto fare a meno di chiedere, anche
se considerava improbabile che l'addetto potesse svelarle
il mistero.
Mi dispiace, ma non  riportato il motivo, signora.
Oh, certo. Bene, la ringrazio.
Abby aveva rimesso a posto il telefono e si era guardata intorno
completamente disorientata. Che diavolo stava succedendo?
Poi aveva sentito aprirsi la porta d'ingresso e rientrare
Kieran.
Ehi, aveva detto lui di fronte alla sua espressione stupita.
Che ti succede?
Niente, aveva mormorato automaticamente lei, in subbuglio
per la confusione.
Chiediglielo, si era detta. Digli che hai sentito il messaggio e
vuoi sapere che significa.
Ma perch aveva annullato la prenotazione, quella deliziosa
sorpresa di compleanno? Ma era una sorpresa per il suo compleanno?,
aveva pensato Abby, mentre si faceva strada in lei
un orribile e assillante sospetto. Oppure non aveva niente a
che fare con lei?
Ma Abby non aveva voluto percorrere quella via, e non aveva
voluto percorrerla perch era terrorizzata da ci che vi
avrebbe potuto trovare in fondo.

Capitolo 3.

Poco dopo il lavoro, Abby arriv al ristorante per scoprire
che il resto della famiglia - Caroline, Tom, sua madre e suo
fratello Dermot - era gi seduto ad aspettarla.
Buon compleanno, mamma. Abby abbracci Teresa e le
diede un bacio sulla guancia. Si era sentita cos in colpa dopo
la telefonata di Caroline che aveva comprato un mazzo di fiori,
ma ora si sentiva anche peggio vedendo il suo misero mazzetto
da chiosco accanto alla smisurata ed esotica composizione
floreale gi sistemata vicino alla sedia della madre.
Ciao, tesoro. Teresa si alz e ricambi l'abbraccio della figlia
minore. Grazie per essere venuta.
Grazie per essere venuta? A questo punto, Abby si sent ancora
peggio. Di quei tempi era talmente asociale che sua madre
doveva addirittura ringraziarla perch si era fatta viva al
suo compleanno? Era vero che di recente aveva visto poco i
suoi, ma era stata tanto impegnata con il lavoro e...
A essere onesti, non sapevo se avresti gradito il men...,
stava continuando la madre.
Abby si rese ben presto conto che in effetti Teresa non la stava
ringraziando per aver partecipato ai festeggiamenti, ma per
essere venuta in quel ristorante in particolare. Ma perch?
Che posto era poi? Si sedette e prese il men. A giudicare
dall'ambiente lussuoso e dal men rilegato in pelle era ovvio che
il locale l'avesse scelto Caroline e... Oh no!
Mamma, andr benissimo, disse disinvolta la sorella, mentre
Abby fissava atterrita il men.
Oddio, era tailandese!
Hanno molta scelta. E comunque  il tuo compleanno. Per
Abby andr benissimo, vero?, ripet, rivolgendo alla sorella
uno sguardo d'avvertimento.
Splendido, mormor Abby. Non aveva idea che la cena di
compleanno della madre si sarebbe svolta in un luogo in cui
non avrebbe potuto ingoiare neanche un boccone. Sapeva di
essere pi esigente di altri riguardo al cibo, come Kieran d'altra
parte, e questo era uno dei motivi per cui andavano di rado
a mangiare fuori. Cominci ad avere il voltastomaco solo
a leggere i piatti in offerta. Erano tutte cose strane condite
con salse ancora pi strane.
Non capiva perch la gente non volesse pi mangiare i normali
cibi con cui era cresciuta, come patate e verdure, e preferisse
invece quella roba viscida. Persino la sua migliore amica
Erin faceva fatica a comprendere quelle sue idiosincrasie,
cos le chiamava.
Non sapete davvero quello che vi perdete, aveva detto l'amica
una volta che aveva invitato a cena lei e Kieran.
A tavola, Kieran aveva immediatamente reagito male all'odore
di una formaggiera piena di parmigiano e, in seguito, aveva
rifiutato di mettere in bocca anche la pi minuscola briciola di
qualsiasi cibo esulasse dal normale. Anche Abby aveva convenuto
che il parmigiano aveva un odore terribile e aveva dimostrato
una certa esitazione riguardo alle portate successive.
Alla fine, e con grande esasperazione di Erin, invece dell'intruglio
di pasta preparato dall'amica, lei e Kieran avevano
mangiato una patata e un pomodoro arrosto. Come diceva
sempre Kieran, perch si dovrebbe pagare una follia per dei
piatti immersi in salse maleodoranti di cui non si conosce
neanche la composizione? Una volta aveva detto ad Abby di
aver sentito che i ristoranti cinesi servivano regolarmente carne
di cani randagi. Certo lei non era una grande appassionata
di cani - anzi in realt ne aveva un terrore sacro - ma quella
fine non la meritavano davvero!
Ora, mentre scorreva il men, ebbe un sussulto al ricordo di
quella storia, perch cucina tailandese e cinese erano la stessa
cosa, no?
Che stai pensando, tesoro?. La voce della madre interruppe
i suoi pensieri. C' qualcosa che ti piace?, disse ansiosa
Teresa, guardando dubbiosa la figlia.
Oh, va benissimo, davvero, si affrett a rispondere Abby,
sforzandosi di sorridere. Non sapeva bene cosa esattamente
avrebbe mangiato, ma non si sognava di sciupare la festa alla
madre.
Perch, altrimenti potremmo andare in un altro posto...,
cominci Teresa, mordendosi il labbro.
No!, esclamarono all'unisono Caroline e Dermot.
 un pezzo che la mamma vuole venire qui, disse a denti
stretti Caroline alla sorella, e abbiamo dovuto prenotare con
grande anticipo.
Abby aveva dimenticato che negli ultimi anni (e specialmente
dopo la morte del padre), la madre si era lanciata in ogni
sorta di avventurose sperimentazioni, soprattutto culinarie.
Abby, c' sicuramente qualcosa che puoi mangiare, aggiunse
il fratello con una punta di impazienza. Per esempio il
pollo con i funghi dovrebbe essere sufficientemente blando.
Sufficientemente tremendo!, pens Abby.
S, il pollo andr benissimo, rispose lei in fretta, mortificata
per aver creato tanto scompiglio. Sul serio.
Ci volle un po' perch la tensione si dissipasse del tutto e
Abby sapeva che Dermot e Caroline ce l'avevano con lei. Ancora
una volta constat avvilita che in quel periodo si trovava
a una diversa lunghezza d'onda dai suoi, un pesce fuor d'acqua.
Erano tutti cos felici e soddisfatti della loro vita, invece
lei non faceva che deprimerli. Dopo la rottura aveva tentato
seriamente di stare su, ma era difficile quando dentro ci si sente
uno zombie ambulante.
Mamma, hai sentito Claire?, chiese Caroline, nell'evidente
intento di cambiare argomento. Claire era la sorella maggiore
e viveva a New York.
Teresa sorrise. S, mi ha chiamato poco prima che uscissi e
con Zach mi ha mandato un biglietto davvero delizioso.
Come sta?
Molto bene, rispose Teresa. Sperano di riuscire a venire
presto, ma non  facile per Zach assentarsi dal lavoro.
Il marito di Claire, Zach, lavorava al dipartimento di polizia
di New York, fatto che aveva preoccupato non poco Teresa
quando Claire aveva cominciato a frequentarlo. Sta' attenta.
Sono tutti alcolizzati, l'aveva messa in guardia la madre, grande
appassionata di polizieschi americani. Ma era poi uscito
fuori che Zach lavorava nella stradale e si erano conosciuti una
volta che Claire aveva cercato di non pagare il parchimetro.
Be', forse dovremmo andare noi da lei, disse Caroline,
strizzando l'occhio ad Abby. Ogni scusa  buona per fare un
po' di shopping a New York? Che ne pensi?.
E di nuovo, Abby si sent tesa e a disagio. Principalmente
perch aveva il terrore di prendere l'aereo e poi perch dopo
il suo exploit con quel famoso vestito aveva anche il terrore
di fare shopping!
Certo, staremo a vedere, intervenne velocemente Teresa e,
dal tono, Abby cap che la madre aveva captato il suo disagio.
Le scocc un sorriso colmo di gratitudine.
Per, spese e aerei a parte, sarebbe stato bello rincontrare la
sorella maggiore che negli ultimi anni aveva visto molto poco.
Diversamente dal resto della famiglia, non era mai andata a
New York a trovare Claire e, dopo il matrimonio, neanche la
sorella e Zach erano tornati spesso a casa. Erano una coppia
fantastica e sarebbero stati dei bravissimi genitori (Abby sapeva
che il desiderio pi grande della sorella era sempre stato
mettere su famiglia). Claire l'aveva chiamata dopo la rottura
con Kieran e da allora Abby aveva spesso avuto l'intenzione
di telefonarle, ma non ne aveva mai trovato il tempo. Si morse
il labbro, sperando che Claire non se la fosse presa per quel
prolungato silenzio, soprattutto visto che erano sempre state
molto vicine.
Uno di questi giorni devo chiamarla, disse.
Sarebbe contentissima di sentirti, replic con un sorriso
Teresa. Allora, come stai, tesoro?, chiese. Come va il lavoro?
Oh, sono molto impegnata. Abby si agit sulla sedia, a disagio
per quella domanda diretta.
S, Caroline mi dice che ti trattieni fino a tardi al lavoro,
azzard cautamente la madre. Non dovresti esagerare, cara.
Il lavoro non  tutto.
Ma  tutto ci che ho in questo momento, avrebbe voluto replicare
Abby, ma si trattenne. Nessuno di loro avrebbe capito
che senza il lavoro su cui concentrarsi, sarebbe crollata da
un pezzo. Lo so, mamma, disse con un sorriso forzato.
Be', io ho forse proprio quello che potrebbe distrarti dal lavoro,
Abs, cinguett Caroline. Hanno appena aperto in
centro un posto favoloso che si chiama Estasi. E un centro benessere
e fanno ogni sorta di trattamenti rilassanti e destressanti.
Potremmo andarci tutte e tre per una bella giornatina,
vi invito io e....
Ehm, no, grazie, intervenne rapidamente Abby. La menzione
di un centro benessere le aveva immediatamente suscitato
tristi memorie sul famoso weekend che non c'era mai
stato. Che idiota era stata, che stupida a pensare che Kieran
l'avrebbe portata in quell'hotel esclusivo con SPA, quando in
realt lui pensava a tutt'altro...
A ogni modo, la imbarazzava l'idea di un estraneo che le
metteva le mani addosso. Perch alla gente piacesse una cosa
del genere era al di l della sua comprensione. Come avrebbe
detto Kieran, non era che un'altra scusa per vendere qualcosa
di inutile a una cifra spropositata.
Non  il mio genere, a dire il vero, disse sorridendo debolmente
alla sorella.
Oh, va bene, come non detto. Caroline parve un po' sorpresa
da quel risoluto rifiuto della sua generosa offerta. Be'...
magari lo proveremo io e te, mamma. Che ne pensi?
S, ci pensiamo sicuramente, disse cortesemente Teresa.
Io credo che dovresti rilassarti un po', Abby, disse Dermot.
Si gir, ferita, verso il fratello. Perch ce l'avevano tutti con
lei e perch le dicevano in continuazione di rilassarsi? Non
capivano che per andare avanti aveva il disperato bisogno di
tenersi occupata?
Non  cos facile, Dermot, replic lei, ormai trattenendo a
stento le lacrime. Fare la commercialista non  come fare il
meccanico.
Il fratello lavorava in una piccola azienda di autoricambi e a
ventisei anni, con pochi vincoli e nessun mutuo da pagare, poteva
condurre una vita del tutto spensierata.
Ma certo, cara. Lo sappiamo, esclam in fretta la paciera Teresa.
Vorremmo solo che di tanto in tanto te la prendessi con
pi calma. In questi giorni ci sembra tu sia lavorando troppo
e siamo un po' preoccupati per te, tutto qui.
Be', non c' alcun bisogno di preoccuparsi, li rassicur
Abby per l'ennesima volta. S, il lavoro pu essere un po' frenetico,
ma a me piace.
Solo non farne il tuo unico scopo. Sai cosa dicono sul troppo
lavoro senza distrazioni..., disse Caroline, riempiendo i
bicchieri di champagne.
La sorella aveva ordinato la bottiglia pi costosa della carta
per brindare al compleanno della madre. La prodigalit della
sorella spesso faceva sentire Abby inadeguata e ricord quanto
irritasse Kieran il modo in cui Caroline cogliesse ogni occasione
per sbandierare i suoi soldi. O meglio, i soldi di Tom. Da
quando si erano sposati, Caroline non aveva lavorato nemmeno
un giorno e trascorreva la maggior parte del tempo a comprarsi
vestiti costosi e a mangiare in ristoranti cari come quello.
Non so proprio come tuo marito lo tolleri, diceva Kieran,
riferendosi a Tom. Sebbene il cognato fosse un uomo di poche
parole (buongiorno e buonasera erano pi o meno il massimo
del suo eloquio), era un bonaccione e non pareva turbato degli
sperperi della moglie. In effetti, Tom adorava Caroline e
adorava il terreno su cui poggiava i piedi, un fatto che Abby
aveva sempre molto invidiato. Tanto pi ora.
S, la sorella aveva tutto: una vita da favola con un marito adorante,
un sacco di soldi e, naturalmente, un aspetto fantastico.
Mentre lei, rifletteva osservando il cameriere metterle davanti
un piatto dal contenuto strano e poco invitante... be', lei non
sembrava avere niente di tutto ci.

Capitolo 4.

La mattina del luned seguente, squill il telefono e, caff in
mano, Abby and a rispondere.
Ciao, chi non muore si risente, disse allegra Erin.
Come stai?. Abby si sent immediatamente in colpa. Non
vedeva, n parlava con la sua migliore amica da un secolo. Nonostante
i reiterati tentativi di Erin di farla uscire la sera, non
aveva la forza di vestirsi e andare fuori a divertirsi. L'amica era
cos frizzante e spensierata che anche in tempi migliori Abby
non riusciva a starle dietro, e poi nella sua attuale situazione
non voleva deprimerla. Le sarebbe piaciuto fare una chiacchierata,
ma in quel momento non aveva molto tempo, non alle
otto e un quarto quando era praticamente con un piede fuori
della porta...
Erin parve leggerle nel pensiero. Sto benissimo, ma senti, so
che probabilmente stai andando al lavoro e quindi non ti trattengo
molto. Sembrava elettrizzata. Io, Miriam e Rebecca
siamo uscite a bere qualcosa ieri sera.
Miriam e Rebecca erano altre due amiche con cui Abby non
parlava da un secolo. Non che le evitasse di proposito, ma immaginava
che nessuno sano di mente avesse voglia di starle
accanto in quel periodo. E poi era ben possibile che le ragazze
non avrebbero capito la sua incapacit a superare la fine
della relazione e a voltare pagina, come facevano tutti. Erano
ragazze forti, indipendenti, che non si sarebbero neanche sognate
di farsi piantare da un uomo in quel modo.
Ma per quanto provasse, Abby non riusciva a liberarsi dal
pensiero di Kieran, e si sentiva costantemente come uno a cui
fosse stato amputato un braccio. Chi mai poteva aver voglia
di passare il tempo con un simile relitto umano? No, molto
meglio starsene per i fatti propri per un po', piuttosto che forzarsi
a uscire con le altre per finire la serata mettendo a disagio
se stessa e loro piagnucolando su un bicchiere.
Erin stava ancora parlando. E quindi abbiamo deciso di fare
un weekend lungo fuori. Solo donne. Che ne pensi di Dubai?
Cosa ne penso io?. Abby non ne sapeva molto di quel posto
se non che era caldo come una fornace e molto molto lontano.
Nessuna di noi c' mai stata e dicono sia bellissimo - un bel
sole caldo, shopping fantastico - e tutte e quattro potremmo
divertirci un mondo. Che te ne pare?
Tutte e quattro... vuoi dire anch'io?
Ma certo!, disse Erin, come se fosse la cosa pi ovvia al
mondo. Stavamo pensando al mese prossimo, intorno a Halloween.
Dovremmo solo prenderci un paio di giorni di ferie.
Abby fu presa dal panico. Avrebbero dovuto andarci in aereo,
no?, e poich il solo pensiero la terrorizzava...
Per l'amor del cielo, Abby, sei gi stata in aereo una volta,
be', due, se si conta il viaggio di ritorno.
Era vero, ma per quel che la riguardava, due volte erano bastate.
Due anni prima, lei e Kieran avevano fatto la loro prima
(e ultima) vacanza all'estero. Erano andati in Spagna per una
settimana e il volo era stato snervante fin da quando avevano
messo piede sull'aereo.
Quasi tutti i piloti non hanno la pi pallida idea di cosa fare:
sono solo autisti d'autobus ripuliti, l'aveva rudemente
informata Kieran al momento del decollo. E considerando il
prezzo di questi voli....
Abby aveva pensato che il costo dei biglietti fosse piuttosto
buono, ma se Kieran aveva ragione sulla mancanza di esperienza
dei piloti, allora capiva il perch. A ogni modo, non le
aveva dato alcuna rassicurazione durante il volo e anzi, quando
erano incappati in una zona di turbolenze e il viaggio era
diventato un po' movimentato, la sua dettagliata conoscenza
degli aeroplani non aveva che peggiorato le cose.
Scatole di latta, ecco cosa sono questi affari, le aveva detto,
mentre Abby, con le nocche bianche, si teneva afferrata ai
braccioli pregando che finisse presto. Non capisco perch
perdono tempo con tutte quelle stronzate sulle procedure di
sicurezza. Se cadiamo, tanto c' poco da fare.
Dopo quell'esperienza, non c'era speranza che Abby, terrorizzata
al pensiero del viaggio di ritorno, nel corso di quella
cosiddetta vacanza potesse rilassarsi. Durante il soggiorno,
per via del caldo, Kieran era diventato scontroso e irritabile,
tanto che gi il primo giorno aveva avuto un grosso diverbio
con un simpatico cameriere spagnolo sul ghiaccio nella bibita.
Questo ghiaccio  pieno di dannati germi, aveva insistito
prima di esigere dal cameriere una nuova coca.
Per tutta la durata della vacanza Abby aveva bevuto birra
calda e aveva avuto paura persino di lavarsi i denti al pensiero
di contrarre un qualche virus indigeno.
Nonostante il cibo le fosse parso assolutamente normale e,
con sua grande sorpresa, neanche tanto spagnolo - in un posto
avevano anche mangiato uno stufato all'irlandese -
Kieran non lo aveva neppure toccato, affermando che la bistecca
non fosse per niente una vera bistecca.
Quante mucche hai visto dall'aeroporto a qui?, aveva sottolineato.
Dio solo sa che razza di cibo ci stanno propinando
questi imbroglioni stranieri.
Abby, a cui in realt gli spagnoli che avevano conosciuto erano
parsi gentili e incredibilmente pazienti e accomodanti (tutto
sommato), credeva che non si sognassero minimamente di
imbrogliare la gente, ma sfortunatamente non era riuscita a
convincerne il suo ragazzo.
E poi, visto che ci sono, dovrebbero iscriversi a qualche corso
serale di inglese. Quel tizio non capiva una parola di quello
che dicevo quando gli ho chiesto di togliermi il ghiaccio, ma
forse faceva finta.
La vacanza era stata un incubo dall'inizio alla fine.
No, riflett Abby, le vacanze all'estero non facevano per lei:
caldo, voli inaffidabili e, se si doveva credere a Kieran, cibi sospetti.
Non credo, Erin, disse all'amica. Il pensiero di un altro
viaggio verso una meta remota era situato molto in basso nella
sua lista di priorit. Oltretutto, era davvero impossibile che
potesse prendersi delle ferie con cos breve preavviso. La scadenza
dell'imposta sul reddito era di l a poche settimane e
questo significava che Duffy Masterson sarebbe stato sommerso
dal lavoro.
Quando glielo spieg, Erin non parve convinta.
Ma dai, Abby. Negli ultimi mesi hai lavorato ogni singola
ora che Dio ha messo in terra, sicuramente avrai diritto a prenderti
delle ferie.
Davvero non posso. C' troppo da fare.
E va bene. Forse potremmo posporlo un po' per trovare un
momento che vada bene a tutte.
Sulle spine, Abby rispose un vago Forse.
Abby, tutto bene? Negli ultimi tempi, ogni volta che ti chiamo
ti preoccupi solo del lavoro e questa  la terza volta in altrettante
settimane che mi dici di no. Erin pareva amareggiata.
Senti, capisco che sei ancora in crisi ma....
Erin, scusami, ma posso richiamarti?, la interruppe Abby,
assolutamente incapace di affrontare una conversazione su
quell'argomento. Devo davvero andare. Sono gi in ritardo.
Un breve silenzio. Ok.
Senti, voi intanto andate avanti e prenotate il vostro viaggio
senza pensare a me, prosegu cercando di assumere un tono
di voce allegro e noncurante. Ci vediamo presto. Promesso.
Bene. Erin pareva un po' offesa.
Ci sentiamo presto, ok?. E con questo, Abby riagganci e
bevve d'un sorso il caff rimasto prima di agguantare il cappotto
e precipitarsi fuori dalla porta.
Guard l'orologio. Otto e trentacinque. Oh, no, sarebbe sicuramente
arrivata in ritardo! Si mise a correre diretta in centro,
facendosi strada tra una folla di gente che scendeva da un autobus
a una fermata vicina. Per la fretta, per poco non and a
sbattere contro un pedone che veniva dalla direzione opposta.
Scusi tanto, disse, schivando la donna all'ultimo minuto e
deviando verso una scala appoggiata a un edificio. Ok, pens,
senza preoccuparsi di aggirarla per non finire intrappolata tra
una folla ancora maggiore. Comunque, non era superstiziosa
e quindi...
Fu l'ultimo pensiero di Abby prima di un bagliore forte e accecante.
Poi, d'improvviso, tutto si fece nero.

Capitolo 5.

Quando si svegli, vide sospesa sopra di lei la faccia di un'estranea.
Ciao, cara, come ti senti?
Bene, credo, disse intontita Abby.
Cerc di mettersi a sedere, ma la sconosciuta, una donna di
mezza et tutta vestita di bianco, contrast cortesemente i
suoi tentativi.
No, tesoro, resta distesa per un po' finch non arriva il dottore.
Dovrebbe arrivare a momenti. Vuoi qualcosa? Un bicchiere
d'acqua, forse? A proposito, io mi chiamo Molly.
Il dottore?. Con orrore, Abby si rese conto di giacere in un
letto di quella che pareva una corsia d'ospedale. E la donna in
bianco con quel viso gentile e che diceva di chiamarsi Molly
non poteva che essere un'infermiera. Che diavolo ci faceva in
un ospedale?, si chiese, colta dal panico.
Hai avuto un piccolo incidente, disse Molly, come se le avesse
letto nel pensiero.
Incidente?
S.
Abby si rese conto che l'infermiera stava facendo del suo meglio
per avere un'aria indifferente e imperturbabile, ma qualcosa
nello sguardo la tradiva. Che stava succedendo? Che incidente?
Non ricordi?
No... io.... Batt le palpebre con gli occhi gonfi di sonno.
Da quanto tempo sono qui? Come ci sono arrivata?. Estraendo
il braccio dalle coperte, guard l'orologio, come se questo
dovesse illuminarla su quello che stava accadendo. Ma l'orologio
non c'era.
Non preoccuparti, tutte le tue cose sono sane e salve, disse
l'infermiera, leggendole nuovamente nel pensiero. Ce le
ha tua madre.
Mamma? Mia madre  qui?. Ora Abby era seriamente spaventata.
Che stava succedendo?
Ah, ti sei svegliata, disse una voce maschile dalla porta e un
uomo, che Abby immagin fosse il dottore, comparve ai piedi
del letto. Prese la cartella clinica e le diede una veloce occhiata.
Come ti senti?
Non saprei dire, rispose Abby, guardandolo preoccupata.
Vertigini, nausea, sintomi simili?
No, rispose lei automaticamente, ma in realt le vertigini
le aveva per il panico che le creava quella situazione incomprensibile.
Il dottore annu e scarabocchi qualcosa sulla cartella.
Mal di testa o qualche altro dolore?.
A dire il vero, effettivamente sentiva una certa pressione su
un lato della testa, ma...
Senta, potete dirmi che sta succedendo?, chiese, con voce
tremante. Come sono arrivata qui? Che ho che non va?.
Il dottore lev rapidamente lo sguardo dalla cartella. Non
ricordi?
Se ricordassi, non glielo chiederei!, grid Abby, trattenendo
a stento le lacrime. Che succede?.
Il dottore pareva deciso a ignorare le sue richieste e continu
con le domande: Abby, sai che giorno ?.
Santo cielo, sembrava una puntata di The Twilight Zone!(1),
pens lei, sgranando gli occhi. Come che giorno ? Ovviamente
 luned.
E il tuo numero di telefono?
Il mio numero di telefono.... Abby scosse il capo per
l'assurdit di quella situazione e facendolo si rese conto che aveva
la testa insolitamente pesante. Alz una mano per toccarsela
e scopr che in cima era avvolta da una specie di... fasciatura.
Oddio!
Ok, ci torneremo pi tardi, disse il dottore, notando la
sua agitazione. Ma Abby, posso chiederti qual  l'ultima cosa
che ricordi?
Non so bene....
Confusa, Abby cerc di ripercorrere i fatti di quella mattina.
Stava andando al lavoro ed era di corsa perch... perch al telefono
con Erin avevano parlato di... di una vacanza. Ecco!
Era uscita di casa dopo le otto e mezza e le strade erano piene
di persone che correvano di qua e di l...
Quando lo raccont al dottore, questi annu cautamente.
Non ricordi niente di una scala?.
Abby batt le palpebre. Che scala?.
Il dottore annu nuovamente, come se la ragazza avesse appena
superato, o per meglio dire non superato, un importante
test.
Un test che Abby non aveva capito fosse in corso.
Abby, hai riportato un importante trauma cranico a seguito
di una tegola caduta da un tetto che ti ha colpito un lato
della testa, spieg il dottore con voce cortese. In principio,
la forza del colpo ti ha messo completamente fuori combattimento
e in quel periodo non abbiamo potuto....
Dottor Moroney. Improvvisamente ai piedi del letto comparve
un altro estraneo, una donna con occhi gentili apparentemente
sulla quarantina. Ma, diversamente dagli altri,
non portava il camice e indossava invece un elegante abito
gessato nero e una camicetta rosa carico.
Oh, salve, dottoressa O'Neill. Scusi, non avevo sentito che
mi stesse chiamando. Il dottore si allontan per mostrare la
cartella clinica alla nuova arrivata e i due parlarono tra loro a
bassa voce per alcuni minuti, suscitando in Abby ulteriore disagio.
Alla fine, il dottore torn al suo fianco. Allora, dove eravamo
rimasti?. Prese dalla tasca una minuscola torcia e, dopo
averla accesa e puntata direttamente sugli occhi di Abby, fece
qualche altra annotazione sulla cartella. Ah, s. Puoi dirmi il
tuo numero di telefono?, chiese nuovamente, prima di aggiungere
faceto: Non preoccuparti, sono un uomo felicemente
sposato.
Abby era troppo agitata per apprezzare lo scherzo, ma snocciol
rapidamente i numeri, ansiosa di dimostrare a lui, nonch
a se stessa, che stava alla perfezione.
E l'indirizzo di casa e quello del lavoro?, prosegu lui,
prendendole il braccio destro e misurandole la pressione.
Abby ripet facilmente entrambi gli indirizzi, con crescente
trepidazione ma ancora completamente frastornata.
Ok, bene, tra poco ti portiamo gi per una risonanza magnetica
per controllare i danni, disse il dottore, rimettendo
finalmente a posto la cartella, e ci vediamo di nuovo dopo
l'esame. Intanto, stai tranquilla e non muoverti troppo, d'accordo?
Hai preso una bella botta e sei rimasta priva di sensi
per un po', ma la dottoressa O'Neill ti dir tutto, e scambi
uno sguardo con la donna prima di uscire dalla stanza.
Dirmi tutto cosa?, si chiese Abby, ancora confusa. E per
quanto tempo era rimasta priva di sensi?
Ciao, Abby. Mi chiamo Hannah O'Neill, ma chiamami pure
Hannah, disse gentilmente la dottoressa. Sono la neuropsicologa
consulente del St Vincent e posso rispondere a
qualsiasi tua domanda.
Abby annu grata e sollevata al pensiero di poter finalmente
ottenere qualche risposta. Quanto tempo sono rimasta priva
di sensi?
Ti hanno portato qui stamattina e adesso  l'ora di pranzo,
quindi non pi di tre o quattro ore.
Tre o quattro ore? Ma cos' successo?
Quando sono arrivata te lo stava spiegando il dottor Moroney:
sei stata colpita in testa da una tegola caduta da un tetto,
ripet affabile.  per questo che doveva farti quelle domande.
Dopo un trauma cranico l'amnesia  molto comune.
Dopo aver accudito un altro paziente, torn l'infermiera
Molly. Sei sicura che non vuoi un bicchiere d'acqua?, le richiese.
In effetti, credo di s. All'improvviso, Abby stava morendo
di sete, niente di strano se era rimasta priva di sensi, pens,
ancora incapace di crederci. Una tegola! Ricord vagamente
di aver cambiato direzione per evitare una persona, ma
non riusciva a ricordare di aver notato una scala. Non che la
cosa la preoccupasse: non era una persona particolarmente
superstiziosa, ma evidentemente non passare sotto le scale era
pi una questione di sicurezza che di superstizione...
 rimasto ferito qualcun altro?, chiese, d'improvviso temendo
di aver causato qualcosa di pi grave. Vista la sua fortuna,
era una reale possibilit.
Non che sappiamo, disse Hannah, placando i suoi timori
su quel fronte.
Poco dopo, arriv l'infermiera con il bicchiere d'acqua e
aiut Abby a sedersi appoggiata ai cuscini, mentre la psicologa
riempiva qualche altra lacuna.
Non conosco i dettagli esatti, ma pare che l'operaio che riparava
il tetto abbia chiamato l'ambulanza e sia rimasto con te
finch non  arrivata, disse. Quando sei arrivata avevi con
te il tesserino d'identificazione dell'ufficio e quindi l'accettazione
ha telefonato al tuo capo allo studio di commercialista,
che a sua volta ha chiamato i tuoi famigliari. Rincalz bene le
lenzuola e le porse il bicchiere. Tua madre  rimasta con te
tutta la mattina ma a quanto pare  andata un attimo al bar a
mangiare qualcosa. Ho mandato una delle inservienti a dirle
che ti sei svegliata e sono sicura che torner a momenti.
Abby annu, sollevata all'idea che la madre fosse nelle vicinanze.
Ha idea di quando sar dimessa?, chiese.
Ma la psicologa evit di guardarla in faccia, fatto che suscit
in Abby un rinnovato terrore: doveva esserci qualcosa di molto
grave. Dipende dal risultato della risonanza magnetica, e
forse dovremo fare anche una TAC, prosegu con voce calma.
Dipende. A ogni modo, dovrai riposarti per un po'.
Riposarmi?, grid Abby nel panico. Ma non posso! Sono
sommersa dal lavoro e Frank, il mio capo, s'incavoler come
una belva!.
Abby, hai subito un trauma cranico molto serio, disse Hannah
dolcemente, come se si rivolgesse a una bambina. E finch
non sapremo con sicurezza quali conseguenze potrebbe
avere, il lavoro e tutto il resto dovranno aspettare per un po'.
E quali sarebbero queste conseguenze? Cosa significa?
Ascolta, ne parleremo dopo aver avuto i risultati degli esami,
va bene?, la tranquillizz la donna. Per il momento, rilassati
e cerca di non preoccuparti.
Ma come poteva non preoccuparsi?, replic Abby tra s e
s. Quella cosa terribile e spaventosa era successa a lei, una
cosa che avrebbe potuto benissimo avere ripercussioni maggiori
che qualche giorno di vacanza forzata dal lavoro. E questo
di per s era gi tremendo...
L'ultima cosa che vogliamo  affaticarti. Hai avuto un grosso
shock, perci stai tranquilla e riposa un po', disse gentilmente
Hannah ad Abby. Tra poco verr l'infermiera per portarti
gi a fare la risonanza magnetica e io verr a visitarti nel
prossimo paio di giorni per vedere come vanno le cose.
Il prossimo paio di giorni..., ripet Abby scioccata. Per
quanto tempo pensate di trattenermi? Io mi sento bene, davvero.
Ma sfortunatamente Hannah non volle sentire ragioni e rimase
sul vago riguardo alla durata della degenza di Abby. Dobbiamo
aspettare per vedere come va, si limit a dire, prima di
promettere di tornare il giorno dopo per un'altra chiacchierata.
Agitata, Abby alz sovrappensiero la mano e si tocc la nuca
per ritirarla immediatamente. Cosa diavolo...?
Che mi  successo ai capelli?, ansim incredula.
Invece della sua bella chioma lunga, bionda e riccioluta, ora
sfoggiava una cortissima zazzera. Si pass la mano sulla testa,
in cerca di qualcuno dei suoi preziosi capelli: l'unica cosa che
ad Abby piaceva di se stessa e quella che Kieran diceva di
aver notato per prima quando l'aveva conosciuta...
Hannah fu lesta a rassicurarla. Hanno dovuto tagliarteli
quasi tutti per poter esaminare la ferita. Ma non preoccuparti,
cresceranno presto. Dir all'infermiera di portarti uno specchio
cos puoi vederti meglio.
Mi hanno tagliato i capelli senza chiedermelo?, e mentre
le pronunciava si rese conto di quanto assurde fossero quelle
parole, ma il fatto  che non riusciva ancora a crederci. I suoi
bei capelli non c'erano pi! E, senza volerlo, scoppi a piangere
rendendosi conto che stupidamente - viste le circostanze
- la sua unica preoccupazione era che Kieran non l'avrebbe
mai pi rivoluta.
Circa un quarto d'ora dopo arriv la madre con un'aria giustamente
preoccupata, ma al tempo stesso enormemente sollevata
dal fatto che la figlia si fosse risvegliata e parlasse.
Come ti senti, tesoro?, chiese Teresa, dandole un bacio sulla
fronte. Mi dispiace che non ero qui quando ti sei svegliata,
ma Molly mi aveva fatto andare al bar per mangiare un boccone.
Molly? Abby sorrise. Era l solo da poche ore e la madre gi
conosceva per nome il personale.
Non preoccuparti, la rassicur Abby, contenta di aver accanto
qualcuno che conosceva, anche perch sto bene, credo,
ma pare che debba restare qui per qualche tempo, aggiunse,
spiegando alla madre quello che le aveva detto Hannah.
 strano, perch io mi sento benissimo.
Be', immagino che i dottori sappiano il fatto loro, disse
Teresa accarezzandole comprensiva il braccio. Ricordi quello che  successo? Prima di perdere conoscenza, intendo.
Ancora una volta, Abby rifer che ricordava esattamente tutto
ci che era avvenuto quella mattina tranne il fatto di essere
passata sotto la scala. Ero in ritardo e un po' di corsa, e l'ultima
cosa che ricordo  di essermi fatta strada tra la folla. Poi
mi sono svegliata qui. Quando vide che la madre si era messa
in agitazione, Abby la rassicur immediatamente. Non
preoccuparti, mamma, sto benissimo. Ma immagino quanto ti
sia preoccupata quando ti hanno avvertita.
Certo che mi sono preoccupata, disse Teresa. Ci siamo
preoccupati tutti: Caroline, Dermot, Claire.
Claire?. Abby sgran gli occhi. Mamma,  solo un bernoccolo
in testa; perch hai dovuto disturbarla per una cosa
del genere?. Evidentemente, la madre riteneva la sua situazione
molto pi grave di quanto fosse in realt, pens con il
cuore che ricominciava a batterle pi in fretta.
Ma perch? Forse i dottori avevano detto a sua madre qualcosa
che non avevano detto a lei? Anche se la madre era ansiosa
per natura, era chiaro che c'era qualcosa che l'agitava,
qualcosa di pi di un semplice bernoccolo in testa.
Mamma? Che c'?, chiese spaventata. C' qualcos'altro?
Qualcosa che non so?
Assolutamente no, la rassicur Teresa. E non avrei detto
niente a Claire se non avesse telefonato mentre stavo uscendo
per venire in ospedale.
Ah, ok, disse Abby con evidente sollievo. Dio, quella situazione
la stava facendo diventare nevrotica!
E allora, come sta la malata?, disse una voce da dietro un
colossale mazzo di fiori ambulante, prima che vi si affacciasse
il volto sorridente di Caroline.
Benissimo, rispose Abby, agitata da tutte quelle storie. E
tu, che ci fai qui?
Bei modo di accogliere la tua sorellina preferita, sorrise
Caroline, sporgendosi per darle un bacetto sulla guancia.
Sono venuta per vederti e ovviamente per darti questi. Appoggi
l'enorme mazzo di fiori che secondo Abby doveva essere
alto pi o meno un metro e mezzo.
Grazie, sono bellissimi, ma non dovevi.
Lo so, ma mentre sei qui potremmo cercare di rendere questo
posto un po' meno tetro. Ah, e ti ho anche portato un po'
di profumo, aggiunse, estraendo dalla borsa un paio di flaconcini
da viaggio di Clarins e una bottiglietta di Chanel N. 5.
Abby scosse il capo mentre la sorella si metteva diligentemente
a spruzzare le lenzuola. Viveva proprio su un altro pianeta!
Allora, disse poi Caroline, dopo che Abby aveva dovuto
convincere l'ennesima persona di sentirsi benissimo. La mamma
ti stava dicendo di Claire, no?, disse, lanciando un'occhiata
alla madre.
Teresa si torse le mani. Ecco, non sono sicura che sia il momento
giusto per dirlo, con te in ospedale e tutto il resto.
Che le  successo?, chiese Abby.
Be', come ho detto, prima le ho parlato al telefono e... insomma,
c' una bella notizia.
Davvero? Cosa?
Be',  uscito fuori che  incinta. Teresa fin imbarazzata la
frase, e Abby cap immediatamente che la madre si sentiva in
colpa per il momento poco opportuno e anche per essere felice
per una figlia mentre un'altra era al colmo della sfortuna.
Ma non c'era davvero motivo di preoccuparsi.
 una notizia bellissima!, disse senza fiato, emozionata
per la sorella maggiore.
Non ti pare?, convenne sorridendo Caroline.
A che mese sta?
Al sesto, pensa un po', la inform la sorella prima che Teresa
potesse replicare.
Ora Abby era ancora pi scioccata. Al sesto? E ce lo dice solo ora?. Forse, come fanno alcuni, non aveva voluto dirlo prima
di essere certa che procedesse tutto bene. Ma comunque,
sei mesi le parevano un po' eccessivi...
Poi Abby pens una cosa. Ma come mai non ha detto niente
l'altro giorno, si chiese ad alta voce, quando ha telefonato
per fare gli auguri di compleanno alla mamma?.
Le due donne si scambiarono uno sguardo. Be', forse non
voleva rubare la scena alla mamma, sugger Caroline. Sai
come  fatta Claire.
Abby lo sapeva, ma ciononostante non riusciva a capire come
mai la sorella avesse tenuta nascosta una tale notizia per
cos tanto tempo. A ogni modo era una notizia bellissima, ora
doveva proprio chiamarla. O almeno non appena fosse uscita
da l...
E tu, stai proprio bene?, le richiese Caroline. Comunque
a me sembra che stia benissimo.
Infatti, ripet Abby per l'ennesima volta. Secondo me
stanno facendo un sacco di storie per niente. Per non parlare
di un letto che viene sprecato per una persona che chiaramente
sta benissimo.
L'ombra che attravers il volto di Teresa indic che la madre
non condivideva il suo ottimismo.

Capitolo 6.

Temo che ci siano effettivamente i segni di un danno,
disse il neurologo, dottor Moroney, con tono cupo.
Erano passati due giorni e Abby e la madre erano state convocate
nel suo studio per i risultati di TAC e risonanza magnetica.
Quando l'infermiera l'aveva fatta entrare, sulla sedia a
rotelle, Abby aveva notato una serie di immagini di crani
esposta su un diafanoscopio alle spalle del dottore.
Che genere di danno?, chiese con voce roca. Dove?.
Una domanda sciocca, visto che stavano l a discutere i risultati
di una TAC al cervello. Ma forse le domande sciocche erano
un sintomo del problema.
Il colpo  stato molto forte e ha causato danni al lobo temporale
sinistro... l, sotto la tempia, esattamente dove sei stata
colpita, disse lui, indicando il punto in questione sulla lastra.
In realt, Abby non vedeva niente di strano, ma come avrebbe
potuto? Come la maggior parte delle persone, non aveva
alcuna familiarit con l'interno del proprio cervello. Quindi si
limit ad annuire in silenzio, in attesa che il medico proseguisse.
Cercher di non scendere in dettagli troppo tecnici, ma per
darti un'idea di quello di cui stiamo parlando, ti dir che il lobo
temporale ospita l'ippocampo, che costituisce parte della
regione del cervello responsabile di emozione e motivazione.
Parlava con una voce monotona che ad Abby ricord il modo
annoiato in cui, nel suo primo viaggio in aereo, le hostess
avevano spiegato le procedure di sicurezza. D'accordo che
doveva ripetere queste stesse informazioni chiss quante volte
a persone diverse, ma per lei era la prima volta, perci non
poteva almeno provare a dimostrare un minimo di interesse?
Ma cosa significa?, chiese lei, lanciando un'occhiata a Teresa
per osservarne le reazioni. Ma la calma con cui stranamente
stava apprendendo la notizia le dimostr che la madre
aveva gi sospettato possibili ripercussioni. Questo danno
all'ippocampo, o come si chiama, quali effetti potr avere?
Calmati, tesoro, disse Teresa avvertendo il panico nella
voce della figlia. E meglio farci spiegare prima tutto dal dottore.
Il dottor Moroney trasse un profondo respiro e sedette sul
bordo della scrivania. Abby, quando ci si ammala di Alzheimer,
normalmente l'ippocampo  la prima area del cervello a
subire danni.
La ragazza fu assalita di colpo da una violenta gamma di emozioni.
Alzheimer?, boccheggi. Mi sta dicendo che ho
l'Alzheimer?.
Il dottore scosse rapidamente il capo. No, no, non sto dicendo
questo. Sappiamo solo che c' stato un danno all'ippocampo
e che questo alla lunga avr delle conseguenze. Il tono
serio del medico era inequivocabile. Abby, quando abbiamo
avuto queste scansioni, non sapevamo bene come valutarle,
perci abbiamo inoltrato il file a un esperto negli Stati Uniti,
un certo dottor Franklin. E uno dei neurologi pi rinomati
soprattutto nel campo delle lesioni all'ippocampo.
Le mani di Abby si afferrarono alla sedia e sper che il medico
dicesse in fretta quello che doveva.
E sono contento di aver mandato le scansioni, perch lui ha
notato una cosa di cui non ci eravamo accorti. Una cosa curiosa.
Ossia?. Lo sguardo di Abby fu nuovamente attirato dalle
immagini sul diafanoscopio.
Vedi qui?. Il dottore indic una minuscola sbavatura subito
a sinistra della lesione che aveva mostrato prima. Indica un
ulteriore trauma. Un trauma pi vecchio. Abbiamo controllato i
nostri registri e non ci risulta che tu sia stata curata negli
ultimi anni in questa struttura per una ferita alla testa. Hai
idea di cosa possa essere, o di quando sia potuto succedere?
Proprio non so, rispose Abby, incapace di ricordare un tale
evento. Guard la madre, che parve altrettanto ignara.
Sei sicura?
Assolutamente.
Il dottore la guard attentamente, come se si aspettasse che
potesse fornirgli una qualche spiegazione.
Quello che ci preoccupa, o per meglio dire preoccupa il dottor
Franklin,  che il trauma precedente, posto nelle immediate
vicinanze di quello nuovo, possa influenzare il modo in cui si
manifesta il danno pi recente.
Cosa significa?, chiese Teresa.
Il dottore guard dritto Abby. L'unica cosa di cui siamo
certi  che ne soffrir la tua memoria a lungo termine.
Il cuore di Abby cominci ad accelerare. Soffrire in che modo?
Come ho detto,  difficile spiegarlo, ma per cercare di farti
capire come funziona l'ippocampo, user un'analogia. Pensa
all'ippocampo come a un ponte. Da una parte ci sono i tuoi ricordi
a lungo termine e dall'altra quelli a breve termine.
Quando il cervello crea un nuovo ricordo - uno a breve termine
- questo deve attraversare il ponte per andare nella memoria
a lungo termine in modo da essere conservato e richiamato
quando si vuole. Finora hai capito?.
Abby annu.
Ma questo trauma pi recente ha danneggiato il ponte, causando
una frattura. Perci quando nuovi ricordi vorranno andare
dalla parte del lungo termine, dovranno oltrepassare la
frattura e alcuni potrebbero caderci dentro.
Abby sgran gli occhi. Caderci dentro? Cadere dove?
Come dicevo  solo un modo per spiegarlo, non  inteso come
un fatto scientifico, disse il dottore, un po' impaziente.
Quello che sto cercando di spiegare  che alcuni dei tuoi
ricordi potrebbero non finire dall'altra parte, o anche che potresti
avere problemi a richiamarli. Questo significa che anche
se potrai facilmente creare dei nuovi ricordi e mandarli
dall'altra parte del ponte, non c' modo di sapere quali riuscirai a
richiamare.
Abby fiss le scansioni, incapace di comprendere. Aveva in testa
l'immagine di un antico ponte di pietra con un'enorme spaccatura
al centro attraverso cui precipitavano tutti i suoi ricordi.
Ma che c'entra la vecchia lesione?, chiese Teresa. Peggiora
la situazione o...?
No, la radice del problema  la lesione nuova, ma quella
vecchia potrebbe svolgere un qualche ruolo. Al momento non
lo sappiamo. Quando si parla di cervello umano, le certezze
sono poche. Vorrei che non fosse cos. Il dottore apr un cassetto.
Ti dimetto domani, ma devi monitorarti nel corso dei
prossimi giorni e settimane. Devi farci sapere se noti qualcosa
di fuori dal comune, un qualche blackout momentaneo, o
qualcosa di simile.
Abby fu scossa da un'ondata di panico. Cosa?, grid, terrorizzata.
Potrei avere l'Alzheimer e mi rimandate a casa e basta?!.
Non che di quella malattia ne sapesse molto di pi di quanto
aveva appreso dalla TV e dai libri, ma in quel preciso istante,
Abby si immaginava nel bel mezzo del negozio di quartiere in
camicia da notte, confusa e senza alcuna idea su come ci fosse
arrivata. E siccome viveva da sola, non c'era nessuno che potesse
impedirle di fare cose del genere, nessuno che l'aiutasse...
Il dottore si affrett a placare i suoi timori. Abby, come ti ho
detto, non  questo il caso. S, quasi sicuramente soffrirai di
una qualche forma di... dislocazione della memoria, ma niente
di cos grave come l'Alzheimer. Anche se nelle scansioni si vede
il danno all'ippocampo, non possiamo sapere quanto sia
grave o se sia progressivo. E questo il problema del cervello,
Abby:  la parte pi complessa del nostro corpo e anche quella
su cui sappiamo di meno.
Le porse un biglietto. Ricordi la dottoressa O'Neill? Forse
ti ha gi detto che  neuropsicologa, specialista in traumi cranici.
Diversamente da noi, potr aiutarti a capire l'impatto di
questa situazione nella vita di tutti i giorni e inoltre sar in
grado di monitorare qualsiasi cambiamento potrebbe verificarsi
da ora in poi. Non hai ancora notato niente di diverso?
Decisamente no. Sono stanca e ho avuto un po' di mal di testa,
ma....
Questi sono effetti molto comuni dopo un trauma cranico,
disse il dott. Moroney, annuendo saggiamente. Per i prossimi
giorni, prendi nota di qualsiasi cambiamento, almeno finch
non ci rivediamo, d'accordo?.
Abby guard il biglietto che le aveva dato. Non le piaceva l'idea
di dover andare da un'altra persona, un altro dottore che
le avrebbe detto cosa poteva succederle e come avrebbe dovuto
comportarsi.
Era semplicemente incredibile: a lei pareva di stare benissimo!
S, avvertiva un po' di pressione alla testa ed era preoccupata
per il lavoro, ma a parte questo si sentiva assolutamente
normale.
E non aveva ammesso persino il dottore che lui e il cosiddetto
esperto americano stavano solo tirando a indovinare
sulle possibili conseguenze? Era ben possibile che stessero
sopravvalutando l'estensione della lesione e che non sarebbe
successo niente.
Ma  possibile che vada tutto bene?, chiese, implorando
almeno una parvenza di speranza. Insomma, potrebbe non
succedere niente, no?
Forse, ma  improbabile..., disse evasivamente il medico,
e ad Abby non piacque l'aspetto teso della sua mascella n l'evidente
scetticismo nello sguardo.

Capitolo 7.

Finn Maguire andava di fretta e Lucy non era di grande aiuto.
La cerimonia doveva cominciare alle due e mezza e lei stava
ancora tranquillamente cincischiando con il pranzo. Lucy,
sbrigati a finire, per favore. Faremo tardi.
Lucy alz gli occhi al cielo e con un sospiro appena percettibile
usc imbronciata dalla stanza.
Oh, dai, non c' bisogno di mettere il muso, le grid dietro
lui. Sai com' il traffico: potremmo metterci un'ora per arrivare.
Agguant una giacca e si guard fugacemente allo specchio
dell'ingresso. Ricord di non essersi pettinato e ora i capelli gli
stavano ritti in testa in disordinati ciuffi scuri e spessi. Al diavolo,
pens Finn, cercando di lisciarli un po'. Mentre lui cercava
di domare quelle chiome ribelli, Lucy aspettava pazientemente
e poi fece strada verso la jeep. Nel vedere la sua espressione abbattuta,
a Finn si squagli il cuore, e per la prima volta quel
giorno si rese conto che, pur essendo una semplice cerimonia,
per lei poteva non essere facile. Istinto materno e tutto il resto.
Ehi, scusami se ti ho sgridato, va bene?, disse aprendo
l'auto e tenendole aperto lo sportello del passeggero. Andavo
di fretta e si sta facendo tardi, e lo sai quanto detesto arrivare
in ritardo.
Evitando di guardarlo in faccia, Lucy si sistem sul sedile.
 chiaro che oggi non me la caver tanto facilmente, pens
Finn con un sospiro. Avvi il motore, decidendo che la cosa
migliore fosse probabilmente starsene zitto e lasciarla un po'
col suo broncio. Le sarebbe passato... alla fine.
Riparl quando erano a met strada dalla scuola. Capisco
che queste cose non sono facili, Lucy. Che diavolo, sono difficili
anche per me, ma sar una grande giornata e dovresti essere
molto orgogliosa. E la - quale? - quarta volta che partecipiamo
a questo evento e nessuno del nostro gruppo ha mai fallito,
no?.
La guard di traverso per vedere se le sue parole avessero
sortito un qualche effetto, ma Lucy continuava a fissare la strada
dritto davanti a s. So che ti mancheranno, mancheranno
anche a me, ma hanno ormai l'et per farsi strada nel mondo.
E saranno bravissimi, anche grazie a noi, no?.
Ma non pareva che questo consolasse la povera Lucy. Cresciuti
o meno, in quel momento le mancavano i suoi bambini.
Ora non c'era nient'altro che potesse dire o fare, pens Finn,
oltrepassando i cancelli della scuola. Erano arrivati, e a giudicare
dal numero di persone che si affrettavano verso il salone
principale, la cerimonia stava per cominciare.
Finn! Qua! Ti ho tenuto un posto!.
Dopo che furono entrati nel salone, Finn vide la sua collega,
Angela, che gli faceva cenno dalla prima fila. Ignorando un
profondo sospiro di Lucy, si fece largo tra la folla.
Ciao, disse, sedendole accanto. Grazie. C' un bel po' di
confusione, eh?
Per forza. Sei riuscito a vederli ? Sono molto emozionati?.
Finn le rivolse uno sguardo eloquente e mormor a mezza
bocca. No, in queste occasioni penso sia meglio, per tutti i
soggetti coinvolti, non farlo.
Oh, certo, che sciocca. Guard con aria di scuse Lucy, che
continu risolutamente a ignorarla. E non vogliamo che si
agitino troppo, vero?
No.
Angela decise saggiamente di cambiare argomento. Ti sei
messo in tiro, eh?, disse, rivolgendogli un sorriso provocante.
Bell'abito.
Grazie. Finn si allent imbarazzato la cravatta. Ehm...
anche il tuo.
Angela stava effettivamente molto bene in un vestito aderente
nero con una scollatura sorprendentemente profonda
che Finn dubitava fosse appropriata all'occasione. Ma che ne
sapeva lui? Le sue conoscenze di moda si limitavano al suo
guardaroba principalmente di jeans e magliette.
Grazie... e sono cos contenta di essermi ricordata all'ultimo
momento di mettere il mascara waterproof.
Mascara waterproof?.
La donna apr la borsa e ne estrasse un pacchetto di fazzolettini.
Per la cerimonia, ovviamente. In queste occasioni, finisco
sempre col piangere come una fontana. Tu no?.
Ma Finn non ebbe il tempo di rispondere, perch una voce
conosciuta cominci a parlare pacatamente al microfono. Levando
lo sguardo, vide Brendan O'Sullivan che si rivolgeva al
pubblico.
Signore e signori, vorrei darvi il benvenuto a quello che 
sempre un importantissimo evento del nostro calendario. Coloro
che si diplomano oggi hanno studiato sodo per arrivare a
questo punto e sono ormai pronti ad affrontare le sfide che il
mondo lancer loro. Siamo qui riuniti per festeggiare questo
loro traguardo e per metterli su una strada che li porter a conquiste
ancora pi grandi. Fece una pausa e sorridendo si
guard alla sua destra. Adesso ve li presenter, ma vorrei pregare
le persone del pubblico che assistono per la prima volta a
questo evento di non applaudire per evitare di turbarli o agitarli.
Finn annu con approvazione. L'ultima volta, Brendan aveva
dimenticato di fare quest'annuncio e gli applausi avevano
provocato qualche distrazione.
Quindi, senza ulteriori indugi, vorrei presentarvi, in ordine
alfabetico.... Mentre Brendan cominciava ad annunciare i nomi,
Finn guard di traverso Lucy. ...Maisie, Marie, Martin,
Michael, Michelle, Molly e Morris!.
Quando comparve il primo, vi fu un breve applauso da parte
di qualcuno che aveva ovviamente dimenticato la raccomandazione
di Brendan, o che si era talmente entusiasmato all'apparizione
dei diplomati da non potersi trattenere. Lucy
emise un breve piagnucolio alla vista dei suoi bambini, e all'entrata
di ciascuno di essi scosse leggermente la coda, finch
quando furono apparsi tutti e tre, si alz dimenandosi profusamente.
Lucy e Finn guardarono orgogliosi Marie, Michelle e
Morris che uno alla volta si girarono sistemandosi sull'attenti
accanto ai loro compagni.
Signore e signori, continu Brendan con un gesto teatrale,
sono lieto di presentarvi i cani della classe tirocinanti 2008
del Centro cani guida di Leinster, ora pienamente qualificati e
oggi ufficialmente presentati ai nuovi partner per quella che
noi del centro d'addestramento speriamo sar una lunga e
proficua amicizia!.
Be', non  andata poi tanto male, vero?.
Una volta conclusa la cerimonia ufficiale di diploma, Finn
prese il guinzaglio di Lucy e and fuori, dove i cani guida appena
licenziati giocavano e si inseguivano sull'erba, con gli ex
addestratori e i loro nuovi e orgogliosi partner ai bordi del
prato. Per il momento fuori servizio, i giovani cani approfittavano
di quelle ultime ore di vita con il gruppo prima di recarsi
ognuno a casa dei loro partner non vedenti.
Era un giorno bellissimo e un'importante conferma del lavoro
che Finn e gli altri addestratori del Centro cani guida di
Leinster portavano avanti da anni. Non c'era niente di pi
soddisfacente che prendere un cucciolo irrequieto ed educarlo fino a farlo diventare un degno ed essenziale aiuto per i
non vedenti. Ma anche se Finn, come gran parte dei suoi colleghi
al centro, provava un grande affetto per ciascuno dei cani
che istruiva, aveva una particolare predilezione per alcuni,
in particolare per i cuccioli di Lucy. Ormai in pensione, Lucy,
con la sua indole tranquilla e l'incredibile intelligenza, era
diventata la candidata ideale per il programma di riproduzione
del centro e fino a quel momento aveva partorito tre cucciolate
diventate poi allievi modello.
Il suo umore cupo di prima era nettamente migliorato e Finn
la liber dal guinzaglio per permetterle di correre e unirsi alla
propria prole, mentre lui si fermava a parlare con i partner.
Salve a tutti. Vi state divertendo?
Moltissimo, rispose Susan, una donna ipovedente sui
trentacinque anni che era stata associata a Michelle, una dei
cuccioli di Lucy. E a quanto pare anche loro. Sorrise in direzione
dei cani.
Ora Lucy era beatamente sdraiata sulla schiena con le zampe
all'aria, con gli altri cani che le salivano sopra. I contatti di
Lucy con il centro si limitavano al programma di riproduzione,
al breve periodo successivo al parto e a giornate come quella.
Di solito, stava a casa con Finn, che oltre a essere un addestratore
qualificato del centro fungeva anche da allevatore per potenziali
cani guida, in particolare per i cuccioli di Lucy. Quando
i cuccioli avevano circa nove settimane, li portava a casa
con s per aiutarli a socializzare, insegnare loro le buone maniere
e abituarli a vivere all'interno di una casa.
Vedendo Lucy che mordicchiava uno dei suoi protetti un po'
troppo esuberante, Finn si mise a ridere. Lucy sa come mettere
i cuccioli al loro posto!, spieg a Susan.
Brendan mi ha detto che un tempo lavorava anche lei, ma
mi pare molto giovane per essere gi in pensione.
Finn sospir. Ha sei anni, ma ne aveva solo tre quando abbiamo
dovuto metterla a riposo. Fuochi di Halloween, aggiunse
con voce piatta, rispondendo allo sguardo interrogativo
di Susan. Il rumore la spaventava cos tanto da rendere vano
tutto l'addestramento. Ha lavorato solo per alcuni mesi.
Oh, no, che peccato.
Finn annu. Era proprio un peccato e anche una vera vergogna
e succedeva sempre pi spesso. Avrebbe davvero voluto
che i genitori tanto stupidi da comprare botti illegali ai loro
tesorucci potessero vedere i danni che provocavano. Sarebbe
bastato che come lui avessero assistito allo spettacolo di un
cane terrorizzato e tremante, acquattato in un angolo e rimasto
digiuno per giorni, per far loro cambiare sicuramente
idea. O no? Finn non lo sapeva. Non aveva pi una grande fiducia
nella bont umana ed era per questo che passava tutto
il tempo a lavorare con gli animali.
Finn era stato l'addestratore di Lucy e tra i due si era creato un
legame speciale da quando l'aveva portata a casa da cucciola fino
al giorno in cui l'aveva affidata a un nuovo partner in una cerimonia
proprio uguale a quella. Poi, quando era avvenuto l'incidente
dei fuochi d'artificio e il partner di Lucy aveva fatto richiesta
per un altro cane, Finn aveva deciso di tenerla con s. E
sebbene il suo terrore fosse tale da non permetterle di essere rieducata
come cane guida, col tempo e le lusinghe Finn era riuscito
a far superare al Labrador i suoi timori e a rifare di lei la
compagna intelligente e affettuosa che era.
Ora, osservandola che giocava felice con i suoi altrettanto intelligenti
e talentuosi cuccioli, Finn ricord un commento che
di recente aveva fatto una sua anziana vicina, Nora, che lo
prendeva sempre in giro per la sua condizione di single: Sinceramente,
Finn, non credo che troverai mai nessuna finch ti
tieni in casa quella bastarda grossa e pelosa!. Ma perch mai,
pens Finn ora come allora, avrebbe dovuto cercare qualcuno,
visto che Lucy era forse l'unica femmina al mondo che non
l'avesse piantato?

Capitolo 8.

Il pomeriggio della domenica seguente, Finn apr il portone e
si ritrov davanti il padre.
Ciao, pap, come va?, disse, indietreggiando e facendogli
cenno di entrare. Immediatamente Lucy - che adorava Pat -
arriv saltellando all'ingresso per salutarlo con la coda che
oscillava furiosamente. Il sentimento era reciproco.
Ah, eccoti qua, tesoro. Pat si chin per accarezzarle le orecchie.
Come andata la cerimonia?, chiese, ben sapendo quanto
s'intristisse Lucy ogni volta che i suoi cuccioli se ne andavano
per il vasto mondo.
Finn diede una scrollata di spalle. Non troppo male. Un
po' di malumore al mattino, ma molto meglio alla fine della
cerimonia.
Pat segu Finn in cucina. Non  pazzesco come si accorgano
di tutto?, disse Pat, scuotendo il capo. Immagina un po'
dar via ogni volta i tuoi piccoli. A volte sono quasi umani.
In questo senso, migliori degli umani. L'espressione di Finn
s'indur. Almeno lei ci pensa ai figli, disse andando verso il
lavandino. Vuoi una tazza di t, pap?
Magari, grazie. Pat sedette al tavolo della cucina e guard
il figlio. Senti un po', non c' bisogno di fare discorsi di questo
tipo.
Immediatamente Finn si sent in colpa.  vero, non c'era bisogno,
e non era giusto per suo padre. Soprattutto dopo tutto
questo tempo. Ma a volte non riusciva a evitare di comportarsi
come un adolescente ingrugnato invece dell'adulto di trentacinque
anni che era.
Scusami,  stata una settimana piena e sono un po' stressato,
disse Finn, in piedi accanto al bancone in attesa che l'acqua
bollisse.
Stress, stress, stress. Di questi tempi qui sono tutti stressati.
Ma non c' pi nessuno che faccia le cose con calma?.
Finn sorrise. Senti chi parla! E quando sarebbe stata l'ultima
volta che hai fatto le cose con calma tu hai Sessantotto anni
e te ne vai ancora su e gi per le scale come un pazzo.
Di mestiere Pat era ebanista, ma da quando Finn aveva memoria
lavorava come imbianchino e tuttofare nella zona di
Balbriggan. Sapeva mettere le mani ovunque: idraulica, falegnameria,
elettricit.
Be', ben presto dovr smetterla con queste scale, disse
Pat, e avvertendo un leggero sussulto nella voce, Finn alz lo
sguardo.
Rendendosi improvvisamente conto che non si trattava di
una semplice visita di cortesia, fiss il padre. Che significa?.
Visto che Pat non rispondeva, Finn si accigli. Pap che succede?
Finisci di preparare il t e te lo dico, rispose il padre.
Finn aspett con ansia che Pat si versasse il latte.
Al momento la mia salute non  tanto buona, figliolo, annunci
infine.
Finn non disse nulla, in attesa che il padre continuasse.
Mi sono sentito un po' debole in questi ultimi mesi. E non
 da me.
Sicuramente no, pens Finn. Suo padre era una delle persone
pi sane e attive che conoscesse. Si svegliava immancabilmente
all'alba e andava a fare una lunga passeggiata prima di
cominciare una piena giornata di lavoro, e poi alla sera si occupava
della casa. Ed era sempre stato talmente scrupoloso
riguardo alla propria salute da essere molto pi in forma del
figlio trentacinquenne. Almeno, era quello che aveva sempre
creduto Finn.
Perci ho chiamato il dottor Murphy, che mi ha detto che
probabilmente avevo solo il ferro un po' basso e mi ha dato
delle pillole. Ma non  cambiato niente.
Non capisco proprio perch abbia pensato una cosa del genere,
mormor Finn. Vai matto per la carne rossa. Dovrebbe
saperlo.
L'ho pensato anch'io, ma sai come sono a volte i dottori.
Certo che lo sapeva, pens furente Finn. Mai che si prendano
il disturbo di controllare in dettaglio o di fare domande.
Pensano solo alla prima spiegazione plausibile e poi tendono
la mano in attesa dei tuoi cinquanta bigliettoni e tante grazie.
A ogni modo, mi hanno fatto fare qualche analisi del sangue
e per farla breve, pare che d'ora in poi debbano tenermi
un po' sotto controllo, non si sa mai.
Non si sa mai cosa?, domand Finn, cercando di trattenere
l'ansia.
Pat parve imbarazzato. Problemi alla prostata. A quanto
pare i valori del PSA - lo chiamano cos - sono un po' alti.
Senti, ora non preoccuparti, disse, sporgendosi in avanti sulla sedia.
Non  per questo che te lo dico. L'ultima cosa che ti serve
 preoccuparti per me.
Come faccio a non preoccuparmi? Sei mio padre, santo
Dio!.
Per non dire tutta la mia famiglia, aggiunse tra s e s sconvolto.
I dottori dovevano essersi sbagliati. Comunque per il
bene di suo padre non doveva farsi prendere dal panico: doveva
mantenere la calma.
L'unico motivo per cui te lo dico  che presto dovr andare
a fare altri esami. Il mese prossimo al St Vincent.
Il mese prossimo....
S, e ogni tanto potrebbe servirmi un passaggio. Se non ti
dispiace.
Ma certo che non mi dispiace. Finn avrebbe fatto qualsiasi
cosa per suo padre, esattamente come il padre aveva fatto tutto
per lui. Era impietrito... stordito al pensiero che tutto questo
stesse accadendo ora, che qualche forma di malattia avesse
alzato l'orrenda testa. E questi esami... cosa devono stabilire?
Lo sa Dio, ma, Finn, queste cose succedono a uomini della
mia et. Pat aveva un tono incredibilmente pratico. Chi
pu sapere come andr a finire? Sar quel che sar.
Non per la prima volta, Finn desider di aver ereditato un
po' della forza di carattere del padre, la sua straordinaria capacit
di affrontare tutte le sfide che gli presentava la vita. Lui
invece era debole, senza spina dorsale e timoroso: tratti negativi
che sapeva ereditati dalla madre.

Capitolo 9.

Abby arriv nello studio della dottoressa O'Neill in Leeson
Street per il suo primo appuntamento. Era stata dimessa
tre giorni prima e nonostante la sua iniziale riluttanza a condividere
con qualcuno i propri sentimenti sulla prognosi, per
di pi con un'estranea, si sentiva talmente confusa che aveva
cominciato a valutarla come un'opportunit positiva.
Forse la neuropsicologa avrebbe potuto gettare luce sulle
sue condizioni e dirle cosa aspettarsi. Ancora non aveva notato
niente di strano e le pareva che sin l la sua memoria funzionasse
perfettamente. Lo stesso non si poteva dire del suo
stato d'animo.
Ciao. Mi fa piacere rivederti. Hannah si alz dalla scrivania
per dare la mano ad Abby entrata nello studio.
Anche a me, replic Abby.
All'ospedale Hannah aveva fatto su Abby una buona impressione,
nonostante la sua riluttanza, semplicemente perch era
stata l'unica persona a darle delle risposte dirette. Le infermiere
e il dottor Moroney avevano cercato di nascondersi dietro
banalit e atteggiamenti alla non preoccuparti, laddove
Hannah era stata diretta e disponibile.
La dottoressa sorrise. Bene, immagino sia meglio cominciare.
Siediti. Dove vuoi, aggiunse, quando Abby parve incerta
se scegliere una delle due poltrone di velluto porpora al
centro della stanza o la chaise longue scarlatta accostata al
muro. Il luogo era molto diverso da come aveva immaginato
lo studio di uno psicologo, e invece di essere fredda e austera,
la stanza era calda e accogliente, con il suo paralume in
piume di struzzo color ciliegia sulla scrivania e soffici cuscini su
comode sedute. Un grande arazzo in stile balinese era appeso
accanto a una scaffalatura moderna contenente un'ampia
gamma di libri (Abby intravide alcuni dei suoi autori preferiti),
nonch vari graziosi soprammobili sicuramente souvenir
di viaggio, e sul pavimento era steso un grande tappeto orientale.
Guardandosi intorno, avvert una stranissima sensazione
quasi di... dj vu. Riluttante a cedere a quella sensazione, o
ammettere che potesse avere a che fare con la sua lesione,
scacci rapidamente quel pensiero dalla mente.
Lo so, disse la psicologa, indovinando la reazione di
Abby. Alcuni miei pazienti hanno paragonato questo posto
alla camera delle figlie adolescenti! Ma mi piace avere una casa
colorata e calda, e allora perch il luogo dove lavoro dovrebbe
sembrare come se fosse stato immerso in una lattina di
zuppa di funghi?.
Abby sedette su una delle poltrone di velluto e Hannah si sistem
in quella di fronte.
 fantastico, disse, sempre pi contenta di trovarsi l. Se la
dottoressa O'Neill assomigliava un po' al suo studio, quelle
visite non sarebbero poi state tanto difficili.
Sono contenta che ti piaccia, perch ci passeremo parecchio
tempo da ora in poi. Almeno lo spero, aggiunse la psicologa,
osservando pensosa la sua nuova paziente. Vuoi un
bicchiere d'acqua, o forse un caff?
No, grazie. Abby scosse il capo. Senta, a dire il vero, non
so bene perch sono qui, disse a bassa voce, stabilendo che
fosse meglio essere franchi fin dal principio. Cio, so che 
per via di quella lesione, disse con un sorriso forzato, ma
per quanto ne so non c' niente che non vada.
 una buona notizia e noi speriamo che continui cos, replic
Hannah, con tono allegro. Ma, e mi dispiace che ci sia
un ma, aggiunse con un sorriso, che Abby ricambi debolmente,
come ti abbiamo spiegato in ospedale, il danno che
ha colpito quella particolare area del tuo cervello avr
sicuramente delle conseguenze sul funzionamento della memoria.
Hai una bella lesione alla testa, Abby, e per questo  importante
monitorare come vanno le cose. Con grande sorpresa
di Abby, la donna si tolse le scarpe e si accovacci sulla poltrona.
Immagino che il dottor Moroney ti abbia spiegato in
che modo il danno all'ippocampo influisca sul funzionamento
della memoria.
Abby diede una scrollata di spalle. Ci ha provato, ma era
tutto cos tecnico che non sono riuscita a seguirlo. In quel
momento, era talmente scioccata dalla menzione dell'Alzheimer
che non era stata in grado di concentrarsi su nient'altro.
Ok, cercher di spiegartelo meglio che posso. Cominciamo
con la memoria. Una memoria normale, integra, disse la
psicologa a voce bassa. Ci sono tre fasi principali nella formazione
e nel recupero della memoria. La prima  la codificazione,
ossia la creazione del ricordo iniziale, poi l'immagazzinamento,
con cui il nostro cervello registra permanentemente
l'informazione, e infine il recupero, che immagino non abbia
bisogno di spiegazioni.
Abby annu diligente.
Ora, all'interno di questo processo - sono certa che lo sai
anche tu - esistono due tipi di memoria: a breve e a lungo termine.
Ad esempio, se ti mostro un numero a caso di sette cifre,
forse lo ricorderai per pochi secondi e poi lo dimenticherai
completamente, vale a dire che  stato immagazzinato solo nella tua memoria a breve termine. D'altro canto, a forza di
ripeterli, la gente ricorda numeri telefonici per anni e queste
informazioni vengono immagazzinate nella memoria a lungo
termine. Mi segui finora?.
Abby annu nuovamente, decisa a comprendere. S.
Per usare un'analogia comune, l'ippocampo - l'area del
tuo cervello che  danneggiata - funge da ponte tra la memoria
a breve termine e quella a lungo termine, prosegu Hannah.
I ricordi a breve termine, dopo la loro formazione, attraversano
questo ponte verso la zona a lungo termine,
diciamo cos, disse, sorridendo. Da l di solito possono essere
recuperati in qualsiasi momento. Capisci?
Credo di s, rispose Abby. Il dottore ha detto che nel mio
caso il ponte potrebbe avere una frattura e che alcuni ricordi
potrebbero caderci dentro.
Be', s, in un certo senso ha ragione, ma sfortunatamente 
anche un po' pi complesso, disse la dottoressa, con un sorriso
dispiaciuto. Vediamo i dettagli. La memoria a lungo termine
pu essere ulteriormente suddivisa in due altre categorie:
semantica ed episodica. Osservando l'espressione dubbiosa
di Abby, la neuropsicologa si ferm. Ok, vedo che rischio
di perderti, ma  importante che cerchi di capire come
funziona l'intero processo, o almeno quanto ne sappiamo.
Ok, memoria semantica ed episodica, ripet Abby, facendo
del suo meglio per restare al passo, anche se tutta quella
roba tecnica le stava gi friggendo il cervello!
Bene. La memoria semantica riguarda il recupero di concetti
astratti, cose come, ad esempio, Dublino  la capitale dell'Irlanda.
Mentre la memoria episodica si usa per ricordi pi
personali, come esperienze ed emozioni personali associate a
un particolare luogo o momento. Ok?
Ok. Quindi sta dicendo che a causa della lesione, potrei non
essere pi in grado di creare nuovi ricordi?
No, il problema  che potresti non essere in grado di richiamare
nuovi ricordi. La tua memoria a breve termine continuer
a funzionare normalmente, nel senso che archivier
eventi quotidiani e, basandosi sulle tue reazioni, li invier nella
memoria a lungo termine. Ma a seconda della forza di queste
tue reazioni - e soprattutto se si tratta di memoria semantica
o episodica - alcuni di quei ricordi potrebbero svanire o
perdersi per strada.
Semantica o episodica..., ripet Abby, con la mente che le
turbinava. Ancora non capisco.
Hannah si sporse sulla poltrona.
Sto cercando di sottolineare l'importanza delle emozioni
associate alla conservazione nella memoria. I ricordi semantici
sono appresi, mentre quelli episodici sono vissuti e spesso
carichi di significati emotivi. Sono sentiti, precis, indicando
il cuore.
Penso di capire. Ma Abby era ancora incerta sul rapporto
che tutto questo aveva con la sua lesione.
La psicologa parve leggerle nel pensiero. Abby, a causa della
complessa natura del cervello, e dei milioni di percorsi neurali
che sono al suo interno, non abbiamo ancora alcuna certezza
su quali saranno le conseguenze a lungo termine di questo
danno. L'unica cosa che sappiamo  che - quasi sicuramente
- influenzer la tua capacit di recuperare ricordi episodici.
Abby avvert una stretta allo stomaco. E i ricordi gi esistenti?,
chiese. Quelli non verranno toccati, no?.
Hannah sospir.  possibile, ma piuttosto improbabile. Immagino
che debba sembrarti molto frustrante, ma purtroppo
al momento non possiamo dire di pi. E naturalmente c' il
problema della lesione pi vecchia individuata dal dottor
Franklin. Questo complica ulteriormente le cose perch potrebbe
esserci un duplice effetto che non siamo in grado di
prevedere.
Ho gi detto che non so niente di quest'altra lesione, insist
Abby, demoralizzata dal fatto che l'unica cosa che tutti quei
medici sapevano per certo fosse che non erano certi di nulla!
A che le serviva?
Abby, capisco quanto debba essere difficile per te, soprattutto
dal momento che non hai ancora notato alcuna differenza
nelle tue funzioni cerebrali. Ma questo genere di cose pu
manifestarsi dopo un certo tempo, ed  per questo che dobbiamo
controllare nel prossimo futuro che non avvenga qualcosa
di... insolito. Dopo un trauma come questo, momentanei
blackout di memoria sono normali, perci serve che anche tu
ti monitori continuamente.
Ma quando accadr?, grid Abby, angosciata dall'apparente
inevitabilit della situazione. Quando cominceranno i miei
problemi di memoria? Ora, la prossima settimana, il prossimo
anno, quando?.
Hannah scosse lentamente il capo. Come ho detto, non sappiamo
con certezza. Per il momento, Abby, possiamo solo aspettare.

Capitolo 10.

Come ti senti, amore?, chiese Teresa, poggiando sul tavolo
davanti ad Abby una tazza di t e biscotti al cioccolato.
Era un pomeriggio infrasettimanale, circa tre settimane dopo
le dimissioni dall'ospedale e, visto che era in congedo per malattia
e aveva un sacco di tempo libero, Abby era passata dalla
madre per fare quattro chiacchiere.
Bene, disse con un sorriso grato. Anche se, ovviamente, era
ben lungi dal vero.
In realt, non sapeva come stava. Da quando aveva scoperto
la natura della lesione e il suo possibile significato, era passata
dalla rabbia, all'angoscia, alla paura e alla totale negazione. Ma
almeno quel giorno, le pareva di stare bene. La cosa peggiore
era non sapere. Non sapere quando il suo cervello avrebbe cominciato
a perdere i ricordi, non sapere quali ricordi avrebbe
perso.
Gran parte della giornata, non so che fare, confess alla
madre. Sono talmente abituata a fare un milione di cose al lavoro
e invece adesso mi ritrovo con cos tanto tempo a disposizione....
Be', se posso permettermi, non credo che questo sia un male.
Prima dell'incidente stavi lavorando troppo, sempre di corsa
di qua e di l. A un certo punto serve anche rallentare.
Lo so. Abby si morse il labbro.  proprio perch stavo
correndo che  avvenuto l'incidente.
La madre tacque, ovviamente riluttante ad ammettere che
Abby fosse responsabile della sua disgrazia. Ma poteva andare
molto peggio, no?, disse Teresa. Quella tegola avrebbe
potuto ucciderti. E a proposito, ieri ho parlato con l'avvocato
per l'assicurazione.
Dopo l'incidente, la ditta di riparazione del tetto, scusandosi
infinitamente, si era messa in contatto con la famiglia di
Abby per la richiesta di risarcimento. Poich l'incidente era
avvenuto su una pubblica via, la Pronto Tetto era obbligata a
pagare ad Abby una cospicua somma d'indennizzo. Teresa,
che si era offerta di occuparsi delle pratiche per conto di
Abby, aveva appreso che la compagnia assicurativa della ditta
stava esaminando la richiesta e, con grande sollievo di tutta la
famiglia, era gi in contatto con l'ospedale per coprire le spese
mediche. Siccome una sua responsabilit non era in questione,
avrebbe avuto diritto a una grossa somma, che Pronto
Tetto le avrebbe pagato non appena fosse stata accolta la richiesta.
L'avvocato ritiene che tutto si risolver presto, disse Teresa.
Davvero?. Abby era sorpresa che le cose andassero tanto
lisce. Ma probabilmente la ditta era ansiosa di risolvere la
questione il prima possibile. Nel caso che nel frattempo i medici
scoprissero danni ancora maggiori. Ma non si lamentava,
se la somma fosse arrivata relativamente presto, almeno non
avrebbe dovuto preoccuparsi per i soldi. Stava ancora ricevendo
lo stipendio, ma per quanto ancora? Grazie al cielo aveva
anche dei risparmi: il gruzzolo che avrebbe dovuto servire
all'acquisto di una casa per lei e Kieran. Ma visto che ormai
era inutile...
La madre parve esitare. Amore, non vorrei sembrarti pessimista
e non voglio agitarti, ma se... Insomma cosa farai quando
succeder quello che dicono i dottori?
Non lo so, rispose Abby, deglutendo a fatica. Il dottor
Moroney dice che dovrei stare bene e che la mia vita di tutti i giorni
non dovrebbe cambiare pi di tanto, a parte qualche momentaneo
vuoto di memoria, ma se devo essere sincera, per i
miei gusti ci sono un po' troppi condizionali. So solo che finora
mi sento benissimo e, a parte qualche sporadico mal di testa
e un po' di stanchezza, non ho notato niente di strano. Mi
chiedo se non abbiano un po' esagerato.
Non credi che a questo punto potrebbero dirti qualcosa di
pi concreto?, esclam con aria di disapprovazione la madre.
Tutta questa attesa  assurda. O lo sanno o non lo sanno!.
Teresa bevve un sorso di caff e Abby not che le tremavano
le mani, per la rabbia o per la paura? Non doveva essere
gradevole pensare che la propria figlia minore poteva di
punto in bianco dimenticare tutto.
E questo spaventava anche Abby. Dopotutto, non succedeva
lo stesso ai malati di Alzheimer? Ma i dottori le avevano assicurato
che non aveva niente di simile all'Alzheimer e che a
essere influenzata sarebbe stata la cosiddetta memoria episodica
e non quella normale di tutti i giorni. Ma come facevano
a saperlo?
Abby sospir. Quello che davvero la terrorizzava era la possibilit
che potesse dimenticare tutte le persone a lei pi care.
E pensare, medit tristemente, che nell'ultimo anno aveva
fatto di tutto per dimenticare la storia di Kieran. Fa' attenzione
ai tuoi desideri...
E quell'altra lesione, quella pi vecchia, che ha menzionato
il dottor Moroney?, le chiese la madre. Hai idea di cosa
possa essere?.
Abby scosse il capo. Nessunissima. Ho cercato di ricordare
un qualche episodio in cui possa aver sbattuto la testa, o essere
caduta, ma non mi viene in mente niente. Sorrise tra s e s,
ripensando a quello che in proposito aveva commentato Erin.
Sicuramente c'entrano gli alcolici, aveva sentenziato la sua
migliore amica, andata a trovarla in ospedale. Gli alcolici e i
tacchi a spillo.
Era passato un bel po' dall'ultima volta che Abby era stata
tanto ubriaca da cadere, per non parlare di indossare tacchi a
spillo! Tuttavia, visto che non le veniva in mente nessun'altra
spiegazione, poteva essere una possibilit...
 comunque molto strano, continu Teresa. Soprattutto
visto che pensano possa influenzare la lesione pi recente.
Lo so, ma non posso farci niente. Penso che sia meglio provare
a fare la mia vita normale, altrimenti vado fuori di testa.
Rendendosi conto di ci che aveva appena detto, Abby sorrise.
Ma in un certo senso  proprio questo il problema. Bevve
un sorso di t. Be', qualunque cosa avvenga, dovr affrontarla,
concluse, sperando di placare i timori della madre.
Non capisco davvero come tu possa restare cos tranquilla.
Perch non voglio metterti in agitazione, pens Abby. A dire
il vero, era anche particolarmente attenta a non stressarsi e ovviamente
le medicine che le aveva prescritto il dottore contribuivano
al mantenimento di quel suo atteggiamento Zen. Ma
invece di confessare le sue paure e preoccupare ulteriormente
la madre, scroll noncurante le spalle, come aveva imparato
benissimo a fare nei mesi successivi alla rottura con Kieran.
A quel punto squill il telefono poggiato sul tavolo della cucina
e Teresa sollev la cornetta.
Pronto? S, va bene.  arrivato? Ok, un minuto e arrivo. Ok,
grazie. Riagganciando, si rivolse ad Abby: Ho detto a Mary
Collins che avrei ritirato un pacco per lei ed  arrivato. Ti dispiace
se vado un attimo ad aprire?.
Mary Collins era una buona amica e vicina di Teresa e tenevano
ognuna le chiavi di casa dell'altra.
Certo che no. Vai. Oppure vuoi che venga con te? Hai bisogno
di una mano?
No, no,  solo un pacchetto. Resta qui tranquilla. Torno tra
un attimo, disse infilandosi la giacca. Prepara un altro t e
va a sederti in soggiorno. Tra poco comincia The Afternoon
Show.
Dopo aver riacceso il bollitore, Abby obbed e port il piatto
dei biscotti in soggiorno. Non avendo niente da fare in attesa
del ritorno della madre, accese il televisore. Solo pubblicit,
pubblicit e ancora pubblicit, pens, guardandosi intorno in
cerca del telecomando, che infine individu sopra il pianoforte
all'altro lato della stanza. Si avvicin al piano, ma invece di
prendere il telecomando, d'istinto sollev il coperchio della
tastiera e tir fuori lo sgabello. Poi sedette e cominci oziosamente
a far scorrere le dita sui tasti.
Una decina di minuti dopo, Teresa rientr nella casa invasa
dalla musica e con la figlia minore impegnata a suonare al piano
l'Inno alla gioia di Beethoven.
Dio mio, sono anni che non lo sento, disse commossa la
madre di Abby. Anzi, sono anni che non ti sento suonare il
piano. Dovresti farlo pi spesso. Poi si volt e and in cucina
a preparare dell'altro t.
Leggermente scioccata, Abby rimase seduta davanti al piano,
con le dita che le formicolavano, e non perch avesse premuto
i tasti.
Perch, per quanto ne sapesse, lei non aveva mai suonato il
piano in vita sua.
Non devi preoccuparti,  assolutamente logico, le comunic
Hannah il pomeriggio seguente, dopo che Abby aveva
chiamato agitatissima lo studio per prendere immediatamente
un appuntamento. Era rimasta sconvolta dall'episodio avvenuto
a casa della madre, non tanto per la sua sorprendente abilit,
ma piuttosto per il fatto che la madre non ci avesse visto nulla
di strano.
Logico? Come pu essere logico?, grid Abby, lasciandosi
cadere infelice sulla poltrona porpora di Hannah. Non ricordo
di aver mai suonato il piano in vita mia!. Scosse il capo.
Per quanto ne so, non so proprio come abbia fatto.
Per quanto ne sa la tua memoria episodica, precis tranquilla
la dottoressa. Perch non riesci a ricordare di averlo mai
imparato. Alla tua memoria di lavoro, d'altra parte, non interessa
quando o come tu abbia imparato, il suo compito  solo
conservare quell'abilit.
Non capisco....
Per un attimo, dimentica la lesione alla testa. Prendiamo un
esempio completamente diverso. Scommetto che non riesci a
ricordare come hai imparato a camminare, giusto? Non ricordi
di aver gattonato e poi di esserti messa dritta in equilibrio e
aver mosso i primi passi.
Be', no.
Ma sai ancora camminare, esatto?
Finora, s, mormor Abby con una smorfia.
Hannah incroci le braccia. Questo perch quando si tratta
dell'apprendimento di un'abilit, come camminare o suonare
il piano, la memoria episodica  responsabile del ricordo
di dove e quando, mentre la memoria di lavoro  responsabile
dell'abilit in s. Il cervello ricorda la capacit, ma non
come l'hai appresa. Ti sembra pi chiaro?.
Abby annu pensosa. Credo di s. Anche se era ancora molto
spaventata, almeno cominciava a comprendere i termini del
problema.
Hannah parve soddisfatta che la paziente la seguisse. La
memoria di lavoro  estremamente durevole, quella episodica
non molto. Ed  per questo che la maggior parte di noi non
riesce a ricordare come ha imparato a camminare o altri specifici
ricordi dell'infanzia. Ma nel tuo caso, per via del danno
all'ippocampo, la sua stabilit  anche peggiore.
 stato stranissimo, disse Abby, scuotendo il capo. Era
come se suonassi il pianoforte da sempre. Mi sono seduta davanti
allo strumento e sembrava che le dita sapessero esattamente
cosa fare.
Perch lo sapevano davvero, Abby. In un certo senso, sono
contenta che sia avvenuta una cosa del genere. Allo sguardo
stranito di Abby, Hannah alz le mani in segno di scusa.
Perdonami, quello che intendevo  che  servita a farti capire
la natura e l'estensione della tua lesione.
Abby non sapeva cosa pensare. Doveva essere un fatto positivo?
Be', mi dispiace, non condivido il suo entusiasmo, disse
con voce piatta. Era successo. Per quanto si fosse sforzata di
autoconvincersi che forse il danno non era poi tanto grave,
che tutto sarebbe andato bene, ora non si poteva negare che
qualcosa ci fosse.
Abby, piccoli eventi di questo genere da ora in poi saranno
comuni, disse dolcemente Hannah. Alcuni li noterai, altri
forse no, ma a ogni modo bisogna che accetti che, a causa della
lesione, parte della tua memoria non funzioner pi come
prima.
Dopo una breve pausa, Abby sospir. Be', come dice lei,
finch riesco a condurre una vita normale, penso di poter sopportare
di dimenticare qualche cosina qua e l. Siccome
Hannah non rispose immediatamente, Abby socchiuse gli occhi.
Che c'?, chiese spaventata. C' qualche altra cosa che
non so?
Abby, qualsiasi cambiamento, per quanto piccolo, sul modo
in cui funziona la tua memoria non fa che confermare il
danno all'ippocampo. Fece una pausa prima di continuare.
Mi dispiace, ma quello che  successo ieri  solo l'inizio.

Capitolo 11.

Abby si rese conto che non c'era ricordo degli ultimi anni -
bello o brutto che fosse - che non includesse Kieran. Alla
sua laurea, sorrideva orgoglioso insieme ai suoi genitori, mentre
lei era sul podio a ricevere il diploma di commercialista.
Avevano fatto la prima vacanza all'estero insieme. Era al suo
fianco al matrimonio di Claire e anche quando il padre aveva
avuto un infarto ed era morto alcuni anni prima.
Ora tutti quei meravigliosi ricordi erano sciupati, quindi che
importanza aveva se li perdeva?
 un atteggiamento troppo negativo, la rimprover Caroline,
a casa della madre una sera non molto dopo l'incidente.
Dopo l'incidente, la sorella si era dimostrata incredibilmente
premurosa, al punto che quando Abby era uscita dall'ospedale
si era offerta di stare con lei qualche giorno per accudirla.
Ma siccome avere per casa quell'iperattiva di Caroline anche
in condizioni normali l'avrebbe fatta impazzire, aveva declinato
l'offerta.
A essere sinceri, credo che tu debba smetterla di piangerti
addosso e deprimerti, la redarguiva ora la sorella. Santo cielo, Abby, quand' l'ultima volta che sei andata a divertirti?
E intendo proprio divertirti. Non c' da stupirsi se non hai dei
bei ricordi. Non ti sei data molta pena di creartene qualcuno!.
Abby la fiss, colpita da tanta veemenza. Ero cos terribile?,
chiese con voce roca.
S!, esclam Caroline. E mi dispiace, non voglio offenderti,
ma sono tua sorella e penso davvero che qualcuno ti debba
parlare, bisognava farlo anche prima e Dio solo sa da quanto
mi trattengo. Distolse lo sguardo e addolc il tono. Senti, non
volevo dirtelo, ma penso che ora sia giunto il momento. Abs,
non c' pi niente da fare. Devi dimenticare Kieran e cominciare
una nuova vita.
E pensi che non ci abbia provato?, grid Abby, ferita. Pensi
che mi sia divertita a passare ogni minuto del giorno a pensare
a lui e quasi tutte le notti a piangere?. Poi si ferm di
botto, rendendosi conto di averlo ammesso ad alta voce. Oddio,
ora Caroline l'avrebbe considerata un'idiota, patetica...
Ehi, va tutto bene, disse affettuosamente Caroline. Posso
solo immaginare quanto debba essere stata dura. Ma, Abby, la
verit  che non hai provato sul serio a superarla. E rifiuti
qualsiasi aiuto da parte nostra. Erin mi dice che non vuoi mai
uscire la sera, e neanche andare a bere qualcosa dopo il lavoro.
Prima dell'incidente, passavi ogni minuto del giorno a lavorare
in ufficio e non ti abbiamo praticamente visto fino al
compleanno della mamma. Santo cielo, Abby, i dottori dicono
che passeranno mesi prima che possa rientrare al lavoro e per
farlo ti servir il loro benestare. Non puoi passare tutto questo
tempo a piangerti addosso. Si avvicin per abbracciarla, con
aria contrita. Abby, mi dispiace e so che ancora ti fa male, ma
devi renderti conto che con Kieran  finita.
Lo so, replic Abby, col cuore nuovamente in pezzi per
averlo sentito dire da qualcun altro. Lo so.
Sciogliendola dall'abbraccio, Caroline si mise dritta. Ok, secondo
me, e forse penserai che sono matta, la guard di traverso,
questo colpo alla testa potrebbe essere stata una specie
di sveglia, un modo per farti capire quello che ti stai perdendo
della vita. L'hai detto tu stessa che tutto quello che  successo
prima dell'incidente non  degno di essere ricordato, aggiunse
allegra. E allora  giunto il momento di fare qualcosa. Andiamo
fuori questo weekend, io e te da sole. Possiamo andare
a mangiare da qualche parte e farci una bella chiacchierata.
Abby si morse il labbro, mentre le si insinuava nella mente un
ben noto pensiero. Oh, non so, Caroline, sai come sono con i
ristoranti e tutto il resto....
La sorella alz gli occhi al cielo. Perch ti fai bloccare da
una simile piccolezza? Senti, non andremo in nessun posto
strano, solo in un normale fastfood, tipo Captain America.
Vedi, questo  un classico esempio di quello che dicevo prima.
Io non penso che il tuo problema sia il cibo, penso che ricorri
a qualsiasi scusa pur di non cominciare una nuova vita senza
Kieran.
Non  vero!.
Ne sei certa?, disse la sorella, guardandola. Quand' l'ultima
volta che sei andata da qualche parte senza di lui? Al cinema,
o a un concerto, o anche in uno stupido centro commerciale!
Eri talmente abituata a far parte di una coppia che ti
sei quasi dimenticata come si fa a stare per fatti propri. E questo
non ha niente a che fare con il trauma alla testa.
Non  giusto!, esclam Abby, ferita.
Ma eccome se lo era. Il discorso di Caroline era stato forse un
po' brusco, ma nel profondo Abby sapeva che aveva colpito
nel segno. Aveva effettivamente dimenticato com'era non fare
parte di una coppia. Lei e Kieran erano stati insieme cos tanto
tempo che dopo la separazione aveva quasi avuto la sensazione
che le mancasse una parte di s.
Caroline aveva ragione, ultimamente non andava nemmeno al
supermercato e ordinava la spesa online. E cinema e concerti?
Abby non se la sarebbe mai sentita di andare da qualche parte
da sola, figuriamoci di sera, in centro, e con una persona diversa
da Kieran. Si era invece ritirata in se stessa, non si era pi goduta
la vita, l'aveva messa per cos dire in attesa. E per cosa?
Come Caroline aveva dolorosamente sottolineato, con Kieran
era finita. L'aveva visto con i propri occhi al matrimonio.
Hai ragione, disse decisa. Non me ne star pi ferma a
guardare la vita passarmi accanto. Comincer a uscire e a divertirmi,
finch posso ancora farlo, non pot fare a meno di
aggiungere.
 quello che volevo sentire!, disse Caroline con un sorriso.
Francamente, volevo dirtelo gi da un po', volevo cercare di
tirarti su. Ma allo stesso tempo, prosegu dolcemente, capisco
che deve essere stata dura.
Abby le rivolse un debole sorriso. S, ma hai ragione. Non
posso continuare cos. Grazie per la sincerit.
Mi dispiace se ti ho ferito, ma non posso starmene l a guardare
mentre ti maceri.
Be', non lo far pi, decise Abby con fermezza.
Da quel momento in poi, avrebbero tutti visto una ragazza
molto diversa da quella che si era isolata dal mondo, con il
terrore di provare ci che aveva da offrire. Da quel momento
in poi, Abby avrebbe dimenticato tutto quello che riguardava
Kieran e il suo vecchio modo di vivere e sarebbe riemersa afferrandosi
con entrambe le mani alla vita.
Alcuni giorni dopo si mise d'accordo con Erin per vedersi.
L'amica era da poco tornata dal suo weekend di sole donne a
Dubai e mentre si dirigeva al luogo dell'appuntamento - un
simpatico pub dalle parti di Grafton Street - Abby ripens a
quanto tempo fosse trascorso da quando avevano passato una
serata insieme.
Per mesi, prima dell'incidente, Erin aveva provato a organizzare
un simile incontro, ma come al solito Abby aveva accampato
una serie di scuse per non andare. Caroline aveva ragione:
visto come si era comportata ultimamente poteva dirsi fortunata
ad avere ancora degli amici. Dopo il discorsetto della
sorella, Abby si era molto interrogata sulla sua vita e le sue
azioni nel periodo precedente l'incidente, rendendosi conto
che nonostante avesse fatto di tutto per tenere lontane le persone,
dopo la diagnosi le si erano tutte strette attorno. Ed era
loro grata.
Basta nascondersi: da quel momento in poi, Abby avrebbe
visto pi gente possibile, a cominciare da quella sera.
Giunse al pub, un posto molto frequentato dove servivano anche
cibo ottimo (e normale!) e, una volta entrata, vide che Erin
era gi arrivata.
Ciao, disse, alzandosi e abbracciando Abby con affetto.
Stai benissimo!.
Abby si tocc imbarazzata la testa passandosi la mano tra gli
orribili capelli corti. Non  vero, disse piano. Anche se avevano
cominciato a ricrescere, ci sarebbero voluti anni perch
tornassero a piacerle come prima.
Invece penso che siano molto trendy, insistette Erin, evidentemente
cercando di tirarla su. Cosa vuoi bere?
Solo una coca, grazie, disse Abby, sorridendo alla cameriera.
Ordini del dottore, spieg tristemente allo sguardo
mogio di Erin.
Non puoi neanche bere un bicchiere di vino?
No, per il momento, no. I medici le avevano prescritto dei
farmaci per i saltuari mal di testa, ma a ogni modo Abby non
voleva fare nulla che potesse avere effetti negativi sui suoi
sensi, particolarmente dopo l'episodio del pianoforte.
Oh, be', ti dispiace se io prendo qualcosa di pi forte?
Ma no, prego.
Ok, vorrei un bicchiere di vino bianco, disse Erin alla cameriera.
E allora come stai da quando sei uscita?, chiese ad
Abby, dopo che la ragazza ebbe preso l'ordine per la cena. Ti
senti bene?
Sto bene, disse Abby, non ancora pronta a confidare a
Erin l'episodio del pianoforte. Gi la madre da allora non l'aveva
pi persa di vista neanche un momento e non voleva che
ci fosse anche qualcun altro a preoccuparsi per lei. Mi sento
assolutamente normale.
Erin abbass lo sguardo e si morse il labbro. Mi sento davvero
in colpa.
Ma no, non devi. La povera Erin era andata contritissima
in ospedale, convinta di essere lei la causa dell'incidente.
Ma  stata colpa mia se eri in ritardo!, insistette. Se non
ti avessi trattenuta al telefono con quella storia di Dubai....
Non fare la sciocca. Ti ripeto che non  colpa tua. Sono cose
che capitano, tutto qui.
S, ma era colpa mia se andavi di fretta e....
Erin, per piacere, non ti colpevolizzare.  stato un incidente,
non  colpa di nessuno. Casomai, io non sarei dovuta passare
sotto la scala. Ok, sono solo superstizioni ma hanno anche
una ragione, disse con un sorriso. Pu essere pericoloso.
E ora... come va?. Erin lanci un'occhiata furtiva alla testa
di Abby.
La verit? Sto bene. Abby non voleva ammettere che si
arrovellava praticamente ogni momento della giornata e non
dormiva la notte al pensiero di cos'altro sarebbe potuto accadere.
I dottori vogliono che di giorno in giorno monitori tutte
le mie attivit, nel caso noti qualche cambiamento. Ma non
so davvero cosa aspettarmi, disse con aria noncurante, non
volendo confessare all'amica di essere terrorizzata alla prospettiva
di ci che poteva succedere.
Ma ti senti bene?, richiese Erin.
Ogni tanto ho mal di testa, ma a parte questo mi sento in piena
forma. Ma basta parlare di me, disse allegramente. A te
come vanno le cose? E Dubai era fantastica?. Poi aggrottando
la fronte soggiunse: Mi dispiace dirtelo ma non sei molto abbronzata,
e non  da te. Da fervente adoratrice del sole, di solito
Erin diventava color mogano dopo la minima esposizione
ai raggi.
Oh, il tempo non era granch, tagli corto Erin.
Davvero? Credevo che l fosse sempre bel tempo.
Anche noi, si lament l'amica, prima di lanciarsi in un rapporto
completo del recente viaggio. Ma lo shopping era favoloso
e abbiamo speso una fortuna in vestiti e gioielli! Ci sei
mancata... ti sarebbe piaciuto.
Le due ragazze chiacchierarono amabilmente per un po' e
quando arrivarono i piatti, Abby aveva cominciato sul serio a
rilassarsi e divertirsi. Era un'eternit che lei ed Erin non si vedevano per una chiacchierata. Perch mai avevano fatto passare
cos tanto tempo?
Ma Abby conosceva la risposta. Lei non aveva voluto affrontare
il mondo, non aveva voluto prendere in mano la sua
vita. Invece, si era ritirata da tutto come un'eremita e si era rifiutata
di confidare agli altri il suo dolore. Ma un colpo in testa
non era forse un ottimo modo per risvegliare una persona
e rammentarle tutto ci che si sta perdendo?
Penne all'arrabbiata, annunci la cameriera, appoggiando
una scodella di pasta fumante davanti a Erin, e poi una porzione
di lasagne davanti ad Abby.
Grazie mille, rispose Abby, con l'acquolina in bocca.
Parmigiano?, s'inform la cameriera.
Non per me, grazie, rispose immediatamente Erin.
E per lei?. Guard Abby, in attesa di una risposta.
Come, prego?. Abby non aveva la pi pallida idea di cosa
stesse chiedendo la cameriera, vagamente stupita che Erin invece
avesse capito.
Vuole del parmigiano?.
Abby guard Erin, nella speranza che l'amica potesse illuminarla.
Cosa diavolo era il parmigiano?
Mi scusi... non credo di capire....
Erin le lanci un'occhiata. Vuoi del parmigiano sulle lasagne?.
Chin gli occhi sul piatto, imbarazzata. Evidentemente il
parmigiano era qualche nuova spezia italiana. L'ultima volta
che Abby aveva mangiato italiano, erano i pomodori secchi ad
andare per la maggiore, ma secondo Caroline, ora erano tanto
anni Novanta. Ben lungi dall'essere un'appassionata di cucina,
Abby non era mai stata molto aggiornata su questioni del
genere. Ma che diavolo! Quella roba le pareva comunque innocua.
S, grazie, disse, sorridendo alla cameriera, che le cosparse
tempestivamente le lasagne di parmigiano.
Erin parve sorpresa. Be', questo  davvero un colpo di scena,
disse dopo che furono nuovamente sole. Non hai detto
una volta che il parmigiano ha un odore di calzini vecchi?
Davvero?. Abby pens che Erin la stesse confondendo con
qualcun altro. Fino a quel momento non l'aveva mai sentito
nominare, figuriamoci se poteva aver fatto commenti sul suo
odore!
E cos'altro avete fatto a Dubai?, chiese. A giudicare da quello che le aveva detto fin l l'amica, si era davvero persa qualcosa.

Capitolo 12.

Finn stava per cominciare l'addestramento di un nuovo gruppo
di reclute: la parte del lavoro che preferiva. Il cucciolo
con cui lavorava quel giorno, Jack, aveva un carattere dolce e
amabile e fino a quel momento stava reagendo benissimo. Imparava
molto rapidamente, rispondeva subito a tutti i comandi
di Finn e, diversamente da altri cani, non aveva battuto ciglio
quando gli aveva messo l'imbracatura. Nel corso di quella
sola mattina, Finn gli aveva insegnato come camminare su una
perfetta linea retta da A a B e, senza grandi sollecitazioni, Jack
aveva anche accompagnato Finn sano e salvo attorno agli ostacoli
sistemati sul percorso. Erano dei progressi eccezionali e da
quanto aveva visto fino a quel momento, Finn era assolutamente
certo che Jack avrebbe superato brillantemente il resto
dell'addestramento e sarebbe diventato un ottimo cane guida.
Ma subito dopo pranzo, Finn scopr il tallone d'Achille di
Jack. L'esposizione alle distrazioni era una parte importante
della preparazione e a questo scopo, mentre i giovani cani guida
venivano addestrati, esemplari di altre razze venivano fatti
correre liberamente nell'area, cani molto curiosi, a volte aggressivi
e il cui maggior divertimento consisteva nel cercare incontri
ravvicinati e conflittuali con cani pi grandi. I Jack Russell
Terrier erano famosi per questi atteggiamenti faccia a faccia
e il cucciolo di Terrier del proprietario del centro era un
esempio tipico. Piccolo e dall'abbaio fastidioso, Rasher si divertiva
un mondo a correre e abbaiare ai cani che si addestravano
e faceva del suo meglio per distrarli. Era l'estremo test di
pazienza per qualsiasi cane - addestrato o meno - e la
maggioranza, Jack compreso, lo superava a pieni voti con grande
rammarico di Rasher.
La prova successiva consisteva nell'affrontare un animale del
tutto diverso, un animale contro cui, sin dall'inizio dei tempi,
i cani combattevano un'irriducibile guerra, che nel corso degli
anni aveva alimentato una moltitudine di cartoni animati, libri
e film. Per non parlare del piacere che una bestia in particolare
provava, anche pi di Rasher, alla prospettiva di distrarre i
cani in addestramento.
Vediamo un po' come te la cavi ora, pens Finn sistemando
nuovamente l'imbracatura, e insieme a Jack si mise a fare una
passeggiata apparentemente innocua per il prato recintato.
Avevano fatto appena un paio di metri quando la corda si tese
e Jack si arrest di botto, con il pelo irto. Poi cominci a tirare
con una violenza tale che Finn perse la presa del guinzaglio
e Jack corse via. Non si ferm finch non fu arrivato al muro
di recinzione, dove un gatto nero stava pigramente facendo la
sua toilette al sole. Il cane cominci ad abbaiare selvaggiamente
al gatto, che decise di ignorarlo e continu tranquillamente
la pulizia.
Jack, ti presento Sooty, mormor Finn, con tono deluso
per la reazione del cane.
A dispetto delle premesse, Jack non sarebbe diventato un cane
guida. E chiss se avrebbe trovato un qualsiasi altro mestiere,
pens tristemente Finn.
Quella sera rifer la storia dettagliata alla sua commensale.
 un peccato. Un cane cos bravo, una vera promessa....
Davvero. Karina, la ragazza con cui era uscito Finn, giocherellava
con il bicchiere di vino ed era evidente che lo stava
ascoltando a met.  vero che forse aveva parlato un po' troppo
del suo lavoro, ma quale altro argomento di discussione ci
pu essere con una persona che conosci a malapena?
Si erano incontrati a qualche festa ed evento sociale organizzato
da Chris, il miglior amico di Finn, perci quello odierno
non si poteva definire un appuntamento alla cieca, ma poco ci
mancava. Finn non sapeva assolutamente niente di Karina
Dowling, a parte che era single, graziosa e chiaramente per
nulla interessata alle tecniche di addestramento dei cani guida.
E perch poi avrebbe dovuto? Se fino a quel momento
Karina gli avesse parlato solo del suo lavoro di estetista, anche il
suo sguardo si sarebbe fatto vitreo.
Si trovavano in un ristorante al centro di Dublino di nome
Pepe, raccomandato da Chris. Finn aveva chiesto consiglio
all'amico perch per la vita che faceva proprio non conosceva
un posto in centro dove andare.
Dopo un periodo passato a viaggiare e a lavorare all'estero -
principalmente negli Stati Uniti - da alcuni anni Finn aveva deciso
di rientrare e stabilirsi a Dublino: almeno quelli erano i piani.
Si era comprato la casa dove abitava attualmente poco dopo
essere stato assunto al centro di addestramento, pensando che
un vecchio casale fatiscente nella pacifica North County Dublin(2)
sarebbe stato pi adatto a lui che il trambusto del centro.
Anche se Balbriggan si trovava a pochi chilometri da Dublino,
dal punto di vista dei servizi si sarebbe detta un paese completamente
diverso e, siccome Finn non si avventurava tanto
spesso in citt per socializzare, era poco aggiornato sui posti
pi in voga.
Molti dei suoi vecchi amici abitavano e lavoravano in citt e
la vita cosmopolita che conducevano era lontana mille miglia
dal ritmo tranquillo e campagnolo che prediligeva lui. Poich
era l'unico maschio del gruppo a essere ancora single, i suoi
amici si facevano un dovere di cercare di sistemarlo con varie
donne disponibili e non volevano credergli quando provava a
dire che stava bene da solo e che, dopo Danielle, era poco propenso
a una relazione seria.
Il locale dove si trovava in quel momento era considerato uno
dei posti pi in della citt, ma finora Finn l'aveva trovato
freddo e pretenzioso. I camerieri erano formali e altezzosi e
quando era entrato avevano storto il naso per il suo abbigliamento
casual di jeans e maglietta nera a maniche corte. Inoltre,
sebbene non potesse esserne sicuro al cento per cento, gli era
parso di averli sentiti ridacchiare per come aveva assaggiato il
vino. A Finn mettersi a odorare e roteare il vino nel bicchiere
pareva una vera fesseria e anzi, a dire il vero, non  che avesse
una particolare passione per il vino, ma pareva che a Karina
piacesse e quindi si era adattato. E poi, in un posto come quello, una bottiglia di birra non si sarebbe trovata nel raggio di tre
metri. Non fosse mai che una bevanda tanto volgare potesse
diminuire il loro prestigio.
Com' il tuo antipasto?, chiese, per cambiare argomento.
Davvero delizioso, disse Karina. Le capesante sono cotte
alla perfezione e con la giusta quantit di condimento e mi
sembra di percepire nella salsa un vago sentore, forse cannella.
E il tuo?.
Finn sussult e abbass gli occhi sul suo piatto di comunissime
crocchette di pesce. E, ehm... fantastico, rispose, ma
Karina continuava a guardarlo, evidentemente in attesa di un
ulteriore approfondimento, come se fosse un esperto in materia.
E... molto buono.
Bene, bene. Stiamo a vedere come se la caver lo chef con
il piatto principale. L'ultima volta che ho mangiato maiale in
un ristorante simile, sia per l'aspetto che per il sapore pareva
uscito da un pub. Alz gli occhi al cielo. Una veeera delusione.
Finn stava chiedendosi cosa ci fosse di male nella cucina dei
pub, dove i piatti erano gustosi e abbondanti, e non come quelle
porzioni microscopiche che servivano l, tanto piccole da
non sfamare neanche un passerotto e costituite principalmente
di pezzetti di carne mezza cruda ricoperti di erbette. Perch
poi doveva fare tutta quella scena su come se la sarebbe cavata
lo chef? Per ci che lo riguardava era soltanto del cibo, non
uno spettacolo! A volte Finn non riconosceva il paese in cui era
tornato. Circolava pi denaro, ma non era certo che fosse un
fatto positivo.
Ma quale che fosse la scelta di Karina, almeno lui aveva giocato
sul sicuro e aveva ordinato una semplice e succulenta
lombata. E ne aveva proprio bisogno, viste le dimensioni delle
crocchette, non pi grandi di una moneta da cinquanta centesimi.
Finn le aveva mangiate in un baleno ed era ora in fervida
attesa della carne e delle verdure.
Penso che i ristoranti di Dublino abbiano davvero una lunga
strada da fare prima di poter competere con quelli di Londra.
Non credi?, stava dicendo Karina, e Finn si rese conto
che era la terza volta nel giro di mezz'ora che prendeva la borsa
e ci frugava dentro. Lo strano era che non tirava fuori n ci
infilava dentro niente.
C' qualche problema?, chiese allora, indicando la borsa.
Hai dimenticato qualcosa? Ti serve un fazzolettino?.
Karina sorrise. Scusa...  che proprio non posso farne a meno.
 di Chlo, ed  taaalmente deliziosa.
Cosa? Chris non aveva parlato di una figlia. Non che per
Finn fosse un problema, ma... Chlo?.
S. Quella nuova. Mi  costata due bigliettoni, ma li vale
tutti. Soprattutto, continu esaminando con occhi ardenti la
sala, visto che ogni donna di questa stanza sar verde d'invidia!.
Ora Finn era davvero confuso.
C'era una lista d'attesa di sei mesi da Brown Thomas. Credo
che Victoria Smurfit sia riuscita ad averla uno o due giorni prima
di me, mentre Andrea Corr  ancora lontana mille miglia.
Sorrise gongolante.
Lista d'attesa? Brown Thomas? Di che diavolo stava parlando?
Karina dovette rendersi conto che la situazione si era capovolta
e che ora era lui ad avere lo sguardo vitreo, perch cerc
di porre immediatamente fine al suo stato di ignoranza. Sai,
la nuova borsetta di Chlo, la borsa firmata?  impossibile
che tu non sappia cos'. Credevo che tutti ne fossero a conoscenza.
Ne hanno parlato anche al telegiornale.
Finn non pot fare a meno di pensare che probabilmente si
era fatto distrarre da notizie prive di importanza quali il crescente
tasso di criminalit nel paese o la situazione economica.
Borse di nome Chlo... Come avevano potuto sfuggirgli?
Davanti all'espressione compiaciuta di Karina, all'improvviso
sent il desiderio di scappare da quella vacua, finta e pretenziosa
brutta copia di un ristorante, e correre a un milione di
chilometri da quell'egualmente vacua e pretenziosa brutta copia
di ragazza. Che diavolo ci faceva l, a cercare di conversare
con una donna che pareva interessata solo alle apparenze e
pensava di vivere un episodio di una soap-opera americana?
Certo che conosco la borsa di Chlo, disse e, prima di prendere
il bicchiere di vino, aggiunse malignamente: Una mia cara
amica ha ricevuto l'ultima per il suo compleanno la settimana
scorsa.
Karina sgran gli occhi. Vuoi dire l'ultimissima?. E lo disse
con tale deferenza che per poco a Finn non and il vino di
traverso, e come se stessero discutendo tranquillamente di forme
di vita aliene, per tutta risposta lui annu. Ma come  possibile?
Qui uscir solo a gennaio!.
Cavolo! Finn pens rapidamente. Penso che il marito l'abbia
presa a New York; ci va spesso per affari.
Che fortuna sfacciata, disse sognante Karina e nei suoi occhi
c'era una tale invidia che Finn si sent quasi in colpa.
Bah, non so, forse non  proprio l'ultima, forse  la stessa che
hai tu. Non sono sicuro.
No. Non credo che lo sapresti. Sinceramente, sarei molto
molto sorpresa se avesse le mani sull'ultimo modello. Abbass
la voce. E se ce l'ha, dovrebbe controllare che non sia falsa.
Bisogna fare attenzione con queste cose, sai.
Ovvio che lo so, pens ironico Finn. A quel punto, per, aveva
cominciato a dispiacersi per Karina. Che razza di vita era
quella, in cui si spendeva una fortuna per avere l'ultimo must-
have della moda, per poi scoprire che c'era sempre qualcuno
pi avanti di te? Di quei tempi, le donne erano tutte cos? Dando
un'occhiata alla sala, questa sembrava la realt. Tutte si
guardavano intorno puntando gli occhi ovunque tranne che sul
proprio partner.
Finn sospir silenziosamente. Queste cose ormai non facevano
pi per lui, e desider ardentemente di potersene tornare a
casa dall'unica femmina che non si curava di borse firmate o
cucina creativa e che era felicissima con una scatoletta di Pedigree
Chum! Raramente la vecchia cara Lucy gli dava problemi,
neppure quando l'abbandonava per andare all'estero
in occasione di convegni di addestratori e doveva lasciarla al
padre. E a proposito del padre, quella mattina Pat aveva avuto
un consulto con uno specialista e questa poteva essere una
ottima scusa per andarsene a casa presto.
Ma, visti i prezzi e la sua fame, sarebbe stato un vero crimine
non restare a godersi la cena. Proprio in quel momento, arriv
il cameriere, e vedendo nel suo piatto un pezzo di lombata
non pi grande di una palla da golf - e ricoperta della solita
maledetta erba - Finn ebbe la certezza che quell'appuntamento
si sarebbe trasformato in un inferno.

Capitolo 13.

Sei zia!, grid Caroline al telefono.
Cosa? Claire ha partorito?. Abby sedette in mezzo al letto e
guard la sveglia sul comodino. Erano le sei del mattino, ma Caroline
pareva sveglissima. Ma mancano quattro settimane!.
Lo so, ma ha anticipato. Zach ha appena chiamato la mamma
ed  al settimo cielo.  una bambina e credo che la chiameranno
Caitlyn. Claire sta bene, a quanto pare non c' stato
alcun problema. Senn Zach l'avrebbe detto, no? E un uomo!.
Caitlyn, ripet piano Abby. E un nome davvero bello. Non
vedo l'ora di vederla.
Be', non dovrai aspettare molto, cinguett Caroline. 
meglio che cominci a preparare i bagagli. Partiamo il diciannove!.
Cosa?. Abby batt le palpebre, pensando di non aver sentito
bene.
Tu e la mamma venite con me e Tom a New York per conoscere
il nuovo membro della famiglia Ryan!. Non sentendo
una risposta immediata, la sorella cambi tono. Non dirmi
che non vuoi conoscere la tua sola e unica nipote! E non venirmi
a raccontare che hai paura di volare o sciocchezze simili.
Te l'ho gi detto:  tutto nella tua testa.
Abby boccheggi. Il pensiero di salire nuovamente su un aereo
la terrorizzava, soprattutto vista la lunghezza del volo, ma
d'altro canto, moriva dalla voglia di vedere Claire e la neonata.
E poi New York...
Scommetto che ti piacer tantissimo, insist Caroline.
Specialmente in questo periodo dell'anno.
Poi, Abby all'improvviso si rese conto di quale periodo fosse.
Ma... ma  la settimana di Natale!, le sfugg. Anche se decidessi
di venire, sarebbe tutto pieno. Non riusciremo mai a
trovare dei voli e....
Gi fatto, disse allegra la sorella. Consideralo il tuo regalo di Natale.
Cosa? Ma non posso....
Certo che puoi. E a dire il vero, dopo tutto quello che 
successo, penso che tu abbia bisogno di una vacanza. Peccato
solo che Dermot avesse gi organizzato di partire con degli
amici. Ma Claire sar felicissima di vederci. Soprattutto te che
non sei mai andata a casa sua.
Sarebbe bellissimo, ma sei sicura che Claire voglia vederci
tanto presto?. Abby era certa che i novelli genitori avrebbero
preferito un po' di tempo in pace con la loro bambina invece
di una massa di parenti che piombava a casa loro.
Ho gi avuto l'ok da Zach e lui pensa che sia un'idea geniale,
soprattutto avere mamma che pu dare una mano a Claire.
Tir su col naso. Evidentemente, non pensa che io possa
essere di grande aiuto. E ad Abby scapp un sorriso. Ma
immagina, tutte noi insieme per Natale a New York. Abby,
sar fantastico!.
L'entusiasmo della sorella era contagioso e Abby non vedeva
l'ora di conoscere la nuova nipotina. E poi che altro aveva
da fare se non vagare ciondolando per casa in preda all'ansia?
Poteva farle bene cambiare aria, no?
Ti ridar i soldi del biglietto..., cominci.
Non fare la stupida. Te l'ho detto:  il tuo regalo di Natale. E
comunque, li ho comprati con la Visa di Tom, quindi in realt
li ha pagati lui.
Chiss che ne pensava, consider Abby con un sorriso. Be',
allora devo i soldi a tutti e due.
Tesoro, non ci devi niente. Chiss a chi assomiglia Caitlyn,
prosegu la sorella, parlando alla velocit della luce. Spero
proprio che non abbia preso il carattere dei Ryan. Altrimenti
la nostra povera sorella avr il suo bel daffare!.
Natale a New York, che bello!, comment animata Hannah.
Abby non sapeva se la psicologa avrebbe avuto delle riserve
su un viaggio cos lontano (e in realt ci aveva un po' sperato,
perch le avrebbe offerto l'appiglio per evitarsi se non altro il
volo!), ma non era cos. S, rispose con un debole sorriso.
Non mi sembri molto entusiasta, disse la donna con tono
interrogativo.
 solo l'aereo che non mi entusiasma. Abby raccont la sua
esperienza precedente. Kieran lo detestava, concluse con
una scrollata di spalle.
Hannah rimase in silenzio per un momento. Kieran  il tuo
ex?.
Abby si agit, prendendosela con se stessa per essere stata
tanto sciocca da sollevare quell'argomento. S, ci siamo lasciati
circa un anno fa.
Mi dispiace. Dal tono comprensivo, era chiaro che Hannah
aveva capito che non era stata Abby la responsabile della
rottura. Stavate insieme da tanto?
Da quasi cinque anni, ma va bene... cio, sto bene.
Capisco. Ma ancora una volta, Abby sent che Hannah sapeva
che non era cos, ma per discrezione non voleva approfondire
l'argomento. E come credi prenderebbe la situazione,
intendo la lesione dopo l'incidente?.
Abby aggrott la fronte. Non sapeva cosa avrebbe pensato
Kieran, ma di un fatto era sicura: detestava gli ospedali e aveva
sempre avuto un certo disagio nei riguardi della malattia in
generale. Tutte le volte che per un'influenza o un'infezione
intestinale era dovuta restare qualche giorno a letto, Abby
aveva avuto sempre la sensazione di deluderlo, che agli occhi
di lui fosse tutto un po' esagerato e melodrammatico. Ma se a
stare male era lui... be' allora il discorso era completamente
diverso!
No, probabilmente in quel frangente non sarebbe stato di
grande aiuto, ammise Abby. Non che fosse poco comprensivo,
solo aveva difficolt a gestire quel genere di situazioni. Ma non
l'avrebbe certo confessato a Hannah. E poi che senso aveva
una domanda del genere?
Be', non che importi molto, ma credo che mi avrebbe dato
un grande sostegno, ment. A essere sinceri, se fossero stati
ancora insieme, pens tristemente, l'incidente sarebbe stata la
classica goccia che fa traboccare il vaso.
S, da quello che mi hai raccontato della vostra vacanza, pare
che avesse una... forte personalit.
Suo malgrado, Abby ridacchi. Era il minimo che si potesse
dire! S, possiamo metterla cos.
Hannah parve sul punto di aggiungere qualcos'altro, ma si
blocc. Abby ebbe il sospetto che la psicologa avrebbe voluto
indagare sul suo stato d'animo dopo la separazione, ma doveva
essersi ricordata che non era quello il motivo per cui Abby
si trovava l. La ragazza ne fu sollevata: l'ultima cosa che voleva
era un interrogatorio su Kieran, soprattutto visto che stava
facendo del suo meglio per gettarsi tutto alle spalle.
Allora, la Grande Mela, disse Hannah, decidendo di cambiare
argomento. Sono un po' invidiosa. Ma, no, non ho nulla
in contrario a che tu parta. Al contrario, penso che ti far un
gran bene.
Con enorme sollievo di Abby, e malgrado lo stato dei suoi
nervi, il volo per New York non and per niente male, forse
perch (diversamente dall'altra volta), i suoi compagni di viaggio
non parevano minimamente stressati o preoccupati.
Anzi, l'occasione fu spunto di grandi festeggiamenti, favoriti
dall'insistenza di Caroline a comprare una bottiglia di champagne
una volta in volo. Abby aveva letto da qualche parte (o
gliel'aveva detto Kieran?) che in aereo non si devono bere
alcolici, perci in principio era stata un po' restia ad accettare,
ma non voleva fare la guastafeste, soprattutto visto che il resto
della famiglia - persino Teresa - tracannava allegramente. I
dottori avevano finalmente tolto il divieto agli alcolici e Abby
dovette ammettere che i pochi sorsi che aveva bevuto l'avevano
davvero rilassata.
Tant' che atterrati al JFK, non capiva perch avesse avuto tanta
paura dell'aereo, quando - come le aveva ripetuto fino alla
nausea Caroline sulla via dell'aeroporto - non c'era davvero
nulla di cui preoccuparsi. Ma forse i piloti delle tratte pi lunghe
erano pi bravi, e gli aerei pi grandi pi sicuri. A ogni modo,
Abby era felice di essere arrivata a New York tutta intera!
Ora che era con i piedi per terra, si godeva il panorama guardando
dal finestrino dell'auto. La citt era incredibile, completamente
fuori dal mondo, pareva un sogno. Zach era andato
a prenderli all'aeroporto e attraversando la citt, Abby non
pot fare a meno di pensare che pareva tutto uscito da un set
cinematografico.
A giudicare da questo, era improbabile che avrebbe dimenticato
tanto in fretta la sua prima esperienza a New York. Quel
posto era magnifico, maestoso e assolutamente indimenticabile.
Ma, ragazzi, che freddo! Caroline, grazie ai suoi regolari
viaggi di shopping, era una veterana degli inverni newyorkesi
e le aveva avvisate di portarsi abiti pesanti, ma sinceramente
Abby si era aspettata temperature simili a quelle in Irlanda.
Qui, per, era tutta un'altra cosa! Mentre l'auto attraversava
le vie cittadine, dagli sfiati della metropolitana sui marciapiedi
si levava un vapore che immediatamente ricadeva in terra sotto
forma di cristalli di ghiaccio. Rabbrivid.
Te l'avevo detto che avrebbe fatto freddo, disse con un sorriso
Caroline imbacuccata nella pelliccia.
All'aeroporto di Dublino, Abby si era messa a ridere alla vista
della sorella e di Tom, che, con la pelliccia ecologica fino ai
piedi lei e con una pesante giacca imbottita di pecora lui, parevano
una coppia di orsi. E chi rideva ora?
Spero Dio che abbiate il riscaldamento al massimo a casa,
Zach, disse Teresa, battendo i denti. Pare di stare in Siberia!.
Ma nonostante il freddo, Manhattan sembrava uscita da un
libro di fiabe, con le sue strade sfolgoranti di alberi scintillanti
e luci fantastiche. Abby si incant a guardare le luci bianche
che brillavano al buio gettando un bagliore fatato sui marciapiedi.
Sulla via di casa di Claire e Zach, passarono davanti all'enorme
decorazione a forma di fiocco di neve all'angolo tra la Fifty-
Seventh e la Fifth Avenue. Abby l'aveva vista milioni di volte in
TV e sulle riviste, ma dal vero era ancora pi gigantesca. E allungando
il collo per guardare bene l'Empire State Building
vide le luci che passavano dal verde al rosso e constat come il
celebre edificio - come d'altro canto tutta la citt - fosse tutto
in ghingheri e pronto per il periodo natalizio. Non aveva mai
visto niente di simile.
Wow,  davvero eccezionale, disse senza fiato, completamente
sopraffatta da quello spettacolo.
Se questo ti pare bello, aspetta di vedere l'albero del Rockfeller,
comment Zach. Anche Park Avenue in questo periodo
dell'anno  davvero forte. Forse potremmo passarci davanti....
Teresa guard con orrore il genero. Senti, Zach, l'unica cosa
forte che mi interessa in questo momento  una bella tazza di
t, disse con un tono che non ammetteva repliche. Quindi,
non farmi vedere altre luci natalizie e portami invece a vedere
la mia prima nipote!.
Una mezz'ora dopo, arrivarono all'appartamento sull'Upper
East Side, dove li accolse una raggiante Claire con una neonata
addormentata tra le braccia. La piccola Caitlyn era bella come
Claire, pens Abby. La sorella, per quanto ovviamente stanca,
sprizzava salute e gli occhi le brillavano di orgoglio mentre
presentava la bimba alla famiglia.
Ti assomiglia tantissimo, sussurr Abby, accarezzando delicatamente
la pelle morbida della bimba. E c' anche un po'
del pap, mi pare.
Lo credo anch'io!, disse Claire compiaciuta. Tu, mamma
che ne pensi?
 una vera meraviglia, ecco cos', disse l'orgogliosa nonna,
con i lucciconi agli occhi. E, s, ha il mento volitivo del padre,
mi pare.
Le ragazze risero.
Non mi capacito di come sia successo tutto cos in fretta,
disse Abby emozionata, dopo che si furono tolti i cappotti e
si furono sistemati nel soggiorno caldo e accogliente di Claire.
Avevamo appena saputo che eri incinta ed eccola gi
qui!.
Claire arross. Be', per scaramanzia, sai....
Certo. Cap di aver messo in imbarazzo la sorella e cerc di
rimediare lodando l'appartamento. Wow, che casa fantastica.
Talmente enorme!.
Ben presto dovremmo cominciare a cercare qualcosa di pi
grande, o magari spostarci in periferia, no, Zach?, disse Claire,
prendendo in giro il marito che, nato e cresciuto a Manhattan,
non era proprio dell'idea.
Non  in programma, mormor cupo e tutti risero.
E allora come  stato il parto?, chiese poi Caroline sulle
spine, quando si erano ormai sistemati e la piccola Caitlyn si
era riaddormentata nella culla. Mai pi, immagino.
Ma invece di convenire vivamente, Claire si limit a sorridere
e a scuotere il capo.  stata l'esperienza pi indimenticabile
della mia vita.
Be', lo so, replic Caroline alzando gli occhi al cielo. Nessuna
donna lo dimentica, a meno di non prendere una botta in
testa, aggiunse faceta, ma quasi immediatamente sbianc in
volto. Oddio scusa, Abby, balbett, rendendosi conto della
gaffe.
Non preoccuparti, replic Abby, imperturbabile.
Ma s, certo!, esclam Claire, ricordandosi all'improvviso
e rivolgendosi alla sorella minore. Come va? Stai cos bene
che mi ero quasi dimenticata... cavolo... cio....
Non c' problema, non riuscendo a reprimere un sorriso
per l'infelice scelta di parole. Io sto bene... credo.
Con la coda dell'occhio, vide la madre che la osservava attentamente.
Nelle ultime settimane, Teresa l'aveva trattata coi
guanti bianchi, soprattutto dopo l'episodio del pianoforte.
Sto benissimo, davvero, insistette, a disagio per essere improvvisamente
diventata il principale argomento di conversazione
e aver incupito l'atmosfera.  stato un bello shock e
possiamo sicuramente dire che l'ospedale non vincer il premio
per il miglior taglio di capelli, ma.... Cerc di simulare un
sorriso indifferente. Ma basta parlare di me, dicci di Caitlyn.
Siccome Claire evidentemente non aveva intenzione di insistere
e Abby era decisa a non deprimere gli animi, l'argomento
rimase in sospeso. Quindi, si rilass e si mise ad ascoltare la
sorella riferire con lunghi e commossi dettagli la pi indimenticabile
esperienza della sua vita.

Capitolo 14.

Dimmi davvero come stai, chiese Claire ad Abby il mattino seguente. Per via del jet-lag, Abby si era svegliata in
tempo per la prima poppata del mattino di Caitlyn e le due sorelle
stavano in cucina a bere un caff.
Sto benissimo, sul serio, rispose Abby e si mise a ridere
quando Claire inarc poco convinta un sopracciglio. Non
riusciva mai a nasconderle nulla. Ok, ammise timidamente.
Ho qualche difficolt, in effetti... non per la ferita in s,
ma per tutta l'incertezza della situazione. E prosegu raccontando
l'episodio del pianoforte. Non avevo assolutamente
alcuna memoria di aver imparato a suonare, disse,
scuotendo sconcertata il capo, prima di riferire alla sorella le
spiegazioni di Hannah. Ma la cosa peggiore  che  successo
davanti alla mamma, e da allora non mi perde di vista un
attimo.
Effettivamente, l'avevo notato, disse con ironia Claire.
Da quando siete arrivati, controlla ogni tuo movimento. Ma
 comprensibile, anche se siamo tutti preoccupati per te, per
la mamma  dieci volte pi difficile. Sorrise dolcemente.
Ho appena cominciato anch'io a capire cosa si prova. Se
succedesse qualcosa a Caitlyn, morirei per l'ansia.
Lo capisco e non ce l'ho con lei, ma tutta questa iperprotettivit
sta cominciando a soffocarmi. Davvero, Claire, in queste
ultime settimane  stata sempre con me ogni momento della
giornata e sta cercando di convincermi a trasferirmi da lei per
controllarmi meglio. Non fraintendermi, mi  stata di grande
aiuto, ma trattandomi in guanti bianchi non fa che
sottolineare la cosa, mentre io vorrei che tutto tornasse il pi normale
possibile.
Per te  sicuramente pi difficile non pensarci se la mamma
osserva ogni tua mossa, in attesa di qualche altro problema.
Esatto. Abby era contenta che la sorella capisse e che non
la considerasse irragionevole o, peggio, ingrata. Ora vorrei solo
andare avanti, e se succede qualcos'altro, be', me ne occuper
al momento.
Claire le rivolse un debole sorriso e Abby ebbe il sospetto che
la sorella si ponesse le sue stesse domande: cosa esattamente
poteva accaderle in futuro e, soprattutto, in che modo se ne sarebbe
occupata?
Nel corso dei giorni seguenti, Abby e la madre passarono la
maggior parte del tempo con Claire e la bambina, mentre Caroline
passava le giornate a fare spese, spesso lasciando il povero
Tom da solo in albergo.
La quarta sera, Claire incit Abby e Teresa a seguire l'esempio
di Caroline. Siete a New York ed  Natale! Non dovete
sentirvi in dovere di stare con me anche domani. Dovreste andare
a fare un po' di spese, o vedere qualcosa.
Stai scherzando?!, rispose Teresa. Non ci penso nemmeno
ad andarmene in giro con questo freddo. E poi, a dire la verit,
proprio non mi va. Chiss quanto tempo ci vorr prima
che riveda la mia nipotina e voglio stare con lei il pi possibile.
Guard Abby. Ma tu dovresti. Caroline mi ha detto che
domani andr al Woodbury Common. Perch non vai anche
tu?
Di!, insistette Claire. Sono sicura che Caroline sar felicissima
di avere un po' di compagnia.
Il pensiero di scarpinare un'ora per andare a vedere un oudet
non l'attirava minimamente. Che senso aveva essere arrivati
fin l per finire nei soliti posti che vendevano le solite cose? Le
sembrava una vera perdita di tempo, quando c'erano cos tante
altre cose da vedere.  vero che grandi magazzini come
Macy's e Saks erano mete obbligate e non le spiaceva dare
un'occhiata alle vetrine natalizie, ma diversamente da quella
spendacciona della sorella, non provava alcun interesse per le
merci in vendita. E siccome il giorno dopo era la vigilia di Natale,
Abby avrebbe preferito fare qualcosa di pi interessante.
Be', allora penso che me ne andr un po' in giro per la citt,
disse. Non preoccuparti. Non andr lontano, soggiunse rapidamente,
alla vista dell'espressione allarmata della madre.
 che non mi piace l'idea che te ne vada in giro da sola per
una citt sconosciuta, Abby. E se succede qualcosa...?
Mamma, andr tutto bene, disse con fermezza Claire, e Abby
le rivolse un sorriso grato. Evidentemente la sorella aveva
preso in considerazione i suoi timori sulla iperprotettivit di
Teresa e aveva capito che quella sarebbe stata un'ottima opportunit
per stare finalmente un po' per conto suo, lontano
dallo sguardo ansioso della madre. Siccome non era mai stata
a New York, e chiss quando ci sarebbe tornata, alcune ore da
trascorrere da sola nella citt che non dorme mai le parevano
un vero paradiso!
Allora siamo d'accordo, continu Claire. Faremo ognuno
le nostre cose domani e ci incontreremo qui la sera per una
bella cena familiare prima di andare alla Cattedrale di St Pat
per la messa di mezzanotte. Che ve ne pare?
Assolutamente perfetto, rispose Abby con un sorriso.
La mattina della vigilia di Natale, Abby si svegli presto, ansiosa
di uscire. Era un'altra giornata tersa e luminosa, ma terribilmente
fredda, e Abby si assicur di essere ben coperta.
Aveva preso in prestito un caldissimo montgomery color crema
di Claire e l'aveva coordinato al suo cappello di lana rossa
con guanti e sciarpa abbinati. E in quella mise, che le pareva
sufficientemente natalizia, usc dall'appartamento dirigendosi
verso il centro.
Nonostante il freddo spaventoso, c'era un'atmosfera davvero
magica in quel periodo dell'anno e tutto era addobbato a festa.
Sulle soglie in arenaria rossa pendevano ghirlande e rami di pino
erano attorcigliati attorno alle cancellate in ferro battuto.
Avvicinandosi alla zona dei negozi, c'era un Babbo Natale a
quasi ogni angolo e da ogni parte proveniva musica natalizia,
mentre la folla entrava e usciva in fretta da negozi e mercati.
Questa era New York e, nonostante il freddo, era molto meglio
rinchiudersi in un caldo grande magazzino del centro che
andarsene in un outlet qualsiasi in cerca di occasioni che probabilmente
non avrebbe indossato mai! No, qui era davvero
speciale, pens, schivando un uomo che faceva una consegna
di ciambelle appena sfornate in un vicino caff. Le brontol lo
stomaco, ricordandole che non aveva ancora fatto colazione e
quel locale le pareva caldo e accogliente...
Un attimo dopo era seduta a un tavolo intenta a scegliere
dall'invitante men: cialde ai lamponi o alla zucca, dolce di pane
alla pera e mirtilli, omelette, ciambelle e un arcobaleno di
muffin di vari gusti. Di solito, di fronte a una scelta cos insolita,
avrebbe storto il muso, ma quella mattina era pi che mai
decisa a tuffarsi nella vita newyorkese. Al diavolo! Per una volta
avrebbe ordinato qualcosa di pi interessante delle solite
ciambelle!
Dopo aver optato per un French Toast ricoperto di cioccolato,
pistacchi e fragole, Abby trascorse una piacevole mezz'ora
a mangiare, bere caff e osservare la gente che passava davanti
alla vetrina. Era una vera goduria, e non ricordava l'ultima
volta che si era divertita cos tanto.
Di nuovo riflett su come si fosse tagliata fuori dal mondo dopo
la separazione e quanto si fosse chiusa in se stessa. Quand'era
stata l'ultima volta che aveva passato una mattinata cos a Dublino,
gironzolando spensierata per Grafton Street, od O'Connell Street?
Strappandosi al tepore del caff, Abby decise di proseguire
per la Fifth Avenue, con l'idea d'immergersi nell'atmosfera festosa
e dare un'occhiata alle vetrine dei pi famosi grandi magazzini.
Rimase a bocca aperta davanti alla creativit e alla
fantasia delle vetrine, soprattutto di fronte agli angeli natalizi di
Bergdorf Goodman, ma ben presto la folla incessante si fece
troppo pressante, e decise quindi di dirigersi in zone pi tranquille.
Abbandon l'affollata zona commerciale e prosegu
per un po' lungo il viale prima di arrivare infine a Central Park
South.
Le carrozze turistiche erano allineate davanti all'ingresso,
con i cavalli docilmente in attesa dei prossimi passeggeri, ma
anche se la prospettiva era allettante, soprattutto dopo la camminata
che aveva fatto la mattina, Abby decise di rinunciare
all'idea. Era un po' deprimente fare una cosa del genere da soli, no? Le passeggiate in carrozza per Central Park erano riservate
alle coppie romantiche e non a tristi single come lei. Non
che si sentisse triste al momento: erano secoli che non passava
una giornata cos bella e quei pensieri invece di abbatterla la
convincevano doppiamente a godersela ancora di pi.
Ma innanzitutto, doveva comprare qualcosa da mangiare da
portarsi nel parco, poi si sarebbe seduta su una panchina e si
sarebbe riposata un po' guardando passare la gente. Dopo
aver comprato un sandwich in uno dei chioschi vicino all'ingresso,
Abby entr nel parco e trov una panchina libera vicino
al lago. Sedette, sorseggi il caff e si concesse un po' di
relax. Quel luogo era un vero rifugio dal trambusto cittadino
e, nonostante fosse brulicante di attivit, con persone che facevano
jogging, passeggiavano e turisti che si godevano l'aria
aperta, il lago e le aree alberate facevano da pacifico contrasto
alla frenetica attivit commerciale esterna.
Capiva perch i newyorkesi amassero quel parco e gli attribuissero
tanta importanza, ma al tempo stesso, non si era
aspettata quell'estensione gigantesca, n lo strano effetto che
produceva un'enorme area verde in mezzo agli svettanti grattacieli.
Mentre apriva a fatica la confezione del sandwich con
i pesanti guanti di lana, si rese conto di aver attratto l'attenzione
di una coppia di scoiattoli grigi, che, intravedendo la
possibilit di un pasto, le si erano accostati sfrontatamente
ai piedi. Uno in particolare pareva molto interessato al suo
pranzo e si era seduto sulle zampe posteriori puntandole addosso
gli occhietti brillanti e oscillando la folta coda.
Vattene un po', lo redargu, divertita dall'audacia dell'animaletto.
O meglio, va' a cercarti qualche nocciola!. Guard
di lato e arross nel vedere che mentre era impegnata ad aprire
la confezione del sandwich, sulla panchina si era seduta
un'altra persona. E lei stava a chiacchierare con uno scoiattolo
come un'idiota!
S, sono Phil, disse l'uomo al cellulare. Rendendosi conto
che la sua attenzione era rivolta altrove, Abby trasse un leggero
sospiro di sollievo. No, sono ancora qui. Quel maledetto
volo  stato cancellato... S, ho il posto su uno successivo,
ma  molto pi tardi stanotte. Non sai quanto mi dispiaccia
farti una cosa del genere, soprattutto oggi. No, non va tutto
bene, ma che altro posso fare?.
Pur non volendo, Abby non pot fare a meno di ascoltare.
L'uomo pareva davvero seccato e non poteva certo biasimarlo.
Avere il volo cancellato la vigilia di Natale era un vero incubo.
Si era talmente distratta alle parole dell'uomo che lo scoiattolo ai suoi piedi colse al volo l'occasione e prima che Abby potesse
rendersi conto di quello che succedeva salt sulla panca
e le rub il sandwich.
Abby sgran gli occhi. Che razza di furfante!, esclam,
sbalordita per la sfrontatezza dell'animaletto.
Sono proprio sfacciati, vero?, comment l'uomo, infilandosi
in tasca il telefono.
Abby si volt a guardarlo, confusa. Ha visto?
Eh s, disse lui, con occhi divertiti.
Non credevo fossero cos sfrontati! Non pensavo mai potessero
fare cose del genere.
L'uomo diede una scrollata di spalle come se fosse avvezzo
alle prodezze degli scoiattoli.  risaputo. Soprattutto qui.
Probabilmente  uno del posto, pens Abby, anche se era
difficile stabilirlo dall'accento.
Sono talmente abituati a ricevere cibo dai turisti che ormai
se lo aspettano e se non lo ottengono, si servono da soli. Poi
sorrise. Mi  accaduta una cosa simile una volta in Tailandia,
ma si trattava di scimmie.
Sul serio? E cosa hanno preso?.
L'uomo ridacchi. Be', me la sono proprio cercata. Ero in
una localit turistica e decisi di entrare in un negozio vicino
per comprare delle banane. Mentre stavo l, pensai di prendermi
anche qualche snack: patatine, cioccolata, cose cos.
Sorrise nel rievocare l'episodio. Uscii dal negozio e porsi
una banana a una scimmietta l davanti che mi fissava, ma la
bestiola non era minimamente interessata alle banane. Proprio
no, era molto pi attratta dalla busta con gli snack e prima
che me ne rendessi conto aveva allungato la zampa e aveva
sottratto il malloppo!. Ridacchi ammirato. Lasciandomi
come un fesso a bocca aperta con la banana.
Anche Abby rise. Meno male che queste cose non capitano
solo a me, disse con un gemito.
 simpatico, pens, allegra come una bambina per quell'incontro
inaspettato. Per non dire molto carino, con quell'aria
pulita tutta americana. Pareva pi o meno suo coetaneo, forse
di poco pi grande, e aveva capelli scuri piuttosto in disordine,
il mento forte e incredibili occhi profondi color mogano. E
in pi, una gentilezza che aveva subito messo Abby a suo agio.
Le era anche piaciuto il modo in cui aveva improvvisamente
cominciato a chiacchierare: non se l'aspettava in una citt
enorme come quella, ma forse, proprio perch era cos grande
la gente trovava facile mettersi a parlare con degli estranei, rassicurata
al pensiero che probabilmente non li avrebbe rivisti
mai pi. Abby sorrise alla menzione della Tailandia, ricordando
che poco tempo prima ne aveva deplorato il cibo.
 bella la Tailandia?, chiese.
Stupenda, rispose lui, scuotendo il capo. Mi riprometto
sempre di tornarci, ma finora non ho potuto.
Abby lo capiva. Anche lei voleva fare un mucchio di cose e,
strano a dirsi, da quando era a New York ci pensava sempre di
pi. Era la prima volta che usciva dall'Irlanda, dopo la disastrosa
vacanza in Spagna, ed era fantastico. Perch non aveva
fatto pi spesso cose del genere?
Anche il Vietnam era splendido. Gente molto cordiale,
continu lui. In effetti quasi tutta l'Asia  splendida.
Evidentemente lei ha viaggiato molto, disse Abby, scoprendosi
con sua sorpresa un po' invidiosa.
Prima... quando ero pi giovane, rispose l'uomo, con un
sospiro nostalgico. Vediamo un po', sono stato in Australia,
Asia, gran parte dell'America, Canada, per tutta Europa...,
disse contando con le dita tutti i posti in cui era stato.
Abby era davvero impressionata. Wow, lei s che  un viaggiatore!,
disse, sentendosi in confronto molto monotona e
provinciale.
Non ultimamente, purtroppo, aggiunse con una smorfia.
In questo periodo i doveri mi chiamano: la famiglia, il lavoro...
sa come vanno queste cose.
Lei annu. Lo so. Ma la verit era che non lo sapeva per
niente. Per qualche motivo, non le era mai venuta la smania di
viaggiare, soprattutto perch a Kieran non era mai piaciuto
uscire dall'Irlanda. E l'unica volta che l'avevano fatto era stato
un tale disastro che non lo si poteva certo biasimare.
Poi l'uomo si raddrizz e guard l'orologio. A proposito di
doveri...  meglio che vada. Si alz e si mise le mani in tasca.
 stato un piacere conoscerla.
Abby sorrise. Anche per me.
Spero che si goda il resto della giornata e non si faccia fregare
ancora da quegli scoiattoli, disse con una strizzatina d'occhio.
Lei sorrise.
Sicuramente no. Li conosco ormai! Ma  meglio che vada a
prendermi un altro sandwich, si lament, rendendosi conto
di avere fame.
Dovrebbe provare la Boathouse laggi, disse lui, indicando
un edificio sul lago. Ci sto andando per pranzo con un amico.
 caldo e il caff  ottimo e, soprattutto, non ci sono scoiattoli.
Non sembra male. Grazie per il consiglio.
Bene, passi una buona giornata. Oh, quasi dimenticavo, aggiunse
con un sorriso, buon Natale.
Altrettanto, replic Abby, facendogli un cordiale cenno con
la mano mentre l'uomo si allontanava.

Capitolo 15.

Dopo che se ne fu andato, Abby rimase seduta sulla panchina
un altro po', sorridendo tra s e s per il piacere di
quell'incontro inaspettato. Ma stava cominciando a farsi piuttosto
freddo e doveva davvero mangiare qualcosa. Valut la
raccomandazione della Boathouse. Il pensiero di un luogo
caldo e accogliente l'attirava enormemente.
Si alz dirigendosi nella direzione che aveva preso l'uomo
qualche minuto prima. Davanti a s, sulla sponda del lago, intravide
il posto di cui le aveva parlato. Doveva essere davvero
bello nei mesi estivi, pens, avvicinandosi al ristorante. In
quella pittoresca posizione sul lago, con gli eleganti giardini e
le fontane, tutto incorniciato da giganteschi alberi e grattacieli, era davvero una vista gradevole.
Gli avventori pi coraggiosi sedevano fuori sulla terrazza a
guardare passare le barche, le gondole e gli sporadici cigni e
anatre, ma Abby stava ormai tremando di freddo e si affrett
a entrare.
Il locale era affollato e, con suo grande sconforto, non c'era
neanche un tavolo libero. Figuriamoci un angolino tranquillo...
ma poi, proprio quando era sul punto di andarsene, con
la coda dell'occhio vide qualcuno che le faceva cenno con la
mano. Si volt e cap che era il tizio della panchina.
Salve, disse, dopo che Abby gli si fu avvicinata. Allora,
ha seguito il mio consiglio?
Non ho avuto altra scelta. Dovevo riscaldarmi un po', rispose
lei, battendo i denti.
Si sieda pure qui. C' un sacco di spazio e poi a me piace la
compagnia. Il mio amico ha appena disdetto l'appuntamento.
Impegni di lavoro, pare.
Abby stava per rifiutare, ma poi cambi idea. Che male poteva
esserci? Era un tipo simpatico, non c'erano altri posti liberi
e fuori si gelava. Sicuro che non le dispiace?
Assolutamente. Cosa posso ordinarle?. Fece un gesto al
cameriere.
Oh!, e nuovamente Abby fu sorpresa dalla sua cordialit.
Un caff, grazie.
Io prendo anche un sandwich al tonno. Ne vuole uno anche
lei, vista la fine che ha fatto quello che aveva comprato?
Ehm... s, magari, rispose lei, togliendosi il cappotto e appendendolo
allo schienale della sedia.
Chiacchierarono amabilmente per qualche minuto in attesa
del cibo. Abby continuava a meravigliarsi di quanto quell'uomo
fosse alla mano e dello strano effetto liberatorio che aveva
su di lei New York, tanto da permetterle di pranzare con
un perfetto sconosciuto! Anche se una piccola parte di lei valutava
la possibilit che fosse un pazzo psicopatico, non ci
credeva sul serio. Pareva tanto cordiale e normale che Abby
ben presto si rilass godendosi la sua compagnia. E poi, erano
in un luogo pubblico.
 molto carino, comment lei, guardandosi intorno.
S - soprattutto d'estate - e qualche volta dovrebbe provare
a mangiare fuori sul pontile.
Decisamente, uno del posto, pens lei, ma non osava chiederlo
per paura di sembrare indiscreta.
Ben presto si presentarono e passarono al tu, anche se Abby
dovette ammettere riluttante di sapere gi che si chiamava
Phil per averlo sentito durante la telefonata. Poi arrivarono le
bevande e Abby strinse la tazza con le mani nella speranza di
riscaldarsi un po'.
Quindi, hai detto che  la prima volta che vieni a New
York?, disse lui e Abby annu, raccontandogli di Claire e
della bambina.
Restate ancora per molto?
Purtroppo solo pochi giorni. Torniamo il giorno di Santo
Stefano, dopodomani.
Phil diede un morso al sandwich. Un soggiorno breve.
Un vero peccato, deplor lei. Non avevo idea ci fosse cos
tanto da fare qui. Credo che non basterebbe una vita intera
per vedere tutto, figuriamoci un solo viaggio.
Ti capisco. Ogni volta che torno trovo sempre qualcosa di
nuovo da vedere.
Cosa?. Abby alz la testa di scatto. Credevo che fossi di
qui.
Vuoi dire che non hai riconosciuto l'accento?, ridacchi
lui. Be' forse quando ci ho vissuto ho un po' preso il modo
di parlare di qua, ma sono irlandese. Come te.
Oh!. Abby rise di se stessa e si stup di scoprire che non
solo era irlandese, ma proprio di Dublino e si trovava l per
lavoro.
Dovevo partire stamattina, ma quel dannato volo  stato
cancellato. Fortunatamente ce n' un altro stasera, ma ho
pensato fosse inutile starmene tutto il giorno seduto in aeroporto,
e sono tornato in citt per ammazzare il tempo, visto
che per di pi  la vigilia di Natale.
 una citt incredibile, disse Abby, scuotendo il capo per
la meraviglia. Non vorrei proprio tornarmene a casa con tutto
quello che c' da vedere. Soprattutto in questo periodo
dell'anno.
Per esempio?, chiese lui, bevendo il caff.
Be', sai, tutte le cose di Natale, l'albero del Rockfeller, le
vetrine di Macy's... Che c'?, chiese vedendo che faceva una
smorfia.
Ah, s, tutte cose carine. Diede un morso al sandwich.
Ma se davvero vuoi innamorarti di questo posto devi vedere
quello che gran parte dei turisti nemmeno sa che esiste: la vera
New York. Poi guard l'orologio. Sai che ti dico, visto
che  la prima volta che vieni e che non avrai molto tempo,
potrei portarti a fare una specie di giro turistico alternativo,
sempre che tu sia libera nel pomeriggio.
Normalmente, il buon senso le avrebbe dettato di non pensarci
neanche a passeggiare per New York con uno sconosciuto,
ma quel giorno era dedicato all'esplorazione e alle
nuove esperienze e Abby si disse perch no? Sarebbe stato un
bel divertimento. E di divertimento in quei giorni ne aveva
davvero bisogno.
Si d il caso che sia libera, gli disse, ma devo rientrare alle
sette per una cena di famiglia. Ma tu? Non vorrei disturbarti,
o rubarti troppo tempo.
Credimi, cerco solo di far passare le ore. E visto che il mio
amico ha disdetto l'appuntamento.... Alz gli occhi al cielo e
bevve un altro sorso di caff. Per usare un eufemismo, non 
che finora la giornata sia andata tanto bene, perci sarei pi
che contento di fare un giro con te, se gradisci la mia compagnia.
Mi farebbe molto piacere, disse Abby, convinta.
Dopo aver terminato il pranzo, uscirono dal parco percorrendo
Park Avenue e si diressero a sud, con Phil che faceva da
guida e continuava a chiacchierare incessantemente, indicando
questo o quel punto interessante o riferendo aneddoti su
Manhattan.
Lo sapevi che ci sono voluti sette milioni di ore lavorative
per costruirlo?, disse, indicando l'Empire State Building, facilmente
individuabile al di sopra degli altri grattacieli. E
cinquantasettemila tonnellate di acciaio.
Forte. Le cifre erano di per s incredibili, ma era il pensiero
di tutti quegli uomini in equilibrio su travi altissime che
toglieva ad Abby il respiro.
Evidentemente deciso a calarsi completamente nel ruolo di
guida turistica, Phil prosegu con un'analisi altrettanto dettagliata
della costruzione del Chrysler Building, prima di portarla
infine davanti a un grande ed elaborato edificio che inizialmente
Abby non riconobbe.
Cos'?, chiese.
Non lo sai?.
Abby alz lo sguardo verso l'orologio circondato da statue e
sculture e infine ebbe un'illuminazione. Grand Central Station?,
balbett euforica, per averla vista milioni di volte in
TV, constatando che dal vero era di gran lunga pi impressionante.
Phil sorrise. Gran Central Terminal, per essere precisi, ma,
s, hai ragione. Entriamo?.
Abby si chiese se avesse in mente di portarla da qualche parte
in treno, ma lui fug ben presto ogni suo timore: C' una
cosa che penso ti piacer.
Entrando, si trovarono nell'atrio principale, pieno zeppo di
persone che correvano avanti e indietro e su e gi per le scale
mobili attraversando l'edificio a velocit supersonica. Incantata,
Abby fissava a bocca aperta la stupenda scalinata in marmo,
gli enormi lampadari e le immense finestre ad arco. Al
centro dell'edificio si trovava il chiosco di informazioni in
marmo e ottone con il suo celebre orologio a quattro facce:
un altro emblema di New York.
Segu Phil che si faceva strada tra i frenetici pendolari e gli si
mise accanto contro una parete.
Aspettiamo un attimo, disse lui, dando un'occhiata al suo
orologio.
Ok. Abby rimase in silenzio, chiedendosi cosa diavolo
stessero aspettando. Pochi secondi dopo, lo scopr. Come dal
nulla, arriv un'esplosione di musica classica e vedendo che
Phil guardava in su, segu il suo sguardo e per la prima volta
not sul soffitto un magnifico dipinto blu e oro raffigurante
delle costellazioni.
Wow, guarda l!, disse senza fiato, rendendosi conto che
era appena cominciata una sorta di gioco di luci multicolori
con varie forme che si muovevano proiettate sul soffitto a
tempo di musica. Per la schiena le corse un brivido d'eccitazione.
Rimasero a guardare quella fantastica esibizione,
mentre tutt'intorno gli smaliziati pendolari continuavano a
correre avanti e indietro.
 incredibile, disse entusiasta, dopo che lo spettacolo fu
terminato e la musica cess. Come facevi a saperlo?
Immaginavo che ti sarebbe piaciuto. A Natale lo fanno ogni
mezz'ora con diversi pezzi musicali, disse con un sorriso.
Wow, fantastico.
 vero, ma non  per questo che ti ho portata qui. Ma, visto
che ci siamo, noti qualcosa di strano?, chiese, alzando
nuovamente lo sguardo. Riguardo a quel dipinto.
Abby aggrott la fronte, osservando il soffitto blu e oro.
No. Cosa?
Hai notato che  lo zodiaco?.
Abby non se n'era accorta, ma non volle ammetterlo. S,
ma cosa c' di strano?
Il fatto che  al contrario, tanto per cominciare.
Lei guard nuovamente. Al contrario?
Gi. Molti credono che l'artista si sia sbagliato, ma il vero
motivo  che si  ispirato a un manoscritto medievale che illustrava
il cielo come avrebbe dovuto vedersi al di fuori della
sfera celeste. Guard Abby e sorrise. Un Michelangelo dei
nostri giorni, eh?.
Caspita, che cultura! Wow, disse lei, incapace di qualsiasi
altro commento. L'entusiasmo di Phil per queste storielle era
contagioso e pareva ne avesse una riserva infinita.
Noti qualcos'altro di fuori dal comune?, chiese poi.
Abby strizz gli occhi per guardare meglio. Oltre allo zodiaco
al contrario e ai raggi di luce? Non credo.
E che mi dici di quella piccola macchia blu scuro laggi?,
fece, indicando una sezione dal colore irregolare sul lato destro
del dipinto, e mentre la guardava Abby si stup di non
averla notata prima.
La vedo! E cos'?, chiese, aspettandosi una pronta spiegazione.
Quando hanno fatto i restauri all'inizio degli anni Novanta,
hanno lasciato una piccola sezione del colore precedente a
ricordo di tutto il lavoro fatto. Sono circa settemila metri quadrati,
un bel po' da dipingere.
Immagino. Abby scosse sgomenta il capo. Ma non l'avrei
mai notato se non me l'avessi indicato. E non mi sarei
neanche accorta che lo zodiaco  al contrario. Non me ne intendo
molto di queste cose.
Nemmeno io - me l'hanno detto - ma devo ammettere che
mi piace questo genere di aneddoti. Conferiscono al luogo carattere,
non ti pare?.
Poi, port Abby al piano inferiore, nell'area ristoro e per un
momento la ragazza pens che volesse riportarla a mangiare,
invece attraversarono i vari ristoranti fino ad arrivare a un'area
occupata da basse arcate in ceramica.
Bene, resta l un attimo, disse sistemando Abby in un
punto lungo uno degli archi.
V-va bene, disse lei, sorridendo nervosa, non immaginando
dove volesse andare a parare, ma incuriosita.
Poi, Phil indic un altro punto sull'angolo opposto della sala.
Ora, io andr l e quando ti far un segno, bisbiglia qualcosa
nell'angolo.
Bisbigliare?. Abby ridacchi per quella misteriosa situazione.
E cosa devo dire?
Non lo so. Quello che vuoi. Ma qualcosa di non troppo riservato,
soggiunse con un sorriso scherzoso, lasciandola nel
dubbio. Poi si allontan in fretta e dopo qualche secondo le
fece un cenno.
Incuriosita, ma non sapendo bene cosa dire, Abby respir
profondamente e bisbigli la prima cosa che le venne in mente.
Cioccolata calda.
Dall'altra parte della sala, vide Phil sorridere, chinarsi in
avanti e sussurrare qualcosa nell'angolo. E quando Abby gli
sent rispondere: Cioccolata calda? Ottima idea. Andiamo a
prenderla con voce chiara e forte, come se fosse l accanto,
indietreggi divertita.
Come diavolo...?. Sgran gli occhi e quando lui fu tornato
al suo fianco allarg la bocca in un sorriso.
Forte, no?. Phil sembrava molto soddisfatto di se stesso.
Incredibile!, disse lei, ridendo. Come fai a sapere queste
cose?.
Lui scroll noncurante le spalle, ma Abby si rese conto che
era lusingato dalla sua reazione. Le so e basta. A proposito
della cioccolata calda, aggiunse, facendole l'occhietto. Devi
avermi letto nel pensiero.
Quando lasciarono la Grand Central Station, stava cominciando
a imbrunire, ma per Abby questo non fece che evidenziare
l'assoluta magia della destinazione successiva.
E allora, che ne pensi?, chiese Phil, mentre bevevano la
cioccolata calda a portar via e guardavano l'albero di Natale
pi grande, pi luminoso e pi famoso del mondo.
Era semplicemente mozzafiato. Al disotto, volteggiavano i
pattinatori sulla pista di ghiaccio, mentre i passanti si fermavano
ad ammirarlo. Sotto la sua chioma, cantanti intonavano
inni natalizi e le loro voci salivano fino alla brillante stella in
cima, mentre bambini e adulti guardavano rapiti le migliaia di
luci fatate che ricoprivano i rami, luccicando come neve fresca
al chiarore della luna.
 fantastico, disse Abby senza fiato, cercando di cogliere
le reali dimensioni dell'albero di Natale del Rockfeller Center.
Si aspettava qualcosa di speciale, ma non che un semplice albero
le provocasse una tale emozione. Anche se si trattava di
un abete alto pi di venti metri, illuminato da decine di migliaia
di luci colorate.
Cos' quella statua?, chiese, indicando l'impressionante
statua dorata che dominava l'affollata pista di pattinaggio. Lo
sa sicuramente, pens Abby. Pareva che su New York fosse
molto poco quello che non sapeva.
 il dio greco Prometeo, rispose lui senza esitazione, prima
di guardarla di traverso. Ho studiato un po' di mitologia
greca all'universit, nel caso cominci a pensare sia una specie
di secchione.
Abby sorrise colpevole, perch era proprio quello che aveva
pensato. Be', non si pu certo negare che sappia molte cose
e sono davvero contenta di averti avuto come guida.
Phil guard l'orologio. Hai detto che dovevi rientrare da
tua sorella per le sette?
S. Abby guard l'ora e, con sua grande sorpresa, vide che
erano gi le cinque e mezza. Con tutti quei giri, il pomeriggio
era volato.
Anche io dovr presto tornare all'aeroporto, disse lui. E
allora facciamo un'ultima cosa prima di andare.
Abby annu, felice di farsi nuovamente guidare.
Una ventina di minuti e settanta piani di ascensore dopo, era
contenta di aver accettato. La vista dalla cima del Rockfeller
Center era straordinaria. Dal settantesimo piano e libero per
trecentosessanta gradi, il panorama mozzafiato di New York
si estendeva per chilometri in ogni direzione. Si vedeva il
Central Park e la parte settentrionale di Manhattan, come anche
tutti gli altri luoghi celebri della citt: il Chrysler Building,
Times Square, il Ponte di Brooklyn, la Statua della Libert...
Era la vista pi spettacolare e fantastica che Abby
avesse mai veduto in vita sua e in quel punto di osservazione
tanto in alto, al di sopra del trambusto cittadino, prov un incredibile
senso di pace.
L'aria pareva fremere di aspettativa e Abby prov una sensazione
di stupore che non aveva pi avuto da quando, bambina,
aspettava Babbo Natale. C'era qualcosa in quel luogo,
qualcosa in Manhattan, che riportava ai fatati Natali dell'infanzia.
Mentre ammiravano silenziosi quella vista, le vennero
le lacrime agli occhi e pens che, qualsiasi cosa fosse accaduta
al suo cervello, sicuramente non avrebbe mai potuto dimenticare
tutto questo.
Alla fine fu Phil a parlare: Freddino, vero?.
Abby annu, quasi dispiaciuta che l'incantesimo fosse stato
spezzato.  stupendo, sussurr, voltandosi. Grazie per
avermi portato qui.
Tutto bene?, chiese lui, con la preoccupazione negli occhi,
che in quella luce fioca parevano quasi neri.
Tutto bene, rispose Abby, affrettandosi ad aggiungere:
Be', almeno credo. Poi, con la stessa velocit, scosse il capo
e sorrise, cercando di non farsi deprimere dai pensieri sul suo
futuro. Soprattutto non in quel momento. Diciamo solo che
ultimamente ho passato dei momenti un po'... strani e avevo
proprio bisogno di una cosa del genere.
Phil cap che non era il caso di approfondire l'argomento.
Sono contento che ti sia divertita, disse, prima di voltarsi
nuovamente a guardare il panorama della citt.  un posto
davvero speciale, New York. Ci sono venuto molte volte, ma
ogni volta che ritorno me ne riparto con un nuovo bellissimo
ricordo.
A quelle parole, Abby sorrise tristemente.
Ma in fin dei conti non  questo l'importante?, continu
lui. Godersi la vita e collezionare bei ricordi.
Aveva ragione, cap di colpo Abby. Quell'espressione collezionare
bei ricordi cattur immediatamente la sua immaginazione.
Ma collezionare ricordi - soprattutto belli - era una
cosa che lei non faceva da tantissimo tempo.
Ripens alla sua vita prima dell'incidente e a tutta la sua infelicit.
Dov'erano il divertimento e l'allegria? Dov'erano i
suoi bei ricordi? E il peggio era che, ora che se n'era resa conto,
temeva fosse troppo tardi per procurarsene qualcuno. E a
ogni modo se avesse fatto altre esperienze come quella, c'era
la possibilit che non fosse in grado di ricordarle.
E allora, Abby cerc di assorbire quella vista come se dovesse
non rivederla mai pi, quella pulsante e scintillante citt
sotto il cielo natalizio, incapace di immaginare che si potesse
dimenticare una cosa tanto meravigliosa.
No, pens Abby, e quel pensiero la colp come un fulmine a
ciel sereno, sarebbe riuscita a vincere quella malattia della
memoria. Doveva vincerla. Perch, come aveva detto prima
Phil, che senso aveva la vita senza momenti come quello?
Poco dopo scesero con riluttanza al piano terra e Abby era
dispiaciuta che quella bella gita per la citt stesse volgendo al
termine.
Preferisco andare a casa a piedi, disse, quando Phil fece
per fermare un taxi. Voleva ancora respirare il pi possibile
quell'atmosfera e non avrebbe potuto farlo stando in taxi,
neanche in una delle classiche vetture gialle newyorkesi.
Assolutamente no!, la redargu Phil.  pericoloso andarsene
in giro da soli la sera, anche la vigilia di Natale. Ma se
proprio insisti, disse, capitolando, almeno lascia che ti accompagni.
Ma anche tu devi muoverti, protest lei, ma l'uomo liquid
con un gesto della mano le sue obiezioni.
Ho ancora un mucchio di tempo e poi potr prendere un
taxi.
Sei sicuro?. Suo malgrado, il cuore le balz in petto all'idea
che Phil l'accompagnasse a casa.
Davvero ho un mucchio di tempo. E poi  la vigilia di Natale
anche per me, e qualsiasi scusa  buona per starsene lontani
dal quel manicomio del JFK!.
Allora, va bene.
Sulla via del ritorno, e con grande gioia di Abby, si imbatterono
in un venditore ambulante di caldarroste. Dio, quel luogo
era davvero l'incarnazione del Natale, pens, mentre Phil
comprava un piccolo cartoccio da condividere.
Camminarono, sgranocchiando caldarroste e chiacchierando
del pi e del meno. Phil era cos simpatico, e per di pi
molto attraente, e, mentre gli passeggiava accanto, nuovamente
Abby si rallegr di quanto si sentisse rilassata e a proprio
agio in compagnia di quel semisconosciuto. Era da tanto
tempo che non provava niente di simile ed era felice che il destino
- o come chiamare si voglia - avesse organizzato
quell'incontro per ricordarle che, nonostante le recenti vicissitudini,
la vita aveva ancora tanto da offrire.
Alla fine giunsero davanti al palazzo di Claire. Be', eccoci
qua, disse Abby, sentendosi di colpo imbarazzata. Grazie
per questa bellissima giornata.
Sono stato bene anch'io, disse lui, sorridendo, ed  stato
un piacere farti da guida.
I loro sguardi si incontrarono e mentre fissava quegli incredibili
e insondabili occhi scuri, Abby si rese conto che faticava
a respirare.
Vuoi entrare un po', o...?, mormor lei. Sapeva che non
c'era tempo, ma non le venne in mente nient'altro da dire.
Per non parlare del fatto che alla famiglia sarebbe venuto un
colpo all'idea che portasse a casa uno sconosciuto incontrato
a Central Park!
Phil scosse il capo, dispiaciuto. Grazie, ma devo davvero
andare, disse, continuando a guardarla negli occhi. Goditi
la serata, soprattutto St Patrick. Sono andato alla messa di
mezzanotte un paio di volte ed  davvero unica. Ah, e mentre
mangi il tacchino, rivolgi un pensiero a me e ad altri cento rinchiusi
in una scatoletta di latta in volo sopra l'Atlantico!.
Lo far, sorrise Abby e immagin che gli avrebbe rivolto
pi di un pensiero dopo quella giornata. Be', soggiunse,
stranamente riluttante all'idea del congedo, passa un bel
Natale a casa, Phil, e grazie ancora per avermi accompagnato
in giro.
 stato un piacere, buon Natale, Abby. Poi, del tutto inaspettatamente,
si avvicin e le diede un delicatissimo bacio sulla
fronte. La pura tenerezza di quel gesto la commosse pi di
un bacio sulle labbra, e dopo che egli fu indietreggiato, Abby
guard nuovamente quegli stupendi occhi scuri e sorrise.
Buon Natale, fece con voce roca.
Ah, e a proposito, grid lui con il sorriso sulle labbra, prima
di scomparire nell'oscurit, il mio nome  Finn.

Capitolo 16.

Per amor del cielo, dove sei stata?, l'assal Teresa con tono
preoccupato non appena Abby ebbe messo piede nell'appartamento
di Claire.
Si tolse cappotto, guanti e sciarpa, con le guance arrossate e
la fronte ancora calda del bacio. Il bacio di Finn. Non Phil, come
aveva pensato. Non poteva credere di averlo chiamato tutto
il giorno con il nome sbagliato! Dio, doveva averla presa
per una vera idiota!
Qua e l, rispose tranquilla, sebbene dentro di s fosse in
tumulto.
Vuoi dire che sei stata in giro tutto il giorno?, continu a
interrogarla la madre con la piccola Caitlyn in braccio.
Gi.
Abby si avvicin per salutare la piccola prima di superare la
madre ed entrare nel soggiorno, che, come tutta New York,
era scintillante e festoso. La tavola era apparecchiata per la cena
con una tovaglia in cotone bianco fresca di bucato, e sopra
vi troneggiava uno splendido centrotavola di agrifoglio e bacche
attorno a un elegante candelabro dorato. Accanto a ogni
posto c'era un piccolo Christmas cracker(3) nero e oro, della
Maison du Chocolat.
Wow, che bello, Claire, disse Abby alla sorella, indaffarata
in cucina. Posso aiutarti?
No,  praticamente tutto pronto, rispose allegra Claire, fermandosi
un attimo a guardarla. Hai passato una bella giornata?
A guardarti si direbbe proprio di s!, aggiunse con un sorriso.
Davvero? In che senso?
Be', hai gli occhi che luccicano e le guance tutte rosse, ma
immagino che sia per il freddo. A ogni modo, devi esserti divertita,
sei stata fuori tanto. Cos'hai visto?, chiese Claire, lucidando
le coppe di cristallo da champagne e mettendole a tavola.
Anzi, no, non dirmelo. Qui  tutto pronto, ce lo racconterai
a cena. Diede un'occhiata all'orologio. Spero che Caroline
e Tom tornino da Woodbury in tempo. Avevo detto sette e
mezza, no?.
In quel preciso momento, si ud una voce squillante provenire
dall'ingresso. Salve a tutti,  arrivato Babbo Natale!. Con
le braccia piene di buste di tutte le firme immaginabili, Caroline
piomb in soggiorno con a rimorchio un Tom dall'aria distrutta.
Ragazzi, abbiamo passato una giornata fantastica, e,
Claire, morirai quando vedrai che cose stupende ho preso per
Caitlyn. Delle favolose polacchine dorate di Dior che le staranno
benissimo e uno splendido pagliaccetto di Marc Jacobs....
Abby e Claire si scambiarono uno sguardo. Polacchine dorate?
Abby rise, pensando che aveva avuto sicuramente una giornata
interessante, ma la sera prometteva di non essere da meno!
La cena fu un vero spasso. Tutti erano in gran forma e volarono
scherzi e battute. Abby raccont a pezzi e bocconi le avventure
della giornata, ma decise di non menzionare Finn. Da
una parte, temeva che la madre le avrebbe fatto la predica per
essersene andata in giro con un perfetto sconosciuto (nelle
tue condizioni), dall'altra c'era anche qualcosa di surreale
e magico in quell'incontro che voleva serbare per s. Soprattutto
il bacio.
Caroline intrattenne la famiglia con il racconto delle sue imprese
spenderecce a Woodbury Common. Normalmente, non
mi sarei mai sognata di fare una cosa del genere, ma in questo
caso penso che ne sia davvero valsa la pena. Si era quasi
presa a botte con una donna che voleva comprare la stessa borsa
e, con grande soddisfazione, rifer di aver vinto.
Zach scosse il capo e sorrise. Non so che avrei dato per esserci.
Non so proprio da dove sei uscita, disse con aria di disapprovazione
Teresa, prendendo un'altra fetta di tacchino. Io
e tuo padre non ti abbiamo certo educata cos.
Ma era una Miu Miu!, esclam Caroline, come se questo
spiegasse ogni cosa.
Ad Abby venne in mente che se gi la madre inorridiva alle
gesta di Caroline, non riusciva neanche a immaginare cosa
avrebbe pensato Kieran se fosse stato presente! Le dispiacque
immediatamente di aver rivolto il pensiero al suo ex, soprattutto
visto che si stava divertendo cos tanto. E per la prima
volta in vita sua, Abby si rese conto che era contenta che
Kieran non ci fosse.
Era curioso, ma erano secoli che non si sentiva tanto a suo
agio e tranquilla con la sua famiglia, e si chiese perch mai
avesse sempre evitato quelle riunioni familiari. Era forse in
parte perch Kieran di solito detestava questo genere di cose,
e cos anche Abby aveva imparato a odiarle? La famiglia di lui
era famosa per le discussioni trascinate per generazioni, a volte
alcuni di loro non si parlavano per anni! La tensione palpabile
nella famiglia Redden aveva sempre reso le visite sgradevoli,
una cosa che invece a casa sua, capiva ora Abby, non
c'era mai stata. Il padre e Teresa erano i genitori pi alla mano
e ospitali del mondo e si erano sempre adoperati per aprire
la loro casa agli amici dei figli e farli sentire a proprio agio.
Eppure, nel corso degli anni, dato che Kieran preferiva restare
a casa loro due soli, avevano accettato di rado i numerosi
inviti domenicali di Teresa. E, visto che Margaret Redden non
era mai stata particolarmente cordiale nei confronti di Abby,
praticamente non andavano neanche a casa sua.
 proprio vero quello che dicono che non si pu scegliere la
propria famiglia, soleva brontolare lui e anche se all'epoca
Abby era d'accordo, ora si chiedeva perch mai avesse condiviso
quell'idea. Malgrado ci che pensava Kieran, la sua di famiglia
era tutt'altro che impicciona e invadente, ma anzi, per
dirla tutta, era davvero simpatica.
Quella sera, poco prima di mezzanotte, si imbacuccarono
bene e andarono in centro alla Cattedrale di St Patrick. Entrando
in quel magnifico edificio, la prima cosa che colp
Abby fu la variet dei fedeli. Professionisti in completo gessato
e distinti signori dall'aspetto di senatori si mescolavano a
imbarazzati adolescenti goth, mentre signore con abiti firmati
sedevano accanto a hippie dai jeans strappati.
L'identit e la provenienza apparentemente non avevano alcuna
importanza e Abby ebbe la sensazione che anche se alcuni
dei presenti non erano assidui frequentatori della chiesa,
tutti intuivano l'eccezionaiit e la magia di quella notte. Quando
il coro cominci a intonare O Holy Night, Abby guard furtiva
i propri familiari, tutti inginocchiati in silenzio sulla panca,
e avvert nei loro confronti una vicinanza e una stima che non
provava da anni.
La mattina di Natale, la famiglia venne animatamente e precocemente
ridestata dalle grida assordanti di Caitlyn, e quando
Abby si svegli, le ci volle un po' per capire dove si trovasse.
Superato il primo momento di confusione, essere a New
York con la nuova nipotina le parve il pi bel dono di Natale.
Dopo la colazione, in cui Zach aveva servito un Buck's Fizz(4)
e Caroline aveva insistito perch Claire ne desse anche un po'
alla bambina - Ma  il suo primo Natale! - si riunirono tutti
attorno all'albero per scambiarsi i doni.
Pensando che il regalo di Natale della sorella fossero i biglietti
aerei, Abby fu sorpresa quando Caroline le porse una
scatolina azzurra a forma di uovo avvolta da un nastro di raso
bianco.
E questo cos'?, chiese stupita.
Secondo te?, rispose maliziosa Caroline. E il tuo regalo
di Natale, ovvio.
Abby apr esitante il pacchetto, pensando che la sorella si
fosse gi dimenticata di aver pagato i voli e... sgran gli occhi.
Oh..., esclam. Dentro la scatola c'era un ciondolo a forma
di cuore con una specie di iscrizione sopra. E quando, dopo
un esame ravvicinato, Abby lesse le parole della scritta, si
port la mano alla bocca. Tiffany & Co., New York. Oh,
mio Dio..., balbett quasi senza fiato. Solo il giorno prima si
era fermata ad ammirare le vetrine della gioielleria pi famosa
al mondo, chiedendosi se mai avrebbe avuto la fortuna di
possedere un loro oggetto.  incredibile... davvero incredibile,
disse, con le lacrime agli occhi, abbracciando la generosissima
sorella.
Prego, disse Caroline. Ho pensato potesse essere un bel
souvenir del tuo primo viaggio a New York, e a vedere quanto
ti sei divertita ieri, dubito che sar l'ultimo.
Oddio, che vergogna. Io non sapevo cosa comprarti. Ora
Abby era imbarazzatissima per la sua mancanza di fantasia.
Come al solito, aveva comprato a ogni membro della famiglia
lo scontato e noiosissimo buono regalo.
Va benissimo. Caroline sventol allegramente il suo buono
di Brown Thomas. Sappiamo tutti quanto detesti fare
shopping e visto che invece io lo adoro...  perfetto!.
Abby fece una smorfia e fece scorrere tra le dita il suo bellissimo
regalo. Un miserabile buono contro un braccialetto d'argento
di Tiffany. Che razza di sorella era?
Tocc quindi a Teresa restare a bocca aperta una volta scartato
il regalo di Caroline, inserito in un biglietto natalizio.
Santo cielo, Caroline, Tom, disse, rivolgendosi al timido genero,
che, come al solito, non parlava. Questo  davvero troppo.
Oh, non fare la sciocca. Te lo meriti, mamma. Ma che ne
pensi? Ti piace?
.... Pareva proprio che ancora una volta Caroline avesse
lasciato senza parole un membro della famiglia.
Cos', mamma?, incalz Claire. Che c' nella busta?
Biglietti, disse Teresa. Biglietti per Verona per andare a
vedere l'Aida.
Wow, braccialetti di Tiffany, opere italiane e polacchine di
Dior, la prendi proprio sul serio questa storia dei regali!, disse
ridendo Claire. Delle cose favolose, Car, anche se cos i nostri
regali sfigureranno, vero Zach?
Non fare la sciocca, si affrett a rassicurarla Abby e con
sollievo scopr che il regalo di Claire era una bustina bianca
molto simile a quella che le aveva dato lei. Chiaramente anche
la sorella maggiore era una patita dei buoni!
Claire stava ancora parlando. Non  niente di paragonabile
a un braccialetto di Tiffany, ma io e Zach abbiamo pensato che
ti sarebbe piaciuto, disse, mentre Abby apriva con uno strappo
la busta che conteneva un paio di biglietti per un concerto
che avrebbe avuto luogo a Dublino pi avanti nell'anno.
Caroline guard alle spalle di Abby. Dei biglietti per George
Michael. Fantastico! Non so come mai non ci ho pensato
io, disse, sorridendo, mentre Abby rigirava pensosa i biglietti
tra le mani.
Ah, benissimo, disse allegra Teresa. Questi faranno davvero
la felicit di una certa persona.
E allora che te ne pare?, chiese Claire, visto che Abby
non aveva ancora reagito. Senti, so che  un regalo poco originale,
ma come sai i biglietti di quel concerto sono esauriti
in un attimo e Zach  rimasto in piedi tutta la notte per comprarteli
online, vero?, soggiunse, voltandosi verso il marito
che sorrideva orgoglioso. Io personalmente, non capisco
perch abbiano esaurito i biglietti cos in fretta, rise divertita,
imitata da Caroline, ma, come si dice, ognuno ha i suoi
gusti.
Per qualche momento, Abby non riusc a parlare.  meraviglioso...
grazie, replic infine, cercando di infondere la giusta
quantit di entusiasmo nella voce, ma vista la faccia che fece
Claire, evidentemente non era stata sufficiente.
Sei ancora fissata con George, vero?, chiese, aggrottando
la fronte. Cio, pensavo che....
Ma certo, s, certo!, la interruppe Abby abbracciandola,
cercando al tempo stesso di stabilire chi diavolo fosse questo
George Michael che secondo tutta la famiglia lei avrebbe dovuto
adorare.
Dopo che furono aperti tutti i regali, Zach radun la famiglia
attorno all'albero per qualche fotografia.
Se volete, ve le mando per email, disse, mentre faceva varie
foto di famiglia e scatti di Caitlyn con zie, nonna, mamma
e pap.
Mi dispiace, tesoro, disse, quando la figlioletta alla fine si
stanc delle continue richieste del padre e cominci a stranirsi,
ma un giorno mi ringrazierai, quando le rivedrai nel tuo
Scrigno dei desideri.
Nel cosa?, chiese Abby, interessata.
Non dirmi che non ne hai mai sentito parlare?
Non avresti potuto, Abby, disse Claire, prima di aggiungere
ironica.  un'altra di quelle sentimentali invenzioni
americane.
Ehi, non c' da scherzare sui sentimenti, la rimprover ridendo
Zach. Sinceramente, non so proprio dove l'ho pescata
questa moglie. Pensavo che voi irlandesi andaste matti per
queste cose.
Che cosa?!, replic scherzando Claire e usc tutta impettita
dalla stanza con la bambina in braccio.
E allora cos'?, richiese Abby.
E una specie di programma interattivo che ho caricato per
Caitlyn quando  nata. Vieni nello studio, cos te lo faccio vedere.
Adesso ci carico queste.
Abby lo segu al computer, dove Zach inser alcuni dati e apr
un programma dal semplice nome di Scrigno dei desideri di
Caitlyn. Sulla prima pagina c'era una splendida foto di Caitlyn
e Claire scattata verosimilmente in ospedale non molto dopo il
parto. Accanto c'erano tutti i dati della neonata: peso, altezza,
ora esatta della nascita... persino il nome dell'ostetrica!
Guarda: questa sezione registra i progressi nella crescita settimana
dopo settimana, disse Zach, indicando lo schermo.
Qui abbiamo fotografie come quelle fatte oggi: feste familiari
ed eventi del genere. Praticamente  un modo per conservare
tutte le cose dal momento in cui  venuta alla luce, le piccole
cose che normalmente dopo tanti anni nessuno di noi ricorda
pi. Poi, ricordandosi all'improvviso che le condizioni di
Abby potevano essere molto simili, arross. Ges, scusa,
Abby. Spero che tu... Non ci avevo pensato.
Dai, non preoccuparti, si affrett a rassicurarlo Abby. Penso
che sia un'idea fantastica.
Invece di essere offesa o sconvolta dai commenti di Zach, era
rimasta affascinata da quell'idea.
Collezionare ricordi...
Uno dei suoi principali timori riguardo alla perdita della
memoria a lungo termine era proprio quello che le descriveva
Zach.
Da quando aveva saputo della lesione al cervello, era terrorizzata
di poter dimenticare un giorno eventi del proprio passato,
cose importanti come la sua famiglia, i nomi dei parenti,
il loro aspetto, anche ci che avevano rappresentato per lei.
Quello che le prospettava il cognato poteva rappresentare la
risposta alle sue preghiere. Avrebbe potuto cominciare un file
sul suo computer per raccogliere fotografie e forse anche
un diario, cose che l'avrebbero aiutata a ricordare ci che
amava, nel caso che questi ricordi si perdessero per sempre.
Aveva discusso queste cose con Hannah fino alla nausea e il
dottor Moroney era certo che un qualche danno fosse inevitabile,
perci invece di starsene con le mani in mano a preoccuparsi,
come aveva fatto nelle ultime settimane, forse era tempo
di cercare di fare qualcosa per combattere quell'eventualit.
Ora che le era venuta l'idea, un brivido le corse per la schiena.
Perch non ci aveva pensato prima?
Stranamente, quel viaggio le aveva fatto vedere le cose in una
nuova prospettiva. Quando sarebbe tornata a casa, avrebbe
cominciato a tenere un diario e fare fotografie, per conservare
i ricordi delle sue esperienze. Sostanzialmente, avrebbe seguito
il consiglio involontario di Finn.
Pensi che potresti programmarmi una cosa simile?, chiese
infervorata a Zach, mentre il seme di quell'idea le s'impiantava
sempre pi fermamente nella mente. Dove poter conservare
informazioni, foto e altre cose prima..., fece una breve
pausa, colpita dalle sue stesse parole, ...che le dimentichi.

Capitolo 17.

Nei giorni successivi al ritorno da New York, quest'idea si
svilupp ulteriormente, e Abby riflett a lungo su ci che
Hannah le aveva detto circa lo stretto rapporto tra emozione e
memoria. Se esisteva il rischio reale che perdesse cose piccole
e banali, come lo studio del pianoforte, c'era anche la realissima
possibilit che, con il passare del tempo, potesse dimenticare
sempre pi cose. A meno che...
Pi ci pensava, pi le sembrava logico. Gliel'avevano fatto capire
i giorni stupendi e indimenticabili trascorsi a New York. Se
emozione e memoria erano strettamente legate, allora forse, e
sottolineava forse, avrebbe potuto contrastare quella minaccia!
Se avesse passato i mesi successivi a bombardare letteralmente
la sua memoria di esperienze positive ed eccitanti, non sarebbero
diventate anche quelle indimenticabili?
E, ragion sempre pi infervorata, se un'esperienza negativa
- come il dolore provato per la separazione da Kieran - si imprimeva
con tale forza nella mente per via delle emozioni negative
a essa associate, non poteva avvenire anche il contrario?
Abby sapeva di aver perso sin troppo tempo a starsene con
le mani in mano a rimuginare. Ora voleva riassumere il controllo
della propria vita.
Decise di introdurre l'argomento a casa della madre la domenica
seguente. Era Capodanno e la famiglia si era nuovamente
riunita per festeggiare con un'altra cena, stavolta anche con
Dermot, assente a New York. Con sua stessa sorpresa, Abby
aveva sentito molto la sua mancanza durante il viaggio,
soprattutto considerando che era stata benissimo con il resto della famiglia.
L'aveva sempre considerato un gran rompiscatole, ma ora
constatava che, senza che se ne fosse accorta, il fratello minore
era diventato un adulto maturo e responsabile. Lui e Kieran
non si erano mai presi granch e il suo ex aveva sempre interpretato
l'atteggiamento tranquillo di Dermot come pura e
semplice pigrizia. E inammissibile che a quell'et viva ancora
con mammina, affermava, quando il fratello abitava ancora
nella casa materna.
All'epoca, Abby aveva convenuto, ma ora si chiedeva se, l'anno
dopo la morte del padre, Dermot non fosse rimasto con la
madre non tanto perch non avesse dove altro andare ma per
starle vicino. In quel caso, era stata cieca e molto stupida a non
capirlo prima.
Era incredibile la differenza dell'atteggiamento attuale di
Abby, paragonato alla cena di compleanno della madre nel ristorante
tailandese qualche mese prima. All'epoca si sentiva a
disagio e una totale estranea nella propria famiglia, ora che ci
aveva passato pi tempo insieme cominciava a vedere le cose
sotto una luce completamente nuova.
Dopo che per gran parte della cena, lei, Teresa e Caroline
non avevano fatto altro che raccontare il viaggio a New York
dicendo quanto fossero state bene, Dermot dovette fermarle.
Va bene, va bene, mi sono perso una vacanza fantastica, gemette.
Ma ora smettetela o mi farete stare peggio.
Scusa, tesoro, disse Teresa. Non volevamo farti sentire
emarginato, ma  stato un viaggio cos bello e la piccola Caitlyn
 cos carina.
Questa era per Abby la perfetta introduzione per cercare di
spiegare ci che aveva in mente.  stato davvero il periodo
pi bello che abbia passato da anni, disse, col battito accelerato
e gli occhi che le brillavano per l'entusiasmo, tanto che
mi ha dato un'idea.
Che idea, tesoro?, chiese la madre, posando il bicchiere.
Be'.... E Abby pass a raccontare dello scrigno dei ricordi
di Caitlyn e di come avesse chiesto a Zach di progettarle qualcosa
di simile.
Ma  un'idea fantastica!, disse entusiasta Caroline e Abby
le rivolse un sorriso colmo di gratitudine.
Ma quando rifer la sua idea di poter contrastare il declino
della memoria, ci fu un silenzio piuttosto... teso. Abby si sent
nuovamente a disagio. Si era aspettata che i familiari dimostrassero
qualche riserva, e forse la esortassero a non farsi troppe
illusioni, ma non si era aspettata quella palese negativit.
Non so,  che sono stata cos bene a New York, balbett,
cercando di spiegare le sue ragioni, e sono certa che me lo ricorder
per molto tempo. Con la coda dell'occhio, le parve
di vedere la madre e Caroline scambiarsi un'occhiata. E allora
ho pensato che se mi fossi cercata attivamente altre cose....
Quale genere di cose hai in mente?, chiese allora la madre,
mettendosi in bocca una forchettata di broccoli. Dal tono,
Abby cap immediatamente che la madre non condivideva il
suo ottimismo.
Be',  questo il problema, non ho ancora deciso bene. Anzi
pensavo che avreste potuto darmi qualche suggerimento voi.
Come ho detto, vorrei muovermi e vivere altre cose... memorabili,
ma ora che ho avuto l'idea non so bene da dove cominciare.
L'idea di bombardare il cervello di esperienze simili a
quella newyorkese le era parsa ottima in teoria, ma ora che l'aveva
esternata ad alta voce era diverso.
Cose memorabili..., medit Dermot, grattando il piatto.
Ad esempio?.
Abby si agit sulla sedia, ormai mortificata. Era una cosa
stupida e forse avrebbe dovuto rifletterci un po' di pi prima
di farsi prendere dall'entusiasmo. Chiaramente, gli altri pensavano
fosse matta. Non lo so, rispose con una scrollata di
spalle. Cose interessanti, credo.
Caroline parve riflettere. Sai che ti dico: dovresti fare una
lista!, dichiar all'improvviso.  quello che faccio sempre
io quando inizio un progetto.
Tutta la famiglia la fiss, senza dubbio cercando di ricordare
quand'era l'ultima volta che Caroline aveva completato un
periodo, figuriamoci un progetto.
Quando organizzo il guardaroba, ad esempio!, aggiunse
esasperata. Faccio un elenco dei vestiti che ho e poi delle cose
che mi servono. Poi cancello una a una le voci finch non
le ho tutte, vero, Tom?. Si rivolse al marito, che, come al solito,
annu in silenzio.
Una lista?. Abby si mise a rimuginare. Era davvero una
buona idea: in questo modo avrebbe avuto un piano d'azione
definito, qualcosa su cui basarsi senza procedere a casaccio.
E visto che i dottori parevano decisi a non farle riprendere il lavoro
per gran parte dell'anno, finalmente le avrebbe dato qualcosa
per riempire le giornate evitando cos di starsene dentro
casa a deprimersi. Per parafrasare Caroline, questo avrebbe potuto
essere il suo progetto.
Teresa cominci a togliere i piatti. Volete tutti il dessert?,
chiese, apparentemente - con grande delusione di Abby - per
cambiare completamente argomento.
S, ed  anche Capodanno. Il momento perfetto per liste e
decisioni!, insistette Caroline, infervorandosi anche lei. Oh,
sar divertentissimo. Facciamola subito. Prese la borsa e, con
il suo tipico entusiasmo, estrasse un blocchetto e una penna.
Bene, disse, scarabocchiando qualcosa su un foglio. Quale
pu essere la prima cosa della lista?.
Dermot le diede una gomitata. Ehm, tanto per cominciare 
la lista di Abby, perci non pensi che debba farla lei?, sottoline.
Caroline annu. Oh, sicuro. Che sciocca. Ecco qua.
Quando la sorella le pass il blocco sul tavolo e Abby lesse il
titolo Cose (indimenticabili) da fare, ebbe un'esitazione.
L'idea pareva fantastica in teoria, ma davanti a un foglio bianco
non sapeva da dove incominciare.
Gli altri, compresa la madre, la guardavano in attesa.
Be', qual  la prima cosa?, domand Caroline. Ci deve essere
una cosa che hai sempre voluto fare. Tutti ce l'hanno, vero?
Io so sicuramente qual  la mia... Che ce?, chiese, allo sguardo
inespressivo degli altri. Volete dire che non lo sapete?
Siamo tutti impazienti di scoprirlo, disse ironico Dermot.
Stare in prima fila alla Settimana della Moda di Parigi!, annunci,
come se fosse la cosa pi ovvia del mondo. E venire
anche fotografata. Questo sarebbe anche meglio. Quando
Dermot ridacchi, Caroline gli diede un colpo alle costole.
Ridi quanto ti pare. Magari non ti interessa, ma stavamo parlando
di una cosa indimenticabile per me. Tutti sappiamo cosa
piacerebbe fare a te.
Ma davvero?, disse lui con aria di sfida.
Caroline tir su col naso, rivolgendogli uno sguardo sprezzante.
Penso proprio di saperlo, s.
Ok, e allora cos'?
Volare su un caccia a reazione, o una cosa da macho come
questa, sbaglio?, disse, alzando gli occhi al cielo.
Dall'espressione imbarazzata del fratello, Abby cap che Caroline
aveva fatto centro. Che diavolo, Car, ritratto tutto, disse
lui. Sai davvero il fatto tuo.
Caroline fece un sorriso raggiante. E, mamma, per un sacco
di tempo la tua  stata andare all'opera, vero? Una vera opera
italiana.
S, amore, disse Teresa con un sorriso nostalgico. Per tanto
tempo,  stato il mio pi grande sogno e per questo che sono
stata cos felice del tuo regalo di Natale.
Con un leggero sussulto, Abby si rese conto che Caroline
conosceva bene i membri della famiglia. Probabilmente meglio
di quanto loro conoscessero se stessi! E a ripensarci, questo
si era sempre riflettuto nei regali di compleanno e di Natale
che faceva.
Anche se tutti loro sapevano che alla madre piaceva ascoltare
l'opera, ad Abby non sarebbe mai venuto in mente di farla
andare a una vera rappresentazione in Italia. Ma Caroline sapeva
istintivamente che Teresa ne sarebbe stata felicissima,
cos come sapeva che ad Abby sarebbe piaciuto quel bellissimo
braccialetto di Tiffany in ricordo dei bei momenti passati
insieme a New York.
A quel punto guard la sorella. E io?, chiese. Sai dirmi
una cosa che ho sempre voluto fare? Perch cos su due piedi
a me non viene in mente niente.
Caroline si morse il labbro. A essere sinceri, no. Dovrei rifletterci
un po', disse, lasciando Abby leggermente delusa. Era
davvero cos strana che la sorella non riusciva subito a individuare
quello che le piaceva, come aveva fatto con gli altri? Comunque,
stiamo cercando di fare un elenco di varie cose che
vorresti fare, non solo una e.... Si arrest bruscamente e spalanc
gli occhi. Ci sono!, strill, agitando eccitata le mani.
Cos'?, chiese esitante Abby.
Oh,  assolutamente perfetto ! Sai che ti dico?, disse rivolgendosi
ad Abby. Perch nei prossimi giorni non pensi a delle
cose da metterci? Non devono essere per forza cose eccezionali.
A volte, le cose pi semplici possono essere le pi belle,
vero Tom?. Non sapendo bene a cosa alludesse la moglie,
Tom arross leggermente prima di annuire. Ma oltre a quello
che pensi tu, perch non pensiamo anche noi a cose da aggiungere
all'elenco? O meglio, potremmo farlo insieme a te!,
annunci la sorella, chiaramente ispirata.
Non so..., disse Abby guardando gli altri, ugualmente incerti.
Caroline sospir. Abby, sei mia sorella e ti voglio tanto bene,
ma anche tu devi ammettere che negli ultimi anni sei stata
di una noia mortale!.
Caroline!, la redargu Teresa.
No, non preoccuparti, mamma. In realt Abby non si era
sentita particolarmente offesa e nel profondo sapeva fin troppo
bene cosa intendesse la sorella. Era davvero stata una noia
negli ultimi tempi. Non voleva mai partecipare a niente,
andare da nessuna parte, vedere nessuno. Penso di capire cosa
vuoi dire.  vero, di recente sono stata una vera rompiscatole,
che  in parte il motivo per cui voglio fare questa cosa.
Fammi capire bene, Car, disse Dermot. Vuoi che ognuno
pensi a qualcosa di memorabile per Abby, qualcosa che pensiamo
potrebbe piacerle?.
Caroline annu convinta. E preferibilmente qualcosa che
non ha mai fatto prima, soggiunse. Quando Abby fece per
aprire bocca, la ferm. Alcune delle esperienze migliori sono
le pi inattese, quindi se lo facciamo, devi fidarti di noi. Ricorda
solo a come ti ho fatto guarire facilmente dalla paura di volare,
aggiunse con ostentazione, e Abby, restia, dovette ammettere
che aveva ragione. E allora?, concluse la sorella,
guardandosi imperiosamente intorno. Ci stiamo?
Potrebbe essere divertente, disse Dermot, con un sorriso
malizioso che fece agitare moltissimo Abby.
Oddio, era una pazza a coinvolgere cos tutta la famiglia e a
mettersi sostanzialmente alla sua merc?
Ma perch no, pens poi, decidendo per una volta nella sua
vita di fregarsene della prudenza. Ok, poteva rivelarsi un assoluto
disastro e forse se ne sarebbe amaramente pentita, e allora?
Voleva disperatamente dare uno scossone alla propria vita
e quello poteva essere un modo come un altro per cominciare.
Caroline le prese le mani, con un sorriso di giubilo. Tesoro, se
sono delle esperienze memorabili che cerchi, perdio le avrai!.

Capitolo 18.

Cose (da non dimenticare) da fare
1. Fare almeno una fotografia al giorno.
2. Andare nel Grand Canyon.
3. Vedere i pinguini nel loro ambiente (Polo Sud?).
4. Vivere un'avventura.
5. Guidare una decappottabile.
6. Dare un bacio a uno sconosciuto.
7. Guardare di seguito tutti i miei film preferiti.
8. Ballare in pubblico come se non mi guardasse nessuno.
9. Affrontare le mie paure.
10. Essere pi spontanea.
Hannah lesse l'elenco con un sorriso enigmatico in volto.
E allora?, chiese Abby, sentendosi improvvisamente una
stupida. Fare una lista delle cose che avrebbe voluto fare era
gi stato molto pi difficile del previsto, ma mostrarla ad altri
era ancora peggio.
Mi piace l'idea, disse la psicologa. Soprattutto quella di
seguire i suggerimenti di altre persone.
Abby era ancora incerta su questo punto, che rientrava sotto
il n 10 Essere pi spontanea, ma aveva acconsentito e ora
non poteva tirarsi indietro. Anche Erin aveva reagito entusiasticamente
all'idea e aveva insistito per partecipare all'iniziativa.
So esattamente cosa faremo, aveva detto l'amica senza esitazione
e ancora una volta Abby si era chiesta in che razza di
guaio si stesse ficcando.
Ma pensa che potrebbe funzionare?, insistette Abby, sprofondando
ulteriormente nella comoda e ormai familiare poltrona
porpora dello studio di Hannah.
La donna rimase in silenzio e, con enorme delusione di Abby,
parve cercare con cura le parole giuste. Credo che sicuramente
non possa far male. Gli stimoli sensoriali positivi fanno
sempre bene all'attivit e alle funzioni cerebrali. Invece  difficile
dire quale impatto possano avere sulla tua memoria.
Abby si avvil, contrariata dal modo in cui Hannah non dava
mai una risposta diretta alle sue domande. Ma al tempo stesso,
non doveva irritarsi troppo. Era impensabile che la sua dottoressa
condividesse l'entusiasmo delle persone a lei pi vicine.
E mi piace molto l'idea di fare fotografie ogni giorno, ma immagino
che tu sappia che questo riguarda la conservazione dei
ricordi e non la loro creazione, vero?.
Abby ci aveva pensato. Aveva incluso quel punto nella lista
poco dopo aver ricevuto le foto fatte da Zach a New York.
Riguardandole e vedendo le espressioni felici sui loro volti,
e come fossero riuscite a catturare il bello di quel viaggio, si era
resa conto che mentre da ragazzina scattava rollini su rollini,
negli ultimi tempi aveva smesso completamente. Kieran detestava
farsi fotografare e quando succedeva, aveva sempre
un'espressione contrariata, perci Abby alla fine aveva desistito.
Una delle prime cose che Abby aveva fatto dopo Capodanno
era stata andare a comprarsi una macchina fotografica digitale,
e aveva gi cominciato a fare almeno una foto al giorno. Le
pareva che le istantanee di familiari, amici, o anche oggetti
e luoghi che attiravano la sua attenzione, contribuissero pi
di ogni altra cosa alla buona riuscita del suo scrigno dei ricordi.
 uno dei punti che voglio assolutamente rispettare, disse
a Hannah.
Buona idea, e sono contenta che hai anche cominciato a tenere
un diario. Oltre ad aiutarti, potrebbe essere un buon
metodo per individuare qualsiasi cosa fuori dal comune.
Ad Abby non piaceva metterla in questo modo; per lei, visto
che le sue giornate stavano per diventare molto pi interessanti,
valeva la pena di registrarne gli eventi.
E quando comincerai?, chiese Hannah. Immagino che i
viaggi vadano un po' programmati.
S. Abby doveva aspettare l'arrivo dei soldi dell'assicurazione
per avere i mezzi per pagarsi un altro viaggio negli Stati
Uniti, ma non sapeva ancora bene come sarebbe andata al Polo
Sud. Andr presto a vedere qualche data in un agenzia di
viaggi, e intanto cercher di realizzare il resto dell'elenco.
Hannah riguard la lista. Affrontare le mie paure?, lesse,
inarcando un sopracciglio con aria interrogativa.
Abby annu, convinta. Assolutamente. L'ho gi fatto in parte
superando la paura di volare. Ma era stata una paura autentica,
si chiese nuovamente, oppure un riflesso della paura di
Kieran?
Ah, e qual  l'altra parte?
L'altra parte?
Hai detto che affrontando la paura di volare hai completato
in parte questo punto. E l'altra parte?.
Abby esit. Be', ho qualche problema con i cani, ammise.
Non so perch, ma per qualche motivo i cani mi hanno sempre
terrorizzata. E difficile da spiegare. Non ne abbiamo mai
avuto uno a casa e non so davvero che origine abbia, ma....
Capisco. Bene, penso che sia sicuramente una buona idea.
I cani sono animali meravigliosi. Io ho due King Charles Spaniel
e non saprei stare senza di loro.
Abby rimase colpita dal fatto che questa era la prima volta
che la dottoressa le dava un'informazione di carattere personale.
Ma poi ebbe il sospetto che fosse un modo indiretto per
farle incontrare i suoi cani, e per questo Abby non si sentiva
ancora pronta. Voleva prima spuntare dalla lista le cose divertenti,
e poi pensare a quelle paurose!
Grazie al cielo, Hannah pass a chiederle del resto dell'elenco
e cosa intendesse fare nell'immediato futuro. Abby le disse
con soddisfazione che aveva gi organizzato qualcosa. Il prossimo
weekend sarebbe venuta Erin e avrebbero visto insieme
tutti i film preferiti di Abby.
Non  che mi vada molto l'idea di guardare tre ore di quel
cavolo di Gladiatore, ma Forrest Gump e Tutti pazzi per Mary
vanno sicuramente bene, aveva detto Erin, leggendo la lista
dei dieci pi bei film di tutti i tempi appena compilata da Abby.
Oddio, Con Air?, aveva detto, arricciando il naso, mentre
Abby si limitava a sorridere. Aveva pensato di dover includere
almeno uno dei film d'azione con Nicolas Cage. Erin aveva
continuato a leggere. Ehi, perch non c' Dirty Dancing?,
aveva chiesto con tono accusatorio.
Perch quel polpettone di quarta categoria detiene il primato
dei peggiori film di tutti i tempi, aveva risposto imbarazzata
Abby.
Ma  un film fantastico. Non riesco a credere che releghi Baby
in un angoletto!, aveva singhiozzato con fare drammatico
Erin. Poi aveva sorriso. Comunque, inserendo Dodgeball e
Pretty Woman ti sei riscattata.
Abby non vedeva da anni gran parte dei film della lista e
aspettava con ansia quel momento. Kieran detestava nel modo
pi assoluto i film commerciali americani, e preferiva di gran
lunga pellicole pi umorali e artistiche come Tre colori: Rosso
o i film di Bergman. Sarebbe stato carino starsene a guardare
ridendo a crepapelle film stupidi come Zoolander senza doversi
sentire in colpa.
Ma questo a Hannah non lo confess, le disse solo che sarebbe
venuta Erin, che poi le avrebbe mostrato la sua versione
di esperienza memorabile.
Be', questo sar sicuramente interessante, disse Hannah.
Non hai idea di cosa ti stiano preparando gli altri?.
Abby fece una smorfia. Solo mia madre, gli altri non ne ho
la minima idea. Sono sicurissima che Dermot proporr qualcosa
di bambinesco e Caroline, proprio non so. Ma la mamma
mi ha chiesto di andare con lei a Verona in giugno. Un viaggio
per andare all'opera con la sua apprensiva madre che
Abby non aveva molta voglia di fare, anche se significava passare
qualche giorno in Italia. Aveva il sospetto che fosse l'unica
cosa che era venuta in mente a Teresa e quindi era ben disposta
ad assecondarla. Ma le dispiaceva pensare che la madre
considerasse tutta la questione uno spreco di tempo. Agli occhi
di Teresa, e con grande frustrazione di Abby, dall'episodio
del pianoforte la sua memoria era ormai condannata.
Hannah ovviamente percep che Abby era tutt'altro che entusiasta.
Sfido chiunque a non innamorarsi dell'opera a Verona.
Sar meraviglioso.  davvero bello che la tua famiglia
voglia aiutarti in questo modo, no?, disse Hannah.
Oh, assolutamente, rispose Abby con calore, non volendo
che Hannah la considerasse un'ingrata. Ma non lo era, stava solo pensando a cosa le avrebbero riservato le settimane seguenti
e se non avesse fatto male a ficcarsi in quel guaio.
Ma questo Abby l'avrebbe scoperto il weekend successivo,
quando Erin rivel la prima delle sue memorabili esperienze
a sorpresa.

Capitolo 19.

Dublino, 15 gennaio.
Quella di guardare insieme i film  stata una trovata davvero geniale
e sinceramente non mi viene in mente l'ultima volta che io ed Erin ci
siamo divertite cos tanto! Abbiamo passato il weekend a ridere, piangere
e applaudire durante tutti i miei film preferiti, e anche se Russel
Crowe in gonnellino e sandali e le pagliacciate di Ben Stiller non erano
esattamente il genere di Erin, si  sorbita volentieri tutte le mie scelte,
anche se molti dei film li aveva gi visti, tranne, da non
crederci, Thelma e Louise!
Oh, mio Dio, dobbiamo farlo anche noi!, ha strillato mentre passavano
i titoli di coda.
Be', per poco non mi sono andati i popcorn di traverso. Lo so che
ho detto che voglio essere pi spontanea, ma non mi lancer mai con
una macchina nel vuoto....
Ma no, non volevo dire quello, ha detto, alzando gli occhi al cielo.
Intendo un lungo viaggio in macchina, solo noi due. Partire senza meta
e vedere dove ci porta la strada.
Un viaggio in macchina? Perch non ci ho pensato prima? Sarebbe
divertente, noi due che ce ne andiamo in giro come Susan Sarandon e
Geena Davis. Per, ho pensato, non mi piacerebbe incontrare squallidi
camionisti, anche se da noi non ce ne sono molti. Ma a quanto pare
Erin pensa pi in grande.
Visto che guidare una decappottabile e andare nel Grand Canyon
sono due cose della tua lista, perch non farle insieme? Potremmo andare
in aereo fino a Los Angeles, noleggiare una decappottabile e andare
nel Grand Canyon. Anzi, ancora meglio, ha detto, con gli occhi
lucidi per l'eccitazione, mentre era chiaro che nella sua mente stava
prendendo forma un piano, lungo il viaggio potremmo fare tappa a
Las Vegas.
Las Vegas? La citt del peccato, una delle pi grandi e sfarzose,
seconda solo a New York, forse la citt pi eccitante al mondo! Oddio,
chiunque con un pizzico di immaginazione l'avrebbe probabilmente
messa in cima alla lista. Perch diavolo non ci ho pensato?
Effettivamente, ripensandoci, il mio elenco  di una noia mortale in
confronto a quello di Erin. Anche quando ci ho messo guidare una decappottabile,
pensavo a noleggiarne una qui in Irlanda. Ma quale posto
migliore per farlo che l'America? !
 un'idea fantastica e non vedo l'ora di cominciare a organizzare il
viaggio. Siccome era il weekend non potevamo chiamare le agenzie di
viaggio e allora ci siamo dedicate al compito ben pi urgente della scelta
del prossimo film.
Proprio non capisco come faccia a dire che questo  meglio di Dirty
Dancing!, si  lamentata Erin mentre inserivo nel lettore DVD
Footloose. Fa proprio schifo.
Fesserie,  un classico, ho detto, rimettendomi sul divano e aprendo
una nuova confezione di Pringles. A quel punto avevamo fatto fuori
gi due pacchi di popcorn, un barattolo di gelato Ben & Jerry's Caramel
Chew Chew e quasi quattro litri di coca!
Ma meno male che c'era Footloose e la sua fantastica colonna sonora,
soprattutto l'ultima scena quando tolgono il divieto del ballo e tutti i
ragazzi per la prima volta dopo anni si mettono a ballare come matti.
La musica era talmente contagiosa che alla fine ci siamo alzate dal divano
e abbiamo cominciato ad agitarci anche noi come pazze con
Kenny Loggins (e speriamo anche a smaltire un po' delle schifezze che
ci eravamo mangiate).
Avresti dovuto vederci, che ridevamo e ci dimenavamo come se anche
a noi avessero proibito di ballare per anni. E sai una cosa? Devo
ammettere che per me  stato un po' cos. Kieran non si sarebbe mai
messo a ballare attorno al divano in questo modo; anzi, per la precisione,
Kieran non si sarebbe mai messo a ballare punto e basta...
Ultimamente, sto prendendo le distanze da Kieran e sto cominciando
a pensare che il fatto di avermi lasciato non sia la fine del mondo. Ok,
non posso dire di averla completamente superata, ma mi sto persuadendo
che, s, forse pu esserci una vita senza di lui. E ora che so che
ci sono un sacco di cose che voglio vedere e sperimentare, sono decisa
a dedicarmici con tutta me stessa. Niente pi nascondersi, niente pi
scuse.
Come dice Susan Sarandon nel film: Hai quello di cui ti accontenti.
Abby aveva supposto che l'idea del viaggio in auto contasse
come proposta della lista di Erin, ma con sua grande sorpresa
e, bisogna ammetterlo, piacere, l'amica aveva altri piani.
Per questo motivo, il sabato successivo alla full-immersion di
film, si affid completamente a Erin per la serata. Si erano talmente
divertite a guardare i film che Abby era disposta ad assecondare
qualsiasi progetto dell'amica. Non aveva idea di
quale fosse il programma, tranne che avrebbe avuto luogo
quella sera e che l'amica le aveva detto di mettersi in ghingheri.
Ok, annunci Erin, quando pass da Abby alle sette, probabilmente
non ti piacer, ma....
Abby la guard delusa. Che vuoi dire? Il punto  proprio
trovare qualcosa che mi piacer, qualcosa che non dimenticher
tanto in fretta, le ramment.
Erin sorrise criptica. S, be',  questa l'intenzione, certo. Ma
io penso che a volte le esperienze pi memorabili possano nascere
quando si abbandona la propria zona di sicurezza e si
corrono dei rischi, non credi?.
Ad Abby quel discorso piacque poco e strill: Che genere
di rischi?.
Ma Erin si rifiut di approfondire l'argomento. Lo vedrai...
speriamo, aggiunse a bassa voce, mentre Abby indossava il
cappotto e usciva di casa.
Allora, dove andiamo?, chiese mentre camminavano dirette
in centro.
Verso Dame Street, rispose l'amica, senza aggiungere altro.
Va bene. Se restavano in citt, stavano sicuramente andando
in qualche locale, riflett Abby, leggermente delusa. Un sabato
sera nel centro di Dublino non si poteva certo definire
un'esperienza sconvolgente.
Erin continuava a chiacchierare, evidentemente ignara dei timori
di Abby. Allora, hai chiesto all'agenzia per il nostro viaggio?.
Da quando si erano viste l'ultima volta, Abby aveva fatto
diverse ricerche per il viaggio californiano che avevano deciso di
fare in aprile per dare modo a Erin di chiedere le ferie.
S, penso di aver risolto quasi tutto. L'agenzia ci mander un
itinerario completo la prossima settimana e allora non ci rester
che prenotare.
Erin sorrise. Fantastico, non vedo l'ora!.
Circa un quarto d'ora dopo, arrivarono in centro e Abby era
ancora completamente all'oscuro di quello che avrebbero fatto,
finch infine Erin non si ferm davanti a una famosa catena
di pizzerie.
Andiamo a prenderci una pizza?, chiese Abby, perplessa.
S, perch, non ti va?, rispose con aria innocente Erin.
Be', non particolarmente. La pizza era uno dei pochi generi
alimentari stranieri che le piacevano, ma quella sera si era
immaginata qualcosa di pi eccitante, pi divertente. Mangiarsi
una margherita su un tavolino di plastica non era proprio
una novit, pens, leggermente abbattuta.
Speravi in qualcosa di pi eccitante, vero?
Be', s... Perch mi hai detto di vestirmi bene se era qui che
dovevamo venire?.
Ora Erin ridacchiava sorniona come un gatto davanti a una
scodella di panna. Ok, benissimo. Andiamo da un'altra parte,
in un posto un po' pi interessante.
Aspetta. Ora Abby cominciava a capire. Rimase immobile,
rifiutando di muoversi prima di aver ricevuto delle risposte.
Dove vuoi andare a parare?
Questo  quello che ci tocca, a me e a chiunque altro accetti
di venire a mangiare fuori con te, Abby. Speriamo sempre,
ma poi ci ritroviamo a mangiare schifezze scialbe e insipide
prodotte in serie. Senti, non lo dico per ferirti, si affrett a dire
Erin, notando l'espressione offesa di Abby. Sto solo cercando
di rendere l'idea. Ma, aggiunse con un sorriso malizioso,
ora penso sia giunto il momento di mostrarti esattamente
quello che ti perdi.
Una decina di minuti dopo, una riluttante Abby venne sospinta
attraverso la porta di un piccolo, ma delizioso ristorante.
L'arredo era tutto sfumature arancione e mattone e la fioca
illuminazione, con la sola aggiunta delle candele disseminate
sui tavoli di legno, conferiva al locale un'atmosfera ancora
pi accogliente. Le due ragazze vennero guidate a un tavolino
in fondo alla sala e la cameriera che venne a prendere le
ordinazioni delle bevande era cordiale e cortese.
Cos' questo posto?, chiese Abby, sfogliando il men di
quattro pagine senza riuscire a trovare un piatto conosciuto.
E il posto in cui finalmente ti libererai delle tue autoimposte
idiosincrasie.
Erin, io....
Abby, stammi a sentire. Quando eravamo ragazzine, non avevi
alcun problema con il cibo. Ok, non  che andassimo molto
a mangiare fuori, ma tu eri disposta ad assaggiare qualsiasi
cosa. Negli ultimi anni, invece, per qualche ragione, aggiunse
calma, e Abby ebbe la netta sensazione che cercasse le parole
con gran cura, hai sviluppato un'avversione per tutto
quello che non  manzo lesso e cavoli. Quando Abby fece
per aprire bocca, Erin la ferm. Forse non esattamente, ma
hai capito cosa voglio dire. Cibi molto semplici.
Ma non mi piacciono i....
Come fai a sapere che non ti piace una cosa se non l'hai mai
assaggiata?, afferm Erin.  questo il punto: ti ho portato
qui stasera perch  un posto magnifico per convincerti a
provare qualcosa di nuovo. Non preoccuparti, non ti costringer
a mangiare niente il cui aspetto non ti convinca, si affrett
ad aggiungere. Quello che faremo  ordinare otto
piatti diversi del men - quattro ciascuno - e tu devi promettermi
che li assaggerai tutti, anche un pezzettino minuscolo.
Otto piatti? Ma  uno spreco terribile!. Abby fu colpita da
quanto ricalcasse Kieran in quel momento.
Non  cos. Questo  un ristorante di tapas: le porzioni sono
piccole ed  previsto che se ne ordinino una montagna!.
Tapas?. Abby aveva sentito parlare di posti del genere ma
(ovviamente) non ci era mai andata, nemmeno in quello sventurato
viaggio in Spagna. Ma doveva ammettere che aveva sempre
pensato fossero niente male.
S. Ricordi sulla tua lista affrontare le paure?, le ramment
Erin. Bene, questo  un ottimo modo per cominciare.
La cameriera torn con le bevande e Abby approfitt di quell'interruzione
per riflettere. In confronto a quegli spaventosi
piatti che avrebbe dovuto affrontare ora, una banale pizza margherita
le pareva un paradiso!
Ma, come sottoline Erin, che male poteva farle? Prese il
men e lesse esitante la lista.
Non c'era modo di evitarlo, vero? Abby chiuse gli occhi e respir
profondamente. Va bene, disse, decidendo di abbandonare
ogni cautela. Non c'era niente che potesse avvelenarla,
giusto? Solo non scegliere cose con gli occhi, ok? Non potrei
mangiare niente con gli occhi.
Dici sul serio?. Erin tratteneva a stento la contentezza. Lo
farai? Oh, Abby,  fantastico! Sono assolutamente certa che
troveremo qualcosa che ti piace, davvero! Sceglier delle cose
buonissime, cose che ti piaceranno da morire, e hai ragione,
niente occhi. E quando le proverai... be', scommetto che non
tornerai mai pi a quegli scialbi.... Si ferm a met frase, con
un'espressione timida in volto. Oh, senti, devo piantarla di
parlare. Cominciamo, sto morendo di fame!.
Era buffo constatare l'effetto che su Erin aveva fatto solo la
promessa di assaggiare cibi nuovi. In passato era stata davvero
cos chiusa? E in quel caso come erano riusciti a sopportarla
amici e parenti?
Seguendo le direttive di Erin, ordinarono ognuna quattro piatti
e Abby fall miseramente nel tentativo di pronunciarli correttamente.
Quando, una decina di minuti dopo, la cameriera
torn con la prima delle tapas, Abby ebbe un sussulto.
Erin cominci immediatamente a indicare ogni piatto per nome,
ma Abby teneva lo sguardo fisso su un piattino che conteneva
qualcosa di simile a... insomma, non si poteva negare
che assomigliasse a... rigurgito di neonato. Respir profondamente
per controllare la nausea. Era impossibile che fosse una
nevrosi autoindotta, come diceva Erin. Non se lo stomaco le si
rivoltava anche solo all'odore di quella roba! Poi, decidendo di
non pensarci pi, Abby all'improvviso prese la forchetta e si
infil in bocca un po' del rigurgito neonatale. Lo lasci sulla
lingua per qualche momento, quasi impaurita dall'idea di sentirne
effettivamente il gusto, poi, infine, mosse le mandibole.
E dopo averlo fatto, ebbe l'irresistibile desiderio di... morire.
Puah!, fece, avventandosi sul bicchiere nel tentativo di sedare
il fuoco che le ardeva la lingua. Cosa diavolo era?.
Erin spalanc gli occhi. Ehm, l'idea era che tu provassi piano
piano delle cose, non che cominciassi con il piatto pi piccante
di tutto il men!. L'amica rideva ancora quando spieg
ad Abby che aveva scelto una mistura di verdure e peperoncino
piccante, anche se in realt abbastanza leggera...
Dopo che l'incendio sulla lingua si fu estinto, grazie a un altro
sorso di vino, ed Erin ebbe smesso di ridere, Abby assaggi
una forchettata di patate, in una salsa cremosa a base di
aglio, e del pollo con le olive. Non aveva mai mangiato delle
olive prima d'allora e fu sorpresa nello scoprire che le piaceva
il chorizo.
Anche se non riusciva a immaginarsi una habitu dei ristoranti
di tapas, ad Abby piaceva molto l'atmosfera e la serata con
Erin.
Vedi, te l'avevo detto, mangiare fuori non  solo questione
di cibo, ripet l'amica, bevendo un altro sorso di vino. Anzi
il cibo rappresenta solo la met. E ora che hai rotto quella tua
barriera psicologica e hai veramente cominciato a provare cose
nuove, non hai idea di cosa potrai trovare!.
Abby sorrise. Ora cominci a parlare come Hannah! Ma sai
come si dice, fece, ormai euforica e animata da non poca audacia,
allungando il braccio e prendendo una forchettata di un
cibo strano e impronunciabile, quello che non strozza ingrassa!.

Capitolo 20.

Dublino, 2 febbraio.
Ok, una giornata di shopping non  proprio quello che avrei scelto io
come esperienza particolarmente memorabile, ma Caroline era talmente
euforica per la sua grande idea e cos decisa a farmi divertire
che non ho avuto cuore di rifiutare. Ancora una volta, qualcuno decide
che costringermi a fare cose che normalmente non mi piacciono sia
il modo migliore per cominciare!
Ma non ho potuto dire una parola perch sin dal principio la mia sorella
maggiore era decisa a farmi rigare dritta.
Tieniti pronta, perch cominceremo presto, mi aveva ordinato al
telefono e, fedele alla promessa, Caroline e la sua Mercedes si sono fermate
davanti a casa mia la mattina presto di sabato.
Non c'era bisogno che mi venissi a prendere, avremmo potuto incontrarci
in centro, le ho detto, salendo nella sua bellissima coup.
Non andiamo in centro, ha risposto, ammiccandomi cospiratrice
in un modo che mi ha fatto venire la pelle d'oca.
Come sempre, la sorellona era perfetta in maglietta nera, giacca a ruota
color crema e jeans attillati. Quel look chic da citt era completato
da un paio di enormi occhiali da sole appollaiati in testa e ovviamente
l'immancabile originale borsetta firmata. Come sempre, mi sono sentita
(e probabilmente sembravo) dieci anni pi vecchia con i miei soliti
jeans comodi e il fedele maglione nero con lo scollo a V.
Cosa?, le ho chiesto, perplessa. E allora dove andiamo?.
So che Caroline non  tipo da andare a fare spese nei grossi centri commerciali
in periferia, dove le sue firme preferite sono piuttosto rare, perci
avevo immaginato che per le nostre spese pazze ci saremmo concentrate
tra la sua seconda casa, Brown Thomas, e le eleganti boutique che
frequenta di solito. Ma forse per un giorno soltanto e per rispetto del mio,
ehm... budget limitato (e gusto, possibilmente ancor pi limitato!), la sorellona
si degnava di fare un giro per le pi abbordabili catene di negozi.
Mi sbagliavo.
Ti ho promesso la pi grande orgia di shopping della tua vita, ha
detto Caroline, abbassandosi gli occhiali di Prada (almeno credo che
fossero Prada, non  che me ne intenda molto), e quindi per farlo dobbiamo
andarcene da questa vecchia e noiosa Dublino e andare in un posto
dove poterci davvero sbizzarrire. Perci, sorellina, ha annunciato
con il suo classico tono melodrammatico, ti porto a Londra.
Londra? Vuoi dire Londra, in Inghilterra?
Be', Londra  in Inghilterra, esatto! Il nostro aereo parte tra un'ora
e ho noleggiato un'auto da Heathrow per andare direttamente in albergo....
Non riuscivo a credere alle mie orecchie. Albergo? Vuoi dire che restiamo
per la notte?
Ma certo, non penserai che possiamo fare dalla mattina alla sera.
Ma perch non me l'hai detto?, ho gridato nel panico. Non ho
portato niente, un pigiama, un cambio... niente.
E non ti serve niente, perch andiamo a fare spese, Abby, ha replicato
tutta allegra Caroline. Riguardo ai cosmetici, troveremo tutto al
Claridge e il resto... be', che le facciamo a fare le spese pazze?.
Sono rimasta a guardarla a bocca aperta, chiedendomi in quale pianeta
vivesse. Era una follia! Caroline, non fraintendermi, una notte a
Londra  una prospettiva fantastica, ma quello che non capisco e perch
andare fino a l quando qui ci sono praticamente gli stessi negozi.
Tesoro, ha mormorato Caroline, procedendo verso il Port Tunnel,
 evidente che non hai mai fatto spese a Londra.
Be', su questo punto non c'era molto da dire, no?
Siamo arrivate nel centro di Londra intorno a mezzogiorno e dopo
essere passate in albergo siamo saltate su un taxi per andare all'assalto
dei negozi. La prima tappa  stata Selfridges su Oxford Street. Ovviamente
ne avevo sentito parlare, ma non ci ero mai entrata.
Bene, come primissima cosa..., ha detto Caroline, facendosi strada
con in volto un'inquietante determinazione.
Io l'ho seguita obbediente mentre con consumata destrezza superava
zigzagando una folla di compratori. Ma quando ho alzato lo sguardo,
ho capito che ci dirigevamo verso una specie di...
Un cocktail bar? Che succede?, ho chiesto, confusa, mentre Caroline
saliva la scalinata verso un posto dal nome di Mot Bar.
Mia sorella ha sorriso maliziosa. Succede che oggi sar una giornata
molto lunga e quindi vale la pena di iniziare con stile. Ha preso un
men. Allora, che ti andrebbe?, mi ha chiesto con leggerezza.
Qualcosa di Julien Macdonald, o forse un Alice Temperley?.
Ero senza parole. Era proprio da Caroline trovare un posto dove persino
i cocktail erano firmati!
Ovvio, ha replicato quando gliel'ho detto. Ma se non ti va un
cocktail, possiamo sempre prendere una cara vecchia coppa di champagne
rosa.
Cara vecchia.... A questo punto sono scoppiata a ridere. A parte il
volo per New York per calmarmi i nervi, non ricordavo neanche
quand'era stata l'ultima volta che avevo bevuto dello champagne normale,
figuriamoci rosa! Ma visto che doveva essere una giornata al
femminile...
E che rosa sia!, le ho detto, un po' stordita per quella situazione
stravagante.
Abbiamo brindato facendo tintinnare i bicchieri e ci siamo sedute in
quell'elegante bar. Ho avvertito un bellissimo brivido quando le bollicine
mi hanno toccato la lingua. Va bene, forse bere champagne a mezzogiorno
non era la cosa pi saggia da fare, ma non sono stata saggia
abbastanza nella mia vita? E siccome Caroline si era data parecchio da
fare per rendere speciale quel giorno, ho pensato che tanto valeva entrare
nello spirito.
Guarda che cose incredibili, ha sospirato mia sorella, voltandosi sulla
sedia per guardare il reparto accessori. Borse Chlo, cinture Marni,
occhiali da sole Chanel... Ooh, mi corre un brivido gi per la schiena
solo a guardarli.
Siccome da misera che sono non distinguo Chlo da Chanel, non capivo
bene tutte quelle storie, ma con Caroline non dubitavo che l'avrei
ben presto scoperto!
Allora, da dove vuoi cominciare?, mi ha chiesto, decidendo di dedicarsi
agli affari. Scarpe, vestiti, borse...?.
Non ho riflettuto a lungo prima di dirle che in realt non avevo bisogno
di niente.
Al che, la poveretta  parsa inorridita. Bisogno?! E chi ha parlato di
bisogno! Abby, comprare qualcosa di cui si ha bisogno non  per niente
divertente. Cos hai fatto in tutti questi anni?. Pareva tremare al solo
pensiero. Oddio, non c' da stupirsi che finora fare shopping non
ti abbia interessato.
Mi sono limitata a fare spallucce e alla fine Caroline si  alzata e ha
vuotato il contenuto del suo bicchiere. E come sempre mi ha colpito la
quantit di energia che sembra possedere. Di, basta perdere tempo.
Finisci di bere, mi ha rimproverato.  tempo che tu e io si vada a fare
seriamente delle spese. E quale miglior modo per cominciare che
cercarti un vestito davvero favoloso?!.
Ho finito lo champagne e l'ho seguita al piano superiore, dove ci attendeva
uno strabiliante assortimento di abiti femminili di vari colori,
fogge e dimensioni. Mentre io non sapevo da dove cominciare, Caroline
era gi sfrecciata verso diversi stender ed espositori, scegliendo e
scartando vestiti, gonne e camicette con precisione militare.
Ok, per prima cosa un abito da giorno..., mormorava. Diane von
Frstenberg, Viktor & Rolf, Gharani Strok... Che taglia hai, una dieci,
dodici al massimo?
A giudicare da questa roba, direi una quattordici, ho detto con tristezza,
palpando un diafano abito variopinto che avrebbe fatto sembrare
una donna cannone qualsiasi donna di taglia normale!
Sciocchezze, ti star una favola, mi ha assicurato Caroline, afferrando
il vestito e gettandolo su una catasta di altezza allarmante che teneva
su un braccio. Sbirci l'etichetta sull'appendiabiti. Issa, ottima
scelta. Mmm, forse dopotutto ce l'hai un po' di gusto.
Grazie tante, ho borbottato, chiedendomi chi diavolo fosse Issa e
come riuscisse a far pagare un occhio della testa un capo con cos poca
stoffa.
Ma dieci minuti dopo mi sono rimangiata tutto. L'abito in seta, che
ero sicura mi avrebbe aderito in tutti i punti sbagliati, riusciva invece a
evidenziare tutti quelli giusti e, con il suo motivo stampato a farfalle
porpora e verdi, mi aveva trasformato istantaneamente dalla trentenne
grassottella che ero in una ragazza di mondo dall'aspetto brioso. Non
credevo ai miei occhi.
Be'?. Caroline si  affacciata nel camerino, ansiosa di darmi un'occhiata.
Mmm, solo un secondo, ha detto, e la sua espressione dubbiosa
ha smontato la mia contentezza; dopo un po'  tornata con un
paio di originali stivali di satin marrone di Anna Sui.
Devo dire che guardandomi allo specchio sono rimasta incantata.
Non ero pi la solita ragazza scialba e trasandata, ma apparivo seducente
e alla moda e, insomma... uno schianto!
Lo adoro!, ho gridato, piroettando davanti allo specchio.  talmente...
non da me, che lo adoro.
Finalmente la ragazza ha capito, ha commentato mia sorella con un
sorriso malizioso. Ok, ora prova quello di Pucci. Gli stampati fanno
decisamente per te, non capisco perch non li indossi pi spesso.
Ehm, forse perch non ho un marito ricco e una quantit illimitata
di soldi come te, non ho potuto fare a meno di ribattere, mentre provavo
il policromo abito a tunica in seta rosa e arancione. Era piuttosto
originale con il suo colletto ingioiellato alla cinese e la cinta annodata
della stessa stoffa. E a proposito di soldi... mi  cascato l'occhio sul cartellino
del prezzo e ho dovuto riguardare per sicurezza. Oh... mio...
Dio. Settecentocinquanta sterline!
Tutte scuse. Di questi tempi, in giro si trovano delle ottime copie,
mi ha bacchettato Caroline.  che non ti metti neanche a guardare.
Be', forse era vero. Dopo la separazione da Kieran, non solo ho smesso
di godermi la vita, ma non ho neanche trovato piacere a cercare vestiti
carini, a prescindere dal prezzo. Ma a dire il vero non sono mai stata
brava in queste cose, non ho mai avuto occhio per le occasioni. Non
come Caroline, a ogni modo.
Non male, non male. Ma, Abby, ha detto mia sorella e dalla smorfia
che ha fatto ho pensato che stesse per sottolineare qualche accumulo
eccessivo di ciccia, dovresti proprio farti la ceretta alle gambe.
Ceretta? Quest'idea non mi ha mai neanche sfiorato. Di solito mi depilo
le gambe quando so che devo scoprirle, d'estate o quella volta che
sono andata in Spagna con Kieran.
Ma quando Caroline me l'ha fatto notare, mi sono subito chiesta se la
nuova moglie del mio ex ha sempre le gambe lisce e depilate e se questo
poteva aver fatto la differenza.
Caroline mi stava ancora parlando. Hai delle bellissime gambe, ma
con un vestito cos ti serve decisamente una scarpa con i tacchi a spillo.
Manolos potrebbe andare, penso.
Ok. Come con tutti gli altri marchi e firme che mi venivano citati,
mi sono limitata ad annuire e intanto ho pensato che forse una volta a
casa potevo prenotare una ceretta.
Ora prova questo. Caroline ha pescato nuovamente nel mucchio di
vestiti sul braccio e ha tenuto alzata una creazione porpora, rosso e
bianco di media lunghezza. Diane von Frstenberg. Se la dodici Issa
ti sta cos bene, questo dovrebbe andarti alla perfezione.
E anche se non mi piace vantarmi, devo dire che, s, l'abito mi stava
alla perfezione, come anche il mini abito color petrolio di
Stella McCartney, lo splendido maxi abito di chiffon rosa e porpora di Zandra
Rhodes e la blusa vaporosa di cotone di Anna Sui sui jeans Rock and
Republic. E arrivati alla gonna vintage anni '20 di Whistles (che Caroline
ha insistito ad abbinare con delle scarpe in lamina d'argento e camoscio
nero di Jimmy Choo), non mi vergogno di ammettere che ormai
ero sulla via della conversione!
A dire il vero, finora avevo sempre considerato una scemenza questa
mania di mia sorella per i vestiti firmati, ma non si pu negare che quegli
abiti riuscivano a trasformarmi, e al tempo stesso c'era anche una
sorta di brivido colpevole nell'indossare quelle firme con i loro costi
principeschi. Ovviamente non pensavo di comprarne nessuno, ma
provarli era davvero divertente!
Bene, ora basta. Adesso dobbiamo seriamente rivolgerci a qualcosa
di davvero glam. Gli occhi le brillavano e pareva che il ruolo di stilista
le piacesse enormemente. Aspetta qui un momento. Entrando ho visto
una cosa che farebbe proprio al caso tuo, ma ci servono scarpe e borsa
per completare il look. Solo un attimo.
Ok, ho ridacchiato io, chiedendomi cosa mi avrebbe portato. Cosa
poteva essere pi glamour della gonna scintillante che avevo indosso e
di quei tacchi...! Ora cominciavo a capire quelle follie. Uno di questi
giorni, ho pensato, voglio regalarmi un paio di Jimmy Choo. Erano cos
carine e raffinate e... Oh... mio... Dio! Ho indietreggiato colta da timore
reverenziale per il vestito pi stupendo che avessi mai visto in vita mia,
che come d'incanto si era materializzato sulla soglia del camerino.
Ti piace?. La voce era attutita e quasi non vedevo Caroline dietro
gli strati della voluminosa stoffa di un abito da sera.
 bellissimo!, ho risposto senza fiato.
Non so se riesco a descrivere lo splendore di quel vestito, ma ci prover.
Era di un color prugna scuro, con un corpetto tipo corsetto senza
spalline in tulle con delle ruche. In vita c'era una spessa fusciacca di satin
a motivi floreali allacciata sulla schiena con un fiocco, ma la cosa pi
spettacolare era la gonna con i suoi strati e strati in tulle color prugna.
Oscar de la Renta. Non  stupendo?, disse Caroline, facendo finalmente
capolino da dietro il corpetto.
Io ero troppo sbalordita per replicare. Stupendo, sono riuscita a
dire alla fine.
Ehm, non  che per caso lo tieni? Tutti questi strati pesano una tonnellata!.
Oh, certo. Ho preso il vestito e l'ho appeso immediatamente a uno
dei ganci del camerino, come se quasi avessi paura di toccarlo tanto era
bello.
Credo che queste andranno bene. Che ne pensi?. Da abbinare al vestito,
Caroline aveva anche trovato un paio di scarpe con i tacchi alti in
satin rosa scuro di Karen Miller e una borsetta da sera dorata ornata di
perle di Chlo. Mi ha guardato, aggrottando le sopracciglia. Insomma
te lo provi o no?.
Certo che volevo provarlo, ma era talmente stupendo che mi terrorizzava
il pensiero di non rendergli giustizia.
Ma non appena entrata in quei metri di morbida stoffa ed essermi
chiusa il corpetto, ho scoperto che mi ero preoccupata per nulla. Il vestito
mi andava a meraviglia e quando sono scivolata nelle scarpe dagli
otto centimetri di tacco e mi sono lentamente girata per vedermi allo
specchio, devo ammettere che ho sentito un groppo in gola. Oh...
mio...
Per una volta, anche Caroline  rimasta senza parole. Wow..., ha
detto alla fine, squadrandomi da capo a piedi. Sei... magnifica.  strano,
davvero, ma a guardarti sento una specie di emozione, come se ti
stessi provando l'abito da sposa.
L'ho guardata, con le lacrime agli occhi. Stranamente, Caroline era
riuscita a esprimere esattamente le mie stesse sensazioni. Non so spiegare
perch in quel momento mi sia sentita tanto turbata. Era solo un
vestito, dopotutto. Ma che vestito! E, mio malgrado, avrei tanto desiderato
che Kieran mi vedesse.
Grazie, Car, ho bisbigliato. Non so come abbia fatto, ma  assolutamente
perfetto. Tutta l'idea  assolutamente perfetta. Io... non lo
dimenticher mai.
Caroline ha annuito solennemente rendendosi conto, immagino, che
non parlavo solo dell'abito. Aspetta un momento, ha detto, rovistando
nella sua borsa per estrarne rossetto e spazzola. Ecco, mettiti
questo e poi datti una pettinata.
Ho riso, confusa. Perch?
Per essere certi di non dimenticarlo, ecco perch. Dov' la macchina
fotografica?, ha chiesto, prima di tirarla fuori dalla mia borsa. Poi,
mi ha fatto uscire dal camerino con indosso quel vestito favoloso e
mettermi in posa davanti a una delle composizioni floreali del negozio.
Mi sono messa a ridere, non solo per l'assurdit della cosa, ma anche
per le facce delle commesse!
Posso aiutarla, signora?, ha detto perentoria una di loro arrivando
da dietro Caroline impegnata a scattare foto.
In effetti, s. Senza alcun preavviso, Caroline ha messo la macchina
fotografica in mano alla commessa e le ha ordinato di farci delle foto
insieme, dando istruzioni con il suo solito aplomb.
Sorridendo davanti all'obbiettivo, con il mio vestito da favola di
Oscar de la Renta, ho abbracciato stretta mia sorella e ho pensato che
quello era stato uno dei giorni pi belli della mia vita.
Poi, Abby e Caroline se la svignarono per un pranzo pomeridiano
in un ristorante vicino, dove Caroline ordin immediatamente
altro champagne e le due sorelle brindarono alle
loro imprese da Selfridges e a quella bella giornata. Abby era
ancora un po' frastornata dall'esperienza, non solo per l'euforia
di aver provato quel vestito, ma anche per ci che era successo
dopo.
Mentre era nel camerino a togliersi l'abito da sera, Caroline
stava rimettendo a posto gli altri vestiti che aveva provato. O
almeno questo pensava Abby.
Allora, sicuramente l'issa, il Diane V, quella gonna Whisdes
e i jeans, va bene?, aveva gridato Caroline. E ovviamente le
Choo argentate. Ma non sono convintissima del Pucci. A te
piace?
Cosa?. Ancora mezza vestita, Abby aveva tirato fuori la
testa dalla porta. Io non ho intenzione di comprare niente,
questo lo sai, vero? Insomma, quei vestiti sono splendidi, ma
non me li posso permettere.
Santa pazienza, chi ha detto che te li devi comprare tu?,
aveva detto alterata la sorella. Te li regalo io.
Abby era sbiancata. Caroline, no, non se ne parla. Si tratta
di almeno due o tremila sterline. Non posso assolutamente
farti spendere quella cifra per....
Puoi e lo farai. Abbiamo detto che deve essere un'esperienza
memorabile, no?, aveva rammentato ad Abby. Una cosa
che ricorderai per tantissimo tempo. E come diavolo farai a ricordartela
se non ti porti a casa questi maledetti vestiti?
No, Caroline.
Ascolta, Abby, ti prego, permettimi di farlo. L'avevo progettato
sin da quando ti ho proposto questa giornata di shopping. E
dopo aver visto la tua faccia quando hai provato l'abito
di Oscar de la Renta, mi piacerebbe prenderti anche quello,
ma la mia carta di credito probabilmente esploderebbe e
Tom mi lascerebbe all'istante, disse con una smorfia. Ma il
resto  un mio regalo, cos ogni volta che indosserai questi vestiti
ricorderai quanto ci siamo divertite e come ti sei sentita felice
con quell'abito.
Caroline....
Senti, non voglio sentire pi neanche una parola. Li compro
io punto e basta. Non preoccuparti, l'aveva rassicurata.
Prender anche delle cosette per me.
Le cosette si erano dimostrate una quantit sconcertante
di articoli, tra cui una borsa zebrata di Jimmy Choo, un abito
in stile greco in seta color ruggine con spalline in paillette dorate
di Vera Wang (per il Marbella Ball, l'aveva informata allegramente
Caroline), un paio di stupende scarpe leopardate
con nove centimetri di tacco di Manolo Blahnik Mary Janes
che facevano venire le vertigini solo a guardarle, come anche
un paio di scarpe nere di vernice col tacco alto di Christian Loubotin che sfoggiavano le suole rosse firmate dal creatore.
Una morbida sacca in pelle scamosciata rosa baby di Lulu
Guinness e un paio di sandali Birkenstock con motivi di Pucci
completavano la collezione di Caroline, che, aggiunta ai vestiti
scelti per Abby, ammontava a una cifra probabilmente pari
al debito nazionale di un piccolo Stato.
Ora, sedute in quel delizioso ristorante chic, prenotato in
anticipo da Caroline, praticamente sepolte dalle buste con gli
acquisti, Abby non si capacitava dello stile di vita della sorella.
Il ristorante vantava uno chef da stelle Michelin, con prezzi
corrispondenti che facevano venire da piangere solo a guardarli,
eppure Caroline era assolutamente a suo agio in quell'ambiente
lussuoso.
Con tutto quello champagne, gli abiti firmati e il pranzo raffinato,
Abby si sentiva una celebrit e quando lo confess,
Caroline si mise a ridere. Era questa l'idea, disse.
Credimi, di solito non faccio queste follie. Ho mangiato qui solo un
paio di volte, ma volevo che questo giorno fosse davvero speciale.
Be', ci sei proprio riuscita. Abby lanci un'occhiata d'apprezzamento
a un cameriere di passaggio e ridacchi: evidentemente
lo champagne le aveva dato alla testa. Hai anche noleggiato
dei modelli che lavorassero nel ristorante?.
Caroline sorrise, seguendo il suo sguardo. No, fortunatamente
per noi fa tutto parte del servizio. Poi si fece immediatamente
seria quando il cameriere in questione si avvicin
al loro tavolo.
Avete gi deciso, madame?, chiese a Caroline con un marcato
accento francese che mand in deliquio Abby.
S. Io comincer con una zuppa d'aragosta, poi agnello con
le noci, grazie. E prendiamo anche una bottiglia del vostro
Montrachet.
Certamente. E per lei, mademoiselle?.
Abby stava ancora guardando il men, incapace di decidere
tra l'allettante scelta di piatti. Grazie a Erin, stava cominciando
a superare i suoi problemi con il cibo e visto che quella era
la prima (e probabilmente unica) volta che mangiava in un locale
del genere, non voleva ordinare qualcosa di scialbo e banale.
No, con tutto quello che stava accadendo quel giorno, e
nel pieno spirito del punto numero dieci della sua lista, decise
di essere pi spontanea.
Prover il... risotto ai carciofi e il rombo della Cornovaglia,
per favore, disse al cameriere, mentre Caroline alzava sorpresa
lo sguardo. Lo so, disse imbarazzata, dopo che il cameriere
si fu allontanato. Sono sorpresa quanto te, ma in
questi giorni sento di dover fare delle cose pazze.
Caroline le prese la mano. Buon per te. Poi riemp i calici
di champagne.  giunto il momento che cominci a goderti le
cose belle della vita, Abby. E te lo meriti forse pi di chiunque
altro.
Abby guard Caroline, con le onde bionde dalla piega perfetta,
il costoso abito firmato e i gioielli sfarzosi, e invece della
persona pretenziosa, egoista e viziata che Kieran l'aveva convinta
che fosse, vide finalmente la sorella con i propri occhi.
Fino a poco tempo prima, Abby si era sentita un po' estraniata
e intimidita dalla ricchezza e dallo stile di vita di Caroline
e quindi aveva preso le distanze, autoconvincendosi che avevano
poche cose in comune. Ma Abby doveva ammettere di essere
stata lei a ergere la barriera che le aveva allontanate.
Dopo l'incidente e la successiva diagnosi, Caroline era stata
fantastica e in ogni occasione aveva cercato di tirare su il morale
di Abby, preparando il viaggio a New York per tutta la famiglia
e proponendo l'idea di fare la lista. E, ciliegina sulla torta,
aveva organizzato quel meraviglioso weekend, pagandole
tutti quegli splendidi abiti, un pranzo di lusso e un soggiorno
al Claridge... Come avevano potuto crederla, lei e Kieran,
egoista?
D'improvviso, le vennero le lacrime agli occhi. Grazie, disse
con voce roca.
Caroline minimizz con un cenno della mano. Non  niente....
No, sul serio, la interruppe Abby.  davvero incredibile.
Sto talmente bene che non riesco neanche a dirlo. Ma non parlo solo di oggi. Parlo di tutte le cose che hai fatto per me negli
ultimi mesi, tutte le volte che mi sei stata accanto. Non so come
ringraziarti.
Sei mia sorella, replic Caroline con un sorriso. E ultimamente
ne hai passate di tutti i colori. Come potrei non starti
accanto?.
Subito dopo, arriv il cameriere con dei piatti che si potevano
descrivere solo come vere e proprie opere d'arte.
Wow, disse Abby a bocca aperta, quasi intimorita all'idea
di dover sciupare la bellissima presentazione del risotto.
Pensi che sarebbe imbarazzante se ritirassi fuori la macchina
fotografica? Lo so, ho detto una foto al giorno, ma voglio
ricordare anche questo.
La sorella alz gli occhi al cielo in quel suo modo caratteristico
che faceva tanto imbestialire Kieran, ma che Abby ora
non considerava pi pretenzioso, ma solo una sua peculiarit.
Tesoro, ma non hai proprio fatto niente in vita tua!.
Evidentemente no. Abby ridacchi, afferr la macchina
fotografica e, con grande sgomento di alcuni austeri avventori,
si mise a scattare foto a destra e a manca. Non vedo l'ora
di vedere il dessert.
Non te l'avevo detto? Ho in mente qualcos'altro per il dessert,
disse Caroline con un sorriso malizioso. La giornata
non  ancora finita, sai.
Nonostante le suppliche, la sorella rifiut di rivelare i suoi piani
e quando, un bel po' dopo, uscirono dal ristorante, Abby,
che aveva consumato senza problemi il miglior pasto di tutta la
sua vita, era curiosa del prossimo evento.
Cos quando, dopo aver lasciato gli acquisti in albergo, il taxi
si ferm in una via laterale davanti a un edificio a quattro piani
dall'aspetto innocuo, Abby non sapeva davvero cosa pensare.
Entrata nell'edificio, scopr con sgomento che invece della
pasticceria che si era aspettata si trovavano in una specie di
istituto di bellezza. L'idea di estranei belli e perfettamente curati
che le pizzicavano e manipolavano i rotoli di grasso non
accresceva certo la sua autostima. E questo era uno dei motivi
per cui non si era mai fatta fare una ceretta alle gambe. Perci
quali che fossero i progetti di Caroline, era verosimile che non
li avrebbe graditi granch.
La sorella parve leggerle nel pensiero. Non preoccuparti. Ti
piacer da morire, disse, prima di annunciare alla reception:
Due Paradisi di cioccolato alle sei.
L'interesse di Abby si risvegli. Cioccolato?, domand, dopo
che si furono sedute nella sala d'attesa.
Una montagna, disse Caroline, rifiutando di dare ulteriori
spiegazioni.
E non scherzava. L'esperienza Paradiso di cioccolato, della
durata di due ore, cominciava con un trattamento ammorbidente
per il corpo. Le due sorelle si rilassarono stese fianco a
fianco ricoperte dalla testa ai piedi da uno strato morbido e liscio
di godurioso cioccolato caldo, circondate da candele che
diffondevano nell'ambiente un delizioso aroma di cioccolato.
Mmm... quando si dice che il nome  tutto un programma,
fece pigramente Abby. Mi sento proprio come se fossi
morta e arrivata in un paradiso di cioccolato.
Cioccolato senza sensi di colpa. Che c' di meglio?, disse
Caroline con voce sognante. Te l'avevo detto che ti sarebbe
piaciuto.
All'improvviso, Abby fu sopraffatta dal senso di colpa e non
per via del cioccolato. Quanto sarebbe costato tutto questo?
Lasciamo perdere il volo, i vestiti, il costoso albergo; solo
il pranzo era costato un occhio della testa e, ora, per di pi, quel
trattamento!
Quando prov a ringraziare nuovamente la sorella per la sua
indicibile generosit, Caroline si limit a scuotere il capo.
Non fare la sciocca... Non  niente, davvero. Lo sai che Tom
 pieno di soldi. Non fraintendermi, ogni anno diamo in beneficenza
almeno il dieci per cento dei nostri guadagni, cos
quando devo fare spese frivole mi sento la coscienza immacolata,
disse ridendo e ponendo particolare enfasi sulla parola
frivole. Ma abbiamo la casa che vogliamo, le macchine e
tutto il resto e visto che siamo solo noi due....
Abby colse una leggera esitazione nella voce. Aveva sempre
supposto che Caroline non avesse grande spirito materno e
fosse troppo impegnata a godersi la vita per pensare a dei figli.
Non pensi che deciderete mai di allargare la famiglia?,
chiese incerta.
Caroline rise piano. Abbiamo deciso di farlo fin dal primo
giorno, ma sfortunatamente le cose non sono andate come speravamo.
Abby si mise a sedere e guard la sorella. Cosa? Vuoi dire
che non puoi...?
Avere figli? No, disse subito Caroline, con gli occhi sempre
chiusi. Mi dispiace, pensavo lo sapessi, che forse la mamma
ti avesse... Comunque sia, non preoccuparti e ti prego non
cominciare a farfugliare per l'imbarazzo, come fanno tutti. 
un peccato, ma stiamo bene anche cos.
La mente di Abby si affoll di pensieri e le passarono per la testa
milioni di domande. Ma siete assolutamente certi che....
Oh, s, siamo assolutamente certi, credimi, e lo provano tutti
gli esami che abbiamo fatto. Non  colpa di nessuno. Dal punto
di vista medico, non possiamo averne, il succo  questo.
Caroline, mi dispiace, non ne avevo idea....
Ehi, non metterti in agitazione. Noi siamo tranquilli. Caroline
apr gli occhi e si volt a guardare la sorella. S, all'inizio
 stato un brutto colpo, ma abbiamo tante altre belle cose
nella nostra vita, e allora perch angosciarsi?  una stronzata
farsi prendere dallo sconforto, Abby, e sono contentissima che
non lo stia facendo neanche tu nella tua situazione. Io e Tom
non possiamo avere figli, ma abbiamo una vita bellissima,
montagne di soldi e ci amiamo da morire. Perch sciupare tutto
rimuginando su quello che non abbiamo?
Forse hai ragione. Abby non pot che ammirare quella filosofia.
Non aveva mai colto alcun disagio nella mancanza di
figli della sorella, perch Caroline rifiutava di abbandonarsi ai
pensieri negativi. E la rendeva felice come una bambina l'ammirazione
che sembrava provare la sorella per il modo in cui
stava affrontando le recenti vicissitudini. Non faceva che rafforzare
l'idea che pensare positivamente e agire come si era
prefissata era il modo migliore in cui lei - come Caroline - poteva
superare quell'avversit.
Stava per fare altre domande, quando rientrarono le estetiste
per passare alla fase successiva del trattamento. Questa consist
in un meraviglioso scrub esfoliante per il corpo alla menta
e cioccolato, seguito poi da una libidinosa manicure durante
cui le mani delle due ragazze vennero immerse in un sapone al
frullato di cioccolato, massaggiate con crema di cioccolato e
poi sigillate con paraffina calda al cioccolato. Dopo fu la volta
della pedicure: un bagno per i piedi nel latte caldo e uno scrub
con vaniglia e zucchero di canna, che lasci ad Abby il formicolio
alle dita dei piedi. Infine, tocc a un massaggio completo
del corpo con olio caldo a base di burro di cacao, che lasci
la pelle liscia come seta e splendidamente profumata.
L'esperienza si concluse con un appetitoso bicchiere di cioccolata
calda e biscotti e, mentre le due ragazze si rilassavano in
accappatoio bianco con quella delizia, Abby decise di smetterla
di sentirsi in colpa per la spesa e di godersi al massimo
quello speciale weekend che la sorella si era data pena di organizzarle.
Mai, mai avevo provato una cosa simile in vita mia, disse,
dopo che furono rientrate in albergo.
Entrambe distrutte dalle imprese della giornata, avevano deciso
di restare in albergo e ordinare un leggero spuntino al servizio
in camera invece di uscire nuovamente. Abby era pigramente
adagiata su uno dei comodi letti della stanza e osservava
Caroline che provava i nuovi acquisti.
Be', forse ogni tanto dovresti coccolarti un po', replic la
sorella, prima di mormorare a mezza bocca: Visto che chi doveva
farlo non l'ha mai fatto.
Cosa?, chiese Abby, sedendosi sul letto. E cosa vorrebbe
dire?.
Allontanandosi dal grande specchio, Caroline si morse il labbro.
Senti, mi dispiace, mi ero ripromessa di non dire niente.
Dopotutto, ormai  acqua passata e questo weekend l'ho pensato
per viziarti un po'.
Caroline, disse Abby, sputa il rospo. Non mi offendo, te
lo prometto. O almeno Abby sperava che non si sarebbe offesa.
Be'..., cominci la sorella con un sospiro.  solo che quando
hai iniziato a frequentare Kieran, mi  parso che perdessi un
po' della tua... non so... vivacit.
Quando ho iniziato a frequentarlo?, ripet Abby, confusa.
Sapeva di essere diventata una specie di cupa eremita dopo
che lei e Kieran si erano lasciati. Adesso l'aveva capito, ma
che c'entrava quello che era successo prima?
Mi dispiace, e lo so che non  il momento per dirtelo, ma
Abby, ho sempre pensato che non foste ben assortiti. E lo
pensavano anche gli altri, della famiglia intendo.
Be',  evidente che avevate ragione. Anche se ormai era
passato un bel po' dalla separazione, parlarne le faceva ancora
male.
Non voglio ferirti e ti prego di non fraintendermi, ma molto
prima che vi lasciaste avevo la sensazione che Kieran ti avesse
tolto ogni entusiasmo per la vita. Caroline fece una pausa
prima di aggiungere piano: Era un dominatore, vero?.
Dominatore? S, forse era un modo per descriverlo, pens
Abby. Ma non dominatore in senso negativo; Kieran era pi
semplicemente un... perfezionista. Ed era per questo che l'aveva
lasciata per Jessica, una donna pi carina e sicura di s
Non  davvero il momento, non ora che ci stiamo divenendo
cos tanto, ma, se devo essere sincera, Abby, da dopo l'incidente
ho cominciato a vedere una parte di te che pensavo ormai
perduta, la parte pi briosa, ottimistica, giocosa. E c' una
parte di me - una pessima parte,  vero - che non pu fare a
meno di pensare che forse quella botta in testa ti ha fatto pi
bene che male.
Abby guard la sorella maggiore e sorrise. Strano, ma sto
cominciando a pensarlo anch'io.

Capitolo 21.

Quindi una bella giornata?, comment Hannah, dopo che
Abby ebbe terminato di raccontarle i suoi recenti exploit.
Fantastica, rispose lei, sorridendo al ricordo.
Be', tua sorella  sicuramente una persona molto generosa,
tutti quei vestiti e quel bel braccialetto di Tiffany.
Abby se lo fece tintinnare al polso. S, e ora mi sento cos
in colpa per averla giudicata sempre male.
Nelle famiglie succede. Non colpevolizzarti troppo. Ma a
parte i recenti divertimenti, disse Hannah, raddrizzandosi
sulla poltrona, come ti senti? Hai avuto ancora mal di testa
o hai notato qualche altro cambiamento?
No. Di recente si era verificato un piccolo incidente: aveva
scoperto di aver messo la spazzola nel frigorifero (pensa un
po'!), ma aveva deciso di non farne menzione perch sinceramente
pensava che si trattasse di una semplice distrazione.
Sono cose che fanno tutti ogni tanto, no? Come cercare le
chiavi della macchina quando ce l'hai gi in mano, o gli occhiali
da sole quando li hai sulla testa. Quindi non era niente,
e se ne avesse parlato, la psicologa probabilmente l'avrebbe
considerata un'ulteriore prova che le si stava spappolando il
cervello.
Niente di niente?, chiese con tono scettico, come se sapesse
che Abby stava nascondendo qualcosa.
No, assolutamente niente. S, i mal di testa vanno e vengono,
e ancora mi stanco a leggere, ma nient'altro. E infatti stavo
pensando, continu, decidendo che quel momento era buono
come un altro per introdurre l'argomento, che visto che
sto bene, in realt non c' bisogno di continuare a, insomma
s, a vederci,
Vuoi interrompere le sedute?
Be', ecco, s. Abby non pot fare a meno di sentirsi un po'
triste. Hannah era simpatica ed era bello poter parlare con
qualcuno di quella situazione, ma al tempo stesso, voleva voltare
pagina e gettarsi alle spalle l'incidente e, soprattutto, tutti
i discorsi sulla sua lesione. E questo era difficile se doveva
andare l ogni settimana con la psicologa che monitorava i
suoi comportamenti.
Abby, sono passati solo pochi mesi dal tuo.... Parve sul
punto di dire qualcosa, ma si trattenne. Da quando sei uscita
dall'ospedale. Dal punto di vista medico,  ancora molto presto.
Anche se sono contenta che non manifesti alcun problema,
almeno nessuno che tu riesca a identificare....
E questo che vorrebbe dire?
Vuol dire che tale  la tua voglia che vada tutto bene, che
potresti benissimo ignorare dei segnali. Non preoccuparti, 
un atteggiamento del tutto normale. A nessuno piace ammettere
dei problemi quando si parla di capacit mentali o funzioni
cerebrali;  comprensibile, ma al tempo stesso molto pericoloso.
Poi addolc il tono. Abby, non voglio dire che lo
faccia intenzionalmente, mi preoccupa solo che la situazione
 ancora molto incerta. Non dobbiamo saltare alle conclusioni
prima di comprendere esattamente quali sono le implicazioni.
Abby non disse nulla, cercando di trattenere la delusione.
So che per te  frustrante, e me ne dispiace, ma come tua
neuropsicologa sarei un'irresponsabile se fossi d'accordo a
interrompere le sedute. D'altro canto, non posso obbligarti a
venire, ma dovresti sapere che per concederti il benestare per
tornare al lavoro, dobbiamo essere certi al cento per cento
delle tue capacit.
Questo le venne detto nel solito tono gentile e cordiale della
psicologa, ma Abby riconobbe il velato avvertimento. Come
sua madre, i dottori erano convinti che i problemi di memoria
erano inevitabili. Semplicemente non condividevano la fiducia
e la ferma volont di Abby di affrontare il problema e
combatterlo passo dopo passo.
Alcuni giorni dopo, Abby era a casa in cerca di un'attivit pi
interessante della pulizia dell'appartamento (ancora!) o della
deprimente visione di noiosi programmi televisivi pomeridiani,
quando ricevette una telefonata.
Buongiorno, Ms Ryan. Sono Tina dell'American Holidays
Travel Centre.
Buongiorno, Tina, come sta?
Bene, grazie. Chiamo per il pagamento del suo viaggio in California.
I soldi dell'assicurazione erano finalmente arrivati e Abby
non aveva perso tempo a prenotare i voli, gli alberghi e, soprattutto,
la fondamentale auto decappottabile per il viaggio
suo e di Erin.
S, vi ho mandato un assegno alla fine della settimana scorsa,
le disse Abby. Non vi  arrivato?
S, l'abbiamo ricevuto ed  per questo che la chiamo. La
banca ce l'ha rimandato indietro dicendo che  scaduto. L'ho
guardato e c' la data dell'anno scorso. Un semplice errore -
queste cose capitano sempre anche a me - ma sa come sono
pignole le banche.
Oh. Un brivido di angoscia le corse lungo la schiena.
Quindi glielo rimando per posta oggi, e se potesse cancellare
2007 e scrivere 2008 e poi mettere una firma per la correzione,
dovrebbe bastare. Ho fatto una nota sul fascicolo cos
non ci saranno problemi per il ritardo nel pagamento. Va
bene?
Certo, grazie. Mi dispiace.
Nessun problema, disse Tina, ciarliera. Come dicevo,
queste cose capitano sempre anche a me. A volte non so proprio
dove ho la testa!.
Dopo aver promesso di rimandare l'assegno corretto il prima
possibile, Abby riagganci, non sapendo bene cosa pensare.
Come la spazzola, si trattava probabilmente solo di un'altra
distrazione, no? O poteva essere, come aveva recentemente
suggerito Hannah, il sintomo di qualcos'altro? No, pens Abby,
scacciando con decisione quell'idea dalla testa, era ovviamente
solo una distrazione. Queste cose capitavano a tutti una
volta o l'altra, soprattutto quando si scriveva il primo assegno
dell'anno nuovo. Ma quell'anno non era...? Il cuore le martell
in petto per il terrore e fu sopraffatta da un'orribile sensazione
di disorientamento. No, doveva essere cos, si convinse, rifiutando
qualsiasi altra spiegazione, era proprio il primo assegno
del 2008 ed evidentemente si era momentaneamente confusa.
Fine della storia.

Capitolo 22.

Kildare, 28 febbraio.
Oggi toccava a Dermot e, a essere sincera, non  che saltassi di gioia
alla prospettiva di un'esperienza memorabile dal punto di vista del mio
fratellino, ma quando mi sono ritrovata a sfrecciare in un autodromo a
pi di centosettanta chilometri all'ora su una Ferrari rosso fuoco - e a
divertirmi come una matta - ho cambiato idea!
So a cosa stai pensando, ha detto Dermot, quando siamo arrivati
davanti alla pista e ha visto la mia espressione scettica. S,  vero, forse
 pi una cosa per me che per te. Ma, fidati, ti piacer.
Dermot aveva mantenuto il segreto sulla nostra destinazione e, come
d'accordo, stamattina presto gli ho telefonato nell'appartamento che divide
con dei suoi amici, quasi terrorizzata al pensiero di quello che aveva
potuto organizzare, visto che, come la maggior parte dei ventenni, i suoi
interessi principali sono il calcio, il rugby e probabilmente fiumi di birra.
Sono settimane che Caroline mi prende in giro: Sei davvero coraggiosa
a metterti nelle sue mani, ha continuato a dirmi ogni volta che
cercavamo di immaginare quello che mi aveva riservato Dermot.
All'inizio, ammetto di essere rimasta un po' delusa dalla sua scelta
prevedibile e infantile di esperienza memorabile, ma quando ho visto
davanti a noi l'assortimento impressionante di potenti auto allineate,
ho cominciato a pensare che in fin dei conti forse non era un'idea tanto
malvagia!
Anche se non mi hanno proprio vietato di guidare, i dottori si sono
raccomandati di farlo solo se assolutamente necessario. A quanto pare
potrei perdere l'orientamento, oppure fare qualche manovra azzardata,
come dice Hannah. La sorpresa pi grossa  stata che Dermot aveva
avuto l'accortezza di consultare la psicologa circa il suo progetto e
lei gli aveva dato il via libera.
Anche se ovviamente la mia Ford Focus non pu reggere il confronto
con delle auto da corsa, mi  sempre piaciuta la sensazione di libert
quando si va a tutta birra su una strada sgombra e ho provato un brivido
di eccitazione all'idea di correre davvero a briglia sciolta in un autodromo.
E ben presto ho scoperto cosa volesse dire!
Per prima cosa, abbiamo fatto ognuno una prova di tre giri del circuito
in un'umile Subaru. Mentre mio fratello, ovviamente, non si 
trattenuto e ha subito premuto l'acceleratore fino a centottanta chilometri
l'ora, io sono stata un po' pi cauta e ho preferito orientarmi bene
nella pista prima della vera corsa.
Poi  arrivata la famosa Ferrari 360. Quando mi sono chinata per sedermi
al posto di guida, devo ammettere di essermi sentita un po' in
soggezione, ma anche molto in gamba (sebbene questo effetto sia stato
leggermente sciupato da Dermot che non la smetteva di sogghignare
come un pazzo a bordo pista). Insomma, queste sono cose solitamente
riservate ai corridori di Formula Uno o ai ricchi e famosi, e invece
ecco qui la piccola Abby pronta a partire!
Dopo essermi stretta ben bene le cinture, l'istruttore mi ha detto di
mandare su di giri il motore, e ho sentito il famoso rombo della Ferrari
e devo dire che ho avuto un elettrizzante brivido di eccitazione. Era
davvero una forza!
Un leggerissimo tocco all'acceleratore ha subito fatto saettare l'auto in
pista e cercare di controllare la velocit nelle curve strette  stato davvero
terrificante, ma anche molto emozionante! L'istruttore al posto del
passeggero deve avermi sentito ridere come una matta anche attraverso il
casco mentre l'auto correva sull'asfalto, ma sicuramente non ci ha badato.
Questa sensazione spaventosa ma al tempo stessa incredibilmente liberatoria
di abbandono quasi totale  stata favolosa. Quando sono uscita
dall'auto mi batteva ancora il cuore all'impazzata e non vedevo l'ora di
vedere le foto che mi aveva fatto Dermot mentre filavo con la Ferrari.
E quindi ancora una volta un membro della famiglia ci azzecca. Comincio
a chiedermi se non mi conoscano meglio loro di quanto io conosca
me stessa.
Tornando a Dublino, Abby e Dermot si fermarono a pranzare
in una stazione di servizio sull'autostrada.
Dio,  stato fantastico!. Dermot era quasi senza parole
per la sua personale esperienza con l'auto da corsa che lo aveva
portato alla velocit massima di duecentonovanta chilometri
l'ora. Te l'avevo detto che ti sarebbe piaciuto.
Be', quando me l'hai detto all'inizio non ero convinta, ma
poi, s,  stato davvero fantastico, disse entusiasta Abby.
E sono contentissima che abbia fatto delle foto, anche se non
so come mi riconoscer in una sfocata chiazza rossa! Ma non
preoccuparti, quando torno a casa trascrivo tutta la mia avventura
nel computer.
Dermot tacque per un momento e quando ricominci a parlare
assunse un tono dolce. Deve essere strano pensare che
dimenticherai tutto quello che succede ora.
Abby scosse il capo. Non succeder, disse con decisione.
Pensa a quello che abbiamo fatto oggi. Come  possibile dimenticare
una cosa del genere?, e poi sorridendo: Per quanto
mi riguarda, sta funzionando. Ce la sto facendo. Ho passato
una bellissima giornata con Caroline, sto per fare un viaggio
in auto con Erin e poi andr in Italia con la mamma. Ridacchi,
pensando al suo elenco, che a quel punto si era allungato
considerevolmente!
Dio, era stata un'idea fantastica. Tutto era fantastico. Era
neanche a met della lista e gi il suo atteggiamento e l'umore
erano migliorati enormemente. E pensare che tutto era cominciato
quando aveva finalmente superato una delle sue nevrosi
ed era andata in aereo a New York.
Il viaggio era ancora talmente impresso nella sua memoria
che riusciva quasi a ricostruirlo passo dopo passo. Tutta la famiglia
riunita e allegra la cena della vigilia, il bell'albero di
Natale di Claire, il sorriso sdentato della piccola Caitlyn... era
stato favoloso. Un resoconto completo di quel viaggio, come
anche delle sue avventure con Caroline a Londra insieme a
una marea di fotografie erano stati trasferiti e salvati nel suo
computer nello scrigno dei ricordi che le aveva fatto Zach.
Abby continuava a ripetersi che a prescindere dai risultati era
comunque un'idea grandiosa, ma malgrado la convinzione che
stesse funzionando, sapeva che stava salvando e conservando
tutti quei fantastici ricordi perch nel profondo temeva di poterli
davvero dimenticare. Non l'avrebbe mai ammesso davanti
a Hannah, n a nessun altro, ma era inutile negare che riteneva
meglio, pi sicuro, farlo invece di lasciare tutto al caso.
 cos strano, stava dicendo Dermot. Non so cosa farei se
mi capitasse una cosa del genere. E penso proprio che tu stia
facendo bene a bombardarti il cervello con tutte queste esperienze
fantastiche. E, non dirglielo, ma Caroline ha avuto davvero
un'idea geniale a farci pensare a delle cose per te. Mi sono
talmente divertito a trovarti qualcosa che sto quasi pensando di
fare anch'io una lista, tipo cose da fare prima dei trent'anni.
Abby sorrise. Dovresti e, s, devo ammetterlo, mi sta davvero
piacendo.
Bene. Stai vivendo una seconda giovinezza! Eravamo tutti cos
preoccupati quando.... Poi divent rosso e la voce si smorz.
Lo so, lo so, disse tranquillamente Abby. Immagino che
vi siate tutti preoccupati quando Kieran mi ha scaricato, anche
se a sentire Caroline vi siete sentiti anche un po' sollevati.
Dermot parve rilassarsi un po'. Be', no, non  che lo detestassimo,
o niente del genere,  che... insomma, era un po' chiuso,
no? E poi sembrava che non faceste mai niente se non stare a
casa a guardare la TV.
Quando Abby si limit a sorridere, senza dire nulla, Dermot
ebbe la sensazione che fosse tempo di cambiare argomento.
Ti va un caff?, chiese, alzandosi.
Certo. Le piaceva quella chiacchierata e non aveva alcuna
fretta di tornare a Dublino.
Raccontami di questo viaggio in auto che state progettando
tu ed Erin, chiese, dopo che fu tornato con due caff. E da
non crederci che andiate anche a Las Vegas, fortunate voi. Non
so che darei per andarci io, prosegu. Poi, guardandola di traverso.
A essere sinceri, tu sei l'ultima persona che pensavo potesse
andare in un posto del genere.
Abby lo guard. Perch?
Be', non prendertela, ma ho sempre pensato che ti sentissi
un po'... al di sopra di certe cose.
Al di sopra?
S, tu e.... Esit, rendendosi conto di essere tornato su un
terreno difficile.
Io e Kieran?, complet Abby.
S, mi dispiace, ma noi due non siamo mai andati molto
d'accordo. Probabilmente non lo conoscevo bene e sono sicuro
che a conoscerlo meglio sia un tipo splendido, ma ho sempre
avuto la sensazione che sia un po'... spocchioso.
Abby sospir, ultimamente ne aveva sentiti parecchi di commenti
del genere. Mi dispiace, Dermot, sinceramente non
avevo idea che la pensassi cos. E riguardo al fatto che mi senta
al di sopra di certe cose... be', non so proprio come ti sia venuto
in mente perch non c' niente di pi lontano dalla verit.
S, be', immagino che Kieran ritenesse che un umile ragazzino
sporco di grasso non potesse competere con un esattore di
successo.
Quante volte ve lo devo dire? Non era un esattore, ma un
ispettore delle tasse. E sono certa che lo  ancora, aggiunse divertita.
Vabb, non volevo farti arrabbiare e potr sembrarti stupido,
ma volevo solo dirti che penso tu stia molto meglio senza
di lui. Poi si  comportato davvero male e....
S, va bene. Abby non voleva intavolare una discussione
del genere proprio ora. E tu? Ti interessa qualche ragazza?.
Dermot arross leggermente e Abby spalanc gli occhi. Cosa?
Quindi c' una ragazza! Di, su, racconta. Chi ? E perch
non ce ne hai parlato prima?
Be', niente di serio, disse brusco il fratello, ma Abby cap
che si sentiva a disagio a discutere della sua vita amorosa con
la sorella. La conosco da un po', e... come ho detto niente di
serio.
Niente di serio un cavolo. Vedessi che faccia hai!. Abby
non pot resistere all'idea di fare un piccolo interrogatorio.
Era ovvio che il fratellino era preso da questa ragazza, chiunque
ella fosse. Come si chiama? Quando ce la presenti?
Oh, per amor del cielo, non  niente di che. Come ho detto,
 solo una cosa superficiale. Tutto qui. Ma, senti, non andarlo
a spiattellare alla mamma. Mi farebbe diventare matto, come
stai facendo tu, e proprio non mi va.
Ok. Abby annu. Si sentiva molto onorata di essere stata
la prima a cui Dermot aveva fatto quella confidenza e non voleva
rischiare di perdere la sua fiducia. Ma se diventa qualcosa
di pi, allora la voglio conoscere.
Ci penser, disse con un sorriso Dermot, prima di cambiare
abilmente discorso.
Era davvero cresciuto negli ultimi tempi, riflett Abby. Anche
se era un po' scombinato e per certi versi ancora un ragazzino,
c'era in lui una maturit che non aveva mai notato
prima. Ma, non era forse vero che nei suoi familiari vedeva cose
che non aveva mai notato prima, o, forse pi probabilmente,
non si era data la pena di notare?
Prese la tazza di caff e bevve un sorso. Meno male che i
soldi dell'assicurazione sono arrivati, altrimenti con tutti questi
viaggi sarei finita in bolletta e... Puah!.
Che succede, chiese Dermot, osservando la sua smorfia.
Questo caff  un veleno!. Era cos cattivo che il primo
istinto di Abby era stato quasi di sputarlo.
Magari se ci metti lo zucchero..., disse il fratello, sventolandole
davanti un pacchetto chiuso. Hai dimenticato di mettercelo.
Ecco, di solito due, giusto?.
Abby ebbe un tremito, ma non lo prendeva senza zucchero?
Vedendo lo sguardo sospettoso di Dermot, si affrett a versarne
un paio di bustine nel caff e a mescolare, prima di bere
nuovamente. Non aveva mai messo lo zucchero nel caff, ne
era certa... Ma quando il liquido le colp la lingua e il gusto le
parve assolutamente a posto, la pelle si ricopr di un sudore
freddo. Molto strano...
Meglio?, chiese Dermot, e Abby si limit ad annuire, quasi
spaventata di aggiungere un'altra parola.

Capitolo 23.

Finn buss violentemente alla porta della sua vecchia casa,
ma non ottenendo immediata risposta, alla fine entr con le
chiavi. Anche se in quella casa ci era cresciuto, non gli andava
di piombare all'improvviso come se niente fosse, nonostante
le ripetute proteste del padre (Ma questa  anche casa tua!).
Ma da quando aveva saputo dei problemi di salute di Pat e
del suo PSA(5) altalenante, Finn aveva il terrore irrazionale che
il padre potesse avere un collasso a casa da solo. Sapeva che
ci era altamente improbabile perch lui non era in pericolo
di vita, ma ora che si era affacciata la prospettiva della malattia
e della vecchiaia, non riusciva a non preoccuparsi per lui e
aveva iniziato a controllarlo almeno una volta al giorno.
A parte le visite regolari in ospedale, Pat era il solito bonaccione
spensierato di sempre e pareva divertito dal comportamento
superansioso di Finn. Quando la smetterai di trattarmi
come un babbione?, gli aveva detto scherzando dopo la
prima visita in ospedale, quando Finn aveva cominciato a cercare
ogni scusa possibile per passare a trovarlo a casa.
Quel giorno, per, Finn non era venuto a controllarlo, doveva
andare in un negozio di bricolage a Blanchardstown ed era passato
per vedere se per caso avesse bisogno di qualcosa. Insieme
avevano costruito una veranda sul retro della casa e probabilmente
Pat era l ed era per questo che non aveva sentito bussare,
pens Finn. Al padre piaceva moltissimo fare colazione sulla
veranda e visto che era un fresco mattino di primavera...
Dirigendosi in cucina, a Finn parve di sentire delle voci. Ah,
doveva esserci anche Nora, pens. La vicina e amica di lunga
data che era molto legata al padre e spesso passava a trovarlo,
soprattutto dopo la morte del marito avvenuta alcuni anni prima.
La voce di Nora, particolarmente profonda e roca, era riconoscibile
da chilometri di distanza. La porta sul retro era accostata,
perci Finn evit la cucina, pensando di uscire direttamente
fuori, ma proprio quando stava per chiamare e annunciare
la sua presenza, le parole di Nora lo trattennero.
Pat, penso proprio che dovresti dirlo a Finn.
Finn si blocc e aggrott la fronte. Dirgli cosa?
Ah, non so, Nora. Non si sa mai come potrebbe reagire. Gi
cos, mi sta addosso di continuo.
Motivo in pi per dirglielo.
Finn sent un gelido brivido di terrore corrergli per la schiena.
Di che diavolo stavano parlando? Cosa avrebbe dovuto sapere
e, soprattutto, perch ancora non lo sapeva? Poi ebbe un
tuffo al cuore e chiuse gli occhi: evidentemente le condizioni di
Pat erano peggiori di quello che gli aveva lasciato intendere.
No, non  il momento giusto, stava ora dicendo il padre,
mentre Finn rimaneva in piedi all'ingresso, immobile.
E quando mai sar giusto?, ribatt Nora. Pat,  un uomo
adulto ed  in grado di gestire qualsiasi situazione.
Ah, s e no, disse il padre, e Finn si chiese che diavolo intendesse.
Ben presto lo scopr. So che  ancora un po' gi per
via di quella Danielle.
Finn sgran gli occhi. Be', forse era vero, ma non pensava di
averlo lasciato trapelare.
Ma  passato un sacco di tempo. Cosa te lo fa pensare?
Non trovi strano che uno della sua et non se ne vada in citt
a divertirsi?.
Nora ridacchi. E si circondi di cani invece che belle ragazze?.
Grazie tante, Nora, pens Finn. Neanche davanti a casa tua
fanno la fila gli uomini. Ma siccome sapeva che non l'aveva
detto con cattive intenzioni, non riusc a reprimere un sorriso.
Evidentemente lo consideravano davvero un caso disperato!
Non so, ma mi piacerebbe vederlo sistemato. Quando  tornato
dall'America l'ultima volta, mi era parso di vederlo pi
allegretto, ma ovviamente non se n' fatto niente.
Finn si stup della perspicacia del padre. Ebbene s, l'incontro
con quella ragazza a New York a Natale lo aveva reso un po'
euforico, ma con il jet lag e tutto il resto non pensava si vedesse
cos tanto!
Be', non mi pare una buona scusa per non dirglielo, prosegu
Nora. Come dicevo,  un uomo adulto ed  giusto che
sappia. Ma  solo la mia opinione. Vogliamo entrare? So che ti
piace stare qua fuori, ma siamo solo in marzo e il vento mi sta
tagliando in due!.
A queste parole, Finn indietreggi, non sapendo bene cosa
fare. Avrebbe voluto uscire, dire che aveva sentito tutto e chiedere
a Pat di confessargli il suo segreto, ma al tempo stesso aveva
paura di sentirlo. E se il padre fosse stato gravemente ammalato?
Come avrebbe reagito? Appena ud i due cominciare
a muoversi per rientrare, Finn arretr furtivo e sgusci fuori
della porta d'ingresso.

Capitolo 24.

Las Vegas, Nevada, 15 aprile.
Viva Las Vegas!
Davvero surreale attraversare in macchina il deserto di notte e vedere
comparire dal nulla questa gigantesca metropoli al neon. Ho visto
talmente tante volte il profilo di Las Vegas al cinema e alla televisione
che non mi sembrava reale.
Io ed Erin siano innamorate pazze della decappottabile! Non c'
niente di pi bello che guidare con il vento in faccia e alzare lo sguardo
per vedere una coltre di cielo azzurro sulla testa, anche se lo svantaggio
principale  che il vento ci scompiglia continuamente i capelli.
Rivoglio i miei amati ricci, attualmente sono solo una massa arruffata!
Ieri sera tardi, dopo un lunghissimo viaggio in aereo, siamo arrivate a
Los Angeles, ma siamo rimaste solo una notte in un hotel vicino all'aeroporto
e stamattina abbiamo preso l'auto. Poi siamo uscite subito dalla
citt (su delle paurose superstrade a sedici corsie che Erin ha attraversato
con incredibile disinvoltura) e via dritte a Las Vegas!
Siccome per strada ci siamo fermate un paio di volte, siamo arrivate a
Las Vegas la sera tardi e andando sulla South Strip abbiamo subito trovato
il nostro albergo. Il Luxor  un'enorme piramide con in cima un fascio
di luce talmente brillante che si vede anche dallo spazio, cos dicono.
Vicino, ci sono i grattacieli con le luci multicolori del New
York-New York, che (con mio grande sollievo!) mi hanno subito risvegliato il
ricordo di Manhattan. Un altro segno che il mio piano sta funzionando!
Ma  difficile descrivere con precisione quanto grande, chiassoso e
completamente folle sia questo posto. Immagino si possa dire che  come
andare in un altro pianeta. Ad esempio, quando ci siamo fermate
per fare benzina nella periferia della citt, ci ha subito accolte la vista
(e il suono) di slot machine. In una stazione di servizio! Mi sono chiesta
chi potesse mai attraversare il deserto per andare a giocare da un
benzinaio fuori Las Vegas, e invece era pieno di gente!
Be', questa  Las Vegas, ripete Erin di continuo, come se potessimo
dimenticarlo (nel mio caso, sarebbe ben possibile, a dire il vero!).
L'albergo  da restare a bocca aperta: una colossale piramide in vetro
di trenta piani con un'enorme sfinge a guardia della porta e dentro
grandi statue di faraoni egiziani. In carattere con il soggetto, tutto il
personale dell'albergo  vestito all'egiziana! Esattamente come immaginavamo,
 talmente grande, vistoso e pacchiano che ce ne siamo innamorate
a prima vista. L'ascensore alle camere sale lungo un piano inclinato
della piramide, all'inizio ci ha provocato una strana sensazione,
ma poi ci ha fatto morire dalle risate.
Dopo aver lasciato i bagagli ed esserci rinfrescate un po', eravamo
pronte per andare direttamente gi al casin quando Erin ha guardato
l'orologio e ha detto che doveva fare una telefonata.
Certo, ho detto tranquilla, buttandomi sul letto.
E a quel punto si  creata una situazione strana.
Ehm, veramente, ha detto, arrossendo, sarebbe una telefonata
privata.
Be' ! All'inizio, non sapevo come reagire, ma poi ho pensato a quanto
sia frizzante e contenta negli ultimi tempi e ho cominciato a chiedermi
se non si veda con qualcuno. E non vuole dirmelo perch pensa che
dopo la storia di Kieran possa restare male.
Dopotutto, fino a non molto tempo fa, ero io quella che aveva il ragazzo,
mentre lei era single, e allora pensa che io possa prenderla male
se i ruoli si sono invertiti. Ma non dovrebbe proprio preoccuparsene.
Con l'andar del tempo mi sento sempre pi lontana da Kieran, ma visto
che dopo la separazione ero diventata un'ameba non posso biasimare
Erin se pensa che una sua relazione possa stressarmi!
Non so, ma mi pareva talmente a disagio che non ho voluto farle
pressione e le ho detto che sarei andata avanti e l'avrei aspettata gi.
Sono certa che quando se la sentir, me ne parler lei.
Il casin. Wow.  un'area talmente gigantesca che pare grande quanto
un campo da calcio, traboccante di slot machine, tavoli della roulette
e sale da poker. A dire il vero, in principio mi sono sentita un po' intimidita
e disorientata da tutte quelle luci lampeggianti, scampanelli
metallici e tappeti a disegni colorati.
Prima che partissimo, Dermot ci ha detto che quegli orrendi tappeti
fanno parte della strategia psicologica utilizzata dai proprietari dei casin
per assicurarsi che lo sguardo si distolga da terra e si rivolga alle
slot machine. E in effetti ha una sua logica. Inoltre, non ci sono n
finestre, n orologi, cos i giocatori non hanno idea di che ora sia - giorno
o notte - che  un altro trucco per far spendere soldi.
Quando Erin  scesa, abbiamo deciso di spendere quasi tutti i soldi
nelle slot. I tavoli da gioco ci parevano troppo complicati e ci spaventavano
un po', mentre le slot machine sembravano pi rudimentali. Ed
 proprio cos che si sono purtroppo rivelate: rudimentali.
Mi sentivo una demente a stare seduta a pigiare bottoni nella speranza
che arrivasse la combinazione giusta e la macchina trillasse.
Visto che questo non succedeva, dopo un po' mi sono annoiata e ho
lasciato Erin, mentre io mi sono diretta verso i tavoli da gioco dove erano
in piena attivit le roulette. A giudicare dagli Ooh e gli Aah che
provenivano da giocatori e spettatori, sembravano molto pi eccitanti.
Avvicinandomi a un tavolo, ho visto che i giocatori ammucchiavano le
loro fiche su numeri rossi e neri e stavo cercando di capire come funziona
il gioco, quando  arrivato sgomitando un tizio che come se niente
fosse ha messo sul tavolo una banconota da cento dollari. Cento dollari!
Devo ammettere che questo sfoggio di leggerezza mi ha davvero impressionata
- sono queste le cose che si devono fare a Las Vegas, no? -
e quindi per entrare bene nello spirito ho deciso di fare la stessa cosa e
ho lanciato con noncuranza un centone sul nero accanto al suo rosso.
Avevo un'aria talmente tranquilla che sembrava che cose del genere le
facessi tutti i giorni, ma in realt il cuore mi batteva all'impazzata.
Immagina la mia gioia (e il sollievo!) quando la pallina si  fermata sul
diciassette nero e con calma la croupier mi ha messo davanti fiche per
duecento dollari! Senza fare niente, avevo raddoppiato i soldi! Per poco
a Erin non uscivano gli occhi fuori dalle orbite quando mi  arrivata accanto
e ha visto quello che era successo. Inutile dire che non ci ha messo
molto a sedersi anche lei al tavolo e tutte e due ci siamo messe a piazzare
noncuranti fiche e puntate come una coppia di giocatori incalliti.
La croupier, che ovviamente era abituata a seghe come noi, alla fine
ha deciso di farci un corso accelerato su come si gioca. Sicuramente ne
aveva fin sopra i capelli di ripeterci in continuazione di non cominciare
a fare nuove puntate prima che fossero pagati i vincitori della puntata
precedente (un brutto vizio di Erin). Vista la mia botta di fortuna
con il diciassette nero, ho continuato con gran zelo a metterci sopra
enormi puntate, ma non so perch il mio numero cosiddetto fortunato
si  rifiutato di uscire di nuovo e con mio grande disappunto ha cominciato
ad apparire sui tavoli vicini. Tipico!
Comunque, sono convinta che il bello di Las Vegas non sia tanto
vincere, ma semplicemente giocare, anche se non posso negare il brivido
che provavo ogni volta che la pallina bianca finiva su uno dei miei numeri,
o la delusione quando la croupier si prendeva fino all'ultimo centesimo
delle mie sudate vincite. Il banco vince sempre.
La prima notte, ho dormito come un neonato. La miscela di jet lag ed
euforia per aver subito avuto fortuna nella citt del peccato  stata
meglio di un sonnifero, per non parlare degli infiniti drink omaggio
che continuava a portarci la cameriera al tavolo. Adesso capisco perch
la gente va pazza per questo posto!
Da quel momento, le slot machine non le abbiamo pi degnate di uno
sguardo. Negli ultimi due giorni siamo passate da un hotel all'altro per
tentare la fortuna ai tavoli della roulette dei diversi casin e a stupirci
di quanto ogni posto sembrasse pi grande e pi stravagante del precedente.
Al MGM Grand, dei leoni veri ci osservavano da dietro il vetro dei loro
habitat ricostruiti nel casin. Un po' crudele, a dire il vero, soprattutto
con tutte quelle luci lampeggianti, ma parevano apprezzare l'attenzione
dei giocatori e il tutto era comunque davvero spettacolare. Al
New York-New York, abbiamo fatto un giro per Manhattan sull'enorme
ottovolante dell'hotel, prima di bruciare un altro paio di centoni al
casin. In tutti e due i posti ho perso di brutto e mi sono convinta di
avere fortuna solo al Luxor e per un po' mi sono semplicemente rifiutata
di giocare altrove.
Ma a Las Vegas  talmente difficile limitarsi a un posto, soprattutto
quando c' cos tanto da fare e da vedere, e quindi alla fine mi sono fatta
trascinare sulla Strip per vedere le attrazioni degli altri alberghi, come
la Torre Eiffel (una copia alta la met della vera) e il Siegfried &
Roy's Secret Garden del Mirage, una strana oasi nel bel mezzo del deserto
piena di lussureggianti piante tropicali. Siamo anche state
all'osservatorio dello Stratosphere, che si trova a un'altezza di 350 metri, da
dove abbiamo goduto una vista splendida sulla Strip al crepuscolo.
Poi, l'ultima sera, siamo andate a passeggio sulla Strip. Davanti al Mirage,
decine e decine di persone aspettavano l'eruzione del famoso vulcano
dell'hotel. Dopo qualche momento di silenzio carico di attesa, 
cominciata a ribollire una cascata d'acqua e dal cuore del vulcano 
emerso un rombo profondo. Poi, con grande godimento della folla, 
partita a gran velocit un'eruzione con scenografiche fiamme arancione
chiaro che balzavano per trenta metri sopra l'acqua, illuminando il
cielo notturno. Sempre pacchiano, ma magnifico!
Ma, per me, il culmine del viaggio a Las Vegas (a parte l'eccezionale
e irripetibile colpo di fortuna della prima sera!) sono stati i giochi d'acqua
al Bellagio. Ci siamo sistemate tra la folla radunata davanti al lago
lungo quattrocento metri all'esterno dello splendido hotel a tema italiano.
Sono cominciate le prime battute di Fly Me to the Moon di Sinatra
e il tempo si  come fermato mentre le fontane prendevano vita e
spruzzavano acqua in aria a ritmo di musica. A momenti il getto aveva
un movimento continuo in accordo alle note, ma in altri gli spruzzi
pulsavano alti nel cielo notturno, suscitando in tutti noi esclamazioni
di gioia e stupore.
Wow, ha detto Erin, stringendomi il braccio. Bello, vero?.
 stato davvero favoloso e rester sicuramente al culmine della mia ricerca
di esperienze indimenticabili.
E ora, tra poco, tocca al Grand Canyon. Davvero non vedo l'ora. Sar
assolutamente meraviglioso e penso sul serio che se il mio cervello riuscir
a cancellare esperienze fantastiche come queste, per me non c'
proprio speranza! Prego che non sia cos.
Guarda che spazi...

Capitolo 25.

Abby torn dal viaggio americano piena di entusiasmo, adrenalina
e pagine su pagine di diario. Aveva anche fatto milioni
di fotografie - lei ed Erin a Las Vegas, nel Grand Canyon,
a Los Angeles - e un sacco di video e aveva trasferito tutte
le informazioni nello scrigno dei ricordi che le aveva creato Zach.
Non sapeva cosa avrebbe fatto senza quel programma. Era
talmente facile raccogliere e immagazzinare informazioni e in
pi era possibile salvare tutte le annotazioni di un dato periodo
o avvenimento insieme alle fotografie e ai video corrispondenti.
Semplificava le cose e contribuiva moltissimo a mantenere
i ricordi vividi nella sua mente.
Il viaggio in auto e l'evidente successo del progetto di tenere
un diario delle sue esperienze indussero Abby a pensare di poter
tornare al lavoro. Erano ormai passati sette mesi dall'incidente
e in quel lasso di tempo aveva fatto cose incredibili, alcune
che aveva sempre voluto fare e altre no, ma comunque
tutte avevano contribuito ad arricchirle la vita in modo imprevedibile.
La sua lista l'aveva aiutata a elaborare esperienze e ricordi
straordinari e non c'era dubbio alcuno che tutto questo
l'avesse avvicinata moltissimo ai suoi familiari. Era davvero
grata per l'enorme sforzo che loro ed Erin avevano profuso
nell'aiutarla a superare il momento peggiore e si era resa conto
di quanto fossero importanti e di come fosse fortunata ad
avere amici e parenti cos.
Ma la cosa forse pi importante era che finalmente aveva
davvero cominciato a superare la storia con Kieran e a lasciarsi
alle spalle il dolore che le aveva provocato il suo tradimento
e, sebbene non potesse dire di aver completamente dimenticato
lui o quello che aveva fatto, aveva capito per di essere
in grado di vivere senza.
E siccome di recente non aveva avuto grossi vuoti n alcun
segno di deterioramento della memoria, le pareva che il suo
progetto di combattere gli eventuali danni stesse funzionando,
a dispetto di ci che pensavano i dottori.
Dobbiamo aspettare e vedere, aveva ripetuto Hannah
nella loro ultima seduta. Con queste cose non si sa mai.
Ma l'idea di tornare a lavorare da Duffy Masterson e a una
sorta di normalit era molto allettante. Ovviamente bisognava
vedere se Frank Duffy avrebbe voluto riprenderla. Un rapporto
dettagliato di Hannah - che spiegava come la natura
della lesione non influenzasse la parte del cervello riservata
alla matematica e alla logica - avrebbe dovuto fugare ogni suo
timore, ma Abby sapeva che se l'avesse ripresa, per un po' il
suo lavoro sarebbe stato sotto la lente d'ingrandimento.
Cos sarebbe stato d'ora in poi, riflett Abby. Tutto quello
che avrebbe detto o fatto sarebbe stato valutato ed esaminato
attentamente alla ricerca di qualsiasi segno anomalo. Ormai
doveva farci il callo!
Perci, una bella mattina di maggio, Abby pass allo studio
di commercialista per incontrare il suo capo, discutere con lui
della possibilit di tornare al lavoro e, sperava, fare il prossimo
logico passo per riappropriarsi della sua vita.
L'incontro and abbastanza bene, e tutti i suoi ex colleghi
l'accolsero con entusiasmo, ma Frank pareva riluttante a riassumerla.
Non sono sicuro, Abby, disse. Questo lavoro pu
essere molto stressante, come sai bene.
Lo so, ma invece di riprendere con i miei vecchi clienti, potrei
cominciare con cose pi piccole....
Con questo intendeva i conti pi facili ed elementari, clienti
che di solito venivano affidati ai neoassunti o tirocinanti e che
in circostanze normali una commercialista dell'esperienza di
Abby avrebbe fatto anche a occhi chiusi. Non riusciva a
biasimare Frank per la sua riluttanza. Lei stessa non era certa dei
risultati, e anzi una prova delle sue capacit cerebrali sarebbe
stata pi che auspicabile.
Abby, tesoro, sono sicuro che saresti bravissima con i numeri
e tutto il resto, ma non sono neanche passati otto mesi e
i dottori hanno raccomandato almeno un anno di riposo,
no?
Lo so, ma, Frank, finir con l'impazzire a stare a casa senza
fare niente tutto il giorno. A dire il vero, completare la lista l'avrebbe
tenuta occupata ancora per un bel po', ma Abby sapeva
che una volta tornata con i piedi per terra, avrebbe cominciato
ad annoiarsi.
Senti, perch non parli di nuovo con i dottori e vedi cosa ne
pensano?, disse lui, e Abby cap che il suo capo la stava scaricando.
Al diavolo Hannah che aveva insistito per un intero
anno di riposo. Ma non capiva che tenere la mente occupata
avrebbe fatto bene al cervello?
Ok, rispose Abby, chiaramente delusa.
Frank assunse un'aria colpevole. Mi dispiace, disse. Credimi,
con tutto il lavoro che abbiamo non chiederei di meglio
che riaverti con noi, ma al tempo stesso non vorrei essere responsabile
se... be', insomma... se qualcosa andasse storto.
 chiaro. In fin dei conti capiva la sua posizione. Dopotutto,
se qualcosa fosse effettivamente andato storto, non se lo sarebbe
mai perdonato e, soprattutto, non glielo avrebbe mai
perdonato il suo avvocato! Per, era deprimente rendersi conto
che le persone ancora non si fidavano delle sue capacit,
dopo che aveva ripetutamente dimostrato, a se stessa e agli altri,
che stava bene.
Ma se posso permettermi, penso che comunque questa
botta in testa ti abbia fatto un gran bene, disse scherzando
Frank, dopo che alla fine Abby parve comprendere il suo
punto di vista. Hai un'aria molto pi rilassata e sorridente!.
S, forse hai ragione, disse Abby, arrossendo leggermente.
Era vero, pens, anche se aveva sempre lavorato con grande
scrupolo, dopo la separazione era stata sempre pi chiusa e
riservata, evitando di socializzare con i colleghi.
Ah, non te la prendere, fece marcia indietro Frank, ovviamente
preoccupato di aver passato il segno. Stavo solo scherzando.
So che hai passato dei brutti momenti.
Abby scosse il capo. Con tutta onest, non sei la prima persona
a dirmelo e probabilmente ce un po' di verit. So di non
essere stata la persona pi allegra dell'ufficio, disse sorridendo.
Se non altro, l'incidente mi ha insegnato a non prendere la vita
troppo sul serio e quindi, s, forse mi ha fatto un gran bene.
Ma ho sentito che potrebbero esserci degli... degli effetti
collaterali, azzard lui, con tono gentile.
S, ma sai come sono i dottori. Sempre negativi.
Lo so bene, convenne con foga il capo. S, s, ricordo una
volta che mi hanno portato in ospedale per togliermi una verruca.
Mi hanno fatto l'anestesia e tutto il resto e poi quando mi
sono svegliato mi hanno detto che non l'avevano trovata! Non
ti pare assurdo? Con tutti i loro sofisticatissimi diplomi, prima
di portarmi in sala operatoria non hanno pensato di controllare
se quell'affare magari se n'era andato via da solo. E per di
pi ero digiuno dalla sera prima e stavo morendo di fame!
Che razza di servizio sanitario  mai questo, mi chiedo io. Per
quello che ne capiscono, quella botta potrebbe non averti fatto
proprio un bel niente. Poi sorrise. Io almeno, ti vedo benissimo.
Esatto! Pens Abby, contenta che alla fine qualcuno la pensasse
come lei.
Allora torna tra qualche mese e vediamo come stai. Che te
ne pare?, disse Frank, dandole definitivamente il benservito.
Va bene, convenne Abby con un sospiro, augurandosi che
la gente si decidesse a darle un po' pi di fiducia.
Per Finn la giornata era cominciata piuttosto bene. Faceva
caldo, il cielo era terso e luminoso e, siccome era il suo giorno
libero, aveva deciso di andare in citt portandosi dietro Lucy.
Avevano preso l'autobus per il centro ed erano scesi in
O'Connell Street. Nonostante la folla in una delle arterie pi trafficate
di tutto il paese, Lucy zigzagava attraverso le masse di turisti
e passanti procedendo con consumata agilit. Finn era contento
che non avesse dimenticato quella parte dell'addestramento.
Una volta diventati cani guida lo si  per sempre, pens,
e a proposito...
Finn frug nello zaino che portava con s e allacci sulla
schiena di Lucy una pettorina che la identificava come cane
guida: un trucchetto che consentiva a entrambi di aver accesso
a tutti gli edifici pubblici e negozi della citt. Ok, sapeva di
essere davvero spudorato e non poco disonesto, ma era quasi
ora di pranzo e non era giusto lasciare la povera Lucy legata
fuori da sola mentre lui mangiava. Soprattutto, visto che era
abituata a entrare in luoghi del genere e sapeva come comportarsi.
Perci anche se il bonario conducente dell'autobus non
aveva battuto ciglio quando era salito con un cane a Balbriggan,
Finn sapeva che i proprietari e gestori di diversi locali del
centro non l'avrebbero accolto con altrettanto piacere a meno
che Lucy non fosse stata un cane in servizio.
Dopo essersi goduti una bella frittura in uno dei suoi caff preferiti,
lui e Lucy continuarono la loro passeggiata su O'Connell
Bridge e poi per Grafton Street, che con la sua massa di risoluti
compratori e rumorosi artisti di strada avrebbe messo a dura
prova la pazienza di molti umani, figuriamoci di un cane guida
in pensione! Ma ancora una volta, Lucy si dimostr totalmente
a suo agio.
Brava ragazza!, la elogi Finn, porgendole un buon bocconcino
dopo che ebbero raggiunto i cancelli del parco del St
Stephen's Green.
La cagna scodinzol e sgranocchi con entusiasmo lo spuntino
prima di mettersi istintivamente sull'attenti, in attesa di
istruzioni. Povera Lucy, ancora ce ne voleva perch si abituasse
a essere una pensionata.
Ok, andiamo a vedere se riusciamo a trovare una panchina,
disse lui, pensando che sarebbe stato piacevole sedersi per un
po' a osservare la gente che passava.
Siccome era una splendida giornata, soleggiata e insolitamente
calda, dopo aver salutato Frank, Abby decise di andare
nel vicino centro per pranzo. Compr un caff e un panino
pensando di andarseli a mangiare al parco, insieme a un centinaio
di altre persone, constat seccata al suo arrivo. Impiegati,
giovani mamme e tutta una gamma di studenti con abbigliamenti
strani sedevano sulle panchine, sul bordo delle fontane
o sparpagliati sul prato, cercando di approfittare al massimo
di quella rara giornata di sole.
Stava per scegliere un posto adatto per sedersi sul prato quando
vide un'anziana coppia che lasciava libera una vicina panchina
in legno. Felice della possibilit di mangiare comodamente
il suo pranzo, Abby affrett il passo e stava dirigendosi
verso il sedile quando un cieco con il suo cane guida la precedettero.
Esitando alla vista del cane, lasci il posto all'uomo.
Prego, sieda anche lei. C' un sacco di spazio, propose
l'uomo, evidentemente avvertendo la sua presenza.
Leggermente confusa, Abby non sapeva cosa fare. No, grazie,
cominci, per niente a suo agio per la presenza del cane.
Posso sempre sedermi sul.... Poi le si spense la voce quando
si rese conto che l'uomo la guardava in modo strano. E, s, stava
proprio guardando lei, non nella sua direzione cercando di
individuarla. La guardava e sorrideva.
Be', ci si rivede, disse con un largo sorriso. Curioso incontrarti
qui!.
Pareva talmente convinto di conoscerla che Abby non sapeva
bene come dire a quel poveraccio che non l'aveva mai visto
in vita sua. Ovviamente, per via della sua cecit, l'aveva scambiata
per un'altra, pens imbarazzata. Oddio, era terribile.
Come poteva dirgli che si era sbagliato? L'ultima cosa che voleva
era metterlo a disagio in pubblico, soprattutto visto che la
coppia seduta accanto stava chiaramente origliando!
Ehm, mi dispiace molto, cominci Abby, mortificata, ma
credo mi abbia presa per qualcun altro. E comprensibile...
cio... non  colpa sua e..., balbett, desiderando di venire
inghiottita da una voragine.
Ma a queste parole, l'uomo scoppi a ridere. Oddio, scusa.
Certo... non ... non sono veramente cieco, disse, indicando
il Labrador, che alz lo sguardo scodinzolando ubbidiente.
Abby aggrott la fronte, confusa. No?
Assolutamente no. Questo non  il mio cane guida. Cio 
mio, ma.... S'interruppe, scuotendo il capo. Scusa, capisco
perch sei confusa. Io ci vedo benissimo e, ridusse la voce a
un bisbiglio e guard di traverso la coppia vicina che a quel
punto si stava alzando, in realt lei non  un cane guida.
Sorrise malizioso e Abby fu nuovamente colpita dal modo
confidenziale con cui le parlava, chiaramente convinto di averla
gi incontrata.
Ma era cos? Non le pareva proprio. Era un tipo molto attraente,
con capelli scuri e occhi ancora pi scuri ed era certa
che se lo sarebbe ricordato... Poi, d'improvviso, il cuore perse
un battito, e un brivido di terrore le corse per la schiena.
Mi dispiace, come ha detto che ci siamo conosciuti?, chiese,
trovando a stento la voce.
Be', a New York!, rispose lui, come se fosse una domanda
sciocca. La vigilia di Natale. Ci siamo incontrati a Central
Park quando gli scoiattoli ti hanno rubato il sandwich....
A questo punto, un dubbio si affacci alla mente di Abby,
qualcosa che non riusciva totalmente ad afferrare.
Visto che non accennava a riconoscerlo, l'uomo prosegu:
Siamo stati in giro tutto il pomeriggio e ti ho mostrato la citt.
Siamo andati nella galleria dei bisbigli alla Grand Central Station
e poi siamo saliti al Rockfeller Center, al Top of the Rock.
Non dirmi che non te lo ricordi?.
Col cuore che le batteva all'impazzata, Abby si lambiccava furiosamente
il cervello in cerca di una spiegazione. Ovviamente
ricordava di essere stata a New York, di essere stata ospite di
Claire e Zach e della piccola Caitlyn. E ricordava il bellissimo
Natale passato insieme a tutta la famiglia e la messa di mezzanotte
nella Cattedrale di St Patrick, ma tutto qui. Sicuramente
non aveva alcuna memoria di un incontro con uno sconosciuto
durante il suo soggiorno, figuriamoci di averci passato tutto
il pomeriggio della vigilia di Natale! Quindi chiaramente doveva
averla presa per un'altra persona e...
Abby?, disse lui a quel punto e, alla menzione del suo nome,
all'improvviso tutto il mondo cominci a girare, perch
Abby si rese conto che senza ombra di dubbio quel tizio l'aveva
davvero incontrata e non l'aveva scambiata per un'altra, e
questo poteva solo significare che...
Abby? Stai bene? Accidenti, sei diventata pallida come un
lenzuolo!.
Queste furono le ultime parole che Abby sent prima che la
testa le si riempisse di piccole stelle e tutto intorno a lei si facesse
improvvisamente buio.

Capitolo 26.

Abby apr gli occhi, sentendo sulla faccia qualcosa di freddo
e umidiccio. Si tir su di botto, chiedendosi come avesse
fatto a finire per terra e perch mai un enorme e spaventoso cane
le stesse accanto, fissandola attentamente. Poi not accanto
a s un uomo con una bottiglia d'acqua e ricord subito quello
che era successo. Oddio, era svenuta, cap mortificata. Svenuta
davanti a un tizio che era convinto di conoscerla e che lei
non aveva mai visto in vita sua!
Tutto bene?, chiese l'uomo, con gli occhi scuri colmi di
preoccupazione. Ho cercato di trattenerti, ma sei scivolata
dalla panchina in terra prima che me ne rendessi conto.
Mi scusi, disse, cercando di alzarsi per allontanarsi il pi
possibile da quel terrificante cagnaccio.
Tieni. L'uomo, le porse la mano e Abby, tenendo sempre
d'occhio il cane, la afferr grata dell'aiuto. Ora, siediti e sta'
tranquilla per un po', disse lui, aiutandola a sedersi sulla panchina.
Vuoi dell'acqua? Te ne ho versate alcune gocce in faccia
per farti riprendere i sensi. Proprio oggi non mi sono portato
dietro i sali, aggiunse ironico. O se mi aspetti un attimo,
posso fare una scappata dall'altra parte della strada per prenderti
una cioccolata calda. Poi con un sorriso: Sicuramente
non sar mai buona come quella che abbiamo preso a New
York, ma.... Diede una leggera scrollata di spalle.
Abby era pietrificata. Era tutto cos... surreale. L'incontro al
parco con un perfetto sconosciuto che cominciava a parlarle
come se la conoscesse bene, raccontando di cose fatte insieme
alcuni mesi prima, cose di cui lei non aveva assolutamente
alcuna memoria! Poteva essere una specie di scherzo? O peggio,
cominci a capire con un tuffo al cuore, era la semplice
prova che i dottori avevano sempre avuto ragione e la sua memoria
cominciava davvero a tradirla?
Quel pensiero era insopportabile e, senza alcun preavviso,
Abby si mise le mani sugli occhi e cominci a singhiozzare.
Mentre piangeva, il cane le si avvicin appoggiandole la grossa
testa in grembo. Abby scatt subito all'indietro, terrorizzata.
Non aver paura. Lucy sta solo cercando di consolarti.
Abby era paralizzata. Mi dispiace,  solo che... ecco, in realt,
ho paura dei cani.
Oh, ok. L'uomo ordin al cane di allontanarsi e, con grande
sollievo di Abby, l'animale obbed, anche se continuava ad annusare.
Non preoccuparti, non ti si avviciner, te lo prometto,
continu lui, ora davvero imbarazzato.
Asciugandosi le lacrime, Abby ritrov infine la voce. Mi dispiace,
disse, scuotendo il capo. Deve pensare che sono una
specie di psicopatica, che sviene e piange senza motivo, ma il
problema  che io davvero non ricordo niente di quello che mi
sta dicendo. Non ricordo lei, n di averla incontrata a New
York. A dire il vero, ora non sono neanche pi sicura di esserci
mai stata a New York. Detto ci, le lacrime ricominciarono
a scendere.
L'uomo aggrott la fronte, perplesso. Non capisco....
Non credo di capirlo bene neanch'io, prosegu Abby.
Cio, credo di s, ma.... Si morse il labbro e scosse il capo,
cercando di trattenere le lacrime. Rendersi conto che stava veramente
perdendo la memoria era gi un duro colpo, che avvenisse
poi davanti a un perfetto sconosciuto...
Anche se, per quanto lo riguardava, non era sconosciuto per
niente. Signore onnipotente, pens Abby, accantonando momentaneamente
i suoi timori, che diavolo star pensando di
tutto questo. Immagina se una persona che hai conosciuto e
con cui hai passato del tempo si mette a gridare e piangere dicendo
che non ricorda assolutamente niente di niente. Deve
essere stranissimo. Abby respir profondamente; forse avrebbe
potuto cercare di spiegare, era ben possibile, per, che alle
sue spiegazioni l'uomo scappasse a gambe levate. E come
biasimarlo?
Ma quel tizio non pareva intenzionato ad andarsene da nessuna
parte e, con grande sollievo di Abby, non la guardava come
se fosse uscita da un ospedale psichiatrico. Sembrava, invece,
molto comprensivo, anche se disorientato da quella storia.
Senti,  evidente che hai subito una specie di shock, disse
lui gentilmente. Che ne dici se vado a prendere un paio di caff
e quando ti sei un po' calmata, mi racconti tutto?.
E fu cos che Abby, nel bel mezzo di Stephen's Green, con
uno strano ma gentile Labrador ai piedi, pass il resto del pomeriggio
ad aprire il cuore a un uomo secondo lei appena incontrato,
ma talmente comprensivo che le pareva di conoscerlo da anni.
Nel sentire quel racconto a Finn cominci a girare la testa.
Era una storia assurda e anche se Abby pareva assolutamente
sincera, era incredibile e, per dirla tutta, anche un po' sconfortante
che lo avesse completamente dimenticato. Sconfortante
perch lui, al contrario, dal viaggio a New York non era mai
riuscito a dimenticarla.
Ci era andato per partecipare a un seminario di addestramento
di tre giorni tenuto a Brooklyn dall'associazione dei cani guida
d'America e ricordava il disappunto per la cancellazione del
suo volo per Dublino. All'inizio, era talmente impegnato a spiegare
la situazione al telefono al padre che non si era neanche accorto
della ragazza seduta accanto a lui sulla panchina. Era stato
solo quando lo scoiattolo le aveva rubato il sandwich e avevano
cominciato a discorrere che aveva capito che era irlandese
e (non si poteva certo negare) proprio una bella ragazza.
Poi quando si erano rincontrati alla Boathouse e Abby gli
aveva confessato di essere per la prima volta a New York, aveva
deciso che mostrarle la citt sarebbe stato un bel modo di
trascorrere il pomeriggio.
E a Finn aveva fatto davvero piacere portarla in giro sotto
Natale mostrandole la citt attraverso i suoi occhi. C'era un
che di quasi infantile nel modo in cui si meravigliava e si entusiasmava
alle cose che le mostrava e alle storie che raccontava.
In sua compagnia era stato bene come non capitava da anni
con nessuno, figuriamoci con una donna. Alla fine l'aveva accompagnata
a casa della sorella e prima di separarsi avevano
condiviso un momento bellissimo. Era attratto da lei, inutile
negarlo. Anche se chiss perch lo aveva chiamato per tutto il
giorno Phil! Sul momento non gli era parso giusto spingere la
cosa pi in l. Come se il destino avesse previsto per loro quell'unica
giornata perfetta e tentare qualcosa di diverso avrebbe
potuto sciupare ogni cosa.
All'epoca, aveva preso quel pomeriggio esattamente per
quello che era: l'incontro inaspettato di due perfetti sconosciuti
nella magia del Natale newyorkese, una sorta di breve
storia d'amore vacanziera, diciamo. Ma dal suo ritorno, doveva
ammettere che pi di una volta i suoi pensieri erano andati
alla ragazza incontrata quel giorno, che rideva dei suoi scherzi
ed era stata colpita da tutto quello che le aveva mostrato.
Si era decisamente creato un legame tra di loro, non c'era dubbio,
ma Finn non immaginava che le loro strade si sarebbero
nuovamente incrociate e si era spesso pentito di non averle
chiesto il numero di telefono. Perci quando quel giorno l'aveva
rivista al St Stephen's Green, gli era parso un enorme colpo
di fortuna, finch non si era reso conto che la ragazza che
aveva tanto occupato i suoi pensieri non aveva la pi pallida
idea di chi fosse.
E per quanto assurda, era molto meglio credere alla sua spiegazione
che pensare di essere stato volontariamente dimenticato.
Evidentemente, negli ultimi mesi si era autoconvinta che
non c'era alcun problema e che il suo piano per fissare i ricordi
stava funzionando splendidamente. Finn era affascinato
dall'idea che accumulare tutte quelle fantastiche esperienze
potesse frenare il declino della memoria.
Tanto, ormai non ha pi importanza. Alla fine avevano ragione
i dottori, disse infine Abby. E aveva uno sguardo cos
sconfitto e una tale disperazione nella voce che Finn avrebbe
voluto abbracciarla. Sono stata una stupida a pensare di poterlo
impedire.
Senti, non puoi essere sicura al cento per cento, replic
Finn, incerto sul da farsi, ma desideroso di darle una mano.
Ricordi tutto quello che  avvenuto dopo di allora, no?.
Abby accartocci la tazza vuota del caff e scosse tristemente
il capo. Non lo so... credo, ma forse perch ho tenuto un diario
e ho salvato le foto... cos adesso non so se ricordo grazie alla
mia memoria o a quella del computer.
Finn si raddrizz sulla panchina. Ma, che importanza ha?
Che vuoi dire?
Non voglio minimizzare, ma alla fine che importanza ha come
o dove questi ricordi siano conservati, fintanto che lo sono
da qualche parte? Se la tua memoria sta svanendo, ma ne stai,
comunque tenendo una copia, sarai comunque sempre in grado
di ricordare le cose quando vuoi, no? Puoi conservarle per
quanto tempo vuoi. Si strinse nelle spalle. Sinceramente,
avrei voluto fare anch'io una cosa del genere, tenere un diario
delle mie esperienze negli anni. Ho viaggiato in tutto il mondo,
ma ormai ricordo solo una manciata di cose, quelle che per
qualche motivo spiccano tra le altre, come le scimmie in Tailandia.
Vedendo l'espressione assente di Abby, cap subito che se non
ricordava di averlo incontrato, difficilmente poteva ricordare
la storia delle scimmie ladre. Insomma, quello che sto cercando
di dire  che tenendo un resoconto di tutte queste cose,
le puoi conservare per sempre.
Con sua grande soddisfazione, Abby parve un po' rincuorata.
Immagino di non averla mai vista in questo modo, sospir
lei. Ma forse  proprio per questo che quelle esperienze
sono ancora cos vivide nella mia memoria. Ed  anche per
questo che  stato un tale shock incontrarti. A me pareva che
anche il ricordo di New York fosse vivido, ma evidentemente
lo sono solo i pezzi che ho scritto nel diario. Distolse lo
sguardo, cercando di ricacciare indietro le lacrime.
Non mi hai ritenuto cos importante da mettermi nel diario?,
disse scherzando Finn e, con suo grande sollievo, Abby
fece un sorriso.
Be', ora credo che sia stato un grosso sbaglio!, disse, ridacchiando.
Da quello che mi hai raccontato, dobbiamo esserci
divertiti un mondo.
Eccome, disse lui, con un sorriso sardonico, e dire che
ero convinto di essere un tipo indimenticabile, invece chiaramente
non impressiono nessuno!. Poi si ferm di botto, rendendosi
conto che flirtare con una ragazza che ha appena scoperto
di soffrire di gravi problemi di memoria probabilmente
non era una brillantissima idea. Assunse un tono serio. Senti,
Abby, oggi hai subito un grosso shock e sono sicuro che devi
rifletterci su, ma cerca di non essere troppo dura con te stessa
e non agitarti troppo. Non ti ricordi di me, e allora? E stata solo una cosa piccola, futile, e sicuramente non paragonabile alle
cose straordinarie che hai visto e fatto dopo di allora. Quindi
perch angosciarsi?. Respir profondamente. Insomma,
quello che sto cercando di dire : non perdere la speranza. Ci
sono ottime possibilit che la tua memoria possa funzionare
bene e non  detto che questo episodio abbia un significato
particolare. Potrebbe essere solo un piccolo vuoto come gli altri
che hai descritto, niente di importante. Perci vai a casa,
mettiti tranquilla e fa' una chiacchierata con la dottoressa. Ma
qualsiasi cosa decida di fare, non fermarti. Da quello che mi
hai detto, te la stai spassando un mondo, perch smettere?.
Abby sorrise. Grazie, ma forse nel profondo sapevo che sarebbe
successa una cosa del genere. Ci sono stati un altro paio
di episodi... piccole cose, ma li ho ignorati. Ho voluto ignorarli.
Forse, ma cambia davvero qualcosa?
Cosa vuoi dire?
Dimenticarmi non ha avuto alcuna ripercussione sulla tua
vita, giusto?, disse con gli occhi che scintillavano. I miei
amici, comunque, mi ritengono un gran rompiscatole, quindi
tutto considerato hai avuto una bella fortuna.
Ne dubito, disse, cercando di sorridere, ma Finn le lesse
la preoccupazione negli occhi. Poi Abby guard l'orologio.
Senti, penso che dovrei andare a casa, disse nervosa. Ti ho
gi rubato fin troppo tempo.
Non dirlo neanche. Sono solo dispiaciuto che incontrarmi
abbia scatenato tutto questo. Per quanto avesse desiderato
quell'incontro, ora i sentimenti di Finn erano contraddittori.
Ti prego, non devi. Sono contenta di averti incontrato. Sei
stato fantastico e probabilmente sei l'unica persona che non
mi abbia considerata una pazza per aver anche solo pensato di
poter superare questo problema.
Pazza  l'ultima parola che userei per descriverti, replic
dolcemente lui. A dire il vero, penso che sia molto coraggiosa.
Grazie.
Rimasero in silenzio per un momento prima che Abby ricominciasse
a parlare.
Senti, so che pu sembrare un po' strano, visto che a malapena
mi conosci, fece con voce tremante, e puoi anche mandarmi
al diavolo, se vuoi... ma il fatto ... devo sapere se....
Finn cap al volo. Vuoi scoprire se riesci a ricordarmi dopo
di oggi?, complet lui.
S. Lev su di lui uno sguardo colpevole. Scusa, so che
non ho il diritto di chiederti di....
Non essere sciocca. Certo che puoi e, da parte mia, ne sono
molto felice.
Sei sicuro? Non vorrei che ti sentissi una specie di cavia.
Non  cos. E comunque interessa anche me. Voglio proprio
vedere se stavolta sono riuscito a lasciare un'impressione
duratura!, scherz lui e Abby rise.
Ok, allora come vogliamo fare?, chiese Finn, con tono
nuovamente serio. Era importante per Abby e non l'avrebbe preso
alla leggera. E, cavolo, era importante anche per lui, perch
non aveva mentito dicendo di essere ansioso di scoprire se le
aveva lasciato una qualche impressione. Dopo essere stato single
tanto a lungo e aver finalmente incontrato una donna che
ridestava il suo interesse, ci voleva proprio la sua fortuna per
trovare una che la volta dopo poteva non riconoscerlo affatto!
Malgrado il suggerimento di Finn, alla fine Abby decise di
non parlarne n con Hannah n con nessun altro. Voleva aspettare
finch non fosse stata sicura al cento per cento di avere un
problema di memoria. Come aveva detto lui, c'era sempre la
possibilit che si fosse trattato di un episodio isolato, un vuoto momentaneo verificatosi a Manhattan. Il fatto pi strano
era che era certa di ricordare tutto il resto del viaggio a New
York, ma non aveva assolutamente memoria di essere uscita
da sola e di averlo incontrato. A quanto le risultava, aveva trascorso
la maggior parte del soggiorno dalla sorella e da quando
era tornata non aveva fatto altro che crucciarsi per aver limitato
le escursioni alla Cattedrale di St Patrick.
E poi era inimmaginabile che Teresa le avesse permesso di
andarsene in giro da sola in una citt sconosciuta poco dopo
l'incidente, soprattutto ricordando quanto all'epoca la madre
le stesse addosso come un falco. Ma per quanto volesse disperatamente
contattare un membro della famiglia per chiedere
se fosse vero, non poteva rischiare di far sapere che il suo piano
era fallito. Si sarebbe scatenato un putiferio.
Ci volle tutta la sua forza di volont per non annotare l'episodio
di quel giorno sul diario, soprattutto quando si rese conto
che Finn non le era rimasto indifferente, malgrado lo shock
di aver scoperto che avevano gi trascorso un bel po' di tempo
insieme.
Ma forse era proprio per questo che le era piaciuto. Come
era mai possibile non avere assolutamente memoria di un uomo
tanto dolce e carino? Per non dire estremamente attraente,
pens con un sorriso, ricordando senza alcun problema
quegli intensi occhi marroni e il suo bel viso.
Per l'ennesima volta, riand con la mente al viaggio a New
York, cercando disperatamente di ricordare qualcosa, qualsiasi
cosa che innescasse dei ricordi. Ma con suo grande sconforto,
non c'era niente. Niente che assomigliasse minimamente a
un giro per Manhattan, figuriamoci con un bell'irlandese. Ricord
ci che le avevano detto Hannah e i dottori su come certi
ricordi potessero benissimo venire immagazzinati nella memoria
a lungo termine, ma per via del danno, finissero con lo
svanire pi in fretta del solito.
Anche se scoprire che la sua memoria si stava effettivamente
deteriorando era stato un terribile shock, la chiacchierata con
Finn l'aveva fatta sentire un po' meglio. Tanto per cominciare,
la sua idea che era secondario come si conservassero i ricordi
fintanto che si conservavano effettivamente da qualche
parte era logica e le restituiva l'unica cosa di cui avesse bisogno
in quel momento: il controllo. Era logico anche quello
che aveva detto su come fosse stata brava ad affrontare la situazione.
Effettivamente era stata brava e fino a quel giorno non aveva
notato nulla di anomalo. O almeno se ne era convinta, ammise
Abby con un certo senso di colpa, ripensando a come avesse
convenientemente attribuito a semplice distrazione qualsiasi
episodio insolito.
In definitiva, si disse Abby, rafforzata nei suoi propositi, l'unico
modo per sapere con sicurezza se la sua memoria si stava
o meno deteriorando era eseguire l'esperimento con Finn. In
quel modo, che le piacesse o meno, avrebbe saputo la verit
una volta per tutte.

Capitolo 27.

Abby sapeva che durante il viaggio a Verona la madre l'avrebbe
tenuta costantemente sotto osservazione alla ricerca di
segni anomali. Per arginare il problema, aveva deciso fin da
subito di comportarsi nel migliore dei modi per non dare alla
madre adito ad alcun sospetto, altrimenti sarebbe stato un inferno!
A dire il vero, Teresa pareva desiderosa di entrare nello spirito
della vacanza e gi durante il volo per l'Italia era stata rilassata
e loquace e, con grande sollievo di Abby, era riuscita a evitare
discussioni sulle sue condizioni.
Naturalmente, quel viaggio non era per far svagare Abby, ma
Teresa, e Caroline l'aveva sottolineato quando le aveva accompagnate
all'aeroporto.
Mi raccomando, Abby, fa in modo che la mamma stia bene.
Questo viaggio  una grande esperienza per lei.
Certo. Abby non era certa di cosa intendesse Caroline, ma
immagin fosse un modo tortuoso per chiederle di essere indulgente
con Teresa e cercare di non prendersela per il suo carattere
ansioso.
A Londra, Abby le aveva confessato che trovava difficile da
digerire lo scetticismo e la mancanza di entusiasmo della madre
per il suo progetto, quindi sicuramente Caroline voleva
assicurarsi che durante il viaggio non si creassero delle tensioni.
Ma Abby non aveva alcuna intenzione che accadesse
una cosa simile.
Erano a Verona perch Teresa aveva sempre desiderato vedere
una vera opera dal vivo, e malgrado questo non rientrasse
esattamente nei gusti di Abby, avrebbe fatto del suo meglio
perch entrambe passassero una bella vacanza.
Sapeva che l'Italia era famosa in tutto il mondo per le sue meraviglie
architettoniche e le attrattive culturali, ma mai si sarebbe
aspettata la bellezza da cartolina di Verona. Seconda solo a Roma per quantit di rovine e monumenti ben conservati,
la citt era imbevuta di storia, dall'immensa Porta Borsari, un
arco che un tempo faceva parte delle antiche mura cittadine,
alla stupefacente e pittoresca Piazza delle Erbe, una delle piazze
pi belle e incantevoli che Abby avesse mai visto. Movimentata
zona commerciale e turistica, la piazza pullulava di
antichi monumenti romani e belle sculture. L'alberghetto prenotato
da Caroline, ugualmente incantevole ed elegante, si
trovava a pochi passi e dopo essersi sistemate, decisero di fare
una passeggiata nella piazza in cerca di un posticino dove
mangiare.
Non  bellissima, Abby?. Teresa era affascinata dal luogo
almeno quanto lei. Oddio, quanto sarebbe piaciuta a tuo padre.
Abby sorrise. Ne sono certa.
A chi non sarebbe piaciuta Verona? Una citt romantica, storica,
oltretutto cornice di Romeo e Giulietta di Shakespeare.
Venendo dall'aeroporto, il tassista (che con la sua guida terrificante
aveva ricordato ad Abby le proprie prodezze nell'autodromo)
aveva consigliato di andare a vedere il balcone di Giulietta
e la vera casa duecentesca della famiglia Capuleti, che
madre e figlia avevano deciso di visitare il giorno dopo.
Consumarono una cena rilassata e gradevole in una delle numerose
trattorie disseminate per la piazza (sebbene gli ci fosse
voluto un po' per destreggiarsi tra la moltitudine di piatti che
costituivano un autentico men italiano), e poi si erano godute
il delizioso sorbetto al limone e bergamotto consigliato dal
cameriere.
Abby not che la madre era stata particolarmente taciturna
durante il pasto e, immaginando fosse stanca per il viaggio,
sugger di tornare in albergo subito dopo cena e di rinviare le perlustrazioni
al giorno dopo.
Ti dispiace, tesoro?, disse Teresa, apparentemente sollevata.
Per niente. Andare a dormire presto far bene a tutte e due.
Cos saremo pronte per la grande giornata di domani.
Anche se in realt avrebbe desiderato fare qualche altro giro,
il sole stava tramontando e sapeva che la madre si sarebbe
angosciata a pensarla a girovagare da sola in un luogo estraneo.
E poi ci sarebbe stato tutto il tempo di vedere ogni cosa
il giorno dopo, prima dello spettacolo serale.
Tornate in albergo, ancora una volta not quanto la madre
apparisse stanca e riservata.
Ti senti bene, mamma?, chiese, andando a letto.
Benissimo, tesoro, solo un po' stanca ed eccitata per domani.
Abby annu. Devo ammettere che visto il posto, non vedo
l'ora anch'io.
Be', so che probabilmente non  il tuo genere, ma avevo un
biglietto in pi e pensavo potesse piacerti. Mi dispiace di non
essere riuscita a pensare a qualcosa di pi esaltante.
Abby si sent da cani. Non essere sciocca. Certo che  esaltante!
Non ero mai stata in Italia e, aggiunse con un sorriso,
non avevamo mai fatto un viaggio noi due sole! Sar bellissimo,
assicur a Teresa. E penso che dovremmo approfittare
al massimo dei pochi giorni che abbiamo, uscendo presto domattina.
Senz'altro, disse la madre, sorridendo. Dormi bene.
Il giorno seguente, andarono a passeggio per la citt e visitarono
alcuni degli antichi edifici romani perfettamente conservati.
Abby non aveva mai dimostrato grande interesse per la
storia - a scuola la odiava - ma era impossibile trovarsi in un
posto del genere e non sentirsi schiacciati dal peso della storia,
o dal potere e dalla grandezza dell'impero Romano.
Camminando per l'alberata via Alfredo Oriani, alla fine
arrivarono alla strada principale della citt. Corso Porta Nova.
Da l, si diressero a Piazza Br, dove era situata l'Arena di Verona.
Passando sotto i due impressionanti archi, l'attenzione
di Abby venne immediatamente attratta da un immenso anfiteatro
romano esattamente al centro della piazza.
E l che andiamo stasera?, chiese stupefatta.
S, pensavo lo sapessi, rispose Teresa.
Anche se sapeva che lo spettacolo si sarebbe tenuto all'aperto,
non aveva assolutamente idea delle dimensioni e della magnificenza
dell'anfiteatro. Si era aspettata qualcosa di piccolo e pittoresco,
simile ai teatrini di casa loro. Perci quando arrivarono
in un luogo che sembrava uscito dal set del Gladiatore, rimase a
bocca aperta. L'Arena era, in una parola, imponente, e a quanto
pare la terza pi grande d'Italia, secondo la guida di Teresa.
Mio Dio, t'immagini come sar stasera?, disse Abby, incamminandosi
verso le mura esterne.
Ma Teresa non rispose e quando Abby si volt, la vide ancora
ferma in mezzo alla piazza, a fissare completamente assorta
quella splendida struttura.
Mamma?, la chiam, preoccupata. Considerando che quello
era sempre stato il sogno della madre, la vedeva stranamente
poco in forma dal loro arrivo.
Teresa sorrise debolmente. A tuo padre sarebbe piaciuto cos
tanto.
Abby aggrott la fronte, rendendosi conto che era la seconda
volta che la madre lo diceva. Ne sono certa, replic perplessa
e fece per riallontanarsi, prima di essere colta da un pensiero
improvviso. Mamma, disse, intenerita, poggiandole delicatamente
la mano sul braccio. Era una cosa che tu e pap...
avevate in mente di fare insieme?.
Teresa annu svelta, cercando di trattenere le lacrime.
Oh, mamma.... Ora Abby capiva perch era stata cos silenziosa
e riservata. Cingendola con il braccio, la port dolcemente
lontano dalla folla verso un angolo pi tranquillo al
margine della piazza.
Avevamo sempre detto che per i quarant'anni saremmo andati
in un posto speciale, romantico. Era stato tuo padre a suggerire
Verona e l'opera, perch sapeva quanto mi piacesse.
Avevamo prenotato tutto quando.... Distolse lo sguardo, trattenendo
le lacrime.
Abby sent un enorme groppo in gola. Sapeva che i suoi genitori
avrebbero festeggiato i quarant'anni di matrimonio
l'anno in cui era morto il padre, Jim, ma per via della tragedia
l'aveva rimosso. La madre, per, non poteva dimenticare una
cosa del genere e vivere quella giornata con il pensiero che lei
e Jim avrebbero dovuto passarla insieme doveva averle spezzato
il cuore.
Ora che aveva capito, Abby prov vergogna. Pensare che inizialmente
aveva considerato quell'invito con indifferenza, quando
invece significava cos tanto per la madre... E ripensandoci,
era a questo che si riferiva Caroline quando all'aeroporto le
aveva chiesto di prendersi cura di lei. Probabilmente la sorella
conosceva il significato di quel regalo per Teresa e a quanto
pare aveva presunto lo sapesse anche Abby. Ancora una volta
constat quanto si fosse estraniata dalla famiglia negli ultimi
anni e quanto poco la conoscesse.
Perch non me l'hai detto?, chiese allora alla madre.
Ah, non volevo ti sentissi obbligata, o pensassi di dovermi
tenere la mano, rispose Teresa. Caroline mi aveva suggerito
di venirci con un'amica, ma non mi pareva giusto. Se venivo
qui, volevo con me qualcuno che amavo, qualcuno che avrebbe
capito.
Be', sono contenta... No, si corresse rapidamente Abby,
sono onorata che abbia scelto me e sono davvero felice di essere
qui.
Teresa sorrise e strinse la mano alla figlia. Anch'io.

Verona, Italia, 6 giugno.
Dopo essere state in giro tutto il giorno e aver visto gran parte delle
bellezze di Verona - compreso il presunto balcone di Giulietta - la sera io e la mamma abbiamo indossato i nostri abiti pi eleganti e ci siamo
dirette all'Arena per l'Aida di Verdi.
Gi l'esterno dell'anfiteatro mi aveva impressionata, ma l'interno era
assolutamente stupefacente! La platea era circondata da gradinate, che
svettavano alte sul palcoscenico. Il teatro pu contenere fino a venticinquemila
spettatori, gran parte dei quali prendeva posto nelle poltrone
della platea a livello del terreno, in posti numerati lungo le gradinate
o, come nel nostro caso, direttamente sui gradini di pietra. Ero
contenta di non avere una poltrona, secondo me stare sedute sui gradini
in un certo senso ha reso l'esperienza molto pi autentica e straordinaria.
Era una bellissima serata dolce e tiepida e la luce del tramonto,
abbinata alla suggestiva illuminazione dell'arena antica e all'aria di
trepida attesa per la rappresentazione, rendevano l'atmosfera davvero
elettrizzante.
Ben presto,  stato annunciato il primo atto e quasi immediatamente
si  placato qualsiasi brusio e movimento ed  calato il silenzio pi totale.
In attesa che cominciasse la musica, sono rimasta col fiato sospeso
e quando l'orchestra ha finalmente suonato la primissima nota, ho
sentito un brivido corrermi per la schiena. A ripensarci, mi sembra impossibile
di aver preso cos alla leggera questa serata all'Aida.  stata
un'esperienza irripetibile!
Ho sorriso alla mamma, rapita dall'atmosfera e dalla pura magia della
rappresentazione. E quando  cominciato sul serio il primo atto, ci
siamo messe comode per goderci lo spettacolo.
Alla fine del terzo atto, ero ormai diventata un'appassionata d'opera.
Non  paragonabile a nessun'altra cosa abbia mai visto, sentito o vissuto!
Il modo in cui l'opera  riuscita a catturare ed estasiare il pubblico
 stato a dir poco straordinario, e anche se non capivo una parola di
quello che veniva cantato, sentivo ogni singola emozione proveniente
dalle voci dei solisti.
A un certo punto, nel buio, ho intravisto delle lacrime rigare le guance
della mamma e ho capito benissimo il perch. Era una cosa da far
venire i brividi, un'esperienze emotiva intensissima e mentre le incredibili
voci dei cantanti salivano in uno stupendo crescendo, si percepiva
il tormento in ogni nota.
Ho sentito un groppo in gola pensando che la mamma stava sicuramente
pensando a pap e a come sarebbe stato trovarsi l con lui, perci
le ho preso la mano e gliel'ho stretta forte. Sembra strano, ma in
quell'istante non sono riuscita a ricordare un altro momento in cui me
la sono sentita altrettanto vicina, e invece di mia madre ho visto la donna
forte, eppure a volte fragile, che  in realt.
 sempre difficile immaginare i propri genitori innamorati, con le speranze
e i sogni che hanno tutti. Ma i miei erano davvero legati e ora, dopo
quasi tre anni, la mamma  abbattuta dal dolore per la perdita dell'uomo
che ama ancora con tutto il cuore. L, nell'Arena, era straziante
osservare il dolore di mia madre, ma al tempo stesso molto commovente
e ho desiderato di poter un giorno provare anch'io un amore simile.
Perch dopo la separazione ero cos sicura che nessuno avrebbe capito
ci che stavo passando, quando la mia stessa madre aveva provato
un dolore simile, ma molto pi forte? Anche lei aveva perduto l'uomo
della sua vita, anche se l'amore che aveva condiviso con mio padre
era stato molto diverso dal mio per Kieran.
Ora capisco che non era lo stesso per me. So che non era nulla di paragonabile.
La nostra relazione era a senso unico, con me profondamente
innamorata e beatamente ignara che l'uomo dei miei sogni stava
solo l in attesa di trovare una persona pi idonea. Il suo abbandono
mi fa ancora male, certo - male da morire - ma per quanto mi sia illusa
che avrebbe capito l'errore e sarebbe tornato sui suoi passi, ora
non vorrei che lo facesse.
Perch mi sono sempre sentita responsabile della separazione? Mi sono
tormentata al pensiero che se fossi stata un po' pi seducente, un
po' pi magra, un po' pi brava a letto, forse non mi avrebbe lasciato.
Ma ora vedo che per tutto il tempo non ho fatto altro che cercare di
piacergli e renderlo felice, missione impossibile visto che era perennemente
incontentabile. I malumori, i mugugni, le reazioni imprevedibili...
non era forse l il problema?
Ma quello che ho capito ora  che per quanto la mamma sia amareggiata,
addolorata, lo  per un amore che era reciproco, sincero e duraturo.
E un amore cos, io non l'ho mai vissuto.

Capitolo 28.

Esattamente tre settimane dopo il suo incontro con Abby al
parco, Finn suon alla porta dell'indirizzo che gli era stato
dato.
S?, chiese al citofono una voce cordiale che non era decisamente
quella di Abby.
Ehm, salve, rispose lui, un po' nervoso. Mi chiamo Finn
Maguire e sono venuto a trovare Abby.
Oh, ok, solo un attimo, le apro, rispose la ragazza con un
tono allegro che gli ridiede fiducia. Chiunque fosse quella persona,
difficilmente l'avrebbe fatto entrare senza sapere se
Abby lo conosceva, no? Il che significava che lei doveva averlo menzionato, pens, salendo coraggiosamente le scale. Ma se
era cos, allora perch...?
Abby apr la porta e vedendo lo sguardo assolutamente inespressivo
sul suo volto, Finn ebbe un tuffo al cuore. Salve, cosa
posso fare per lei?.
Ovviamente avevano discusso quell'eventualit. Discusso su
cosa sarebbe accaduto se l'esperimento fosse fallito e Abby
non si fosse fatta vedere al loro appuntamento davanti al St
Stephen's Green Shopping Centre. Aveva aspettato per un'ora
buona dopo le quattro, ora convenuta dell'appuntamento,
cercando stupidamente di autoconvincersi che probabilmente
c'era una normalissima spiegazione per l'assenza di Abby. Ma
quando alle cinque la ragazza non si era ancora presentata,
aveva cominciato a sospettare che si fosse realizzato il suo (ma
ancor pi di Abby) peggior timore: aveva dimenticato l'appuntamento,
vale a dire che nel giro di tre settimane aveva
dimenticato di averlo conosciuto. Peggio ancora, soprattutto
per Finn, significava anche che per Abby la loro conversazione
nel parco non era mai avvenuta e che credeva ancora di non
avere alcun problema di memoria. Era questo l'aspetto che
pi aveva preoccupato Finn sin dal principio e l'aveva quasi
trattenuto dall'eseguire la seconda parte del piano.
Sar terribilmente stressante per te trovarti un perfetto
sconosciuto alla porta che ti dice la verit. Soprattutto dopo
che abbiamo visto cosa ti ha provocato oggi, aveva aggiunto
dolcemente, riferendosi al suo svenimento. Non voglio essere
di nuovo io ad agitarti in questo modo.
Ma che gli piacesse o no, sapevano entrambi che era l'unico
modo possibile, ed era per questo che Finn era passato riluttante
a casa di Abby per comunicarle la notizia che ancora una
volta avrebbe mandato in frantumi il suo mondo.
Ora lo guardava, con un'espressione talmente serena e ignara
di quello che stava per accadere che per poco Finn non
scapp di corsa gi per le scale. Ma nel profondo, sapeva di
non poterlo fare. Le aveva fatto una promessa e che, lo sapesse
o meno, Abby dipendeva da lui. E, purtroppo per Finn,
questa vulnerabilit lo avvicinava ancora di pi a lei.
Cercava me?, disse Abby, evidentemente chiedendosi che
diavolo volesse.
Pens che fosse comunque meglio dire qualcosa prima che
s'innervosisse e lo prendesse per matto. Abby, ciao. Mi chiamo
Finn Maguire e sono qui perch devo dirti una cosa molto
importante. Avevano provato quello che avrebbe detto se
le cose fossero andate male e anche se sul momento era sembrato
ragionevole, ora a Finn pareva un tantino melodrammatico.
Come immaginava, Abby fu colta di sorpresa. Che? Chi  lei
e cosa...?
Abby, va tutto bene?. Sulla porta comparve l'altra ragazza.
Che ti prende? Oh, salve, disse, sorridendo a Finn.
Lui deglut a fatica, improvvisamente non sapendo bene come
affrontare l'argomento. Quando si erano messi d'accordo,
non era stata menzionata un'altra persona e non voleva dirle
una cosa del genere davanti a... Poi lo colp un pensiero. Forse
Abby aveva fatto in modo di non essere sola nel caso in cui
il piano fosse andato storto e lui fosse andato a darle quella
terribile notizia.
Sapere che con lei c'era qualcuno di cui si fidava lo fece sentire
un po' meglio, anche se ebbe paura che l'amica avrebbe potuto
stenderlo con un pugno vedendo che metteva in agitazione
Abby. E a giudicare dall'aspetto ne era sicuramente capace.
Poi d'improvviso ricord che, parlando delle esperienze degli
ultimi mesi, Abby aveva menzionato la sua migliore amica.
Lei  Erin?, chiese.
Sono io, rispose lei, segu poi un breve silenzio in cui la ragazza
guard prima lui poi Abby, evidentemente in attesa di
una qualche presentazione.
Siccome non c'era alcuna speranza che Abby potesse presentarlo,
lo fece da s. Sono Finn, le disse. Ehm,  difficile
da spiegare, ma sono una specie di amico di Abby.... Gli si
spense la voce quando vide lo sguardo sconcertato di Abby.
Se solo potessi spiegare....
Per l'amor del cielo, entri, allora, e la pianti di cincischiare
qui nel pianerottolo, ordin Erin, con grande disappunto di
Abby, a giudicare dalla sua espressione.
Ehm, forse  meglio di no. Grazie lo stesso. Capendo che
Abby lo considerava un perfetto sconosciuto, Finn decise di
non entrare, cercando di guadagnare la sua fiducia prima di
sganciare la bomba.
Va bene, allora, vedetevela voi, disse l'amica, rientrando in
casa, nonostante lo sguardo torvo che le rivolse Abby.
Mi scusi, ma cos' che vuole?, chiese Abby, ormai con tono
sospettoso. Cosa le fa credere che ci conosciamo? E, visto
che ci siamo, come conosce Erin?.
Finn si schiar nuovamente la voce. Oddio, era molto, molto
pi difficile di quanto avesse immaginato. Abby, questo ti
sembrer molto strano e so che credi di non conoscermi, ma
vorrei che mi ascoltassi per qualche minuto. Trasse un profondo
respiro, cercando di ricordare quello che avevano deciso,
parola per parola. So del tuo incidente e che negli ultimi mesi
hai cercato di crearti i ricordi di una vita, sperando di combattere
la lesione al cervello. Il terrore negli occhi di lei sarebbe
stato sufficiente a far desistere immediatamente qualsiasi persona,
ma Finn non volle fermarsi. So che sei appena tornata da
Verona dove hai visto l'Aida con tua madre. So che hai perso
pi di mille sterline alla roulette a Las Vegas, per la maggior
parte sul diciassette nero. So che avresti voluto avere il fegato di
toccare i trecento chilometri orari sulla Ferrari. So che quando
hai provato quell'abito da sera a Londra, avresti voluto che,
guard gli appunti, Kieran potesse vederti, per dimostrargli
che si era sbagliato. Finn ammutol, vedendo di colpo l'espressione
di Abby mutare dalla circospezione allo sconcerto e
al panico pi totale. S, so che queste cose sono molto personali,
cose che credi che non sappia nessun altro, ma le so perch
me le hai raccontate in modo dettagliato l'ultima volta che ci
siamo visti, disse in fretta, ansioso di arrivare alla fine. Mi hai
chiesto di aiutarti dicendoti un'altra cosa che gi sai, ma che per
via del danno alla memoria hai dimenticato, aggiunse tristemente.
Il danno c', Abby,  questo che sono venuto a dirti.
Chi  lei e perch sta facendo una cosa del genere?, disse
Abby ansante, con gli occhi che le si riempivano di lacrime.
Se ne vada via subito, via!.
Mi dispiace, ma non avevo scelta..., prosegu Finn, turbato
dalla profondit della disperazione della ragazza. Eravamo
d'accordo che questo era l'unico modo per farti capire la situazione.
Come osa?!, grid lei. Come osa venire qui e dirmi queste
cose! Chi diavolo pensa di essere?!.
Al suono delle grida, Erin ricomparve sulla porta, e la cordialit
di prima aveva lasciato il posto al sospetto. Che diavolo
succede qui?, domand.
Abby, ormai incapace di parlare, volt i tacchi e corse dentro.
Mi dispiace... non volevo sconvolgerla, disse Finn, scuotendo
scoraggiato il capo. Cio, sapevo che tutto questo l'avrebbe
sconvolta, ma....
Cerc di spiegare tutto in fretta a Erin. Come avesse conosciuto
Abby a New York alcuni mesi prima, e come l'avesse
rincontrata casualmente tre settimane prima, ma lei non lo ricordasse,
come si fosse resa conto che parte dei suoi ricordi
stesse svanendo e di come si fossero accordati per eseguire
quell'esperimento.
Speravo che non sarebbe stato necessario e che lei si ricordasse
di me e dell'appuntamento, ma quando non si  presentata....
La voce gli si spense, rendendosi conto di come dovesse
sembrare tutto assurdo e aspettandosi che Erin lo mandasse
al diavolo.
Aspetti un po', mi sta dicendo che Abby sapeva di avere un
problema con la memoria tre settimane fa?. Distolse lo sguardo,
perplessa. Ma non ha mai detto una parola.
Non voleva parlarne, nel caso fosse stato un fatto isolato,
eccezionale. E mi ha chiesto di aiutarla a scoprirlo.
Erin stava scuotendo il capo, sconcertata. Ed  per questo
che sa il mio nome.
S, mi ha raccontato tutto del vostro viaggio in America, mi
ha detto un sacco di cose personali, che non sa nessun altro,
pensando che cos fosse pi facile fidarsi di un presunto sconosciuto.
Pensavamo che dirle la verit potesse aiutarla a credermi.
Erin tacque per un po' e parve considerare la cosa. Quindi
vi siete conosciuti la vigilia di Natale e non ricordava niente?
S... Aspetti, come fa a sapere che era la vigilia di Natale?.
Lei fece un sospiro e Finn non cap se fosse di rassegnazione
o di sollievo. Perch  da un pezzo che tutti sappiamo che le
cose non sono a posto, ma nessuno di noi aveva il coraggio di
dirlo ad Abby.

Dublino, 14 giugno.
Dopo avermi comunicato la terribile notizia circa la mia memoria,
Erin ha chiesto a Finn di entrare. Quel poveretto ha fatto di tutto per
farmi stare meglio, insistendo che finora avevo comunque vissuto una
vita normale, che non c'era bisogno di farsi prendere dal panico o di
farsi abbattere da quella rivelazione.
Anche se mi sembra una persona abbastanza carina, non ce la facevo
ad averlo intorno in quel momento, o ad ascoltare i suoi dolci, quanto
inutili, tentativi di tirarmi su il morale. Deve averlo capito perch  rimasto
solo un po' e poi se n' andato lasciandoci sole.
Ti va bene se passo tra qualche giorno per vedere come stai?,
ha chiesto, e io ho annuito, purch se ne andasse.
Non te la prendere se non ti riconosco, non ho potuto fare a meno
di dirgli, ma me ne sono pentita immediatamente perch dalla sua faccia
si capiva che le mie parole l'avevano ferito. Quando ho cominciato
a scusarmi, mi ha interrotto con un cenno della mano.
Non hai alcun bisogno di scusarti. Guardandolo bene, mi sono resa
conto che ha davvero dei begli occhi. Capisco perfettamente. Ma
forse, se te la senti, potrebbe facilitare le cose se io potessi esaminare
con te tutto quello che  accaduto, aiutandoti a riempire qualche lacuna,
per cos dire. Poi mi ha rivolto uno strano sorriso. Mi dispiace
tanto, Abby. Ero molto combattuto all'idea di doverti dare io questa
notizia, perch anche se non ci conosciamo bene, per nulla al mondo
vorrei farti del male.
In quel momento, non sono riuscita a fare altro che annuire in silenzio.
Insomma, avrei dovuto dirgli grazie, ma, viste le circostanze, non
mi sembrava la parola pi appropriata.

Capitolo 29.

Sviluppo interessante, disse Hannah, e Abby pens che la
prendesse un po' troppo alla leggera.
Aveva trascorso l'intero weekend tappata in casa con Erin, distrutta.
Le sembrava impossibile che dopo tutto quello che aveva
fatto, la sua memoria si stesse davvero deteriorando. Non era
servito a niente e non aveva voluto credere che i suoi tentativi
fossero inutili. A peggiorare le cose, pareva che nel frattempo
tutti sapessero la verit.
Ora, seduta nella poltrona porpora di Hannah, con le braccia
strette attorno al corpo, guard la psicologa e disse con voce
roca: Non riesco a credere che stia davvero succedendo.
 sempre stato cos, Abby, e so che non vuoi sentirlo, ma era
questo che ho sempre cercato di dirti.
Hannah aveva ragione, non aveva voluto sentirlo, e si chiese
allora perch mai si fosse presa il disturbo di andare l solo per
sentirsi dire: Te l'avevo detto.
Ma ci sono anche degli aspetti positivi. Come ha detto quel
ragazzo, finora effettivamente hai vissuto una vita normale,
anzi pi che normale, direi.  vero, ora sai di non poter sempre
fidarti della tua memoria, ma se si tratta solo della memoria
episodica, non  la fine del mondo.
Non  la fine del mondo? Hannah, io non ho assolutamente
alcun ricordo di averlo incontrato prima di venerd! Ma
non solo, ricordo tutto quello che  successo a New York tranne
l'incontro con lui!.
Hannah la fece calmare prima di parlare nuovamente. Be',
partiamo da questo fatto per dare un senso a quello che sta
succedendo. Ricordi di essere stata a New York con la tua famiglia
perch hai continuato a parlarne e da allora hai rivissuto molte
volte quell'esperienza. Ma quello che effettivamente ricordi 
la versione semantica degli eventi, non quella episodica. E parlandone
e rinverdendola con la tua famiglia, hai rafforzato
quell'esperienza.
Sta dicendo che i miei ricordi di New York non sono reali?
Certo che sono reali, Abby, ma la cosa importante  il modo
in cui li richiami alla memoria. Dimmi un po', puoi riandare
con la mente a casa di Claire e dirmi di che colore  la porta
d'ingresso, o com'era esattamente decorata la tavola per la cena
di Natale?.
Abby tent di farlo, ma con sua grande costernazione, si rese
conto che per quanto si sforzasse non riusciva a rivedere l'appartamento
di Claire. Sapeva ovviamente di esserci stata, ma
al tempo stesso non riusciva a ricordare nessun elemento specifico,
tranne la cena, i regali e tutte le altre cose che aveva fatto
insieme ai suoi familiari. Era strano e molto inquietante, ma
le diede un'idea di cosa volesse dire Hannah.
Poi, prima di rendersene conto, scoppi in lacrime e per un
po' Hannah non intervenne. Le lasci tirare fuori tutta la delusione,
l'ansia e il timore per ci che le riservava il futuro.
Abby, so che  dura, ma cerca di vedere gli aspetti positivi.
Va bene, forse qualcosa  svanito, ma in realt hai conservato
molti ricordi del viaggio a New York, e questo ci dice che la
tua memoria pu funzionare grazie alla continuit. E come ho
detto, anche il rafforzamento  enormemente importante.
Abby tir su col naso. Non capisco che significa.
Be', con rafforzamento intendo dire che il fatto che i tuoi
familiari abbiano ricordato e fatto riferimento all'evento ha
rinforzato la tua memoria. La tua memoria  essenzialmente
ancorata alla loro. D'altro canto, non hai memoria di essere
andata in giro da sola, perch quel ricordo non  stato rinforzato
da nessun altro. L'unica persona che avrebbe potuto farlo  il tizio che hai incontrato, Finn, mi pare. Ma quando l'hai
rivisto, il ricordo era ormai svanito e perduto per sempre.
Fece una pausa, cercando di spiegare le cose nel modo pi
semplice possibile. Immagino che sia un po' come studiare
per un esame. Assumiamo una quantit enorme di informazioni
solo per l'esame, ma se le informazioni non vengono
rinforzate, i nostri ricordi col tempo tendono a svanire. Non
 esattamente la stessa cosa, perch nel tuo caso questo processo
 ovviamente molto pi rapido, ma  un paragone adeguato.
Ok. Abby annu, ma non si sentiva meglio. Non vedo come
questo dovrebbe aiutarmi.
Be', tanto per cominciare, ora sappiamo che la qualit dei
tuoi ricordi dipende dalla continuit e dal rafforzamento. E tu
hai gi individuato i mezzi per dare alla tua memoria entrambe
queste cose.
Davvero?
S, disse Hannah, come se fosse la cosa pi ovvia al mondo.
Con il diario e le fotografie e tutti i ricordi che hai salvato
negli ultimi mesi. Abby, decidendo di registrare la tua vita
di ogni giorno e gli avvenimenti pi importanti, ti stai dotando
dei mezzi per conservare tutti i ricordi e le esperienze principali,
assicurandoti cos di non perderli mai. In un certo senso
 quello che fanno tutti, ma tu lo fai a un altro livello.
Non sono ancora certa di....
Prendiamo ad esempio le fotografie. Tutti scattiamo foto
degli avvenimenti e celebrazioni pi importanti in modo da
non dimenticarli, quando in realt non c' un motivo razionale
per farlo. Ma le persone hanno sempre cercato di conservare
i propri ricordi in qualche modo:  un istinto innato della
nostra specie. E in effetti, c' una gigantesca industria multimiliardaria
che si fonda su questa esigenza. Quella dei souvenir,
chiar, nel vedere l'espressione vuota di Abby.
Quindi sta dicendo che non importa se alcuni dei miei ricordi
svaniscono, visto che li ho comunque salvati da un'altra
parte.
Sto solo dicendo che  un modo di vedere la situazione. Anche
se la tua memoria finir inevitabilmente col perdere alcuni
ricordi, tu comunque hai i mezzi per conservare quelli pi
importanti.
Vederla in questo modo fece stare un po' meglio Abby, ma
ciononostante sollevava altre, e forse pi inquietanti, domande.
Sarebbe stata in grado di conservare informazioni su eventi o
esperienze per una o due settimane, oppure, a meno di non
prenderne nota, le avrebbe dimenticate per sempre? E in questo
caso, avrebbe dovuto passare il resto della vita a dipendere
dai suoi diari?

Dublino, 17 giugno.
E allora, come mi sento ora che so che la mia memoria sta davvero
perdendo colpi? Soprattutto terrorizzata, ma come continua a ripetermi
Hannah, almeno ho individuato un metodo efficace per aggirare il
problema.  un po' surreale dover dedicare una parte della giornata a
registrare minuziosamente i normali fatti della vita quotidiana.
Quando lo facevo a Las Vegas o in Italia, non pareva una necessit,
era comunque una cosa che fanno tutti durante vacanze del genere. Ma
se  questo che devo fare per condurre una vita normale, forse non 
poi un obbligo tanto assurdo. E malgrado ci che pensa la mamma, so
di poter vivere una vita normale. Lei, Caroline e gli altri hanno ammesso
di aver avuto dei sospetti negli ultimi mesi, ma come facevo a sapere
che George Michael  una superstar internazionale e che ho una
cotta per lui dall'et di dieci anni? Ancora non me ne capacito, visto
che quando l'ho cercato su Google, ho pensato che assomigliasse a un
cameriere greco superabbronzato! Ma chiss, forse la voce  meglio
dell'aspetto. Lo scoprir quando andr al suo concerto. Ormai ci devo
andare, visto che Claire e Zach hanno faticato tanto a comprare i biglietti.
Comunque, a quanto pare anche Erin  una sua grande fan, e
quindi sar sicuramente felice di accompagnarmi.
Anche io avevo notato delle cose a Las Vegas, piccole cose, come
uno sguardo assente durante qualche conversazione, ha ammesso
Erin. Secondo noi, tutte queste cose puntavano alla verit, ma tu eri
cos accanita nel negare qualsiasi problema che non avevamo il coraggio
di infrangere le tue illusioni.
Ora capisco, ma provoca comunque un certo shock sentirsi dire certe
cose.
Comunque, a quanto mi risulta, a parte aver dimenticato Finn, le mie
uniche lacune sono non ricordare di aver imparato a suonare il pianoforte,
di avere una cotta per un cantante degli anni Ottanta e altre
inezie come lo zucchero nel caff. Delle cose che non meritano il panico
assoluto, no?

Dublino, 24 giugno.
Qualche altra informazione su Finn. Dopo il nostro primo (o dovrei
dire terzo!) incontro,  passato ancora per aiutarmi a riempire qualche
lacuna, come dice lui.
Mi dispiace talmente di non ricordare la nostra giornata a New York:
pare sia stata davvero fantastica, soprattutto l'albero di Natale e il
pranzo a Central Park. Sembra una tale favola che se non sapessi come
stanno le cose, o non mi fidassi completamente di lui, non ci crederei.
Comunque, penso che probabilmente abbellisca il racconto qui e l,
tanto per rendersi pi interessante.
Non che ne abbia bisogno.
Ma oggi  ripassato, e stavolta mi ha provocato un (altro) terribile
shock. Ho aperto la porta e me lo sono trovato davanti con un enorme
cane! Ovviamente, quando l'ho visto per poco non mi  venuto un infarto,
ma poi  successa una cosa strana. Guardando il cane - che a dire
il vero non ha mosso neanche un muscolo e, invece di abbaiare e saltarmi
addosso,  rimasto pazientemente seduto sulle zampe posteriori -
ho avuto una fortissima sensazione di dj vu.
Questa  Lucy, ha detto Finn. Vi siete gi incontrate e so che era
ansiosa di vedere se stavi bene.
Ci siamo incontrate?. Un istinto profondo mi ha detto che non dovevo
aver paura di quel cane. Significava che doveva aver detto la verit
e che per questo sapevo di potermi fidare di quella bestia.
 stato strano e piuttosto inquietante. Come tutti, nella mia vita ho
gi avuto sensazioni di dj vu, ma stavolta potrebbe esserci una vera
spiegazione. Sempre, quando sono vicina a un cane, mi prende il panico,
ma con questo ero tranquilla.
Finn ha detto che Lucy sapeva che avevo paura di lei e che questo era
il motivo per cui era cos calma, e siccome mi aveva visto svenire a St
Stephen's Green, era un po' iperprotettiva nei miei confronti. Non posso
credere di essere svenuta in pubblico a quel modo... Che vergogna!
Ma la cagna Lucy  piuttosto dolce, soprattutto nella sua adorazione
indiscriminata per Finn, e devo ammettere che mi ha commosso il modo
in cui vuole aiutarmi a superare la mia paura. Durante tutta la visita
ha continuato a venirmi vicino.
Penso che voglia che la accarezzi, mi ha spiegato Finn.
Non  che ne avessi gran voglia, ma mi  venuto in mente il punto nove
della lista - affrontare le mie paure - e a come finora si sia rivelata
utile. Allora le ho appoggiato la mano sulla testa e le ho dato una carezzina.
E sono rimasta sorpresa (e devo dire anche compiaciuta) nel vedere
la sua enorme coda cominciare a dondolare. Penso proprio che
Lucy cominci a piacermi.
E neanche il suo padrone  malaccio...

Capitolo 30.

Dublino, 1 luglio.
Io e Finn ci siamo rivisti stasera, ma stavolta in centro, invece che a casa
mia. Siamo andati al Buder's Chocolate Caf vicino Grafton Street
a prendere una cioccolata calda (visto che non riuscivo a ricordare quella
secondo lui deliziosa che abbiamo bevuto a New York). Ci divertivamo
e stavamo davvero bene, quando dopo un po' Finn  diventato serio.
Posso chiederti una cosa?, ha detto.
Certo, gli ho risposto, incuriosita. Di solito  un tipo allegro e alla
mano e quindi mi  parso un po' strano.
Ecco, dimmi senza problemi se sono troppo indiscreto. Ricordi
quando sono venuto a dirti... tutto?.
 davvero dolce che si faccia ancora problemi a parlarmene, perch
in realt gli sono molto grata. Certo, dimmi.
Be', prima mi avevi dato un elenco di cose da dirti, cose personali
che avrebbero dimostrato che ci eravamo gi incontrati e che sapevo
cosa dire. Be', ha detto e non ho potuto che sorridere per quel suo tono
gentile, quasi esitante, una delle cose era che avresti voluto che un
certo ragazzo ti vedesse con un abito che hai provato a Londra.
Mi vergogno ancora come una ladra al pensiero di avergli detto una
cosa cos intima e personale, ma l'ho fatto per un'ottima ragione.
Esatto.
Ti dispiace se ti chiedo chi  questo Kieran?.
Non avevo nessuna voglia di imbarcarmi in quell'argomento, ma ho
pensato che dirglielo non avrebbe fatto alcun danno, dopotutto non conosceva
Kieran e non sapeva quanto fossi stata male a causa sua, giusto?
Kieran  il mio ex, ho detto con il tono pi noncurante possibile, e
Finn ha annuito come se l'avesse gi indovinato. Ma se non ti dispiace,
in questo momento non vorrei parlarne.
Nessun problema, si  affrettato a dire. E scusa se mi sono impicciato,
ma mi era rimasto impresso e volevo chiedertelo.
Quindi, dopo aver accantonato con successo quell'argomento spinoso,
ci siamo messi a parlare di cose molto pi interessanti, come la nostra
musica e i nostri libri preferiti. E per quanto sia un tipo intelligente,
diciamo che in musica ha dei gusti piuttosto strani!
Mi piace molto il rock anni Ottanta, Def Leppard, Guns N'Roses,
queste cose qui, mi ha detto, mentre mi trattenevo dal ridere per non
sputare la cioccolata calda. Che musica pacchiana!
Ma a parte i suoi gusti musicali,  un tipo divertente ed  davvero interessante
starci a parlare. E poi non si pu negare che riesca a farmi
sentire superbene...
Ad Abby sembrava impossibile quanto fossero diventati intimi
lei e Finn in cos poche settimane. Per quanto si sforzasse,
non riusciva a ricordare di averlo incontrato a New York, ciononostante
cominciava ad avere l'impressione di conoscerlo
da sempre. Era ormai pi di un mese che aveva scoperto la verit
sulle sue condizioni e da allora Finn aveva trascorso con
lei tutto il suo tempo libero.
In quel momento erano insieme da lei e Abby stava preparando
il caff. Estrasse dal freezer una barretta del suo amato
cioccolato surgelato. La prima volta che glielo aveva visto fare,
la ragazza gli aveva spiegato che non era un altro sintomo
del suo stato - come mettere la spazzola nel frigorifero - ma
che le piaceva cos.
Ti sei ricordata di zuccherare il caff?, domand lui e, irritata,
Abby si rese conto di non averlo fatto. Oops...
Grazie per avermelo ricordato, disse, porgendogli una tazza
e mettendoglisi accanto sul divano. Aveva notato che quella
sera era un po' teso, come se avesse qualcosa per la testa.
Forse ultimamente le era stato troppo tempo dietro e stava
aspettando il momento giusto per dirle che avrebbe diluito gli
incontri. Suo malgrado, Abby era un po' sconfortata a quella
prospettiva. Forse Finn pensava di avere ormai fatto il proprio
dovere standole accanto dopo la scoperta della verit, ma
quando  troppo  troppo...
Tutto bene?, gli chiese. Sembri un po'... distratto.
Finn la guard e sorrise. Tutto bene.  solo che.... Sospir.
Senti, c' un tarlo che mi rode e so che hai detto di non volerne
parlare, ma....
Ma cosa? Dimmi. Abby non sapeva che aspettarsi.
 che continuo a interrogarmi su quel Kieran e sul fatto che
volevi dimostrargli di essersi sbagliato. Scusa... so che non sono
affari miei e....
Ehi, non preoccuparti. Abby decise che tanto valeva concludere
la questione, soprattutto visto che Finn sembrava attribuirgli
pi importanza di quanto meritasse. Senti, il motivo
per cui non mi va tanto di parlarne  che, insomma... le cose
sono finite molto male, male per me se non altro, aggiunse
con una risata nervosa. Siamo stati insieme per cinque anni
e poi, nel giro di sei mesi dalla separazione, si  sposato con
un'altra.
Finn risucchi l'aria tra i denti.  dura. Mi dispiace. Cazzo,
ora mi sento un verme ad averne riparlato. Sono un idiota.
Abby sorrise. Non ti preoccupare, e s,  stata dura, ma non
quanto scoprire che mentre io immaginavo che tutti e due volessimo
vivere per sempre insieme felici e contenti, lui stava
solo aspettando qualcosa di meglio.
Oh, di, cominci a protestare Finn. Sinceramente non
credo che....
Non sono solo mie congetture, lo interruppe con fermezza
lei, con un nodo allo stomaco. Lo so per certo perch me
l'ha detto.
Cosa?.
Abby annu, sforzandosi di mantenere la calma. Poi trasse
un profondo respiro. Un giorno,  tornato a casa dal lavoro
e di punto in bianco mi ha detto che voleva farla finita, che
aveva incontrato un'altra, ma che per rispetto verso di me,
disse, alzando gli occhi al cielo, non ci si sarebbe messo insieme
finch tra noi non fosse finita. Lo so quello che stai pensando,
disse, quando Finn fece per dire qualcosa. Anche a
me  parso troppo rude, ma Kieran era sempre molto diretto,
un po' troppo a volte, aggiunse, quasi riflettendo.
A quanto pare, era da un pezzo che aspettava il momento opportuno
per dirle che voleva lasciarla. E anche se non ne era
certa, da allora Abby aveva sempre avuto il sospetto che il cosiddetto
weekend a sorpresa a Dromoland Castle fosse stato
organizzato per festeggiare la libert di Kieran e un nuovo
inizio per lui e Jessica.
 curioso, ma prima della rottura un soggiorno a Dromoland
Castle sarebbe stato al primissimo posto nella mia lista di
cose indimenticabili, spieg tristemente a Finn, ora, invece,
non credo che potrei mai metterci piede.
Mi dispiace talmente, disse Finn, con tono dolce.
A ogni modo, dopo aver incassato il colpo, ho cercato di
capire come potesse essere successo, come avesse potuto buttare
alle ortiche senza pensieri una relazione di cinque anni.
Abby abbass lo sguardo e cominci a esaminare un angolo
del tappeto. E lui mi ha detto: Ma sapevamo entrambi che
non eri certo il tipo di donna che avrei potuto sposare. Sorrise
debolmente e deglut a fatica prima di continuare.
Quindi, come puoi ben immaginare, la mia domanda successiva
fu quale fosse il tipo di donna che pensava che avrebbe
sposato.
Capendo quanto fosse dura per lei, Finn non disse niente e
aspett che proseguisse.
Be', una donna di classe, immagino, mi ha detto, come se
fosse la cosa pi ovvia al mondo. A volte Kieran poteva essere
davvero crudele, aggiunse quasi tra s e s. Poi alz noncurante
le spalle, come se tutto questo fosse ormai acqua passata,
ma la verit era che quell'espressione le si era impressa nel
cervello. Una donna di classe.
Che, ovviamente, significava che lei non ne aveva.
E da quello che so della sua nuova moglie, s,  davvero bella
e di classe. Tutto il contrario di me, fece sardonica.
Finn pareva inorridito. Che razza di stronzo!, esclam.
Be', adesso lo so, ma a dire il vero, mi ci  voluto un bel po'
di tempo per capirlo. Non l'avevo mai confidato a nessuno, sai,
quello che mi aveva detto quel giorno. Era troppo imbarazzante
e fin troppo vero nel mio caso. Non sono mai stata brava nelle
questioni di moda, gli disse. Allora quando a Londra ho
provato quell'abito da sera....
Per l'amor del cielo, Abby, era un idiota, mormor Finn.
Qualsiasi imbecille capisce che non hai bisogno di vestiti eleganti
per dimostrare che aveva torto.
Il fatto che fosse sinceramente contrariato dalle parole di
Kieran era incredibilmente dolce e fece sentire Abby molto meglio,
ma fu ci che disse dopo che la fece davvero sorridere.
Staresti benissimo anche con addosso un sacco della spazzatura!.
Sapeva che non lo pensava sul serio e che lo diceva solo per
consolarla, ma il tempo che le aveva dedicato e la gentilezza che
aveva dimostrato nelle ultime settimane la commossero profondamente.
E poi, quasi d'impulso, gli gett le braccia al collo e lo abbracci
forte. Grazie, disse, tenendolo stretto. Non sai quanto
questo mi faccia sentire meglio.
Inizialmente, Finn ricambi l'abbraccio, poi dolcemente si
stacc. Ci fu un breve momento carico di tensione quando i
loro occhi si incontrarono, e poi, prima che Abby capisse cosa
stesse accadendo, le loro labbra si sfiorarono e cominciarono
a baciarsi.
Lui sapeva di caff e la sua pelle odorava di sapone e la barba
corta le pizzic l'angolo della bocca. Allontan le mani dalle
spalle e si avventur sotto le braccia e gi per il filo della
schiena. Non si sofferm a pensare se fosse una buona idea.
Sapeva solo che stava baciando Finn, un uomo che conosceva
da poche settimane, praticamente uno sconosciuto...!
Mentre si abbandonava a quell'abbraccio, ebbe un improvviso
flash del sesto punto della sua lista: Dare un bacio a uno
sconosciuto. E immediatamente decise che visto che
conosceva Finn solo da poche settimane, tecnicamente poteva definirsi
uno sconosciuto. Perci, si autoconvinse sorridendo tra
s e s, con questo non faceva che tener fede ai suoi impegni e
completare un altro punto dell'elenco.
E ancora una volta, nel seguire la sua lista, se la godeva immensamente.

Capitolo 31.

Dublino, 1 agosto.
La mamma oggi ha conosciuto Finn. Ci ha invitati insieme al resto
della famiglia al pranzo domenicale. Dire che c'era tensione sarebbe
un eufemismo! Quando siamo arrivati, Caroline e Dermot hanno fatto
del loro meglio per mettere a proprio agio Finn - Dermot si  messo a
parlare di calcio e Caroline gli ha chiesto del suo lavoro - mentre la
mamma si muoveva da una parte all'altra con aria stressata. Malgrado
l'approvazione di Caroline, mia madre ritiene che sia matta a pensare a
una relazione, nel mio stato.
Non voglio metterti in agitazione, tesoro, ma come puoi pensare che
possa funzionare?, ha commentato quando le ho detto che io e Finn
passavamo molto tempo insieme. Con tutto quello che sta succedendo....
Come al solito, non  riuscita a menzionare le mie condizioni e
in un certo senso lo trovo davvero curioso.
Sinceramente, uno dei motivi per cui io e Finn ci siamo legati tanto in
fretta  che lui non fa mai finta che il problema non esista e stranamente
questo mi ha aiutato ad accettarlo pi facilmente.
Sa come gestirlo, ma, soprattutto, sa come gestire me e non mi tratta
come fa la mamma, girando attorno all'argomento con cautela come se
la sola menzione potesse distruggermi in mille pezzi. Caroline ed Erin
sono molto pi positive, anche se avverto una certa preoccupazione da
parte loro sulla mia capacit di gestire la situazione a lungo termine, come
fa anche Claire, a giudicare dalle conversazioni che abbiamo avuto
al telefono. A sorpresa, Dermot, invece,  stato fantastico, un po' come
Finn, nel senso che ormai ci scherza sopra, con grande orrore della
mamma.
Ma al tempo stesso, Finn non prende la cosa alla leggera. Capisce
istintivamente quando sono gi e mi lascia avere le mie giornate nere,
invece di cercare di risollevarmi.  come se capisse che queste fasi di
autocommiserazione che ogni tanto attraverso sono un modo assolutamente
normale di accettare quello che mi sta capitando e non se ne
esce con stupide banalit per tirarmene fuori. Mi piace questo suo modo
di fare. E poi ci sono altre volte in cui ridiamo come matti per le mie
distrazioni, chiamiamole cos.
In breve, capisce me e quello che sto passando molto meglio di
chiunque altro. Forse perch fa l'istruttore di cani guida ed  abituato
a persone che hanno ogni sorta di difficolt. A ogni modo, averlo accanto
 stata una vera benedizione.
E a proposito di benedizioni, penso proprio di essermi innamorata di
Lucy!  cos calma e dolce e, malgrado la sua taglia, mi segue ovunque
come un cucciolo sperduto. Finn  ancora convinto che dopo
l'"incidente
al parco, Lucy pensa che sia un po' delicata e debba essere controllata,
e in effetti  quello per cui  stata addestrata. Stranamente, la
cosa non mi d il minimo fastidio ed  talmente carina che non mi fa
assolutamente paura. Mi piace il modo in cui scodinzola e si strofina
contro le mie gambe ogni volta che mi vede.
Comincio a essere un po' geloso, ha detto Finn l'ultima volta che
sono venuti a trovarmi e Lucy ha passato tutta la serata a guardarmi
con la grossa testa pelosa sul mio grembo.
A ripensarci, ora mi pare assurda la mia paura dei cani, ma negli ultimi
mesi sono cambiate un sacco di cose, no? Mi sembra anche assurda
l'intimit che si  creata con una persona che conosco da cos poche
settimane (va bene, da mesi, ma ancora non me lo ricordo!) e che dopo
tutto questo tempo sia finalmente riuscita a dimenticare Kieran.
Ah! Dimenticarlo? Non  buffo?
Ma Finn  cos diverso da Kieran. A dire il vero, non so proprio come
le altre se lo siano lasciato sfuggire. Non solo  bellissimo e molto
virile, ma ha un carattere dolce e generoso che farebbe impazzire molte
donne!
Ragazzi, stavolta ti  andata davvero bene, ha detto Erin quando le
ho raccontato del bacio. Mi prenderei volentieri una botta in testa al
giorno se uno cos venisse a bussarmi alla porta!.
Ancora non ha menzionato un nuovo ragazzo nella sua vita, ma ho
sempre il sospetto che ci sia qualcosa che non mi dice. Forse sono solo
all'inizio e lo fa per scaramanzia. Ma sono certa che me ne parler
quando si sentir pronta.
A dire il vero, mi chiedo se anche Finn non mi nasconda qualcosa. A
volte colgo in lui una leggera malinconia che non riesco a mettere a
fuoco e mi chiedo se pure lui, come me, sia stato ferito in passato. Se 
cos, siamo davvero una bella coppia!
A ogni modo, io e Finn siamo arrivati all'una circa. Pareva stranamente
nervoso, anche se, a ripensarci, era comprensibile, visto tutto
quello che gli racconto sulle pignolerie della mamma.
Come ho detto, la mamma faceva proprio la mamma, agitandosi da
morire per il pranzo, per la disposizione dei posti e cos via, tanto che
quando siamo arrivati ha salutato a malapena Finn. Poi quando il
pranzo  stato servito si  calmata un po' e dopo che ci siamo seduti a
tavola ha cominciato a chiedergli del suo lavoro, argomento di cui lui 
sempre felice di parlare. A volte, penso che stia pi a suo agio con i cani
che con le persone, e vedendo come si  rilassato quando ha cominciato
a parlare a mia madre del centro per cani guida, mi sono convinta
di aver ragione. Chiss perch allora passa tanto tempo con me!
Per qualche motivo, tutti quei discorsi sui cani hanno ammorbidito
anche la mamma e per un po' pareva che Finn l'avesse incantata come
ha fatto con gli altri, quindi il resto del pranzo l'abbiamo passato a
chiacchierare tranquillamente, tutti a nostro agio.
Ma dopo il dessert, il povero Finn ha rovinato tutto. Non capisco,
forse era troppo rilassato, o al contrario troppo nervoso, perch non 
da lui parlare a sproposito. E come ho detto prima, ormai ci scherziamo
sempre su, perci sono certa che gli  scappato e infatti non me la
sono minimamente presa.
A ogni modo, dopo che avevamo finito di mangiare, mi sono appoggiata
allo schienale e ho detto alla mamma: Era fantastico, mamma. 
da un pezzo che non mangiavo un pranzo cos buono.
Non so se  un complimento, Mrs Ryan,  intervenuto Finn, sorridendomi.
Di solito, la povera Abby non ricorda neanche cosa ha
mangiato a colazione, vero?.
Attorno alla tavola  calato il silenzio. Nessuno sapeva dove guardare.
Persino Caroline pareva scioccata.
Molto divertente, ho ribattuto io, cercando di assumere un tono
il pi leggero possibile, anche se avevo capito che ormai il danno era stato
fatto...
La mamma ha fatto una faccia come se volesse ammazzarlo e immagino
che dal suo punto di vista non si potesse biasimare. Come ha ammesso
dopo lo stesso Finn (poveraccio, si sarebbe preso a ceffoni!), poteva
sembrare non solo che avesse offeso la figlia, ma anche il pranzo!
Non so che mi abbia preso, mi ha detto poi, imbarazzato. Ho
detto una cosa cos stupida, e poi davanti a tua madre, ma volevo solo
scherzare.
Lo so, ovviamente, e immagino non capisca del tutto perch sia tanto
dura per mia madre. Mi piacerebbe che la prendesse con pi leggerezza,
come fa lui, se non altro per il mio bene.
Per il resto della giornata c' stata un'atmosfera che si tagliava con il
coltello e malgrado il sostegno che mi ha dato Finn negli ultimi tempi,
penso proprio che abbia ricevuto da mia madre un bel pollice verso!
Oh, be', le cose non possono che migliorare.

Capitolo 32.

Finn non capiva l'atteggiamento del padre. Era convinto che
Pat sarebbe stato entusiasta all'idea che avesse finalmente
trovato una ragazza che gli piaceva.
Il giorno prima, Abby aveva passato la giornata a Balbriggan,
e quando Pat era passato inaspettatamente il pomeriggio,
li aveva presentati. Poi, quel giorno, il padre era tornato,
non per congratularsi, come si era aspettato Finn, ma per fargli
una ramanzina.
Io non penso che farsi coinvolgere in una storia con una ragazza
cos sia una buona idea, disse Pat, quando Finn accenn
al fatto che lui e Abby non erano solo amici.
Una ragazza cos come?, chiese, incredulo.
Senti,  molto carina, ma chiss cosa potrebbe succederle a
lungo andare. Mi sembra gi abbastanza grave che non ricordasse
di averti conosciuto in America, poi per neanche qui...
Lo so che stai solo cercando di aiutare quella poveretta, ma
secondo me dovresti dartela a gambe levate.
Cosa? Ma che dici, pap? Abby ora sta bene. S, insomma,
non bene, ovviamente, ma sta imparando a gestire la situazione
e io la sto aiutando.
Dannazione, Finn, a trentacinque anni ancora raccatti cuccioli
smarriti da accudire!.
Finn alz la testa di scatto. Non riesco a credere che tu abbia
detto una cosa del genere.
L'ho detto perch  vero, e lo sai.
Capiva quello che intendeva Pat, ma stavolta si sbagliava. S,
 vero, naturalmente voleva aiutare Abby e avrebbe fatto di
tutto per farla stare meglio, ma non era solo questo. Aveva
provato qualcosa per lei a New York - e di nuovo al parco a
Dublino - quando ancora non sapeva nulla della sua lesione.
E anche se la faccia che aveva fatto quando le aveva dato la
brutta notizia sulla perdita di memoria avrebbe spezzato il
cuore di chiunque, non era per quello che ci stava insieme.
Consapevole che iniziare una relazione di qualsiasi genere con
una persona nello stato di Abby sarebbe stato difficile e anche
un po' egoista, all'inizio Finn voleva solo essere una spalla su
cui piangere. E visto che era un estraneo, arrivato a cose ormai
fatte, e una delle poche persone vicine ad Abby che non metteva
in dubbio le sue abilit e capacit mentali, era stato semplice
per lei farlo entrare nella sua vita e concedergli la sua fiducia.
Sapeva che una relazione di qualsiasi genere con lei non
sarebbe stata del tutto normale, ma quando si erano scambiati
quel primo bacio, aveva capito di volerla nella sua vita.
Non  questione che voglio accudirla, disse al padre.
Tengo a lei.
Come tenevi a quella Danielle? E guarda allora che  successo.
Sin dal primo giorno, Pat non aveva accettato Danielle, ma
per correttezza bisogna dire che aveva sempre tenuto la bocca
chiusa senza mai impicciarsi, fino al giorno in cui Dani aveva
fatto i bagagli e se n'era andata. Ora Finn aveva la sensazione
che Pat cercasse di evitare che si ripetesse la stessa cosa.
Il mondo  pieno di belle ragazze normali, Finn. Perch
sceglierne una difettosa?
Per l'amore del cielo, pap, ma ti pare una cosa da dire!,
disse Finn, alzando la voce. Abby ha qualche problema, e allora?
Pu superarlo, possiamo superarlo.
Pat trasse un profondo respiro.  quello che pensavo anch'io,
figliolo, disse infine, guardandolo dritto negli occhi e
Finn cap che si riferiva alla madre, assente da tempo. Un discorso
che Pat cercava sempre di evitare.
Di che parli?, chiese esitante Finn.
Pat sedette sul divano. Immagino che abbia capito che parlo di quella poveretta di tua madre.
Quella poveretta di sua madre? Finn non l'avrebbe messa
cos, visto che era stata lei ad abbandonarli tanto tempo fa.
Dopo una breve pausa, Pat prosegu. Quando l'ho sposata,
anche lei aveva un problema, che io, come te, pensavo di poter
superare insieme.
Che tipo di problema?.
Il padre sospir. Quello che da sempre tormenta questo
paese. Il demone dell'alcol, Finn.
Cosa?. Era la prima volta che sentiva una cosa del genere.
Mamma era alcolizzata?
Cronica, disse Pat, annuendo. Oh, all'inizio non era poi
male, almeno cos credevo. Sapevo che le piaceva bere, come
a tutti noi il sabato sera quando uscivamo insieme, ma non
mezza bottiglia di whisky in pieno giorno con un neonato che
piange nella stanza accanto.
Di colpo, cap il significato delle parole del padre. La mamma
beveva quando ero piccolo?.
Pat annu, con occhi stanchi. Ogni giorno durante tutta la
tua infanzia. Non ricordi proprio niente, Finn? Quando si addormentava
sul tavolo della cucina in pieno giorno, o non c'era
quando tornavi da scuola?.
Finn riand con la mente al giorno in cui aveva scoperto che
se n'era andata via e ai pezzi di un bicchiere rotto sul pavimento.
Ricord di aver pensato che il loro cane, Rex, fosse
probabilmente saltato sul tavolo provocando quel caos, come
al solito. Ma ora, ricordava anche di aver notato uno strano
odore, l'odore amarognolo e non necessariamente buono da
sempre associato alla madre. E ora capiva che probabilmente
era odore di whisky.
Aveva sette anni quando se n'era andata. Non ricordava granch
prima di quel giorno, non ricordava molto lei, n cosa significasse
avere una madre. Forse i ricordi non erano molto vividi,
o forse li aveva deliberatamente rimossi. Tutto ci che
rammentava era di essere tornato a casa da scuola un giorno e
di aver trovato il padre seduto al grande tavolo di quercia della
cucina, con la testa tra le sue enormi e callose mani da operaio.
Prima d'allora, Finn non aveva mai visto piangere il padre,
n l'avrebbe visto mai pi dopo.
Il loro cane, Rex, che fino all'arrivo di Finn era stato ai piedi
di Pat, era saltato su per salutarlo.
Che succede?, aveva chiesto Finn, appoggiando per terra
la cartella per accarezzare dietro le orecchie il cane da pastore.
Tutto bene, pap?.
Colto alla sprovvista, il padre aveva guardato il bambino come
se non l'avesse mai visto prima. Secondo il ricordo di Finn,
pareva quasi che lo avesse attraversato con lo sguardo.
Pap?, aveva ripetuto lui, continuando a passare le dita
sul manto setoso di Rex. Che succede? Perch piangi?
Piangere, io? Ma che vai raccontando!, aveva detto il padre,
azzardando una debole risata. Mi  andata una cosa nell'occhio...
una scheggia di legno, credo. Pat si era ostentatamente
strofinato l'occhio come se cercasse di togliersi qualcosa.
Stavo segando nel laboratorio e sono dovuto entrare per
sciacquarmi.
Oh. Con un certo sollievo, a Finn era tornato il sorriso. Aveva
preso da terra la cartella e l'aveva appesa allo schienale di
una sedia. Quando si mangia? Dov' la mamma?.
Pat si era alzato dalla tavola e si era diretto alla finestra sopra
il lavandino, dando le spalle al figlio.  dovuta andare via
per qualche tempo.
Dov' andata?.
Il padre era rimasto in silenzio per un bel po' e aveva alzato
le spalle prima di parlare. Via.
Finn aveva aggrottato la fronte. Che strano. La madre stava
sempre a casa quando tornava da scuola... Be', forse non sempre,
ma quasi sempre. Dove poteva essere andata? Perch era
partita senza salutarlo? E chi avrebbe preparato il pranzo?
Nuovamente a disagio, Finn aveva richiamato Rex e aveva
ricominciato ad accarezzargli dolcemente la testa. Ma dov'
andata? E quando torna a casa?
Presto, aveva risposto Pat inespressivo, ma Finn si era reso
conto che durante tutta la conversazione il padre non si era
mai voltato a guardarlo. Torner presto a casa.
Ma ovviamente la madre non era mai pi tornata e di quei
giorni Finn ricordava ancora il suono del pianto sommesso
del padre la notte, quando pensava che il bimbo dormisse e
non sentisse. Ricordava le notti in bianco, con Rex disteso in
fondo al letto che lo teneva al caldo, passate ad ascoltare i singhiozzi
attutiti provenienti dalla stanza dei genitori. Ma nonostante
i pianti notturni, Pat si comportava come se non ci
fosse niente di strano nel fatto che Imelda, sua moglie per nove
anni, se ne fosse andata lasciando lui e un figlio piccolo a
cavarsela da soli. Col senno di poi, Finn aveva capito che era
stato semplicemente un modo per rendergli le cose pi facili,
che comportandosi normalmente, Pat aveva pensato che
Finn avrebbe sofferto meno l'assenza della madre.
E allora, cos' successo?. Alla fine pareva giunto il momento
di chiedere al padre delle spiegazioni. Era una vita che le
aspettava, ma non era mai riuscito a farlo parlare di quel giorno.
Cos' successo quel giorno che l'ha fatta andare via? Chiaramente
aveva a che fare col bere. Cos' stato?.
Pat sospir. Sono tornato a casa prima e l'ho trovata svenuta
sul tavolo della cucina. Un'altra volta. Anche se l'amavo da
morire, a quel punto ne avevo fin sopra i capelli di quello che
stava facendo a noi e al nostro matrimonio, ma soprattutto a
te. Non sai quante volte ero tornato a casa dal lavoro e l'avevo
trovata tappata in camera nostra a bere mentre tu eri di sotto
da solo senza niente da mangiare e con la sola compagnia del
vecchio Rex. Ti dico una cosa, hai ricevuto pi attenzioni e stimoli
da quel dannato cane pastore che da tua madre. E infatti,
non hai detto una parola prima dei due anni. Pat aveva
un'aria addolorata. Per quel che riguardava me e il nostro
matrimonio, Imelda avrebbe potuto andarsene via anche prima,
ma non volevo che facesse questo a te. Perci qualche mese
prima le avevo dato un ultimatum, o smetteva di bere o le
avrei chiesto di andarsene.
Finn era inorridito. Cosa? Ma come hai potuto farlo? L'alcolismo
 una malattia, non dirmi che non lo sai! Non puoi semplicemente
buttare fuori a calci una persona e abbandonarla!
Aveva bisogno di aiuto.
Ha avuto tutto l'aiuto del mondo in quegli anni, gli disse
Pat con voce piatta. Non ricordi quante volte  entrata e
uscita dall'ospedale quando eri piccolo? Ma non potevi avere
pi di cinque o sei anni all'epoca, quindi forse non te ne rammenti.
A ogni modo, come ho detto, ha ricevuto moltissimo
aiuto. Ma quella era la sua ultima possibilit. Le ho detto che
doveva scegliere tra noi - tu e io, la sua famiglia - e la bottiglia.
Guard Finn. Figliolo, non credere neanche per un
momento che per me sia stato facile o che fossi un marito insensibile
che voleva sbarazzarsi di lei. Amavo quella donna
con tutto il cuore, e l'amo ancora. Ma lei amava solo ed esclusivamente
una cosa. Cos, come dicevo, le ho detto che era la
sua ultima possibilit, che se beveva un altro goccio, avrebbe
dovuto andarsene. Ho dovuto, Finn, non c'era altro modo.
Perci quando quel giorno sono tornato a casa e ho visto la
bottiglia di whisky mezza vuota sul tavolo....
Finn non disse nulla e aspett che continuasse.
Mi sono seduto di fronte a lei, le ho aperto il cuore e l'anima,
le ho detto cosa stesse facendo alla nostra famiglia e cosa
avrebbe finito col fare alla propria vita, ma sapevo che non mi
avrebbe dato ascolto. Non me ne dava mai. Era capace di prometterti
la luna e le stelle e il giorno dopo era di nuovo da qualche
parte con una o due bottiglie. Allora, ho messo sul tavolo
la bottiglia di whisky e una fotografia di noi tre alla tua prima
comunione e le ho detto di scegliere. La voce gli si spezz e
distolse lo sguardo. Finn immagin cosa fosse accaduto.
Mi dispiace, figliolo, so che ti addolora sentire queste cose e
addolora anche me il solo ricordarlo, figurati quando l'ho fatto.
Ma era l'unico modo per darti una possibilit nella vita. Ci
stava rendendo la vita un inferno. Non era una brava madre.
Non era in grado di assumersi una tale responsabilit. Cos, alla
fine, come avrai probabilmente capito, ha scelto la bottiglia
e quindi di andarsene.
Finn si pass una mano tra i capelli, incapace di credere alle
proprie orecchie. Ma dov' andata?
Aveva dei parenti in Inghilterra, un fratello, perci presumo
che inizialmente sia andata l, ma sinceramente non ne sono
certo. Avevo pensato che mettere in atto la mia minaccia e
dimostrarle la mia determinazione facendole i bagagli e chiedendole
di andarsene potesse farle capire veramente la situazione.
Ma no,  uscita dalla porta e da allora non ne ho pi saputo
nulla. Speravo in un biglietto di auguri di compleanno o
per Natale, ma niente.
Finn non sapeva che pensare.
E, in caso te lo stia chiedendo, ovviamente s, ho cercato di
rintracciarla, molte volte nel corso degli anni. Amavo quella
donna, Finn, nonostante tutto quello che mi aveva fatto. Ho
contattato il fratello, ma, francamente, non  stato particolarmente
disponibile e ho avuto l'impressione che se ne fosse lavato
le mani ormai da tempo. Quando eri adolescente, hai
detto molte volte di volerla cercare e se stai pensando di farlo
ora, sappi per che quello che potresti trovare potrebbe non
necessariamente essere quello che cerchi!.
Era vero, effettivamente Finn aveva pensato di cercarla, scoprire
che tipo di persona fosse. Ma innanzitutto, doveva superare
il fatto che lei - sua madre - gli avesse preferito una bottiglia
di whisky. Aveva sempre profondamente sentito da parte
sua una sorta di rifiuto, ma quello era un rifiuto di tutt'altro
tipo. E Finn sapeva che gli ci sarebbe voluto parecchio tempo
per accettarlo, figuriamoci pensare di trovarsela faccia a faccia
dopo tutti quegli anni.
Ma perch non me l'hai detto prima? Perch me ne parli solo ora?
Perch sapevo che ti saresti probabilmente imbarcato in una
folle ricerca con l'idea di salvarla, tu sei fatto cos. Te ne saresti
sentito responsabile, ma, come nel mio caso, non sarebbe servito
a niente perch nessuno poteva salvarla. Come sicuramente
avrai sentito mille volte, non si pu guarire un drogato che
non vuole essere curato. Casomai, avrebbe finito col trascinarti
gi insieme a lei. E se questo fosse accaduto, quello che ho
fatto tanti anni fa sarebbe stato inutile. Per questo non te ne
ho mai parlato e sono ancora convinto della mia decisione.
Finn ripens alla conversazione che aveva captato tra Pat e
Nora. Voleva convincere il padre a dirgli qualcosa. Nora...
era a conoscenza di tutta questa storia?
Vive nella casa accanto da quando stiamo qui. Certo che lo
sapeva. Perch me lo chiedi?.
Finn gli raccont quello che aveva sentito e come avesse temuto
riguardasse la salute del padre.
Ah, piantala con questa storia, lo sai che sto benone, disse
il padre con un cenno di protesta. Comunque, continu,
dopo una breve pausa, adesso sai la verit.
Finn non sapeva bene cosa pensare. Quindi aveva avuto
sempre ragione a credere che la madre l'avesse abbandonato,
e ora ne conosceva anche il motivo.
La madre era alcolizzata.
Ma poi ricord la ragione che aveva scatenato quella discussione
e anche se apprezzava i tentativi del padre di metterlo in
guardia creando dei paragoni, era convinto che la situazione
in cui lui si trovava fosse completamente diversa.
Non  la stessa cosa, disse al padre, quando Pat cerc nuovamente
di evidenziare le analogie. Abby non ha alcuna dipendenza
incontrollabile, qualcosa che possa rovinare la vita a
lei o a me. S, non sar facile, ma possiamo farcela, ne sono
certo.
Il padre non parve convinto e non c'era bisogno di essere telepatici
per capire che stava pensando: Ero convinto anch'io
della stessa cosa.
Ma in quel mentre squill il telefono e svan l'opportunit di
proseguire la discussione. Finn rispose.
Ehi, ciao caro. Sempre dell'idea di venire al patibolo sabato?.
Finn sorrise. Era il suo carissimo amico Chris, al cui matrimonio
avrebbe dovuto andare il weekend seguente. Aveva
chiesto ad Abby di accompagnarlo e lei aveva acconsentito:
un altro passo nel loro rapporto e un segnale per Pat, nonch
per gli altri, che quella relazione era costruita su solide basi
e non su una semplice simpatia.
Certo che verr, anzi non vedo l'ora. E tu, come stai? Non
 che ti sta venendo la strizza?
Naa, figuriamoci. Ascolta, in realt volevo solo dirti una
cosa, e il tono di Chris si fece serio. Volevo accertarmi che
lo sapessi, insomma volevo dirti che anche Dani  invitata e, a
quanto ne so, verr.
Finn respir profondamente, preso alla sprovvista. Alla faccia
del tempismo! Non vedeva la sua ex da due anni. Da quando si
erano lasciati, le loro strade non si erano mai incrociate, e ora,
proprio quando finalmente aveva cominciato a riprendersi e
aveva trovato un'altra...
Ma non solo, continu Chris, interrompendo il corso dei
suoi pensieri. C' anche un'altra cosa che dovresti sapere....

Capitolo 33.

Abby guard nuovamente la sua immagine allo specchio, pi
nervosa per quel matrimonio di quanto volesse ammettere.
Non solo avrebbe incontrato per la prima volta gran parte degli
amici di Finn, ma si sarebbe anche trovata faccia a faccia
con la famosa Danielle.
E anche Finn.
Be', forse non c' niente di cui preoccuparsi, pens, seduta
sul bordo del letto mentre si allacciava le scarpe. Forse Danielle
era bassa, strabica, sovrappeso e con i capelli per aria.
Ma visto che lei stessa era bassa, leggermente sovrappeso e
con i capelli, non proprio per aria, ma sicuramente crespi, si
sarebbero intese a meraviglia. Lo strabismo sarebbe stata l'unica
differenza e avrebbe dato ad Abby un evidente vantaggio
sulla ragazza che aveva spezzato il cuore del suo amato Finn.
Abby emise un gemito. Magari! Da quello che aveva colto da
Finn, che non aveva voluto entrare troppo in dettagli riguardo
alla sua ex tranne per il fatto che si erano separati due anni
prima, Danielle sembrava una persona molto glam e questo
era uno dei motivi per cui tanto per cominciare si erano lasciati.
Andare per campi con una schiera di cuccioli esagitati non
era il suo genere, aveva detto ad Abby durante una recente
conversazione sulla sua relazione precedente. Preferiva molto
di pi la vita urbana, andare in centro e tirare fino a tardi.
Dal tono, Abby aveva capito che malgrado le evidenti differenze
di carattere, Finn le aveva voluto molto bene. Purtroppo
per lui, questo non era stato sufficiente per Danielle.
E forse Abby, pi di chiunque altro, poteva capire i suoi
sentimenti, considerata la propria esperienza con Kieran.
Pronta?, chiese Finn, infilando la testa nella porta della camera
da letto. Aveva passato la notte a casa di lui, cos sarebbe
stato pi semplice lasciare Lucy da Pat prima di andare direttamente
al matrimonio.
Prontissima, rispose, respirando profondamente. Grazie
a Caroline e alla sua orgia di shopping, Abby - con indosso
una gonna ornata di lustrini di Whistles, un bustino di satin e
le sue amate Jimmy Choo - aveva un aspetto molto migliore
di quanto si sentisse.
Ci divertiremo, disse Finn, mentre Abby saliva nella jeep.
Era la sua immaginazione, o anche lui pareva nervoso?
Arrivarono davanti alla chiesa poco prima dell'una e mentre
entravano nel parcheggio, ad Abby torn distintamente in
mente l'ultimo matrimonio a cui era andata. Fece una smorfia.
Per ironia della sorte, le nozze di Kieran erano un ricordo che
non le si sarebbe mai cancellato dalla memoria.
Finn parcheggi la jeep e insieme si diressero verso l'ingresso
della chiesa, dove si trovavano a chiacchierare alcuni ospiti.
Stavano per entrare quando udirono una voce maschile gridare
nelle vicinanze. Finn Maguire, chi non muore si rivede!.
L'espressione di Finn si apr in un largo sorriso e, afferrando
Abby per mano, si avvicin a un gruppo di uomini e donne che
si trovavano a destra dell'ingresso. Come stai, Gerry?, disse
Finn sorridendo e dando la mano a un tizio alto con i capelli
biondi.  da un sacco che non ci vediamo.
Dove ti eri nascosto?, fece una donna, salutandolo con un
abbraccio.
Dopo che furono conclusi i saluti, Finn si volt e present
Abby. Con suo grande sollievo, pareva che Danielle non si
trovasse in quel gruppo e anche se sembravano tutti molto
cordiali, aveva la sensazione che la donna in particolare fosse
sorpresa dal fatto che Finn avesse portato qualcuno al matrimonio.
Oddio, era stato cos male per la sua ex?
Finiti i convenevoli, arriv il momento di entrare e Abby e
Finn si sistemarono in uno dei banchi del lato dello sposo. Come
presero posto, ebbe la netta sensazione che Finn fosse un
po' a disagio, quasi all'erta per qualcosa. Danielle, ovviamente.
Abby si pent di aver accettato di andare. Se Finn era cos
nervoso ora, come sarebbe stato quando si fosse trovato effettivamente
nella stessa sala con la sua ex?
Durante la cerimonia non riusc a pensare ad altro e anche se
quando era uscita di casa era soddisfatta della sua mise, ora si
sentiva trasandata e fuori moda rispetto alle altre ospiti. Evidentemente,
nonostante tutti gli sforzi di Caroline, nel campo
della moda restava sempre una novellina e in chiesa c'erano
talmente tanti capi firmati che avrebbe potuto benissimo essere
il matrimonio di un calciatore milionario.
Tutto bene?, chiese Finn, dopo che la cerimonia fu conclusa
e tutti cominciarono a incolonnarsi per uscire al sole.
Sei molto taciturna e....
Ciao, Finn, disse una voce roca alle loro spalle.
Pareva che tutti i peggiori incubi di Abby fossero diventati
realt. Ben lungi dall'insignificante e strabica nanerottola che
aveva sperato fosse Danielle, si trov davanti una specie di
Helena Christensen alta e abbronzata con degli incredibili occhi
color acquamarina, una pelle perfetta e un corpo ancor
pi perfetto, vestita di un impalpabile abito di chiffon di cui
Caroline avrebbe identificato su due piedi il creatore. Abby
non lo sapeva e non ce n'era bisogno, perch Danielle era il tipo
di donna che tutti gli stilisti avevano in mente per le proprie
creazioni - elegante, sexy, raffinata - non certo una tipa
bassa, pallida e grassoccia come Abby.
Ovviamente, Finn parve quasi stupito del suo aspetto, come
se in tutto quel tempo avesse dimenticato quanto fosse
bella.
Dani, ciao. Come stai?, disse, chinandosi per baciare sulla
guancia l'ex amore della sua vita e mentre lo faceva, Abby
pens quasi di svignarsela, prendere al volo un taxi fino a casa
e dimenticare l'esistenza di quell'uomo. Date le circostanze,
non sarebbe stato poi cos difficile...
Ma a quel punto, Finn la sorprese allontanandosi dalla splendida
Danielle e prendendole la mano. Questa  Abby, disse.
Pur facendo del suo meglio, non riusciva a evitare di sentirsi
un'intrusa, tanto evidente era il legame che c'era stato tra quei
due.
Ciao, disse, forzando un sorriso che sperava apparisse sicuro
e cordiale.
Ciao, Abby. Mi fa molto piacere conoscerti, disse Danielle,
sorridendo a sua volta e, con sua grande sorpresa, Abby non vide
alcuno sguardo di sdegno, n si sent squadrare dall'alto in
basso con aria sprezzante. Al contrario, Danielle sembrava... insomma,
dava l'impressione di essere piuttosto simpatica. Wow,
che belle scarpe. Stanno benissimo con questa gonna.
Grazie. Per un attimo, Abby si sent stranamente orgogliosa,
ma poi si diede dell'ingenua per aver lasciato che un semplice
complimento le facesse dimenticare il sortilegio che evidentemente
quella donna esercitava sul suo ragazzo!
E a proposito, Finn non aveva detto che era la sua ragazza, vero?
L'aveva solo presentata per nome.
Be', allora ci vediamo pi tardi all'albergo, stava dicendo
Danielle, e Finn annu.
Certo, con piacere.
Tuo di sicuro, pens Abby, col cuore che le si fermava alla vista
dello sguardo di Finn che osservava Danielle allontanarsi.
Aveva fatto male a venire a quel matrimonio e Finn aveva fatto
male a chiederglielo.
Qualsiasi idiota si rendeva conto che era ancora innamorato
della donna che gli aveva spezzato il cuore.
Finn sent un tuffo al cuore mentre osservava Danielle allontanarsi.
Aveva fatto male a venire quel giorno e doppiamente
male a portarci Abby. Non era giusto che assistesse al suo primo
incontro con Dani dopo la separazione di due anni prima.
Era sempre splendida, non c'era dubbio. Sempre attraente
ed elegante. E perch non avrebbe dovuto? L'aspetto era sempre
stato tutto per Danielle, e questo era uno dei motivi per
cui vivere in campagna le era risultato sempre difficile e senza
senso, come diceva lei.
Che senso aveva darsi tanto da fare per avere un aspetto stupendo
quando in campagna non c'era nessuno ad ammirarla e
ad apprezzare i suoi fantastici vestiti e il suo perfetto taglio di
capelli? Nessuno eccetto Finn a cui, per, non importava granch.
Aveva fatto del suo meglio, cercato di farla sentire amata e
sicura, ma Danielle era il tipo di donna che si sentiva sicura solo
se aveva su di s gli occhi di tutti.
E ora, il suo desiderio sicuramente si esaudiva, perch a parte
la sposa, che a buon diritto attirava a s tutta l'attenzione,
Danielle era sicuramente la donna pi bella del matrimonio.
Mi pare simpatica, sent dire ad Abby e rapidamente ritorn
al presente distogliendo lo sguardo da Danielle.
Cerc di pensare a qualcosa di poco impegnativo da dire,
per cercare di nascondere il turbine di emozioni che provava,
ma non gli venne in mente niente. S, si limit a dire, mentre
insieme ad Abby seguiva il resto degli invitati fuori della
chiesa.
Immagino che rivederla sia stato uno shock, continu Abby
e anche stavolta Finn non pot che concordare.
S, cio... sapevo che ci sarebbe stata, ma.... Preferendo non
parlarne in quel momento, Finn non termin la frase.
In auto, diretti all'albergo, Abby divent taciturna, con grande
sollievo di Finn. Evidentemente, aveva capito che non aveva
voglia di fare conversazione e lui gliene era davvero grato.
A dire il vero, le chiacchiere futili erano l'ultima cosa che voleva
in quel momento. Era troppo impegnato a riflettere sulle
sue reazioni all'incontro con Danielle e a come avrebbe superato
il resto della giornata nella stessa sala con lei.

Capitolo 34.

Quella giornata si stava rivelando per Abby un vero incubo.
Andando all'albergo, Finn aveva a stento detto due parole
e lei sentiva che era completamente assorbito dal pensiero
di Danielle. Anche lei, d'altronde. Arrivati al vecchio albergo
di campagna dove si teneva il ricevimento, non era riuscita a
rilassarsi finch, avendo esaminato la disposizione dei posti,
non aveva scoperto che grazie al cielo la ex di Finn era seduta
a un altro tavolo.
Ma comunque, c'era poco da divertirsi. Non conosceva nessuno
dei vecchi amici di Finn ed era difficilissimo riuscire a farlo
visto che ovviamente la consideravano una specie di curiosit.
Perci potresti non ricordare niente di nuovo a meno di
non segnartelo da qualche parte, indag Jayne, una delle mogli.
Tutte le donne erano sedute a un tavolo del salone, mentre
gli uomini erano in piedi al bar.
Abby si mosse a disagio sulla sedia. La sua situazione non era
facile da spiegare in ogni caso, figuriamoci a un gruppo di sconosciuti.
Be', molte delle cose nuove riesco a ricordarle, rispose
con leggerezza, ma alcune svaniscono molto rapidamente.
Fece un sorriso mesto. E un po' strano, lo so, ma devo
imparare a conviverci. Non approfond la questione, sperando
che capissero il suo disagio.
Quindi, a meno di non scriverlo, potresti non ricordare nessuno
di noi?, disse un'altra donna, di nome Frances, con una
certa dose di scetticismo nella voce.
Pazientemente, Abby spieg che aveva ormai preso l'abitudine
di annotare tutti gli avvenimenti della giornata nel suo diario,
a mo' di copia di riserva della sua memoria. So che pu
sembrare strano, disse, alzando le spalle imbarazzata, ma per
me funziona, ed  questo l'importante. Continu poi spiegando
la teoria del rafforzamento di Hannah, ma sentiva che
non l'ascoltavano pi di tanto.
Non le importava. Era difficile che quelle persone avrebbero
svolto un ruolo fondamentale nella sua vita, perci aveva
poco senso cercare di far loro capire la situazione. Erano anni
che Finn non vedeva alcune di quelle coppie e, a quanto le
aveva detto, era meglio cos.
Con loro non ho pi niente in comune, aveva spiegato ad
Abby. Quando eravamo pi giovani ci divertivamo insieme,
ma ora loro hanno la loro vita e io la mia. Vado a questo matrimonio
solo per Chris, e lui  il mio miglior amico.
Mentre tutti i membri della vecchia comitiva si erano sposati
e avevano avuto figli, da quando si era lasciato con Danielle,
Finn era rimasto l'eterno scapolo. Almeno fino a quel momento.
Per, deve essere davvero dura per Finn, insistette Frances.
Abby s'innervos, sperando che cambiassero argomento,
ma quella rincar la dose. E pensare che potresti dimenticarti
completamente di lui, come niente!.
Finn non  tanto facile da dimenticare!, scherz un'altra,
di cui Abby non riusciva a ricordare il nome. Lyndsay, forse?
Abby, io penso che sia fantastico che lo stiate superando insieme,
disse, avvertendo evidentemente il suo disagio. Finn
 un ragazzo splendido e noi tutti non vediamo l'ora di vederlo
felice, vero?.
Una delle altre ragazze, Jayne, annu. S, a dire il vero, dopo
Dani eravamo cos preoccupati che potesse non... insomma,
sai com'. Distolse lo sguardo, imbarazzata, come se si fosse
accorta all'improvviso che non era il momento migliore per discuterne.
Abby si limit a sorridere, restia a tradire la propria insicurezza.
Ma comunque, non vi pare splendida?, sospir Frances.
Quasi non mi capacitavo di quanto fosse bella in chiesa.
Stupenda, convenne Jayne, annuendo decisa. Non so proprio
come faccia. Ogni volta che la vedo, sembra pi giovane.
E quel vestito le sta davvero bene, anche se devo dire che
quella scollatura  un po' esagerata.
Cos presto dopo l'intervento, intendi?, s'inform Jayne e
Abby drizz le orecchie. Mmm... evidentemente, quel modello
di bellezza non era del tutto naturale! S, ma sapete com'
Danielle, sempre a ostentare.
Mentre le altre continuavano a tessere le lodi di Danielle,
Abby si stup di quanto potessero essere insensibili. Non si
rendevano conto di metterla a disagio? Gi era terribile vedere
Finn tutto occhi per la sua ex, se poi anche i suoi amici continuavano
a ripetere quanto fosse splendida!
Comunque, se non altro, era contenta di essere riuscita a distogliere
la conversazione dai suoi problemi di memoria. E la
risollevava anche il pensiero che quella sarebbe stata la prima
e l'ultima volta che si sarebbe ritrovata con quel branco di pettegole.
Le streghe del Macbeth erano niente al confronto di
quelle tre!
Era ora!, protest Lyndsay, quando i mariti delle ragazze
sedettero finalmente al tavolo, mentre Finn era stato intercettato
da un altro ospite. Pensavo che ci aveste abbandonate.
E chi poteva biasimarli? Pens Abby, caustica.
Abby, stavo giusto dicendo a Finn che ha avuto una bella
fortuna con te, esclam il marito di Frances, Ray.
Abby sorrise, sollevata al pensiero che almeno uno degli amici
di Finn non pensasse che aveva fatto il pi grosso sbaglio
della sua vita a lasciar perdere la meravigliosa Danielle. Sul
serio, e perch?
Perch se litigate, diversamente da tutti noi, non deve sorbirsi
bronci e musi per giorni.
Perch no?, chiese la moglie.
Ray ridacchi e fece ad Abby l'occhiolino, chiaramente
esilarato dalla propria arguzia. Ma perch il giorno dopo il litigio
 bello che dimenticato !.
Il resto della serata pass velocemente e senza incidenti degni
di nota. Dopo la battuta di cattivo gusto di Ray (sempre
per preferibile alle incessanti domande di sua moglie), gli
amici di Finn evitarono di menzionare ancora le condizioni di
Abby, e quando il gruppo si ritir nella sala del banchetto,
con suo grande sollievo, Abby scopr che lei e Finn erano seduti
lontani dalla terribile Frances e all'estremit opposta della
stanza rispetto a Danielle.
Abby trascorse gran parte della giornata in chiacchiere superficiali
con Lyndsay, che era di gran lunga la pi simpatica
delle amiche di Finn e, diversamente da Frances, non faceva
troppe domande sui suoi problemi di memoria, o sulla sua relazione
con l'amico.
Finn era sempre molto distante e questo davvero la preoccupava.
Mentre durante la cena chiacchierava con gli altri scherzando
sulla prolissit dei vari discorsi, aveva notato che il suo
sguardo di tanto in tanto vagava verso il tavolo di Danielle.
Abby cerc di autoconvincersi che era normale che Finn fosse
un po' turbato dalla presenza della sua ex dopo tutto quel
tempo. E quando la serata era ormai avanzata e il vino aveva
cominciato a fare effetto, Abby cominci poco a poco a rilassarsi
e divertirsi.
Subito dopo il primo ballo della neocoppia di sposi e quando
l'orchestra acceler il ritmo, lei e Lyndsay si lanciarono in pista.
Che sar, sar, decise Abby, cominciando coraggiosamente a
ballare come se non avesse un pensiero al mondo, mentre dentro
di s si preoccupava, eccome.
Borbottando che sarebbe tornato subito, Finn era scomparso
poco dopo il banchetto e non era pi tornato. Abby aveva
cercato di autoconvincersi che in questo non c'era nulla di
strano: dopotutto, era il matrimonio del suo migliore amico e
c'era un sacco di persone che non vedeva da tempo.
Intorno a mezzanotte, avendo bisogno di una pausa, acconsent
ad accompagnare Lyndsay a fumare una sigaretta sulla
terrazza.
Devo proprio, ormai sono mesi che ho smesso, ma bere
troppo mi distrugge, dichiar la ragazza. Se mi vede Roger,
mi ammazza. Di, vieni, cos fai il palo.
Va bene, acconsent Abby. Era la terza scappatella di Lyndsay e
comunque aveva bisogno di un po' d'aria fresca, nei limiti
consentiti da una folla di fumatori, pens un po' stordita.
Ma se non l'avesse fatto - se non fosse uscita sulla terrazza
nell'area fumatori - non avrebbe mai vagato pigramente con
lo sguardo per i giardini dell'albergo e non avrebbe mai visto
Danielle e Finn seduti su una panchina poco lontana. Impegnati
in una fitta conversazione, parevano ignari della presenza
degli altri, come se fossero immersi in un bozzolo tutto loro.
Non avrebbe mai visto come Finn guardava la sua bellissima
ex, come teneva la testa inclinata verso di lei per ascoltare
quello che diceva, come scuoteva la testa e sorrideva alle sue
parole.
Lyndsay, girata dall'altra parte e impegnata ad accendersi la sigaretta,
non si accorse dell'orrore di Abby. E s, Roger mi ammazzerebbe
se scoprisse che ho ripreso a fumare, cianciava.
A volte mi d davvero il tormento. Lo fa anche Finn?
No. Abby quasi non riusciva a parlare.
Ora, i loro sguardi sembravano incatenati l'uno all'altro e
Danielle faceva scorrere un dito sulla guancia di Finn, mentre
l'altra mano era tra quelle di lui. Oddio...
D'improvviso, il terreno cominci a tremarle sotto i piedi e la
voce di Lyndsay le parve lontanissima, mentre fissava ammutolita
Finn, incapace di credere ai propri occhi. Perch le aveva
fatto una cosa del genere? E davanti a tutta quella gente.
Devo andare, disse senza fiato, correndo dentro prima che
Lyndsay potesse reagire. Che importanza aveva? Tanto era
ben difficile che si sarebbero rincontrate. Abby corse al tavolo a recuperare le sue cose, quasi non not gli sguardi interrogativi
degli altri e and dritta alla reception per chiamare un
taxi.
Quanto era stata sciocca a pensare che uno come Finn avrebbe
preferito una come lei a Danielle, o a qualsiasi altra, riflett,
camminando avanti e indietro in attesa del taxi. Era stata una
sciocca a pensare che potesse amarla, che qualcuno potesse
amarla quando era ben possibile che un giorno non sarebbe
stata in grado di ricordare neanche quello che aveva mangiato
a colazione. Era impossibile che una coppia potesse resistere.
E allora perch Finn aveva insistito perch affrontassero insieme
il problema? Perch si era dato tanta pena per aiutarla
ad accettare quello che le succedeva, per aiutarla ad ammettere
che il problema esisteva? E perch le aveva detto di volerle
bene quando in realt aveva continuato a desiderare un'altra?
Oddio, che assurdit, pens, rendendosi conto che la storia
si ripeteva. Ma in questo caso, riflett rapidamente, le sue condizioni
avrebbero potuto rivelarsi una benedizione, perch
aveva un metodo infallibile per fare in modo che il tradimento
di Finn non le facesse male come quello di Kieran. Per fare
in modo di non pensarci e angosciarsi in ogni momento della
giornata. Per fare in modo che quell'immagine di Finn e Danielle
non si ripetesse in continuazione nella sua mente come
l'immagine del matrimonio di Kieran e Jessica.
No, stavolta, pens cupamente Abby, aveva un metodo sicuro
per non rivivere nuovamente quel dolore.
Il taxi era finalmente arrivato e Abby era a casa ormai da un'ora
quando alla porta comparve Finn.
Che diavolo  successo?, chiese, passandosi una mano tra
i capelli. Perch sei sparita cos? Ges Cristo, pensavo fosse
accaduto qualcosa, che si fosse verificato un qualche... episodio,
o una cosa del genere.
Come se te ne importasse, ribatt Abby, leggermente scossa
dall'intensit dei propri sentimenti. Non erano stati insieme
tanto quanto lei e Kieran, ma Finn le era stato accanto in un
periodo difficile della sua vita. Aveva quasi la sensazione che
fosse con lei da sempre. Aveva condiviso tutto con lui, le paure,
le preoccupazioni, ma anche i momenti di felicit e di ottimismo.
Sapeva quasi tutto di lei, Abby si fidava e lui l'aveva
tradita. Lei si era innamorata perdutamente e lui l'aveva respinta.
Niente di nuovo, quindi.
Perch non dovrebbe importarmi?, chiese, aggrottando la
fronte. Perch ti comporti cos, Abby? Che diavolo  successo?
Che diavolo  successo?. Abby non riusciva a credere alle
proprie orecchie. E successo che tu e Danielle ve ne stavate
seduti vicini a coccolarvi in un angolo. E successo che non sei
stato in grado di levarle gli occhi di dosso tutto il giorno. Perch
l'hai fatto? Perch mi hai portato al matrimonio quando
volevi solo una scusa per tornare con Danielle?
Abby, calmati. Hai equivocato.
Finn,  vero che ho preso una botta in testa, ma non sono
scema! Non trattarmi come tale cercando di dirmi che ho equivocato.
Ho visto come vi guardavate. Ho visto come ti accarezzava
la guancia e come stavate mano nella mano. L'unica cosa
che mi consola  che sono riuscita a uscirne prima che la cosa
si facesse seria!.
Seria.... Finn aveva il respiro affannoso. Abby, senti, hai
davvero equivocato. S, io e Danielle eravamo seduti vicini, e
s,  stato strano rivedersi dopo tutto questo tempo. Ti avevo
raccontato che le cose non erano finite bene e....
Finite? Finite? Secondo me, non sono finite per niente. Anzi,
pareva proprio che dovessero ricominciare da capo! Quello che non capisco  perch mi hai dovuto illudere quando sei
chiaramente ancora innamorato di lei, disse, con voce rotta.
Oppure avevi in mente di andare avanti come se niente fosse,
tanto anche se avessi scoperto che mi tradivi alle spalle era
ben possibile che me ne dimenticassi, o no?
Abby, per l'amor del cielo, ti prego, calmati.
Io sono calmissima, ma sinceramente lo sar anche di pi
quando te ne sarai andato e la smetterai di cercare di darmi
spiegazioni. Puoi dire quello che ti pare, non m'importa, tanto
ho la ferma intenzione di non scrivere assolutamente niente
della giornata di oggi. Anzi, per essere precisi, ho la ferma intenzione
di non scrivere mai pi niente su di te!. Incrociando
le braccia sul petto, Abby distolse lo sguardo e cerc di trattenere
le lacrime.
Cosa? Che stai dicendo?
Senti, abbiamo fatto male a pensare che avremmo potuto
farcela e per fortuna non  necessario che ti senta in colpa.
Dammi solo un po' di tempo e avr ben presto dimenticato te
e tutto quello che ti riguarda. Cos potrai tornartene dalla tua
preziosa Danielle. Non sar certo io a fermarti.
Ancora non capisco, disse Finn, aggrottando la fronte.
Che stai dicendo?.
Abby irrigid la mascella. Significa che ho tolto tutto, Finn,
tutti gli ultimi due mesi... non c' pi niente.
Lui parve inorridito. Hai cancellato i documenti su di noi?
Esatto, disse Abby a bocca stretta.
Il sangue cominci a defluirgli dal volto e Abby si chiese
perch mai si agitasse tanto. Almeno cos sarebbe finito tutto
in poco tempo, giusto? Non avrebbe dovuto sentirsi in colpa
per averla piantata in asso, e avrebbero potuto entrambi riprendere
la propria vita senza guardarsi indietro.
Lui avrebbe potuto riavere la splendida Danielle e Abby...
be', Abby avrebbe avuto tutti gli altri ricordi, a parte quelli in
cui c'era lui. In un certo senso era liberatorio, significava che
invece di passare mesi a piangere la sua assenza cercando di
dimenticarlo, poteva farlo con un semplice click. Quale donna
dal cuore infranto non avrebbe preferito prima o poi questa
soluzione? Cancellare magicamente tutto il dolore causato
da una separazione?
Per una volta, il suo problema si era rivelato una benedizione.
Non era ancora pronta per una relazione, probabilmente
non lo sarebbe stata mai, perci era stato meglio scoprirlo subito,
prima che lei e Finn sprecassero altro tempo.
Non ti credo, stava dicendo lui. Non credo che abbia
buttato tutto solo perch pensi di aver visto qualcosa tra me e
la mia ex.
Non penso, so.
No, non  vero. Hai visto solo due persone che si rincontravano
dopo tantissimo tempo.
Lei lo fiss. Di solito quando rincontri qualcuno, ti ci spalmi
addosso?
Non ci ero spalmato addosso! E stato emozionante, s, lo
ammetto, ma....
Be', se  stato tanto emozionante, perch allora non torni con
lei? Perch mettermi in ridicolo davanti ai tuoi amici, che comunque
pensano sia fuori di testa?, concluse con aria infelice.
Cosa? Che stupidaggine!, disse Finn, esasperato. Abby,
davvero non sai cosa dici.
Evidentemente no. Ma so cosa ho visto e, a mio parere, era
tutt'altro che innocente. Francamente, non so perch non l'ho
capito prima. Con tutti i tuoi amici che continuavano a ripetere
quanto stesse bene e quanto tu ne fossi rimasto colpito.
Finn alz di scatto la testa. Cosa? Chi l'ha detto?
Be'... Frances and Jayne. Non la finivano pi di dire quanto
fosse bella. Ovviamente pensano che tu sia ancora innamorato
di lei, perci non sono io che sono paranoica.
Abby....
Perch, non  vero? Hai pensato che non avessi notato come
sei diventato taciturno e indifferente dopo averla incontrata
in chiesa, o come non sei riuscito a rilassarti quasi tutto il
giorno, finch non hai potuto starle di nuovo vicino?. Chiuse
gli occhi. Allora s, che eri rilassato!.
Abby, basta, ti prego!, disse Finn, alzando la voce per la frustrazione.
Finn, le tenevi la mano. Eravate talmente vicini che eravate
praticamente appiccicati e....
Danielle  malata, Abby, la interruppe lui con voce piatta.
Cosa?, alz lo sguardo, aggrottando la fronte. Che vai dicendo?.
Finn sospir stancamente. Ha un tumore al seno. L'ho saputo
da Chris solo la settimana scorsa. Ha pensato di dirmelo prima che la rivedessi al matrimonio.
Tumore al seno... Immediatamente, Abby ripens ai commenti
di Frances e Jayne sulla scollatura di Danielle e alla menzione
di un intervento. Aveva immaginato che parlassero di un
aumento del seno, o qualcosa del genere, non aveva considerato
neanche per un momento che potesse trattarsi di qualcos'altro...
 per questo che ero taciturno dopo averla incontrata in
chiesa, prosegu Finn. E sono stato agitato tutto il giorno.
Non sapevo cosa fare. Sapevo di dover dire qualcosa, farle sapere
che ero a conoscenza dell'operazione e della terapia....
Scosse il capo. Abby, ho passato con Danielle tre anni della
mia vita e le ho voluto molto bene - e ancora gliene voglio -
ma non nel modo che pensi tu, si affrett ad aggiungere. In
questo momento sta passando un bruttissimo periodo e volevo
parlargliene, farle sapere che se le serviva qualcosa.... Gli
si spense la voce, e Abby cap che non era una finta: era sinceramente
turbato e preoccupato per la sua ex.
Ripens a loro due seduti sulla panchina, a come le erano
parsi intimi. Aveva subito immaginato che stessero flirtando,
ma ripensandoci, tra loro c'era una sorta di... insomma, tenerezza.
Finn non ci stava provando con lei, le stava dimostrando
la propria solidariet per la malattia. Era per questo che
Frances e le altre avevano continuato a ripetere che aspetto
fantastico avesse. Abby aveva stupidamente immaginato che
alludessero all'evidente differenza tra lei e Danielle, quando
invece si riferivano solo a come stesse bene, viste le circostanze.
Abby si sent un verme. Mi dispiace... Non ne avevo idea. Non
potevo immaginare.... Scosse la testa, imbarazzata. Quando
vi ho visti insieme, ho immaginato che...  talmente bella
e tu ti comportavi in modo cos strano....
Abby, quello che c' stato tra me e Danielle  finito da tempo.
Le voglio ancora bene, nello stesso modo in cui voglio bene
a qualsiasi amico che stia passando un brutto periodo, e s,
ammetto che ascoltando parlare Chris e vedendola oggi mi
sono molto turbato. Ma tutto qui. Le ci  voluto un gran coraggio
per venire al matrimonio sapendo che tutti erano
informati della malattia. Era molto nervosa, perch non sapeva
come avrebbero reagito i suoi vecchi amici. Volevo farle sapere
che facciamo tutti il tifo per lei, che speriamo che ne esca
bene.
E come sta?.
Finn diede una scrollata di spalle. Ovviamente  distrutta,
come lo sarebbe chiunque.  difficile da spiegare, ma per una
donna come Danielle.... Scosse la testa. E ovvio che a nessuna
donna piace la prospettiva di perdere un seno, ma per
Dani l'idea  ancora pi tremenda.  sempre stata molto insicura
riguardo al suo aspetto e una cosa del genere  un colpo
terribile per lei.
Una donna come quella insicura? Abby non riusciva a capirlo.
So a cosa stai pensando, ma credimi,  uno dei motivi per
cui ci siamo lasciati. Danielle ha bisogno costantemente di sapere
quant' bella e meravigliosa. E per questo che detestava
Balbriggan. Era un mondo lontano dalle luci e dalla vita di
Dublino. Qui in citt ha tutte le rassicurazioni di cui ha bisogno,
ma laggi....
Ma sicuramente tu gliele davi. Abby non pot fare a meno
di ricordare quanto anche lei avesse desiderato un giudizio
positivo sul suo aspetto, o un complimento da parte di
Kieran. Ma ora sapeva che all'epoca aveva l'autostima sotto i
piedi e la sua relazione con Kieran era al capolinea. Non riusciva
a immaginare come una donna bella come Danielle potesse
sentirsi allo stesso modo.
Non erano abbastanza. Niente era mai abbastanza per Dani. Distolse lo sguardo e Abby cap quanto questo l'avesse ferito.
Era come uno di quei rari fiori esotici a cui per crescere
servono cure e attenzioni costanti. Io non potevo fornirgliele.
Ma l'amavi. Non era sufficiente?.
Lui scosse il capo. Non per Dani. Non lo so, ci ho pensato
tante volte, ma non sono mai riuscito a capire perch fosse tanto
insicura. I suoi genitori si sono separati quando era piccola
e forse  stata una conseguenza, ma francamente non ne sono
certo. So solo che da quando la conosco non  mai stata a suo
agio con se stessa. E ora l'abbandona anche il suo corpo.
E Chris te l'aveva detto? Della malattia, intendo. Anche
Abby avrebbe preferito saperlo prima.
S. E prima che me lo chieda, non so perch non l'ho detto
anche a te. Forse perch volevo prima accettarlo io. E stato un
tale shock, e poi pensando che l'avrei rivista dopo tutto questo
tempo e in queste circostanze... Sinceramente, non sapevo cosa
fare. Ma se avessi immaginato che avresti potuto equivocare
le mie azioni, sicuramente te l'avrei detto. Non ero lucido.
Mi dispiace.
Abby gli si avvicin per abbracciarlo. No, a me dispiace.
Non avrei dovuto essere tanto paranoica e non avrei dovuto
dubitare di te. Ma per me era difficile trovarmi faccia a faccia
con la tua ex, soprattutto visto quanto  bella. Finn ricambi
l'abbraccio e Abby distolse lo sguardo, con aria colpevole.
Ora, sono cos dispiaciuta per lei, sapendo quello che sta passando,
e doppiamente dispiaciuta per averti addolorato scappando
via in quel modo. Chin il capo per la vergogna. Ma
quando vi ho visti seduti vicini e tu che le tenevi la mano....
Finn la baci sulla testa. Scusami, non ho pensato alle conseguenze.
Pensavo che io e te stessimo talmente bene insieme
che era ovvio che non ti avrei mai fatto del male. Ma Danielle
era cos turbata e spaventata e sapevo che sarebbe stata
contenta se le avessi detto qualcosa. Mi sono sentito molto vicino
a lei, ma non nel modo che pensavi tu.
Lo so e mi dispiace ancora.
E le ragazze continuavano a parlare del suo aspetto?. Alz
gli occhi al cielo. Non c' da stupirsi se le donne sono tanto
paranoiche! Ma non mi pare che nessuna di loro sia andata a
parlarle. Evidentemente aveva ragione a preoccuparsi di come
l'avrebbero trattata. Che imbecilli!.
Abby si morse il labbro. A dire il vero, non  che mi siano
risultate tanto simpatiche. Lyndsay, s, ma....
Anche Lyndsay va a momenti. Finn si accigli. Come ti ho
detto, quando eravamo giovani andavamo d'accordo, ma ora
non ho pi niente in comune con loro. I ragazzi vogliono parlare
solo di affari e propriet, vantandosi dei soldi che fanno,
mentre le mogli non fanno che farsi dispetti e pugnalarsi alle
spalle. Sono tutte cose che non mi interessano. La guard e
sorrise. Nella mia vita ora ci sono cose molto pi importanti.
Abby ricambi il sorriso e si andarono a sedere vicini sul divano.
Eri davvero cos arrabbiata che hai buttato via tutto?, chiese
poi lui. Diari, lettere, fotografie, tutto il file?.
Abby annu, con un groppo in gola.
Volevi cancellarmi dalla tua vita senza darmi la possibilit
di spiegare? Abby, io ti amo. Lo sai, vero?.
Abby sent balzarle il cuore in petto. L'amava!
Ero arrabbiata e ferita, e oh, mi dispiace, boccheggi con le
lacrime agli occhi. Oddio, cosa aveva fatto? Ho fatto un gran
casino.
Non  detto, disse Finn. Si diresse al computer, tir la sedia
e si sedette mentre Abby si mordeva il labbro, in attesa che
la sgridasse per aver fatto una cosa tanto stupida.
Invece, Finn sorrise. Hai cancellato il file dalla scrivania?,
chiese.
S, scusa. Avrei dovuto pensarci un altro po', ma ero talmente
arrabbiata e volevo solo....
No, no, tranquilla, disse lui, interrompendola. Non preoccuparti,
non l'hai cancellato del tutto;  ancora nel cestino.
Cosa?. Abby fiss stupita mentre lui cliccava sull'icona del
cestino, al cui interno il file Finn era ancora intatto. Poi, cliccando
su alcuni comandi, lo riport alla sua posizione originale.
Il cestino... non sapevo nemmeno che esistesse!, disse
Abby, sentendosi come una che ha appena vinto alla lotteria.
Non aveva cancellato l'archivio, era ancora l, tutto intero!
Finn sorrise e le cinse la vita con il braccio. Tesoro, non ti
libererai di me tanto facilmente.

Capitolo 35.

Non c'era margine per alcun errore. Doveva essere perfetto,
pi che perfetto se doveva funzionare. Finn aveva ripassato
il piano cos tante volte che ora lo vedeva anche nel sonno.
Sarebbe stato perfetto e, con un po' di fortuna, avrebbe funzionato.
Doveva funzionare.
La reazione di Abby a quello che era successo al matrimonio
alcune settimane prima lo aveva galvanizzato e spinto all'azione.
L'amava e voleva che lo sapesse. Ma con tutto quello che
stava accadendo, era esitante e insicura riguardo ai sentimenti
di lui e questo aveva convinto Finn a dimostrare a lei e a tutti
gli altri che potevano avere una relazione - una relazione normale
- come qualsiasi altra coppia. Aveva organizzato un weekend
a Parigi, solo loro due, e dovevano partire quel venerd.
Sei assolutamente sicuro di quello che fai?, lo aveva interrogato
Pat. Perch sar una strada lunga.
Lo so, pap, e non mi fa paura. Finn non aveva intenzione
che suonasse come una critica al padre, per non aver percorso
quella lunga strada con la madre, ma non poteva farci niente
se Pat la prendeva cos.
No, sua attuale intenzione era di eliminare qualsiasi incertezza
o insicurezza riguardo ad Abby e rendere la loro vita molto
pi semplice. E con un po' di fortuna, forse, in un certo senso,
anche indimenticabile.

Parigi, 8 settembre.
Hai visto da dove scrivo? Parigi!
Quasi mi pare impossibile essere qui. Finn mi ha rivelato questa
fantastica sorpresa l'altro ieri dicendomi che saremmo partiti per il weekend.
Ma davvero non mi aspettavo Parigi!
Abbiamo preso l'aereo ieri (non sono diventata brava a volare qui e l
per i cieli?) e siamo arrivati in albergo la sera tardi.  uno splendido e
romantico palazzo barocco, situato proprio in centro. Abbiamo fatto
una tranquilla cenetta e poi siamo andati a visitare la Torre Eiffel. Quasi
non stavo nella pelle!
Siamo riusciti a scattare delle bellissime foto, ma abbiamo rinunciato
a prendere l'ascensore per l'osservatorio perch c'era una fila chilometrica.
Ma quella torre maestosa, meravigliosamente illuminata, mi 
parsa bellissima anche da terra, comunque sono certa che riusciremo a
salirci prima di ripartire.
Stamattina, dopo colazione, Finn ha proposto di fare un giro per
Montmartre. Ci  gi stato e mi ha detto che  molto carino e parigino,
con le sue vecchie strade lastricate in ciottoli e il suo dedalo di viuzze.
 proprio cos ed  stato amore a prima vista!
Siamo stati un po' a esplorare la splendida Basilica del Sacr-Coeur e
i suoi dintorni, camminando mano nella mano per un po' prima di arrivare
in una piazza chiamata Place du Tertre. Era molto turistica, ma
al tempo stesso talmente francese che me ne sono innamorata all'istante!
La piazza era piena di pittori e artisti vestiti col tipico abbigliamento
parigino, magliette a strisce, foulard al collo e baschi neri. Mentre ce
ne camminavamo godendoci il brusio e l'atmosfera, ci si  avvicinato
un pittore.
Monsieur, mademoiselle, faccio a voi il ritratto?, ci ha chiesto con
uno stupendo accento francese che mi ha fatto arrossire.
Sicura che Finn non fosse interessato a questo genere di cose, sono
rimasta sorpresa quando si  informato sul prezzo.
Dieci euro, monsieur, gli ha detto l'artista.
Non  male. Perch non te lo fai fare?, ha detto Finn, guardandomi.
Io?
Ehi, tra i due sei tu la fotogenica!, ha scherzato Finn. Comunque,
lo sai che io non riesco a stare seduto a lungo, mentre tu s, e poi pu
essere un ricordo come gli altri.
Devo ammettere che mi piaceva molto l'idea di questo atipico souvenir,
perci l'artista - che si chiamava Pierre (e come senn?) - mi ha
fatto sedere su un minuscolo sgabello prima di sistemarsi davanti al
cavalletto e mettersi al lavoro.
Spero che non sia una di quelle caricature, ho detto a Finn con
l'angolo della bocca, altrimenti mi immagino quale parte verr messa in
evidenza!. Mi sono figurata un mio ritratto con un enorme naso sporgente,
ma siccome gli altri quadri di Pierre erano normali, mi sono tranquillizzata.
Pierre ha lavorato con impegno per una decina di minuti mentre
Finn gli stava accanto, sorvegliandone i progressi. Seduta l da sola, ho
pensato che sarebbe stato carino se anche lui si fosse messo in posa
con me - avrei voluto un ritratto di entrambi - ma so che queste cose
non fanno per lui.
Alla fine, Pierre si  allontanato dal cavalletto e, mentre Finn pareva
piuttosto impressionato, mi sono detta speriamo bene.
 buono, mi ha detto, facendomi l'occhietto.
Quando Pierre ha girato il cavalletto per mostrarmi la sua opera, sono
rimasta a bocca aperta. La somiglianza era davvero impressionante!
All'inizio ero delusa dal fatto che fosse in carboncino perch l'avrei
preferito a colori, ma poi mi sono accorta che un po' di colore c'era.
E questa cos'?, ho chiesto, indicando una collana che mi aveva disegnato
al collo, ma che io non indossavo. Con il suo ciondolo dorato
a forma di chiave era l'unico dettaglio a colori e per questo l'avevo immediatamente
notata.
Ah, questa, ha spiegato Pierre con un sorriso. Questa  la chiave
della felicit.
Oh, ok. Dentro di me ho pensato che fosse proprio una cosa per
turisti, ma siccome il ritratto era buono non mi sarei certo lamentata.
Merci, grazie molto, ha detto Finn, estraendo il portafogli per pagare
Pierre, che ha arrotolato il disegno legandolo con un nastro rosso.
Poi l'artista mi ha baciato sulle guance e mi ha augurato buona fortuna.
Non ho potuto fare a meno di sorridere: per turisti o no, mi piaceva
proprio!
Dopo aver lasciato Pierre al suo lavoro, io e Finn abbiamo attraversato
Place du Tertre e siamo scesi per un'altra strada prima di arrivare in una
via pi calma e tranquilla, che si chiamava Rue des Saules. L'atmosfera
era fantastica e talmente francese con i suoi negozietti e i caff che sono
rimasta quasi paralizzata. Un po' pi avanti, una venditrice di gioielli, vestita
con colori vivaci, ci ha sorriso facendoci cenno con la mano.
Andiamo a dare un'occhiata, ha detto Finn, andando nella sua direzione,
nuovamente con mia grande sorpresa. Si sta davvero facendo
prendere la mano! Parigi deve aver stregato anche lui, ho pensato.
Le piace qualcosa, mademoiselle?, ha chiesto la donna, sorridendoci.
No, grazie, ho risposto in fretta, non particolarmente attratta da
quello che vendeva. Ma poi mi sono bloccata, incapace di credere ai
miei occhi. L, in bella mostra, c'era una collana praticamente identica
a quella che mi aveva disegnato al collo Pierre! E alla catena era attaccato
un piccolo ciondolo d'oro a forma di chiave! Che significava?
Ah, ha buon gusto, mademoiselle, mi ha detto la venditrice. Tutti
i miei gioielli possiedono poteri straordinari e portano bellezza, fortuna
e soprattutto, ha aggiunto con un sorriso, amore eterno.
S, proprio, ho pensato scettica, deducendo che fosse una delle solite
truffe per turisti. Ciondoli misteriosi e amore eterno, balle! Avevo forse
scritto in faccia babbea?
Ma anche Finn sorrideva.  incredibile, ha detto alla donna, prima
di srotolare il ritratto e indicare l'identico ciondolo. Che straordinaria
coincidenza.
L'ho fissato, chiedendomi cosa diavolo avesse in mente, ma poi ho
pensato che volesse stare al gioco.
Straordinaria davvero!, ha replicato la donna, guardando prima il
ritratto e poi me. Be', deve essere un segno del destino e con queste
parole ha preso la collana e ha fatto per mettermela al collo. Ecco,
mademoiselle, la prenda.  chiaramente destinata a lei.
Ehm, no, grazie, ho detto, indietreggiando.
Sono rimasta spiazzata da queste strategie di vendita un po' intimidatorie.
Non mi aspettavo certo una cosa del genere nella civile e sofisticata
Parigi. Ma in fin dei conti avviene in tutti i luoghi turistici, no? Ho
lanciato uno sguardo nervoso a Finn che, con mio grande stupore, pareva
trovare tutto molto divertente!
No, no, non ha capito, ha protestato la francese, sempre tendendomi
la collana. Non costa niente.  un regalo,  sua.
Cosa?. A quel punto ero davvero sconcertata e quando ho riguardato
Finn, lui si  limitato a fare spallucce.
Ha detto che  gratis.
S, ma non la voglio, ho mormorato, mentre la donna riusciva finalmente
a mettermi al collo la catenina.
Finn si  messo a ridere e poi ha detto: Ma dice che ha dei poteri magici!.
Mademoiselle,  sua. Gratis. La venditrice era decisa a darmi il
ciondolo a forma di chiave, che lo volessi o meno, perci che altro potevo
fare?
Va bene, ho detto, chiedendomi dove fosse l'imbroglio. Avrei
forse dovuto comprare altri gioielli per far funzionare questi cosiddetti
poteri magici?
Ma a quanto pare non c'era nessun imbroglio - almeno non da parte
di quella venditrice - perch, soddisfatta che avessi accettato il suo
regalo, la donna ha sorriso e si  rivolta a un altro cliente.
Ma che storia  questa?, ho chiesto, giocherellando con la collana
mentre continuavamo a camminare.
Finn rideva ancora. Non ne ho la pi pallida idea, ma comunque ne
 valsa la pena solo per la faccia che hai fatto. Tipica sospettosa turista
irlandese!. Poi mi ha guardato di traverso. Per ti sta bene.
Ma  ovvio che  un imbroglio, no?, ho insistito io. Perch senn
mi avrebbe dato una collana gratis? Cio, lo so che non  d'oro e non
vale molto, ma.... E poi, mi ha colpito un pensiero improvviso. Borseggiatori!
Ho aperto la borsa e ho cominciato a cercare freneticamente
il portafoglio, ma con mio grande sollievo c'era ancora. Controlla il
portafoglio, svelto!, ho detto subito a Finn che, chiaramente perplesso,
si  messo la mano in tasca e l'ha tirato fuori con tutta calma.
Strano... ho pensato. Ero certa di aver scoperto il vero motivo della
generosit della venditrice, convinta che fosse stato una specie di diversivo
per distrarci mentre un complice ci alleggeriva dei soldi.
Che razza di mente contorta hai!, ha detto Finn, cingendomi con il
braccio le spalle. Una simpatica signora ti fa un regalo e tu subito salti
alle peggiori conclusioni.
Mi sembrava strano, tutto qua.
Finn ha riso nuovamente prima di dire che tutte quelle emozioni gli
avevano messo appetito. Ti va di mangiare qualcosa?, mi ha chiesto.
Ci siamo fermati in un caff dei dintorni e abbiamo passato un'ora deliziosa
seduti fuori a mangiare una buonissima crpe al cioccolato e un
favoloso caff tostato alla francese.
Mi piaceva quell'atmosfera rilassata. Bello, vero?, gli ho detto.
Ora capisco perch tutti amano Parigi.  davvero romantica.
Finn mi ha preso la mano. Sono davvero contento che ti piaccia.
Come potrebbe non piacermi?
Be', quest'anno hai visitato cos tanti posti incredibili, che deve essere
difficile stabilire qual  quello che ti  piaciuto di pi.
Ma c' una grossa differenza, ho detto, un po' imbarazzata. Non
ero con te.
Anche se dal matrimonio del suo amico ha continuato a ripetermi
quasi ogni giorno che mi ama, ancora non ci credo. Sono ancora in
attesa che mi si abbatta addosso una mannaia e che lui si renda conto che
stare con me  una responsabilit troppo grossa. Ma finora (toccando
legno) non  avvenuto.
Dopo aver mangiato, abbiamo continuato a passeggiare per le viuzze
parigine, mentre ancora io mi arrovellavo sulla venditrice di prima.
Poi, con la coda dell'occhio, ho visto un uomo dall'aria agitata che ci
correva incontro. Pareva in preda al panico e continuava a guardarsi
alle spalle come se avesse paura di essere seguito. Con mio grande orrore,
ho notato che teneva la mano sotto la giacca, come se stesse nascondendo
qualcosa... All'improvviso, l'uomo si  precipitato verso di
noi e dalla giacca ha estratto una... be', pareva una specie di scatola, ho
capito poi sollevata. Mi ero immaginata che fosse un coltello o una pistola
o una qualche altra arma!
Ma quando quel tizio mi ha infilato in mano la scatola sono rimasta
sconvolta.
Per lei, mademoiselle, mi ha sussurrato ansante.
Cosa... ma che fa?, ho gridato, stupita dal fatto che, diversamente
da me, Finn non pareva per nulla preoccupato, n sorpreso dalla situazione!
Cosa diavolo...?. Ma il resto della frase  rimasto sospeso a
mezz'aria mentre l'uomo scappava via con la stessa rapidit con cui era
apparso.
Ho fissato Finn, che mi  parso cercasse di evitare il mio sguardo con
stampato in faccia una specie di sorrisetto! Che significa?, gli ho chiesto,
brancolando nel buio. Ho guardato la scatola, un piccolo scrigno in
legno, e ho visto che aveva una serratura dorata guarda caso delle stesse
dimensioni del ciondolo a forma di chiave che portavo al collo...
Finn, che sta succedendo?, ho chiesto, cominciando a sentirmi sollevata
al pensiero che in quello scherzo doveva essere coinvolto anche lui..
Scusami. Era tutto rosso e cercava di trattenere le risate. La tua
faccia... se ti vedessi! Ma non apri la scatola?.
Sedendomi in un vicino caff, mi sono messa lo scrigno sulle gambe,
cogliendo delle occhiate furtive di Finn e chiedendomi quale ruolo
svolgesse in tutto questo. Mi sono tolta dal collo la catenina e con la
chiave ho aperto la scatola. All'inizio, sembrava vuota, poi ho notato
un pezzo di carta in fondo:
Ci sei cascata! Che ne dici di una cena e una gita in battello sulla Senna
al tramonto?
Baci, Finn xxx
Sono rimasta di sasso. Questo... tutto questo... sei stato tu?, ho detto,
guardandolo. Il ritratto e il ciondolo e questo...?.
Ha sorriso come un ragazzino. Sorpresa!.
Ma come hai fatto a...?
Be', ci ho messo un po' a organizzarlo, ma ora non pensarci, mi ha
detto, sempre sorridendo. Allora ti va?.
Ho riletto il biglietto. Hai fatto tutto questo... solo per dirmi quello
che facciamo stasera?. Ero ancora sbalordita.
Finn  arrossito. Be', dovevo renderlo indimenticabile, o no?, ha
detto con una scrollata di spalle.
A queste parole mi  presa un'improvvisa tristezza pensando che doveva
arrivare a questo punto per causa mia. Perch non possiamo essere
come tutte le altre coppie e goderci semplicemente Parigi? Felici
di stare insieme senza tutte quelle complicazioni? Non era giusto
nei suoi confronti.
Che c'?, ha chiesto Finn, vedendo la mia espressione.
Quando gli ho confessato quello che pensavo, non ne ha voluto sapere.
Non essere sciocca. Fare cose come questa rende tutto pi bello
e divertente. E non dimenticare che questi sono ricordi anche miei, e allora
che c' di male a renderli indimenticabili per entrambi?.
Ho scosso la testa, ancora stupefatta per quel progetto complicato
che aveva elaborato solo per dirmi quello che avremmo fatto a
cena.  un ragazzo incredibile, tutto  incredibile!
E allora forse, come dice Finn, dovrei non pensare sempre al lato negativo
delle cose e semplicemente godermi la vita con lui.  stato uno
dei momenti pi belli che abbia mai vissuto e credo che anche stasera
sar bellissimo. Ti terr informato...

Capitolo 36.

Alle sette di quella stessa sera, la reception dell'albergo telefon
nella camera di Abby e Finn per avvertirli che era arrivata
la vettura.
Che vettura?, chiese Abby a Finn, confusa.
Be', quella che ci porter al battello, immagino, replic Finn
con un tono che le sugger che stesse nuovamente architettando
qualcosa.
Dopo essere scesi, trovarono una magnifica Bentley MK VI
nera, completa di autista che li aspettava fuori.
Wow, sono davvero impressionata!, disse Abby raggiante,
mentre ancora una volta Finn non parlava e si limitava a sorridere.
Dopo che si furono sistemati comodamente nell'auto, l'auto
attravers i boulevard parigini prima di fermarsi davanti a un
molo, dove era attraccato un grande yacht. L'autista apr loro
la portiera e Finn e Abby scesero e vennero immediatamente
accolti dal capitano e invitati a salire a bordo della lussuosa
barca d'acciaio e mogano.
Anche una barca privata?, disse Abby senza fiato, constatando
che erano gli unici passeggeri.
Naturalmente, replic Finn noncurante, come se gli capitasse
tutti i giorni di noleggiare yacht privati per gite sulla
Senna.
Dopo che la barca si fu allontanata dalla banchina, si diressero
sul ponte, dove un cameriere offr loro un bicchiere di
champagne. Poi, con i bicchieri in mano, Abby e Finn si sedettero
e cominciarono a rilassarsi e a godersi la magnifica vista di
Parigi e delle sue rive. Mentre calava l'oscurit e la barca procedeva
lungo la Senna, passarono loro davanti agli occhi gli
edifici pi maestosi e splendidi della citt: la Torre Eiffel, il Grand
Palais, l'Htel National des Invalides, l'Assemblea Nazionale...
Sedevano abbracciati, mentre gli ultimi raggi di sole scomparivano
dietro i monumenti, e Abby riconobbe in sottofondo un
pezzo di Michael Bubl.
 fantastico, sussurr, completamente sopraffatta dal romanticismo
di quella giornata. Non so come sia riuscito a organizzare
tutto questo senza che me ne accorgessi.  incredibile.
Te lo meriti, disse lui, stringendola a s e dandole un bacio
appassionato prima che il cameriere li interrompesse con
discrezione per annunciare che la cena era servita.
Si sedettero al tavolo elegantemente apparecchiato per due,
sempre sul ponte. La cena, come tutto quella sera, fu superba e
Abby fu ancora una volta grata a Erin per averle tolto la fobia
del cibo. Come antipasto, c'erano capesante in salsa di champagne
e varie prelibatezze tra cui foie gras, anatra e aragosta.
A queste segu un cremoso sorbetto di champagne e mango,
prima del piatto principale: medaglioni di vitella con tartufi,
piccione in crosta di semi di papavero e filetto d'anatra laccato
alle pere. E per finire, un incredibile assortimento di deliziosi
dessert, tra cui crme brle, pasticcini al cioccolato, mignon
ripieni di mele e sorbetto di ribes.
Dopo quell'incredibile banchetto, Abby e Finn rimasero seduti
per un po' a godersi in silenzio il panorama. Una decina
di minuti dopo, Abby not che lo yacht aveva ridotto all'improvviso
la velocit per poi fermarsi.
Guard Finn, inarcando un sopracciglio. Spero che non abbiamo
finito la benzina. Non che mi lamenti di restare in panne
in un posto come questo!, aggiunse con un sorriso.
No, mademoiselle, intervenne sollecito il cameriere. Ci
siamo fermati al Pont des Arts. E considerato dai parigini il
ponte degli innamorati.
Ah, bene. Abby non lo sapeva, anche se il ponte era sicuramente
bello ed elegante come molti altri ponti di Parigi, ed
essendo per di pi vicino al Louvre, era in una posizione spettacolare.
Il cameriere continuava. Duecento anni fa, questo ponte
era un giardino pensile, ornato di alberelli, fiori e panchine
e a questo si deve la sua romantica attribuzione.
S, grazie mille, brontol brusco Finn, e Abby sbagliava o
le era parso infastidito dall'interruzione?
Facendo evidentemente la medesima deduzione, il cameriere
s'inchin bruscamente per poi ritirarsi dentro la cabina.
Che...?, ma Abby non termin la frase, perch qualcosa attir
la sua attenzione.
Con sua immensa meraviglia, davanti agli occhi vide cadere
una vera e propria cascata di rose rosse che dal ponte fluttuava
dolcemente sulla barca, esattamente davanti a dove erano
seduti.
Oh, mio Dio!, disse ansante, girandosi stupita verso Finn
che aveva in volto una strana espressione e pareva assolutamente
indifferente allo spettacolo. Fu solo allora che si accorse che
teneva in mano qualcosa, qualcosa di piccolo e lucente e per un
secondo, le pass per la mente che si fosse portato dietro quel
ciondolo senza valore usato la mattina per svelarle la sorpresa.
Ma non era quello.
Abby Ryan,- disse lui, con la voce impastata dall'emozione
e gli occhi scuri fissi in quelli di lei, vuoi sposarmi?.
E l, al chiarore della luna sulla Senna, sotto centinaia di rose
rosse che cadevano dal ponte, in uno scenario romantico e
indimenticabile che non si sarebbe mai sognata in vita sua,
Abby diede la sua risposta.
S, disse, con le lacrime che scendevano veloci quanto le
rose. S, Finn, sono felice di sposarti.

Capitolo 37.

Voi cosa?, balbett la madre di Abby, quando subito
dopo il loro ritorno da Parigi, lei e Finn passarono per dare
l'annuncio della lieta notizia.
Ci sposiamo! esclam raggiante la ragazza, protendendo
la mano destra per far vedere alla madre l'anello, in platino
con incastonati tre grossi diamanti. Era esattamente il genere
di anello che avrebbe scelto Abby.
Il resto del soggiorno a Parigi era stato da favola. Quella sera
sulla barca, dopo che Abby aveva detto il fatidico s e si era
praticamente lanciata su Finn, il cameriere aveva portato una
bottiglia fredda di champagne e due bicchieri. Il tappo era saltato
e i due innamorati avevano brindato sullo sfondo delle tenui
luci parigine. Abby ancora non riusciva a credere che una
cosa tanto meravigliosa stesse accadendo proprio a lei. Aveva
preso una rosa, decisa a conservarla come tangibile ricordo di
quell'incredibile esperienza.
Tornati in porto, li aspettava la Bentley per riaccompagnarli in
albergo. Durante il tragitto, Abby ripercorse incessantemente
tutti gli eventi della serata, cercando di ricordare ogni attimo,
terrorizzata all'idea di poterlo dimenticare.
Ma non ce n'era bisogno: Finn aveva davvero pensato a tutto.
In precedenza, aveva chiesto alla societ che aveva organizzato
la gita in battello (e anche la messinscena a Montmartre)
di filmare tutto ci che era avvenuto sul ponte, e quindi
ora Abby aveva per i posteri un ricordo visivo della proposta
di matrimonio e della sua felice reazione.
Quella notte, dopo che avevano fatto l'amore e Finn le
dormiva accanto, Abby non aveva resistito ad affidare al suo diario
le travolgenti emozioni vissute quella sera. Era terrorizzata
al pensiero che quello che poteva dirsi il momento pi bello
della sua vita, potesse perdersi come niente. Se avesse potuto,
avrebbe sostituito il ricordo di quella sera a qualsiasi altro
precedente l'incidente. Se avesse potuto conservare un solo
ricordo in tutta la sua vita, avrebbe sicuramente scelto
quello.
Ora, rientrati a Dublino, erano davanti alla madre di Abby
che fissava l'anello di fidanzamento con un misto di timore e
confusione. E cos vi sposate, ripet Teresa, evidentemente
colta alla sprovvista.
S, esatto. Dal tono, Abby cap che Finn era un po' ferito
dalla reazione tutt'altro che entusiastica della madre e dal suo
perenne scetticismo sulla loro relazione. Anche Abby era un
po' offesa per la reazione della madre. Non vedeva quanto
erano innamorati e felici?
Ma a quanto pare quella volta l'avevano giudicata male, perch
senza alcun preavviso, gli occhi le si riempirono di lacrime
e la bocca si allarg in un enorme sorriso.  un anello bellissimo,
disse la madre, tirando su col naso, e sono tanto contenta
per tutti e due, aggiunse, guardando Finn. Sono certa
che sarete molto felici.
Sicuramente. Emozionata per l'apparente mutamento della
madre, Abby la strinse in un forte abbraccio. Non vedevamo
l'ora di dirtelo!.
Be', disse, un po' imbarazzata, immagino sappiate che
avevo le mie perplessit su come avreste affrontato la situazione,
ma finora pare proprio che ci siate riusciti benissimo.
Abby  la cosa pi bella che mi sia mai capitata, Mrs Ryan,
disse Finn, stringendo la mano della fidanzata. E condivideremo
tutto, nel bene e nel male.
Abby lo guard e d'improvviso si rese conto del reale significato
di quella promessa, soprattutto per lui. Nel bene e nel
male? E se... se la situazione fosse sfuggita di mano e la sua
memoria avesse subito un peggioramento? Che razza di vita
avrebbero fatto? O meglio, che razza di vita avrebbe fatto
Finn?
Di colpo, Abby cominci a comprendere i timori della madre
e di Pat. E si chiese, pensando al bene di Finn, se non fosse
stata troppo precipitosa nell'accettare la sua proposta.
Sei un bravo ragazzo, stava dicendo la madre a Finn, abbracciandoli
a turno. Avete gi deciso la data?.
Abby era talmente tormentata dai dubbi che le si erano appena
affacciati alla mente che quasi non riusciva a pensare.
Stavamo pensando di farlo il prima possibile, prima che la
mia fidanzata dimentichi chi sono, scherz lui, facendo a
Abby l'occhiolino.
Stavolta, non fu Teresa a spaventarsi delle sue parole.
Tutto bene?, chiese Finn, dopo che Teresa fu andata in cucina
a prendere dei biscotti e a mettere l'acqua nel bollitore,
non essendo lo champagne uno degli alimenti base della dieta
dei Ryan. Sei diventata pallida.
Tutto bene, disse lei, forzando un sorriso. La gioia travolgente
provata prima si era improvvisamente sgonfiata al pensiero
che trascorrere la vita con lei potesse non essere semplice
come riteneva Finn.
Sei ridicola, sentenzi lui quella sera dopo che Abby gli
ebbe rivelato i suoi timori. Quella stupida lesione al cervello
per me non ha nessuna importanza. Perch dovrebbe?
Perch dovrebbe?, ribatt lei. Santo Dio,  gi terribile
pensare che da qui a un mese probabilmente non ricorder
niente del pi bel giorno della mia vita finora, figuriamoci
se posso programmarne un altro!.
Durante il resto della visita alla madre, non era riuscita a
pensare ad altro, a come era stata precipitosa e ingiusta ad acconsentire
a sposare Finn senza pensare alle conseguenze.
Finn parve equivocare. Stai dicendo che non vuoi sposarmi
perch potresti non ricordare il giorno del matrimonio? Va
bene, allora facciamo una cosa piccola, in comune, niente di
pretenzioso. Come dici tu, forse sarebbe inutile visto che potresti
non ricordarlo, anche se comunque faremo fare delle
fotografie e....
Non  questo il punto, disse lei, frustrata di non riuscire
a comunicare i propri timori.  che non so se dovremmo procedere
su questa strada cos presto.
Lui la guard, sbalordito. Vuoi dire che hai cambiato idea
e non vuoi pi sposarmi?.
Abby scosse il capo. No, no, non voglio dire questo. Sto solo
pensando che forse dovremmo essere sicuri al cento per
cento di poter affrontare la mia... situazione, chin di colpo
lo sguardo, prima di impegnarci per tutta la vita, o se non altro
prima che tu ti impegni con me per tutta la vita.
Finn attravers la stanza e inginocchiandosi le prese le mani.
Abby, io ti amo, e per quel che mi riguarda,  solo questo
l'importante. Voglio passare il resto della mia vita con te, cascasse
il mondo.
Ad Abby venne un groppo alla gola e si rammaric di non
avere la stessa ferma convinzione. Non ti preoccupa che senza
l'aiuto di quegli stupidi diari e programmi al computer potrei
dimenticarmi di te da un giorno all'altro?, disse, vergognandosi
di doverlo ammettere una volta di pi e ancor pi
vergognandosi che lui l'amasse cos incondizionatamente.
Non ti preoccupa che non ricordi perfettamente tutti i bei
momenti che abbiamo passato insieme? Che ci siano delle cose
che non sono riuscita a conservare, dei momenti preziosi
che non potr mai richiamare alla mente? Come riesci ad affrontare
una cosa del genere, Finn? Sapendo che la mia conoscenza
di te e delle cose che abbiamo condiviso potrebbe perdersi
in un istante? Io non ce la farei.
I suoi occhi scuri scandagliarono quelli di lei. La affronto
perch ti amo. E perch so che l'amore che provi per me non
 dettato solo da quello che ti dice il computer. Altrimenti come
potrebbe essere? Anche tu devi sentirlo, no? Deve esserci
qualcos'altro, qualcosa di diverso dalla memoria che lo registra,
non credi?.
Quella consapevolezza la colp come un fulmine e, con gli occhi
fissi in quelli di lui, disse: Hai ragione, e dentro di lei avvert
un leggerissimo moto di gioia. Perch cap che era vero,
che, a prescindere da ci che la sua testa avrebbe ricordato,
Finn sarebbe sicuramente rimasto per sempre nel suo cuore...
Erin era felicissima. Non posso crederci!, esclam al telefono
quando Abby le comunic la notizia il pomeriggio seguente.
Vuoi farmi da damigella?, domand Abby, nuovamente
euforica dopo la conversazione con Finn. Puoi anche dire di
no, se non ti va,  solo che....
Uno strillo acuto all'altro capo del telefono le forn immediatamente
la risposta. Sar un vero onore!., disse ansante l'amica.
E lo saranno anche Claire e Caroline?.
Cos era, con grande gioia di Caroline. Oddio, pensa quanto
ci divertiremo a comprare i vestiti! Dobbiamo tornare a
Londra, o forse anche a New York, per vedere se troviamo
qualcosa come quell'abito di Oscar de la Renta che ti piaceva
tanto. Non sarebbe favoloso tutto in bianco? Ma forse sarebbe
meglio Vera Wang, o magari Sharon Hoey, o....
Abby aveva ascoltato pazientemente la sua esperta sorella
sciorinare tutte le griffe che facevano abiti da sposa... Ma
in una cosa Caroline aveva ragione. Un abito da sposa assolutamente
mozzafiato avrebbe contribuito a mantenere il ricordo
di quel giorno. E poi abito e cerimonia non erano solo per lei,
no? Erano anche per Finn e lui si meritava che avesse un aspetto
fantastico. Sarebbe stato un giorno memorabile per lui,
quanto per lei.

Capitolo 38.

La seduta successiva, Abby non vedeva l'ora di comunicare a
Hannah la notizia.
E avete gi deciso la data?, disse Hannah. Sono tanto contenta
per te, Abby.  fantastico.
Ora che tutta la famiglia era stata informata, erano cominciati
seriamente i preparativi, e il weekend precedente insieme a
Finn avevano prenotato la chiesa e l'albergo. Avevano optato
per la vigilia di Natale per celebrare un anno esatto dal loro
primo incontro.
Non crede che stia correndo un grosso rischio?, chiese
esitante Abby. O per meglio dire che lo stia correndo Finn?
 questo che pensi?. Come al solito, Hannah rispondeva a
una domanda con un'altra domanda.
Abby si strinse nelle spalle. Non lo so. Finora ce la siamo
cavata bene, ma il mio problema sar sempre in sottofondo,
vero?
Ve la siete cavata non bene, ma benissimo e da quello che
mi hai raccontato, Finn sembra una persona che sa esattamente
quello che fa.
Abby sorrise, grata di quel commento.
Comunque, tutte le relazioni e i matrimoni si trovano a dover
affrontare dei problemi in un modo o nell'altro, Abby. Certo,
i tuoi sono insoliti, ma evidentemente non sono insormontabili.
Poi si appoggi allo schienale della poltrona e accavall
le gambe. Posso chiederti una cosa? Ricordi che quando ci
siamo conosciute eri reduce non solo dalla ferita alla testa, ma
anche da una separazione?
Certo. Diversamente da prima, ora l'argomento non la metteva
pi a disagio.
Be', come ti senti ora riguardo alla questione?
Riguardo a Kieran?, precis Abby, traendo un profondo
respiro. A ripensarci, mi sembra impossibile l'effetto che ha
avuto su di me. Ero affondata in un tale abisso di disperazione
che non riuscivo pi a uscire, a fare qualcosa d'interessante,
a stare insieme alle persone.... Scosse il capo. Caroline
aveva ragione. Non volevo vivere....
Abby ridacchi sommessamente, pensando a tutte le meravigliose
esperienze dell'ultimo anno, non solo i viaggi o i momenti
trascorsi con Finn, ma anche il riavvicinamento alla propria
famiglia e a Erin, o piccole cose come provare un nuovo
piatto al ristorante.
Era stato un grande viaggio alla scoperta di s, grazie al quale
Abby aveva compreso l'importanza delle persone che le erano
vicine. Per non parlare dello spettacolare guardaroba che si
era procurata, del nuovo amore per l'opera e dell'acquisita
maestria nel gioco d'azzardo!
Quando lo spieg a Hannah, la dottoressa sorrise. E quella
ragazza - quella che hai detto che non voleva pi vivere - come
mai era diventata cos?, chiese, con tono calmo e, pens Abby,
un po' studiato. Solo a causa di una delusione d'amore?
No, replic lei, decisa, essendo giunta a queste conclusioni
da tempo. Kieran non era la persona giusta per me, o forse
non eravamo giusti l'uno per l'altra, non lo so. Era tirato
con i soldi, e allora io sono diventata tirata con i soldi, anche
se non era nella mia natura. Le sue fobie alimentari a poco a
poco mi hanno contagiato. Non potevamo mai andare a mangiare
fuori perch diventava nervosissimo. Ora lo capisco, anche
se un anno fa a quest'ora non avrei ammesso neanche sotto
tortura che esercitava su di me quest'influenza, disse, sentendosi
un po' ingenua. Per quel che mi riguardava, era lui
che volevo, l'amore della mia vita, ed  per questo che la rottura
mi ha devastato a quel modo.
E ti senti ancora cos?
Devastata?. Abby scosse decisa il capo. Assolutamente
no. In realt, ora penso che mi abbia fatto un favore, disse con
un debole sorriso. Il senno di poi  una cosa meravigliosa.
Quindi ora sei convinta che quella relazione - in definitiva -
non ti facesse bene?.
Abby era sorpresa dalla piega che aveva preso la conversazione.
Invece di discutere di lei e Finn, Hannah pareva insolitamente
interessata a Kieran e ai suoi sentimenti verso di lui.
Sin dall'inizio, la psicologa aveva a malapena menzionato il
suo ex e quando era capitato lo aveva fatto di sfuggita.
All'epoca non l'avrei mai detto, ma s, devo ammettere che
quella relazione non mi faceva bene.
Nel senso che....
Nel senso che eravamo diventati troppo dipendenti l'uno
dall'altra, o per meglio dire, io ero diventata troppo dipendente
da lui e dalla sua approvazione. Come ho detto prima,
era una persona... difficile riguardo ai soldi e a certe altre cose,
e forse avrei dovuto puntare i piedi pi spesso. Avevamo entrambi
un buono stipendio, ma mentre tutti gli altri nostri
amici si godevano la vita, noi stavamo a casa a guardare DVD.
All'epoca volevo stare con lui a ogni costo. Lo amavo e volevo
renderlo felice.
Hannah annu e parve riflettere. Ora una domanda difficile.
Se dovessi confrontare la tua relazione con Kieran con quella
attuale con Finn?.
Abby sorrise. C' una differenza enorme. Non so... Con
Finn, lui ... Be',  difficile da spiegare, ma lui mi fa essere me
stessa. Non devo condividere il suo punto di vista, o tutto
quello che dice, mentre Kieran si offendeva ogni volta che non
ero d'accordo con quello che voleva.
Insomma, era un dominatore?.
Abby alz lo sguardo. Era la seconda volta che veniva descritto
con quella parola. Be',  una parola forte, ma s, immagino
fosse qualcosa di simile.
Perci eri diventata la persona che voleva lui e non te stessa?
S, triste, vero? Triste nel senso di patetico.
Non proprio. Siete stati insieme a lungo, perci una sorta di
convergenza era naturale. Voglio dire che nelle coppie spesso
si adottano a vicenda i comportamenti dell'altro, o anche le
manie. E una forma di consenso. Sono certa che anche Kieran
aveva assunto qualche tuo tratto.
Abby scosse il capo. No, nessuno.
Davvero? Interessante.
Per qualche oscura ragione, Abby si sent ancora una volta
in dovere di difenderlo. Senta, non era tutta colpa di Kieran,
aveva semplicemente una personalit pi forte della mia. Non
era un mostro.
Lo immagino, disse Hannah, prima di aggiungere dolcemente.
Ma deve essere stato difficile litigarci.
A questo punto, Abby cominci a mettersi sulla difensiva.
Perch all'improvviso tutte quelle domande su Kieran? Che
c'entrava ora? In realt, non litigavamo spesso, si affrett
a dire, chiudendo l'argomento.
Bene, meglio cos. Hannah sorrise, come se non si fosse accorta
del suo leggero cambiamento d'umore, ma Abby aveva
il sospetto che non fosse cos. E meglio anche aver stabilito
che hai finalmente superato la storia con Kieran.
Decisamente. Abby incroci le braccia per far capire a
Hannah che non aveva intenzione di continuare il discorso.
Ma la psicologa aveva un'altra domanda. Abby, c' una cosa
riguardo alla tua lesione al cervello che ci ha sempre impensierito
e, visto che pare sia la causa principale dell'imprevedibilit
delle tue condizioni, varrebbe la pena di approfondirla.
E sarebbe?. Abby aggrott la fronte, non sapendo bene
dove volesse andare a parare la dottoressa. Ormai non pensava
pi alla lesione e ai meccanismi del suo cervello. Ora che
aveva capito come funzionavano le cose, non le pareva importante.
Ricordi la lesione secondaria, il trauma pi vecchio che pare
avere un'influenza su quello nuovo?
S. Sebbene in realt Abby se ne fosse dimenticata. A quel
punto non le pareva pi rilevante.
Ora che  passato... un po' di tempo e hai preso una certa distanza
emotiva, hai un'idea, anche vaga, di cosa l'abbia potuta
provocare?. Alla risposta negativa di Abby, Hannah insist:
Forse una botta in testa in seguito a una caduta o magari....
Abby la guard, finalmente capendo dove volesse andare a
parare. Oh, mio Dio, esclam, pensa che sia stato Kieran?
Che possa avermi...?.
Hannah non rispose e dall'espressione sul suo volto, Abby
cap di aver colto nel segno.
Mio Dio! Non so proprio come abbia potuto dire una cosa
del genere, o anche solo pensarla!, grid. E vero, Kieran
non era perfetto, ora lo so, ma non mi avrebbe mai, mai, fatto
del male, nel modo che pensa lei. Assolutamente no!. Abby
era inorridita al pensiero e arrabbiatissima con Hannah.
Scusami, disse la dottoressa. E non c' bisogno, di una laurea
in psicologia per capire che ovviamente mi sbagliavo di
grosso. Perdonami, ma dovevo chiedertelo.
Ha davvero un bel coraggio, Hannah! Io amavo Kieran e ho
forse equivocato i suoi sentimenti nei miei confronti, ma non
ha mai alzato un dito contro di me. S, mi ha spezzato il cuore,
ma nient'altro!.
Abby era allibita che Hannah avesse potuto pensare una cosa
simile e le due donne rimasero in silenzio per qualche minuto.
Infine, fu Hannah a parlare. Un'ultima domanda su Kieran,
se non ti spiace. Non preoccuparti, niente di simile a prima,
si affrett ad aggiungere, vedendo l'espressione sconcertata di
Abby. Mi chiedevo solo, sapendo che  stata una persona cos
importante nella tua vita, come reagiresti nel caso ti capitasse
di incontrarlo per strada.
Per quanto infastidita dall'insistenza di Hannah, non poteva
negare che fosse una buona domanda e a essere sinceri una
questione su cui di recente non si era soffermata a riflettere.
Cosa gli avrebbe detto, e come avrebbe reagito se lo avesse incontrato
per caso?
Ma non poteva esserci che una sola risposta.
Non mi farebbe il bench minimo effetto, replic Abby con
un sorriso.

Capitolo 39.

Dublino, 19 settembre.
Anche se ogni tanto io e Finn incontriamo qualche piccolo intoppo,
in generale le cose vanno alla grande. L'abitudine che ho preso di scrivere
in dettaglio tutto quello che mi capita giorno per giorno mi ha letteralmente
salvato, e non so cosa farei senza le mie annotazioni. Siccome
io e Finn ormai ci vediamo praticamente ogni giorno, la mia memoria
ha acquisito la continuit che Hannah considera fondamentale,
quindi nella vita quotidiana me la cavo abbastanza bene a tutti gli effetti.
E ne sono molto orgogliosa!
Per, non posso negare che fare esclusivo affidamento sui miei diari
mi rende vulnerabile e a volte un po' triste, soprattutto quando  coinvolto
Finn.
Come la sua proposta di matrimonio a Parigi. Da allora, ho guardato
il DVD con la registrazione infinite volte ed  un ricordo che davvero
vorrei richiamare alla memoria in tutti i particolari, perch nonostante
lo guardi nel video o ne legga nel mio diario, non riesco assolutamente
a catturare o ricordare le mie sensazioni in quel momento.
 chiaro che me lo immagino. Basta guardare le scene di quella serata
incredibilmente romantica che ha organizzato per farmi cominciare
a piagnucolare! Ma non so che darei per poter ricordare com'era essere
l in quel momento: lo sguardo negli occhi di Finn quando mi
ha chiesto di sposarlo, la magia e la sorpresa di tutte quelle centinaia di rose
che scendevano a cascata sulla barca...
Dio, sono queste le cose che mi deprimono della mia situazione! A
volte non posso evitare un senso di rabbia, ma poi mi dico, come posso
essere tanto amareggiata quando  proprio tutto questo che mi ha
involontariamente portato da Finn?
Un anno fa a quest'ora, ero tappata in casa ed evitavo il mondo e tutto
ci che la vita aveva da offrirmi. Ora ho fatto le cose pi incredibili,
visto i luoghi pi eccezionali e mi sono innamorata di Finn:
decisamente l'esperienza pi indimenticabile di tutte! Senza di lui non ce l'avrei
mai fatta. Mi ha aiutato a superare i momenti peggiori e mi ha fatto
capire che i miei problemi non devono essere per forza la fine del mondo. Sicuramente incontreremo delle difficolt, ma, come mi ricorda
sempre Erin, non capita a tutte le coppie?
Ma come sarebbe andata se non lo avessi incontrato?
Se non fossi stata quel giorno a New York e non l'avessi rivisto per caso
a Dublino, chiss per quanto ancora avrei coltivato la convinzione
che la mia memoria funzionava benissimo. Senza incontrarlo, avrei mai
scoperto la gravit del mio problema?
Ormai, la discussione  puramente accademica, ma chiarisce davvero
quanto Finn sia importante per me e quanto sia fortunata ad averlo. E
anche Lucy, naturalmente! Chi avrebbe mai pensato che sarei stata
tanto a mio agio nella stessa stanza con un cane? Figuriamoci a condividerci
tutta la vita!  risultata solo un'altra paura irrazionale da aggiungere
all'elenco...
Da quando ho incontrato Finn sono pi felice di quanto sia mai stata
in vita mia. E so per certo che il giorno del mio matrimonio sar il pi
felice di tutti, e allora che importa se non sar in grado di ricordare
ogni singolo attimo? Gran parte delle persone non passa minuziosamente
al setaccio tutti i dettagli per estrarne gli aspetti pi importanti
e significativi come faccio io, perci forse effettivamente dovrei seguire
il consiglio di Finn e cercare di considerarla una cosa positiva.
Vorrei solo che suo padre fosse un po' pi ottimista.  chiaramente
ancora molto preoccupato per noi.
Anche se con me  gentilissimo, non ce dubbio che consideri il fidanzamento
una pessima idea. A dire il vero, sono un po' sorpresa dalla fermezza
delle sue convinzioni. So che  preoccupato che Finn si ritrovi nella
sua stessa situazione, ma io non sono un'alcolizzata! Sono assolutamente
padrona dei miei stati d'animo e dei miei sentimenti e anche se dover
annotare ogni minuzia non  del tutto normale, sto facendo del mio
meglio... Ma purtroppo pare che Pat non lo consideri abbastanza e non
fa mistero della sua convinzione che, sposandomi, Finn si faccia carico di
una grossa responsabilit. E il peggio  che capisco il suo punto di vista.
Perch lo penso anch'io ogni giorno.
Cose da ricordare:
1. Mettere fuori la spazzatura la domenica sera.
2. Il prossimo appuntamento con Hannah  luned alle dieci.
3. Il mio aereo arriva luned all'ora di pranzo.
4. Metti due cucchiaini di zucchero nel caff!
5. Ti amo.
Finn xxx
Nel leggere la lista che le aveva lasciato Finn sul frigorifero,
ad Abby scapp un sorriso. Era domenica mattina e la sera
prima era dovuto andare per lavoro a Manchester. Anche se
non vivevano ancora insieme, di recente Finn aveva preso l'abitudine
di lasciarle in casa bigliettini e promemoria, alcuni
scherzosi, ma altri parte del sincero sforzo di aiutarla a ricordare
cose piccole ma importanti in sua assenza: quando mettere
fuori la spazzatura o quanto zucchero nel caff, cose che,
per quanto si sforzasse, lei continuava a dimenticare.
Ma non c'era da temere che dimenticasse l'appuntamento
del luned con Hannah, perch tutti gli appuntamenti erano
registrati nella sua agenda elettronica, come anche il giorno
e l'ora del ritorno di Finn. Era la prima volta che passavano separati
un paio di giorni e Abby era un po' nervosa e preoccupata
che durante la sua assenza potesse accadere qualcosa. E
a giudicare dal biglietto sul frigorifero, lo era anche Finn.
Dopo una bella mattinata pigra, Abby si alz a mezzogiorno
e indoss un paio di comodi pantaloni da tuta e una felpa grigia.
Oggi avrebbe oziato tutto il giorno. Non che negli ultimi
mesi avesse fatto granch, pens divertita. Doveva davvero
cominciare a pensare di tornare al lavoro, ma ovviamente dopo
il matrimonio.
Di recente era stata impegnata con i preparativi delle nozze,
ma ormai era praticamente tutto pronto e Abby cominciava ad
annoiarsi. La chiesa e l'albergo erano prenotati, fiori e vestito
erano stati ordinati e a lei e a Finn in realt non restava altro
che presentarsi alla cerimonia. E chiaramente prenotare la luna
di miele, pens Abby con un sorriso. C'era una cosa della
lista che ancora non era riuscita a fare, un luogo che voleva visitare
a tutti i costi, ma la cosa pi bella era che stavolta ci sarebbe
andata con Finn.
Tutto quel viaggio per vedere un paio di stupidi pinguini?,
aveva riso lui, quando gli aveva detto che voleva andare al Polo Sud in luna di miele.
Sorridendo a quel ricordo, Abby prese le chiavi e usc per
andare al negozio all'angolo a comprare il giornale della domenica
e un litro di latte. Solo quando si trov davanti al negozio
si rese conto di non avere denaro sufficiente.
Questo voleva dire una passeggiata obbligatoria fino al bancomat.
Era una tersa giornata ottobrina e, tutta allegra, Abby si diresse
con passo svelto al bancomat in fondo alla strada. C'era
una piccola fila e mentre aspettava pazientemente in coda,
cominci nuovamente a fantasticare sulla sua imminente luna
di miele in Antartide con Finn. Sarebbe stato fantastico e un
grande inizio della loro nuova vita insieme, riflett col sorriso
sulle labbra.
Era talmente distratta da questi piacevoli pensieri da non accorgersi
che la fila si era rapidamente dispersa e che era ormai
arrivato il suo turno. Un colpetto sulla spalla la riport immediatamente
alla realt.
Mi scusi,  in fila per il bancomat?, chiese un uomo.
Al suono di quella voce, ogni sua singola terminazione nervosa
si mise in stato d'allerta e Abby s'immobilizz, temendo
quasi di muoversi. Non poteva essere...
Il tempo parve fermarsi mentre Abby invasa da una sorta di
torpore cercava di girare lentamente la testa. Quando ci riusc
si trov faccia a faccia con...
Kieran?
Oh!, replic il suo ex, evidentemente sorpreso quanto lei.
Ehm, ciao, Abby, borbott. Io... ehm... non ti avevo riconosciuto.
Diversamente da quello che aveva assicurato a Hannah e
dalle sue stesse convinzioni, Abby sent rinascere tutte le sue
antiche insicurezze. Aveva i capelli sporchi, era senza trucco e
indossava un'orrenda felpa grigia, la prima cosa che le era
venuta sotto mano. Ma l'imbarazzo riguardo al proprio aspetto
in realt non era suscitato dalla presenza di Kieran, ma da
quella della sua compagna. O doveva dire compagni,?
La moglie di Kieran, Jessica, la osservava con palese interesse.
Le due donne non si erano mai incontrate faccia a faccia e
Jessica si stava sicuramente chiedendo perch mai Kieran ci
avesse messo cos tanto a lasciare una ragazza che non poteva
chiaramente competere con lei.
Ma Abby quasi non lo not, perch era troppo concentrata
a fissare il passeggino accanto.
Avete un bambino?, chiese senza fiato, indietreggiando
inorridita. E mentre guardava a turno Kieran e il bambino, fu
sopraffatta da una valanga di emozioni, seguite altrettanto rapidamente
da un fiume di domande.
Era ottobre, poco pi di un anno dal suo incidente, quindi
anche Kieran e Jessica erano sposati da poco pi di un anno,
ma quel bambino... quel bambino aveva...
S, si chiama Alan e ha quasi un anno, la inform Jessica,
confermando i peggiori sospetti di Abby, ulteriormente rinsaldati
dal tono leggermente compiaciuto della voce.
Con la mente che le turbinava, Abby fatic a non perdere
l'equilibrio. Quasi un anno... Ma fino a sei mesi prima del matrimonio
Abby e Kieran stavano ancora insieme, quindi questo
significava... poteva solo significare...
Scusate, devo andare, grid lei, con un disperato bisogno
di allontanarsi.
Ma non devi...?.
Abby camminava tanto in fretta che quasi non sent Kieran
urlarle dietro qualcosa sul bancomat. Sapeva che i due erano
probabilmente rimasti stupiti dalla sua improvvisa fuga.
No, rettifica, perch mai avrebbero dovuto stupirsi? Era assai
pi probabile che stessero ridendo di lei, ridendo a crepapelle
per la sua stupidit, che all'epoca non aveva capito...
Kieran e Jessica avevano un figlio di un anno...
Quindi aveva ragione lei: Kieran l'aveva tradita, malgrado
tutte quelle stronzate sulla correttezza, il rispetto, le dichiarazioni
di voler rompere con lei prima di mettersi con Jessica.
Rispetto un corno! E pensare che lei s che l'aveva rispettato
e stimato per quel suo gesto, nonostante le stesse spezzando
il cuore! Come aveva potuto essere tanto insensibile e subdolo?
Mentre cercava di mettere pi distanza possibile tra lei e l'uomo
che aveva tentato di dimenticare, Abby si sent come se le
scorresse piombo nelle vene. Scoperta la vera natura del tradimento,
le si riaprirono tutte le vecchie ferite. Un figlio di un anno...
Significava che doveva essere stato concepito prima della
separazione... perch era avvenuta solo diciotto mesi prima.
Abby cerc di riandare con la memoria a quei momenti, di ricostruire
il comportamento di Kieran all'epoca e...
Abby, aspetta!, ud gridare una voce alle sue spalle. Kieran.
E nonostante lei non volesse parlargli e nemmeno guardarlo,
le sue gambe cominciarono a rallentare di loro iniziativa.
Un attimo dopo, le comparve davanti. Tutto bene?, le domand
e il finto interesse che tradiva la sua voce fu l'ultima
goccia.
Come puoi chiedermi una cosa del genere?, boccheggi
infelice Abby. Come osi chiedermi se va tutto bene?.
Kieran pareva perplesso e a disagio. Scusa... senti, capisco
che deve essere stata dura, ma pensavo fosse ormai superata
e.... Si strinse nelle spalle. So che  passato un bel po', ma mi
fa piacere vederti, Abby.
Ora le sembrava di vivere in una specie di universo parallelo.
Ma era matto? Come poteva aspettarsi che fosse contenta di
vederlo cos d'improvviso, soprattutto dopo quello che aveva
scoperto? O era talmente concentrato su se stesso da non riuscire
a capire il significato di quello che era appena avvenuto?
Era davvero tanto stupido, tanto insensibile?
Kieran, hai un bambino di un anno, cominci lei, dandogli
la possibilit di fare un po' di conti e le necessarie associazioni.
Lo so che a te non importa granch, ma a me s!.
Ma che vuol dire?. Pareva sinceramente confuso. Un bambino
di un anno, e allora? Che c'entra Alan? Sai che ormai sono
felicemente sposato e quello che c' stato tra noi  stato
tanto tempo fa. Aggrott la fronte. All'epoca mi sembra di
aver fatto del mio meglio. Naturalmente non penso che per te
sia stato facile, ma....
Ma non capisci perch sono sconvolta?. L'uomo pareva
talmente ignaro che Abby si chiese se non fosse lui quello con
i problemi di memoria! Non ne hai idea? Kieran, tuo figlio
ha un anno! Questo vuol dire che devi averlo concepito quando
eravamo ancora insieme. In altre parole, alle mie spalle!
Ma invece giuravi e spergiuravi che tu e Jessica non vi sareste
messi insieme prima che tra noi fosse finita.
Kieran aggrott la fronte e... era la sua immaginazione o aveva
cominciato a indietreggiare?
Abby, davvero non capisco cos'hai, ma a un certo punto devi
aver perso le tue capacit di fare i conti. S, Alan ha un anno,
ma credimi, so esattamente quando e dove  stato concepito
e non  stato sicuramente alle tue spalle.
Abby non riusciva a credere alle proprie orecchie. Ma che,
pensava fosse scema? Perch fai cos?, gli chiese. Perch
cerchi ancora di imbrogliarmi? Non sono un'imbecille, malgrado
quel che credi. Il bambino ha quasi un anno, aggiungi altri
nove mesi e fanno quasi due, mentre  a malapena un anno
che vi siete sposati, perci.... Si blocc in mezzo al discorso
quando si accorse che Kieran la guardava in modo molto strano,
come se avesse perso la ragione.
Abby, disse lui poi con voce lenta ma decisa, come se stesse
parlando a un bambino ritardato. Ho sposato Jessica nel
settembre del 2006. Alan  stato concepito a Natale.
Cosa...?.
Poi, d'improvviso, come dal nulla, le si accese una lampadina.
In quel momento Abby cap di non aver perso la ragione,
ma qualcos'altro s. Il mondo cominci a girarle attorno e finalmente
cap perch continuava a confondersi sulle date,
particolarmente dell'anno in corso. Quella volta dell'assegno,
non era stata una distrazione, ma qualcos'altro.
Vi siete sposati nel 2006?, ripet in un sussurro.
S, quindi capisci che nostro figlio non pu essere stato....
Con la mente che turbinava, Abby si appoggi a un muro
per non cadere.
Anche se tra s e s le era capitato di dubitarne, sapeva che
era il 2008 e non il 2007 come inizialmente aveva creduto. Riluttante
ad ammettere a se stessa e agli altri di essere confusa
su questo punto, alla fine non ci aveva pensato pi considerandolo
un possibile effetto collaterale della lesione, un effetto
che in fin dei conti non influiva pi di tanto sull'ordine delle
cose. Non una cosa seria, insomma. Ma una cosa di cui era assolutamente
certa era l'anno dell'incidente, avvenuto poco dopo
il matrimonio di Kieran e che lui aveva appena confermato
risalire al 2006. Ora era il 2008...
Poteva significare una sola cosa, dedusse Abby, di sasso. Era
passato un anno intero, un anno di cui lei non aveva alcuna memoria.
Un anno perso.
Ma perch una cosa del genere potesse essere avvenuta, riflett
tristemente, non bastava che fosse stata la sua memoria
a ingannarla.
Dovevano averlo fatto anche tutti gli altri.

Capitolo 40.

Da quanto va avanti?. Con il volto terreo per lo shock e le
guance rigate di lacrime, Abby comparve sulla porta della
madre. Da quant' che mi mentite?.
Teresa impallid visibilmente. Tesoro, ma di cosa pa...?
Piantala di dirmi bugie!, grid Abby, entrando senza guardarla.
L'avete fatto abbastanza, tu, Caroline, Erin e tutti quelli
che sono coinvolti!.
Dopo aver scoperto grazie a Kieran di aver perso un anno di
vita, Abby aveva immediatamente chiamato Finn, temendo
che fosse coinvolto anche lui. Ma non era riuscita a raggiungerlo
e non aveva avuto altra scelta che lasciare in lacrime un
messaggio farneticante sulla sua segreteria. Ho bisogno di
parlarti, aveva singhiozzato. Ho appena incontrato Kieran e
lui... ho scoperto che... ho scoperto una cosa e non so cosa fare
e cosa pensare... Ho davvero bisogno di parlarti. Ti prego,
chiamami appena senti questo messaggio.
Non sapeva cosa avrebbe fatto se avesse scoperto che anche
Finn era coinvolto in quel complotto, che anche lui l'aveva ingannata
in quel modo orribile.
Ora, Teresa guardava la figlia, con un'espressione di panico
in volto. Coinvolti in cosa? Abby, io.... Ma altrettanto rapidamente
parve accasciarsi e assunse un'aria rassegnata e spaventata.
Tesoro, perch non ci sediamo a parlare, vuoi?
Come avete potuto farmi una cosa del genere?, insist Abby,
invasa dal terrore e dal sospetto, con mille pensieri che le
affollavano la mente. L'avevano ingannata e voleva scoprire
come, dove e soprattutto perch.
Tesoro, facevamo solo quello che ritenevamo giusto.
Ritenevate che mentirmi, simulare e rendermi ridicola fosse
giusto? Come vi  venuta in mente una cosa del genere, mamma?
Abby, ti prego, siediti, vado a prepararti una tazza di t,
va bene?
Non voglio una tazza di t e non voglio che mi tratti da
idiota!. Di colpo esausta, si lasci cadere sul divano, con gli
occhi che le si riempivano di lacrime. Cosa mi succede,
mamma? Non so pi quale sia la realt.
Amore.... Commossa da tanta sofferenza, Teresa sedette accanto
alla figlia e l'abbracci e, per un breve momento, Abby
in quella stretta si rilass. Ma altrettanto velocemente, ricord
la ragione per cui si trovava l.
Mamma, ti prego, dimmi cosa sta succedendo.
Teresa trasse un profondo respiro e scosse il capo. Cos'
successo? Come hai...?
Come ho scoperto che mi stavate imbrogliando tutti? Oggi
ho incontrato per caso Kieran. Kieran e il suo bambino di un
anno!.
Oh.
 tutto quello che sai dire? Ho perso un anno della mia vita
e sai dire solo Oh?
Non immaginavamo che... Alla fine te l'avremmo detto.
Azzard Teresa, non sapendo bene cosa dire.
E quando me l'avreste detto? Dopo altri due o forse tre anni?
La dottoressa O'Neill diceva....
Cosa?. Abby alz di scatto la testa. Che c'entra Hannah?.
Poi cap. Ma certo,  coinvolta per forza anche lei... Oddio,
non posso crederci.
Questo era il colpo finale. Hannah, a cui aveva confidato i
suoi pensieri, i suoi sentimenti, di cui si era fidata ciecamente...
Abby si rese conto che anche quella era un'altra finzione,
un altro tradimento. C'era qualcuno di cui si potesse fidare?
Tesoro, forse sarebbe meglio se di questo parlassi con lei.
Potr spiegarti tutto molto meglio di me.
Per l'amor del cielo, sei mia madre! Perch non puoi spiegarmi
tu perch tutti mi hanno mentito?. Ora, nonostante le
migliori intenzioni di Abby, le lacrime le scendevano a fiumi.
Ma Teresa esitava. Ci hanno consigliato di aspettare fino a
dopo il matrimonio per via della tensione e tutto il resto....
Abby scosse vigorosamente il capo. Mamma, non capisci!
Che c'entra il matrimonio? E che vuoi dire con Ci hanno
consigliato di aspettare? Chi vi ha consigliato? Ti prego, implor,
vedendo la madre titubante. Devo sapere.
Non sar facile per te. Ti prego, fammi chiamare la dottoressa
O'Neill, lei sapr spiegarti molto meglio....
Lascia perdere la dottoressa, la interruppe Abby. Qualsiasi
cosa sia, la voglio sapere da te.
Teresa aspett un paio di secondi prima di parlare, come se
stesse valutando da dove incominciare. Poi sospir. Tesoro,
quando ti sei svegliata dopo la ferita alla testa un anno fa... non
era la prima volta che ti svegliavi, continu, fissando il pavimento.
Era la quarta.
Cosa?, boccheggi Abby. Che vuoi dire?
Abby, come ora sai, il tuo incidente non  avvenuto l'anno
scorso... ma l'anno prima.
Abby non riusciva a parlare. Anche se ormai l'aveva capito,
vedere confermati i suoi sospetti la lasciava comunque sbigottita.
Un intero anno della sua vita perduto.
Ma come... Perch? Ero in coma?
No, no, niente del genere. Come ti ho detto, quest'ultimo
era il quarto risveglio.
Il quarto dopo cosa?.
Teresa trasse un profondo respiro. Dopo aver perso di nuovo
conoscenza.
Di nuovo....
Tesoro, immagino la tua confusione. Perci dovrei cominciare
dal principio e poi forse capirai, disse la madre sospirando
nuovamente. Abby, come sai, quel colpo in testa ti ha
provocato un danno terribile, soprattutto al cervello.
Abby annu, incapace di parlare.
Ma quando ti sei svegliata in ospedale la prima volta, l'estensione
del danno era evidente. Avevi una grave lacerazione
sul lato della testa e i dottori ti hanno dovuto rasare quasi tutti
i capelli.
Istintivamente, Abby si port la mano alla testa. Rasare?
S. Praticamente tutti. Ora sono ricresciuti, ma so che quando
ti sei svegliata l'ultima volta ti sembravano cortissimi.
Ma Hannah ha detto....
So che ti hanno detto che avevano dovuto tagliarteli per esaminare
la ferita, ma l'hanno fatto perch credessi che era la...
prima volta. Comunque cos la ferita  guarita meglio.
A sentire quel racconto e la portata delle loro menzogne,
Abby era allibita. Continua.
Come ti ho detto, ti sei svegliata con una ferita alla testa
piuttosto grave. Ma tutto  andato pi o meno come lo ricordi.
I dottori ti hanno mandato a fare una risonanza magnetica
e una TAC per stabilire l'estensione del danno e sono arrivati
alla stessa diagnosi: il danno all'ippocampo e i conseguenti
problemi di memoria. Teresa fece una pausa con aria addolorata.
Ma, tesoro, tu l'hai presa molto male, le disse. Eri
disperata all'idea di perdere la memoria, nessuno riusciva a
consolarti e non sei voluta uscire per settimane per via dei capelli.
Per non parlare del fatto che stavi ancora molto male
per Kieran. I dottori hanno suggerito che vedessi uno psicologo
che ti aiutasse a gestire le tue emozioni, ma non ne volevi
sapere.
Abby la fissava, incapace di credere che tutto questo fosse
avvenuto senza che ne avesse la bench minima memoria. Era
come se fosse entrata in una sorta di strano universo parallelo.
Aspetta un attimo, la interruppe. Stai dicendo che i dottori
mi hanno spiegato gli effetti della lesione e io non riuscivo
ad accettare la situazione?
Pi o meno, s.  difficile spiegarlo, tesoro, ma non appena
ti sei resa conto che cominciavi effettivamente ad avere qui e
l delle piccole dimenticanze, non hai retto emotivamente. E
non volevi l'aiuto di nessuno. Volevo che venissi a vivere qui
con me ma ti sei rifiutata e... be', eravamo tutti preoccupatissimi
- compresi i dottori - su come avresti gestito la situazione
a lungo termine. E ben presto l'abbiamo scoperto.
Cosa? Cos' successo?
Un paio di mesi dopo l'incidente, ti hanno trovata priva di
sensi per la strada vicino a casa tua. I dottori ci hanno detto
che avevi avuto una specie di attacco epilettico, che a quanto
pare pu essere un effetto collaterale di una lesione traumatica
alla testa.
Abby era impietrita. L'epilessia?
S. Teresa scosse il capo e Abby immagin quanto dovesse
essere stato terribile per la madre apprendere quella notizia,
come lo era per lei in quel momento. Epilessia. L'attacco
era stato molto grave e ha causato una specie di blackout...
non ho capito bene. Teresa teneva le mani strette in grembo
e dalla sua espressione Abby cap che il carico di quelle spiegazioni
le pesava tantissimo.
Ma pesava tantissimo anche ascoltarle.
Quanto tempo... quanto tempo sono rimasta incosciente?,
le chiese poi.
Forse un paio d'ore, tra quando sei svenuta e ti sei risvegliata,
hanno detto i dottori. Ma, tesoro, la questione fondamentale
 che quando ti sei svegliata la seconda volta, ricordavi solo di essere uscita di casa quella mattina. Ci abbiamo messo un
po' a capire che non parlavi di quella mattina - la mattina dell'attacco
- ma della mattina dell'incidente, il giorno in cui sei
stata colpita dalla tegola. Era come se tutti i mesi precedenti
non fossero mai esistiti.
Non ti credo, grid Abby. Tutti i miei ricordi cancellati
cos?
I dottori hanno detto che probabilmente era per via di tutta la tensione che avevi accumulato. Affrontare da sola la situazione
ti aveva causato uno stress incredibile e per te era un
peso enorme.... Era evidente il senso di colpa della madre.
Ma non volevi l'aiuto di nessuno: insistevi a startene lontana
da tutti, come era successo dopo Kieran e suppongo che alla
fine sia diventato troppo... Ma quando abbiamo scoperto che
l'attacco ti aveva provocato una sorta di... azzeramento della
memoria, abbiamo capito che i timori dei dottori si erano avverati
e che il danno era reale.
Ancora una volta, i medici ti hanno rispiegato il problema
della perdita di memoria, ma stavolta potevano darlo per certo,
senza se e senza ma: il tuo blackout ne era la prova. All'inizio,
non hai creduto che fosse passato cos tanto tempo, finch
non hai scoperto la data e non hai dovuto ammettere di non ricordare
i mesi trascorsi. Perci quella volta, dopo una grande
opera di convincimento, hai acconsentito a seguire il loro consiglio
e a incontrare la dottoressa O'Neill per parlarne e fare in
modo che non ricapitasse la stessa cosa.
Questo spiegava il coinvolgimento di Hannah.
Abby faticava ancora a comprendere. E la terza volta?,
insist. Hai detto che l'ultima volta che mi sono svegliata era la
quarta, cos' successo in mezzo?
Purtroppo, poco meno di un mese dopo hai avuto un altro
attacco, stavolta davanti a me qui a casa. Eravamo tutti insieme
a cena e tu e Caroline avete avuto una specie di battibecco
su qualcosa... non so..., soggiunse, con aria addolorata. A
ogni modo, ti sei talmente agitata che hai avuto un altro attacco.
Sei rimasta priva di conoscenza per quattro o cinque ore.
Si morse il labbro e le vennero le lacrime agli occhi.  stato
un periodo terribile. Caroline era inconsolabile, era convinta
che fosse tutta colpa sua.
Forse a questo si dovevano le recenti premure della sorella.
E quando ti sei risvegliata, ancora una volta ricordavi di essere
uscita di casa quella mattina, nonostante fossero ormai
passati diversi mesi dall'incidente. E ancora una volta i dottori
ti hanno spiegato il problema e ti hanno fatto gli esami, ma stavolta
dovevano cercare di scoprire cosa scatenava questi attacchi
e se causassero ulteriori danni al cervello. Fece una pausa,
come per dare ad Abby il tempo di digerire le informazioni.
E ancora una volta non ricordavo niente di niente?.
Teresa scosse il capo. No, eravamo al punto di partenza e abbiamo
dovuto rispiegarti tutto. Ancora una volta hai reagito
molto male ma hai acconsentito a vedere la dottoressa O'Neill.
E cosa ha provocato l'ultimo attacco? Quello da cui mi sono
svegliata... un anno fa.
Non lo sappiamo, tesoro, anche quella volta  successo
mentre eri in giro. I dottori ritengono che gli attacchi possano
essere provocati dallo stress, ma siccome non ricordi cosa
 avvenuto prima, non  possibile conoscere la vera causa.
Stavolta eri a una stazione della DART,(6), ma non sappiamo cosa
ci facessi n dove stessi andando.
Abby si concentr, ma per quanto si sforzasse non riusciva a
ricordare di essere stata a una stazione della DART, n tutti
gli altri avvenimenti che le aveva descritto la madre. I neurologi
avevano avuto sempre ragione, dovette ammettere inorridita.
La sua memoria a lungo termine era inservibile e questo voleva
dire che tutto il tempo e gli sforzi impiegati per cercare di
combattere la perdita dei ricordi erano stati del tutto inutili.
E pensare che aveva davvero creduto di poter gestire la situazione,
di poterla superare... Il solo pensiero l'atterriva al di
l di ogni immaginazione.
Ma perch stavolta avete deciso di tenermi all'oscuro?,
chiese quindi. Perch mi avete fatto credere che l'incidente
fosse avvenuto un anno fa, invece di quello prima? Che senso
aveva?. Poi, con suo grande orrore, cominci a singhiozzare.
Perch darmi tutte quelle false speranze e lasciarmi credere
che potevo superare il problema, quando sapevate che era
impossibile e mi illudevo e basta? Perch l'hai fatto, mamma?
Perch darmi quelle false speranze quando sapevi - sapevi -
che era tutto inutile?
Non  stata una mia decisione....
Ma sei mia madre!. Rendendosi conto che tutto era ormai
perduto, Abby era ormai fuori controllo. A prescindere da
chi l'avesse deciso, come hai fatto a essere d'accordo con questo
terribile inganno? E ora come credi che mi senta?. Le lacrime
le scorrevano gi per le guance. Non so pi cosa credere...
di chi fidarmi... Tu sei mia madre, come hai potuto accettare
di farmi una cosa del genere?
Tesoro, certo che non ero d'accordo, ma alla fine non ho
avuto scelta. La decisione era stata presa e, per quanto non mi
piacesse neanche un po', hanno detto tutti che era la cosa migliore
e....
Ma chi ha dato a Hannah, ai dottori o a chicchessia, disse,
stabilendo che questo fosse lo scenario pi verosimile, il diritto
di armeggiare con il mio cervello? E per amor di Dio,
perch?.
A Teresa tremavano le mani. Non so... io....
Che significa che non sai? Devi averlo saputo quando sei
stata coinvolta, come tutti gli altri. Mamma, perch non puoi
semplicemente dirmi perch l'hai fatto, perch hai deciso di
mettere sottosopra la mia vita mentendomi in questo modo?
Perch?.
Teresa la guard, negli occhi un abisso di dolore e rammarico.
Tesoro, solo tu puoi rispondere a questa domanda, disse
in un bisbiglio, perch la decisione  stata tua.
Abby la guard, imbambolata. Cosa? Che stai dicendo? Perch
io... Come avrei....
 per questo che volevo che parlassi prima con la dottoressa
O'Neill, continu piano Teresa. Su questo punto ne sa
molto pi di me. Hai proposto questa idea e l'hai discussa con
lei prima di dirlo a noi.
Io le ho chiesto di fingere che l'incidente fosse appena avvenuto,
di fingere che un anno intero fosse passato senza che me
ne accorgessi? Perch avrei dovuto fare una cosa del genere?
E davvero pensavate che non me ne sarei accorta?. Abby era
disorientata. Ma in effetti non se nera accorta. E ogni volta
che c'era stata una confusione sulle date l'aveva considerato
un semplice effetto collaterale rifiutando altre spiegazioni.
Non le era mai passato per la testa che avesse potuto avere ragione!
Come ho detto,  alla dottoressa che devi chiederlo. So solo
che sei venuta da me e mi hai implorato di assecondarti. Mi hai
detto che avevi le tue ragioni, perci come potevo dirti di no?
Avrei fatto qualsiasi cosa per alleviare la tua ansia e la tua tensione.
Fece una pausa. E, tesoro, devi ammettere che ha
funzionato. Invece di agitarti, hai cominciato a lottare, e fare la
lista ha dato un nuovo stimolo alla tua vita. Sei diventata una
ragazza diversa, positiva, ottimista e determinata. Era da tanto
che non ti vedevo cos vivace e... contenta. Invece di deprimerti
e farti abbattere da quello che ti era capitato, ti sei risollevata
e hai preso in mano la tua vita. Quali che fossero i motivi,
ha funzionato. Non hai avuto altri attacchi e parevi felice
e senza timori, e allora perch avremmo dovuto mettere a rischio
i tuoi progressi dicendoti la verit? Ma non potevamo
prevedere l'incontro con Finn.
E coinvolto anche lui?, chiese lei cauta, sebbene fosse gi
certa della risposta.
No, certo che no. L'hai incontrato casualmente a New York
e nessuno di noi ne sapeva niente. Oddio, no, prosegu Teresa,
turbata al solo pensiero. Non ha niente a che fare con tutto
questo, e poi non  stato lui a farti capire che c'era qualcosa
che non andava?.
Abby si era talmente concentrata sulle spiegazioni da dimenticarsi
per un momento che era stato Finn a dirle la verit
sulla sua perdita di memoria.
Incoraggiata dal fatto che c'era almeno una persona su cui
poteva contare, Abby continu: Ma quando grazie a Finn ho
scoperto che effettivamente stavo perdendo dei ricordi, perch
non me l'avete detto? Perch continuare questa messinscena?.
Teresa scosse il capo. Ne abbiamo parlato con Hannah e lei
pensava che fossi ancora troppo fragile e che anzi la notizia potesse
farti regredire. E poi eri talmente presa da Finn, e lui da
te, che non volevamo rischiare di rovinare tutto. Eravate cos
sicuri di poter affrontare il problema... e ce l'avete fatta. Devo
ammettere di essere stata molto preoccupata all'inizio e volevo
dirti la verit, ma cosa sarebbe successo se non avessi creduto
che agivamo secondo il tuo volere e ti fossi rivoltata contro di
noi? In un certo senso sono contenta che sia venuto fuori.
Ma in quel momento Abby non riusciva a condividere il sollievo
della madre. Il vero significato di ci che le aveva detto
la colpiva in pieno petto risvegliando tutti i timori e le insicurezze
sul matrimonio con Finn. Come potevano avere un futuro
se in ogni momento lei poteva perdere conoscenza e non
ricordare assolutamente niente della loro relazione? Quale
matrimonio avrebbe potuto sopravvivere a una minaccia del
genere? E, malgrado la fiducia di Finn nella loro capacit
congiunta di lottare, ora lei sapeva per certo di non poter
contrastare la perdita di memoria, mai e poi mai.
Come poteva pretendere che lui vivesse con il reale rischio di
essere completamente cancellato dai suoi ricordi? Che razza
di vita potevano avere? Non normale, questo era certo. E nel
profondo sapeva che Finn faceva affidamento sulla sua capacit
di contrastare quella perdita, convincendosi che i diari, gli
archivi e le fotografie fossero sufficienti. Finn non aveva mai
considerato la possibilit che potesse non funzionare.
Ora che Abby sapeva che si erano entrambi illusi, in cuor suo
sapeva anche di non potergli nascondere la verit. Ed era terrorizzata
al pensiero di come si sarebbe sentito.

Capitolo 41
Pi tardi quel giorno, Abby arriv nello studio accogliente e
familiare di Hannah, ora capendo come mai avesse avvertito
quella forte sensazione di dj vu la prima volta che cera entrata
(o che credeva fosse la prima volta).
Hannah la scrut attentamente da dietro la scrivania. Cos
ora lo sai, disse tranquilla.
Avendo appreso dalla madre solo alcuni dei retroscena dell'inganno,
Abby aveva immediatamente telefonato a Hannah
chiedendole di vederla. E nonostante fosse domenica, la
psicologa aveva subito acconsentito.
Ora lo so, disse Abby a bocca stretta, e voglio delle risposte.
Hannah si alz e si sedette sul bordo del tavolo. Quali risposte?
Be', tanto per cominciare, come  potuto succedere? Perch
 successo? Perch lei e tutti gli altri avete deciso di mentirmi
e far sparire dalla mia vita un anno intero senza dirmi
niente? Che senso aveva?
Che senso, secondo te?
Per amor del cielo, Hannah, per favore, per una volta risponda
alla domanda!. Abby croll nella solita poltrona, ma
stavolta non trasse alcun conforto dal suo calore e la sua morbidezza.
Gli occhi le luccicavano di lacrime. Sto perdendo la
ragione.
A questo punto, la psicologa parve sinceramente contrita.
Mi dispiace, disse. Credimi, era l'ultima cosa che volevo.
E cos' che voleva? Che stava cercando di ottenere? Era una
specie di esperimento psicologico? Ero una cavia?
Ma no, niente del genere. Hannah parve inorridire al solo
pensiero. Sedette al solito posto, davanti ad Abby. Hai detto
che tua madre ti ha parlato degli attacchi di epilessia.
In un certo senso. Ha detto che ogni volta che avevo un attacco,
dalla mia memoria si cancellava tutto ci che era avvenuto
dopo l'incidente.
Hannah annu. All'inizio non capivamo, anche se i dottori
sapevano che era collegato al danno all'ippocampo. E stato solo quando hanno mandato gli esami negli Stati Uniti l'anno
scorso che ci siamo accorti dell'altra lesione, quella precedente,
su cui ho cercato di far luce, aggiunse con calma, e gli americani
hanno concluso che doveva avere un qualche effetto o comunque
interagire con l'ultima.
Quello che avevano cercato invano di spiegarle, pens Abby.
Dopo l'incidente, il dottor Moroney mi aveva menzionato il
caso. Era comprensibilmente preoccupato delle ripercussioni
sul tuo stato emotivo e dopo il primo attacco epilettico ha insistito
che ti vedessi. Hannah la guard dritta negli occhi.
Abby, non puoi immaginare quanto fossi arrabbiata e contraria
all'idea. Eri diffidente verso i dottori, me, la tua famiglia.
Tutti.  una cosa terribile, spaventosa, perdere pezzi della propria
memoria come se niente fosse e ovviamente avevi delle difficolt
ad accettarlo. Ma alla fine hai cominciato a fidarti di
me.
Ancora una volta, Abby doveva riconoscere di non ricordare
assolutamente niente di tutto ci. Era una sensazione terribile.
Devo ammettere che mi hanno subito interessato le tue
condizioni tanto che sono arrivata ad attendere con ansia le
nostre sedute. Il danno al cervello era... , chiar immediatamente,
incrociando lo sguardo di Abby, talmente eccezionale
che nessuno di noi sapeva cosa avresti potuto dimenticare
da un giorno all'altro.
Quindi ero una cavia?, disse ostinata Abby.
No, non volevo dire questo. Sto cercando di spiegarti come
mai il tuo stato mi abbia coinvolto in questo modo. Abbiamo
sviluppato un legame stretto, molto pi del solito rapporto
dottore paziente. Insomma, direi che siamo diventate amiche.
Mi preoccupavo quando ti agitavi, cercavo di starti accanto e
darti tutto il supporto emotivo di cui avevi bisogno, ma dopo
che hai avuto il secondo attacco abbiamo dovuto cominciare
tutto da capo.
Ancora una volta, quando hai saputo dai dottori e dai tuoi familiari
quello che era accaduto e della perdita di memoria dopo
l'incidente non una, ma due volte, sei diventata depressa e
malfidata. Ed eri molto cauta anche nei miei confronti e ho
dovuto riconquistare la tua fiducia perch te la sentissi di parlarmi
nuovamente del tuo stato e delle tue emozioni.
Ma poi, quando hai avuto il secondo attacco e hai scoperto
che era la terza volta che ti risvegliavi e dimenticavi tutto, hai
cominciato a perdere ogni speranza. Fino a quel momento
avevi parlato del modo di lottare, di cercare in qualche modo
di contrastare la situazione, ma il secondo attacco ti ha tolto
ogni grammo di energia. Pensavi che tutti gli sforzi fossero
inutili, perch comunque avresti riperso la memoria. E allora
che senso aveva? Ti sei depressa e alla fine hai anche smesso di
venire da me. In qualit di tua psicologa ero impensierita, ma
come amica ero davvero preoccupata e volevo fare di tutto per
aiutarti.
E quindi ha deciso di mentirmi se avessi perso conoscenza
un'altra volta? E quando mi fossi risvegliata far finta che era la
prima volta che succedeva? Questo mi sarebbe stato d'aiuto?
No, l'abbiamo deciso insieme.
Ma perch, Hannah?, disse Abby, scuotendo il capo sconcertata.
 questo che non riesco a capire, su cui mi sto arrovellando
sin da quando ho scoperto la verit. Che motivo c'era?.
La psicologa trasse un profondo respiro. Abby, come stavi
fino a stamattina, prima di conoscere la verit? Con sincerit,
come valuti l'anno appena passato?.
Visto che Abby non parlava, fu Hannah a rispondere alla
domanda. Non diresti che  stato meraviglioso? L'anno forse
pi bello della tua vita? Hai fatto cose straordinarie, visto
posti fantastici, ti sei ricongiunta con Erin e la tua famiglia.
Diversamente da quello che era successo dopo la rottura con
Kieran, li hai fatti entrare nella tua vita, hai permesso loro di
aiutarti a superare tutto questo. Ma soprattutto....
Ho incontrato Finn, aggiunse piano Abby.
S, e inoltre hai davvero creduto nella possibilit di contrastare
il problema, prosegu Hannah. Eri certa di poterlo contrastare.
S, ma perch ignoravo che il danno fosse permanente!,
ribatt Abby, sentendosi davvero una stupida.
Ma non era forse qualcosa a cui aggrapparsi? Il pensiero
che fossi in grado di condurre una vita normale, di imparare a
conviverci?.
Abby scosse il capo. Mi sono illusa che ci fosse una speranza,
casomai. Ma poi, appena ebbe pronunciato queste parole,
le si accese una lampadina e cap. Alz lo sguardo e vide
che Hannah aveva sul volto un'espressione soddisfatta.  stato
per questo?, chiese, cominciando a comprendere. E per
questo che  stato deciso? Per ridarmi la speranza?.
La psicologa annu. Come altro si pu sopravvivere ai momenti
bui della vita? Deve esserci una luce alla fine del tunnel.
Puoi anche chiamarlo illudersi, Abby, ma non ti ha ridato l'ottimismo?
La convinzione che potessi contrastare questa situazione
ha alimentato tutto quello che hai fatto quest'anno e ti ha dato
dei vantaggi in pi che nessuno di noi poteva immaginare.
S, era vero, ammise Abby, ma ora era di nuovo al punto di
partenza.
Lo credi davvero?, replic Hannah a questa obiezione. E
passato un anno dal tuo ultimo attacco, hai una vita innegabilmente
piacevole e al tempo stesso sei riuscita a trovare una
procedura di sicurezza per conservare i tuoi ricordi. Abby, che
lo voglia ammettere o no, la speranza ti ha davvero dato un
modo per contrastare il problema e inoltre incontrando Finn
sei riuscita a voltare pagina.
A quest'ultimo commento, Abby distolse lo sguardo con aria
colpevole.
Che c'?, le domand Hannah vedendo la sua espressione.
Non pi. Nonostante il tono duro, la voce era roca e gli
occhi pieni di lacrime.
Che vuoi dire?
Metter fine alla relazione, Hannah. Dovr in ogni caso,
quando scoprir che  stato tutto solo una grossa menzogna!.
Hannah spalanc gli occhi. Ma tu non hai mentito a nessuno,
Abby! S, forse, diciamo che hai mentito a te stessa, ma....
Non posso pretendere che si adatti a questa situazione, che
conviva con la consapevolezza che da un momento all'altro potrei
perdere conoscenza e tutti i ricordi del tempo passato insieme.
Non  giusto.
Ma ti ama, e se sapesse....
Non ha importanza, la interruppe Abby. Ho preso la mia
decisione. Non posso, non voglio essergli di peso.
Ma non pensi che come tuo fidanzato dovrebbe avere la
possibilit di dire la sua?, puntualizz Hannah.
Ma io non saprei mai, grid Abby, finalmente esternando la
verit, non saprei mai se sta con me per compassione, sapendo
che sono una bomba a orologeria che rischia di scoppiare al
minimo stress. Che razza di matrimonio sarebbe mai? Hannah,
per favore, non mi renda le cose ancora pi difficili di quanto
gi non lo siano.
Be', mi dispiace, ma penso davvero che stia commettendo un
grosso sbaglio. Finn  in parte la ragione per cui stai reagendo
cos bene, Abby, probabilmente la ragione principale e....
Esatto! Ed  giusto che pretenda che viva con il cruccio di
essere completamente responsabile del mio benessere? Se la
situazione fosse capovolta, so che non mi sentirei del tutto a
mio agio. Quindi ho deciso di finirla qui, prima che questa cosa
ci distrugga entrambi.
Non posso credere che voglia davvero gettare tutto al vento.
Non voglio, Hannah, ma non ho altra scelta!  proprio perch
lo amo tantissimo che devo lasciarlo. Abby cerc di trattenere
le lacrime. Non c' futuro per noi, con quello che so ora.
Hannah pareva ancora poco convinta. E gli dirai la verit?
Quando torna da Manchester, gli dirai quello che hai saputo?
Non lo so, ment Abby. Non ho ancora deciso.
Tornata a casa la sera, accese il telefonino e ascolt la segreteria.
Abby, ciao, sono io, disse Finn. Che  successo? Stai bene?
Mi dispiace che non mi hai trovato prima. Ero a una riunione,
ma ora ho il telefono acceso. Chiamami appena senti
questo messaggio, va bene? Sono preoccupato.
Il solo suono della sua voce le dilani il cuore e in quell'istante
cap che la cosa doveva farsi il pi presto e il pi a distanza
possibile. Altrimenti non ce l'avrebbe fatta. Se l'avesse
incontrato di persona non ci sarebbe riuscita. Come avrebbe
potuto guardare quegli occhi scuri, dolci e gentili e apparentemente
insondabili, senza esitare? Risent il messaggio e cadde
a terra in ginocchio. Era una pazza a lasciarlo, come Hannah
ed Erin chiaramente pensavano?
Abby, no, l'aveva implorata Erin, quando dopo l'incontro
con Hannah era passata da lei per dirle che ormai conosceva la
verit.
Dopo una conversazione a cuore aperto, Erin era preoccupata
ma al tempo stesso sollevata che fosse emersa la verit.
Poi Abby le aveva confessato le sue intenzioni.
Deve esserci un altro modo, aveva ribattuto Erin. C' sempre
un altro modo. Lui ti ama e tu ami lui. State per sposarvi.
Ma come posso pretendere che si adatti a questa situazione,
sapendo quello che ha passato da bambino con la madre?
Finn vuole solo sicurezza e una famiglia affettuosa,  sempre
questo che ha cercato, e ora so di non potergliele dare.
Ma non sta a te decidere. Finn ti ama e sa quello a cui va incontro.
No, non lo sa, insist Abby. Immagina sia solo una possibilit.
Chi pu sapere cosa penser quando scoprir che invece
 una certezza, e lo  sempre stata? Erin, non posso fargli
questo e non posso vivere con il pensiero che stia con me solo
per compassione.
Be', se  l'uomo che sembra, ho il sospetto che non sar cos.
Erin, per tanti anni il padre ha sopportato la madre per senso
del dovere e so che danno ha provocato alla famiglia. Non
posso fare lo stesso con lui. Non posso proprio. Riflettici. Con
la mia situazione, non potremmo mai avere figli, mai avere una
vita normale, come gli altri.
Erin ci pens su e, con grande sollievo di Abby, parve comprendere
il suo ragionamento. Ma non puoi rompere cos senza
dirgli nulla. Sicuramente si chiederebbe perch. Non pu
accettare che lo lasci senza motivo.
Il motivo ci sar, disse decisa Abby, avendo ormai ponderato
la cosa. E per lui sar di tutt'altro tipo.
Dopo aver trascorso le ultime ore a persuadere Erin (e anche
se stessa) che fosse realisticamente l'unica via percorribile, ora
Abby era da sola a casa, circondata, ironia della sorte, da ricordi
tangibili del periodo pi felice della sua vita. Aveva ragione
Erin? Si chiese, guardando una recente foto sua e di
Finn. Doveva gettare tutto al vento per la convinzione che una
volta scoperta la verit, lui non l'avrebbe voluta pi?
Era certa che l'amasse, su questo non c'era dubbio, ma non
meritava anche lui qualcuno che potesse amarlo completamente
e che non fosse l'equivalente di una bomba a orologeria,
pronta a esplodere in qualsiasi momento? Non potevano
ripetere ogni volta la medesima messinscena; era una follia,
non aveva senso ed era ingiusto per entrambi, ma soprattutto
per Finn.
Come si sarebbe sentita lei, se un giorno svegliandosi, lui
non avesse avuto assolutamente alcuna memoria di conoscerla,
amarla, n delle esperienze vissute insieme, normali fatti della
vita quotidiana condivisi da normali coppie. L'avrebbe sopportato,
certo, ma per quanto tempo? Si immaginava dopo
dieci anni a fare sempre la stessa cosa, ripetendo lo stesso scenario
ogni volta che accadeva qualcosa? No, non era giusto
pretendere una cosa del genere da qualcuno, a prescindere da
quanto potesse amarti. Le cose cambiavano e un matrimonio
era sempre difficile, figuriamoci in una situazione cos.
Cercando informazioni sul suo stato, quando aveva temuto
di avere l'Alzheimer, Abby aveva letto quanto fosse doloroso
e devastante per i familiari dei pazienti quando uno dei propri
cari non li riconosceva e non li ricordava. Non poteva pretendere
che Finn passasse una cosa del genere ogni volta che
lei perdeva la memoria: si sarebbe logorato un pezzetto alla
volta e alla fine l'avrebbe detestata.
E viceversa, come avrebbe reagito lei ogni volta che si fosse
svegliata dopo un attacco e avesse scoperto di essere sposata
a un uomo che per lei era un perfetto sconosciuto? Chi poteva
prevedere la sua reazione, o lo stress cui avrebbe sottoposto
entrambi dovendo ogni volta reimparare tutto? Non era giusto
e non era normale e Abby sapeva di non poter mettere in
quella situazione Finn. Oltretutto, quello era solo l'inizio, come
aveva cercato di spiegare a Erin, e se, per qualche stupido
motivo, avessero deciso di avere dei figli? Ogni volta avrebbe
dovuto conoscere da capo anche loro? No, era una follia, non
poteva farlo n a se stessa n a Finn. Quello che le succedeva
non era normale e anche se ora doveva cercare di capire cosa
fare della propria vita, non poteva trascinare con lei nel baratro
anche Finn. Meritava un destino migliore.
Rendendosi conto di non avere il coraggio (o piuttosto l'energia)
di parlargli quella sera, decise di inviargli un breve messaggio
e continuare a riflettere.
Ciao, scusa per prima. Non preoccuparti, ora va tutto bene. Ero da
Erin e sono tornata solo ora. Ci sentiamo domani, ok?
Per quanto volesse, Abby non riusc a terminare il messaggio
con il solito ti amo. E si rese tristemente conto che, se avesse
portato a termine il suo piano, non avrebbe avuto altre opportunit
per dirglielo.
La chiam la mattina dopo, appena sveglio.
Ciao, sono io. Che  successo?.
Al suono della sua voce, Abby ebbe un tuffo al cuore. La notte
prima non aveva chiuso occhio e si era rigirata nel letto fino
all'alba. La sera prima si era convinta di fare la cosa giusta, ma
ora sentire la sua voce all'altro capo del telefono stava mettendo
a dura prova le sue convinzioni.
Ciao, disse piano. Niente di che.
Ma, e quel messaggio che mi hai lasciato ieri? Sembravi agitatissima.
Abby deglut a fatica. Lo ero, ma ora va tutto bene.
Sicura?
S, non era niente, davvero.
Non sono sicuro di aver sentito bene, perch parlavi troppo
in fretta, ma hai detto di aver incontrato Kieran?
S, esatto. Abby cerc di mantenere un tono calmo e pass
un breve momento prima che Finn riparlasse.
E allora, come  andata?
 stato... strano, disse, un po' esitante.
Aveva pensato di farlo per telefono, ma non era giusto e, a
ogni modo, sapeva che Finn non l'avrebbe accettato. Molto
meglio aspettare di vederlo di persona. Ma sarebbe stata in
grado di farlo con lui davanti? Sarebbe stato straziante, ma
era necessario.
Strano, ripet lui, e Abby cap che si aspettava dell'altro.
S, senti possiamo parlarne quando torni?, disse lei, cercando
nuovamente di mantenere un tono di voce il pi normale
possibile, anche se in realt le tremavano le mani e aveva le
gambe molli.
Va bene, allora ci vediamo nel pomeriggio. Se va tutto bene,
dovrei essere a casa verso le tre. Passo un attimo da pap a
prendere Lucy e poi veniamo da te....
Sarebbe meglio che non portassi Lucy stavolta, lo interruppe
Abby, cercando di pensare a qualche scusa per non
averla intorno in quella situazione. Sicuramente le avrebbe reso
le cose ancora pi difficili.  solo che, ehm... be', ho pulito
il tappeto e non voglio che si riempia di nuovo di peli.
Finn esit un attimo prima di rispondere: Ok, vuol dire che
la lascer da pap un altro po'.
Se non ti dispiace.
Bene. Ora gli era evidente che c'era qualcosa che non andava.
Ci vediamo dopo.
Ciao. Abby mise gi il telefono e, prendendosi la testa tra
le mani, croll pesantemente sul divano.

Capitolo 42.

Finn arriv da lei nel pomeriggio e ad Abby bast uno sguardo
per capire che sarebbe stata pi dura del previsto. Aveva
un velo di barba scura sulle guance e questo lo rendeva ancora
pi attraente del solito, e quei limpidi e scuri occhi indagatori
che tanto la preoccupavano ora scandagliavano attenti i suoi.
Ciao, disse lui, entrando, e visto che non fece alcun tentativo
di abbracciarla o baciarla, Abby cap che la loro conversazione
precedente era riuscita a gettare delle ottime basi. Era
felice del fatto che non avesse cercato un contatto fisico, se
l'avesse fatto, probabilmente lei avrebbe esitato.
Ciao, disse lei tranquilla. Com' andato il viaggio?
Bene. Senti, Abby, che c'?, chiese Finn, appoggiandosi
alla poltrona. Eri molto strana ieri al telefono. Che  successo?
E perch non volevi che portassi Lucy?.
Lei distolse lo sguardo, incapace di guardarlo negli occhi.
In effetti qualcosa  successo, gli disse con voce rotta.
Be', l'avevo immaginato, disse Finn con una breve risata
nervosa. Allora, che c'?
Forse dovremmo sederci....
Ok.
Finn gir attorno alla poltrona e si sedette, ma invece di mettersi
comodo come suo solito, rimase seduto in punta, teso e
rigido.
Di nuovo, Abby fu colpita dalla consapevolezza di quanto
amasse quell'uomo, di quanto adorasse ogni centimetro del
suo corpo. Ma stranamente, questo, invece di rendere le cose
ancora pi difficili, le fece capire quanto fosse necessario quel
passo e, in un certo senso, le diede la forza per portarlo a termine.
Qui non si trattava pi dei sentimenti che aveva per lui,
ma solo ed esclusivamente di quelli di Finn.
Raccogliendo tutto il coraggio che aveva in corpo, Abby deglut
a fatica e cominci: Finn, ieri ho incontrato per caso Kieran.
Lo so... me l'hai detto.
E... be',  stato un po' surreale.
Finn non disse nulla, aspettando che continuasse.
Oddio, non posso farlo, pens Abby, combattuta. Finn, non
so come dirtelo, ma....
L'uomo aggrott le ciglia con un'espressione guardinga. Dirmi
cosa?
Siamo stati benissimo insieme e tu mi hai aiutato moltissimo,
ma....
Ma cosa?, chiese lui, sgranando gli occhi.
Mi dispiace davvero, disse, ricacciando indietro le lacrime,
ma ho capito immediatamente che sono ancora innamorata
di lui. La bugia le usc pi facilmente di quanto avesse
previsto.
Di Kieran?. Finn la guardava con un misto di orrore e confusione.
Cosa? Ma  sposato.
Abby scosse il capo. Ancora per poco. Il matrimonio  finito,
lui non la ama, stanno per divorziare, ha commesso un grosso
sbaglio. Le bugie le uscivano dalla bocca una dopo l'altra,
ma lei non poteva impedirlo. Non aveva altra scelta.
Ha commesso un grosso sbaglio, ripet Finn, sarcastico.
E quando l'avrebbe scoperto? Prima o dopo che ti ha mollato
per un'altra dopo cinque anni perch non eri abbastanza
di classe?. Abby cap che stava tentando di ferirla dove era
pi vulnerabile, ma cerc di non farsi distrarre. Oppure
quando si  reso conto che la sua nuova moglie non era tanto
facile da controllare, e non s'inchinava a ogni suo volere come
te?.
Quelle parole erano crudeli, ma Abby sapeva di meritarsele.
E comunque dimostravano anche che Finn non sospettava
niente e credeva a quello che gli stava raccontando.
Non  cos, protest lei. Abbiamo parlato a lungo e ho
capito esattamente come sono andate le cose. A quanto pare,
il matrimonio era finito prima di cominciare, ma questo non
ha importanza. Ha importanza, invece, che ho scoperto che i
sentimenti che io e Kieran avevamo - abbiamo - l'uno per
l'altra sono ancora molto forti. E non posso ignorarli.
Ah, capisco. E invece puoi tranquillamente ignorare i miei
di sentimenti e tutto quello che noi abbiamo, per non parlare
di tutto ci che abbiamo passato negli ultimi mesi!, disse e
Abby sapeva di averlo ferito nel profondo. Ma tanto, con te
non  una novit, vero? Per come stanno le cose, sono fortunato
se da un giorno all'altro ti ricordi chi sono!. Ogni parola
la feriva come una pugnalata, ma le confermava anche
quanto difficile fosse gi la situazione, figuriamoci se avessero
continuato. Era straziante, ma la cosa migliore da fare per
entrambi.
Mi dispiace, bisbigli lei.
Ti dispiace? Tutto qui quello che sai dire? Mi stai dicendo
che mi scarichi per un tizio che, per quanto ne so,  uno stronzo
tirchio e manipolatore, che  la persona meno adatta a te e
sicuramente non ti merita? ! Ma sa della tua situazione? Della
lesione alla testa?, domand. Che ne pensa?
Sa cosa aspettarsi.
Sei davvero disposta a gettare via tutto quello che abbiamo
per un tizio che ti trattava come una pezza da piedi?, boccheggi
Finn, scuotendo il capo sbalordito.
Non era cos, era colpa di tutti e due e....
Oh, per piacere, non dire stronzate, Abby. Se davvero lo credi,
allora hai problemi di memoria ancora pi grossi di quanto
pensi! Kieran  la persona meno adatta a te; me l'hai detto tu
stessa! Cos' cambiato?
Non lo so,  difficile da spiegare. Ti prego non rendere le
cose ancora pi difficili, Finn, grid lei, e ora le lacrime
erano autentiche. Non avrebbe potuto reggere ancora a lungo,
era gi stato terribile mentirgli, non poteva sopportare anche
di ascoltare la verit sulla sua relazione con Kieran. Non posso
ignorare i miei sentimenti.
E quindi mi stai lasciando,  esatto? Ora che lo splendido
Kieran  tornato, hai deciso di buttarmi via come un giocattolo
vecchio.
Non  cos, ti voglio molto bene, ma quando ho rivisto
Kieran, io....
Ma che cazzo dici! Non posso crederci. Finn si pass le mani
tra i capelli. Stai davvero pensando di rimettertici insieme?
Non ci sto pensando, disse lei, sferrando quello che sper
fosse il colpo finale. L'ho gi deciso. Amo Kieran, l'ho sempre
amato e non posso evitarlo. Senti, insieme siamo stati benissimo
e ti vorr sempre bene....
 uno scherzo, Abby? Ci stiamo per sposare, santo cielo!.
Le guard il dito e solo allora si rese conto che non portava
pi l'anello.
Mi dispiace, Finn, ma devi capire che non posso pi sposarti,
non ora che so. Non sarebbe giusto. Era l'unica cosa
vera che le era uscita di bocca da quando era arrivato.
Abby, non puoi dire sul serio. Ancora una volta, quegli intensi
occhi marroni parvero penetrarle dentro l'anima e lei dovette
distogliere lo sguardo. Dopo tutto quello che abbiamo
passato?.
Abby annu, impassibile. Mi dispiace. Ti prego, non tentare
di farmi cambiare idea, aggiunse, cercando di assumere
un tono duro e privo di emozione. E inutile.
A questo punto, lo sconcerto di Finn si mut in rabbia. E
quindi ora che  tornato l'amoruccio, vorresti che mi ritirassi
con la coda tra le gambe in modo che possa riprendere la tua
vita come se non fossi mai esistito?, url. Be', immagino
che per te non sar per niente difficile. Probabilmente se non
fosse per quei dannati file, non sapresti nemmeno chi sono!.
Abby non l'aveva mai visto tanto ferito e sconvolto e dovette
fare uno sforzo per ricordare che faceva tutto questo - doveva
farlo - per il suo bene.
Se  questo che vuoi, benissimo. Facciamolo, disse furibondo.
Finiamola qui. E dato che ci siamo, lo faccio io per
te. Poi si alz precipitandosi in camera da letto.
Cosa... cosa vuoi fare?, chiese lei, scioccata e atterrita dalla
violenza della sua collera. Lo segu in camera da letto e lo
trov in piedi davanti al computer che digitava con rabbia
sulla tastiera. Finn, cosa stai facendo?, chiese.
Cosa sto facendo?. Si volt e Abby pens che non avrebbe
mai dimenticato l'espressione di dolore e tradimento nei
suoi occhi. Non te lo immagini?.
Lei guard lo schermo e cap che stava aprendo tutti i file -
tutti i diari, le immagini e i video, tutti i ricordi - che riguardavano
lui e la loro relazione negli ultimi mesi. Ricordi bellissimi
e felici, come le foto di loro due da soli e con Lucy, con
la sua famiglia e con il padre di lui dopo il fidanzamento, il video
della sua straordinaria proposta di matrimonio...
Esco dalla tua vita, per sempre, proprio come vuoi tu. Anche
tu ci avevi provato, ricordi?, aggiunse.
Abby non pot far altro che restare a guardare le dita che si
muovevano sui tasti a velocit allarmante mentre cancellava
ogni singolo elemento, ogni ricordo. E diversamente dalla volta
in cui ci aveva provato lei, stavolta Finn non trascur di rimuoverli
anche dal cestino.
Sei sicuro di voler cancellare definitivamente gli elementi contenuti
nel cestino?, si accert il computer.
Al diavolo! S!, brontol Finn, cliccando ancora pi determinato
sul pulsante Vuota il cestino.
Alla fine, indietreggi e si volt per guardarla, e Abby seppe
per certo che era davvero l'ultima volta. Gli vide gli occhi cerchiati
di rosso.
Ecco qua, disse furibondo. La lavagna  pulita. Ti auguro
ogni bene!.
Poi, senza un'altra parola, Finn usc da casa e dalla sua vita.

Capitolo 43.

Un mese dopo.
Mio Dio,  cos tanto che non vengo che avevo quasi dimenticato
quanto fosse enorme questo posto!, disse senza
fiato Claire, ammirando la lussuosa casa della sorella.
Era la fine di novembre e lei, Zach e la piccola Caitlyn erano
venuti in vacanza in Irlanda. Quel pomeriggio in particolare,
Tom e Zach erano andati a giocare a golf e siccome Teresa
aveva insistito per passare un po' di tempo come si deve con
la sua unica nipotina, le tre sorelle avevano deciso di riunirsi
a casa di Caroline a Dalkey per una bella chiacchierata.
Caroline aveva rifatto la cucina per la terza o quarta volta in
altrettanti anni e Abby si stup del coraggio della sorella nella
scelta dei colori: componibili in rosso vivo su un pavimento
di piastrelle bianco puro. Era una combinazione che non
avrebbe mai scelto per una casa sua, se mai l'avesse avuta, ma
in quell'ambiente aperto ed enorme faceva un grande effetto.
Ed era bellissimo avere l Claire. Non la vedeva da Natale e
quella visita la aiutava a distogliere il pensiero dalla sua situazione.
Momentaneamente, almeno.
Ogni volta che ripensava al Natale sentiva come un dolore
sordo alla bocca dello stomaco. Non sapeva bene il perch -
dopotutto, era stata benissimo da Claire l'anno prima - ma
forse era proprio perch la prospettiva di un banale Natale a
casa non poteva reggere il confronto con quello dell'anno
precedente.
Ora, mentre le tre sorelle bevevano un bicchiere di vino nel
cortile riscaldato di Caroline, ascoltava distrattamente le altre
discutere dei pregi dei mobili componibili rossi rispetto a
quelli in legno naturale, desiderando di poter condividere
quella spensieratezza.
Non sapeva cosa le succedesse, ma di recente aveva convissuto
con una sensazione di intontimento di cui non riusciva a
liberarsi. Immaginava fosse inevitabile, viste le recenti scoperte,
che non sprizzasse gioia da tutti i pori, ma al tempo
stesso sapeva di dover tentare di venire a patti con la realt
del suo stato.
Sono mesi che non hai un attacco, perci non c' ragione di
pensare che si ripetano, aveva cercato di dirle Hannah l'ultima
volta, ma Abby ormai era indifferente.
Dopo aver scoperto la terribile verit sulla sua memoria,
aveva deciso di interrompere le sedute con Hannah. La
psicologa aveva fatto del suo meglio per convincerla a non farlo,
ma le pareva inutile continuare. Ormai conosceva la verit e
doveva imparare ad affrontarla da sola. Anche se credeva di
essere stata lei stessa a insistere inizialmente sull'idea dell'inganno
(e Hannah le aveva mostrato una dichiarazione firmata
in tal senso), Abby non aveva pi fiducia nella dottoressa.
A dire il vero, le risultava difficile fidarsi di qualcuno e per
questo aveva pregato Erin e i suoi familiari di non nasconderle
pi niente. Niente pi segreti, per favore, aveva detto, e
solo allora si era resa conto che mantenere in piedi quella
messinscena doveva essere costato molto anche a loro.
Dirti della gravidanza di Claire  stato molto complicato,
aveva confessato la madre, visto che era ormai avanti quando
hai avuto l'ultimo blackout. Perci abbiamo dovuto far
finta che avesse voluto tenerlo nascosto, mentre la verit era
che tutti noi - te compresa - lo sapevamo da mesi.
E non abbiamo neanche potuto festeggiare i quarant'anni
di Tom, era intervenuta Caroline. Come sai, al momento
del tuo incidente aveva trentotto anni, e quando ti sei svegliata
l'ultima volta, non potevamo correre il rischio che ti accorgessi
di quanto tempo era passato.
Ma la cosa pi difficile di tutte (e quella per cui Abby si sentiva
pi in colpa) era che Erin aveva effettivamente cominciato
a frequentare qualcuno.
Dermot.
Non potevamo ammettere che ci eravamo messi insieme
quando stavi male, l'aveva informata imbarazzata la sua migliore
amica, e Abby aveva immediatamente ripensato a come
Dermot se lo fosse quasi lasciato sfuggire quel giorno alla stazione
di servizio e a come stranamente riluttante fosse stata
Erin a confidarsi. Non lo so, prima non l'avevo mai notato
granch, le aveva confessato l'amica, rossa in volto. Ma abbiamo
cominciato a chiacchierare in ospedale e da l  nato
tutto.
Abby era contentissima per loro, ma si sentiva un verme per
averli costretti a tenere nascosta la loro relazione.
E naturalmente c'erano state altre cose che Erin aveva dovuto
tenere nascoste. Per poco non mi  venuto un infarto
quando ci siamo viste dopo che sei uscita dall'ospedale e mi
hai detto che non ero per niente abbronzata, aveva detto.
Avevo completamente dimenticato che secondo te ero appena
rientrata da Dubai.
Quanti segreti, quante menzogne... Per quanto devastante
fosse la verit, Abby era contenta che avessero smesso di tenerle
nascoste le cose e di trattarla come un caso speciale.
Molto meglio tornare alla normalit, anche se riteneva che alla
sua situazione non si sarebbe mai potuta applicare la parola
normale...
Proprio in quel momento si ud un forte fruscio in fondo al
giardino e le ragazze guardarono nella direzione del rumore.
Tutte e tre sobbalzarono terrorizzate nel vedere apparire da
dietro le spesse canne di bamb un piccolo Jack Russell Terrier.
Il cagnetto, evidentemente incurante del suo sorpreso
pubblico, si accovacci e cominci a defecare sul curatissimo
prato di Caroline.
Di nuovo quel maledetto cane del vicino. Perch non vai a
fare la cacca nel tuo giardino, stronzetto?. Caroline balz in
piedi e and a cacciarlo e in quel momento Abby fu colpita
dalla sua reazione tranquilla davanti all'animale. Di solito sarebbe
scappata via alla sola vista di un cane, ma per qualche
motivo stavolta non la turbava minimamente.
Be', non credevo mai di poter assistere a questa scena, disse
Claire, sorpresa. Ero sicura che quel San Bernardo ti avesse
segnata per sempre!.
Abby la guard. Quale San Bernardo?
Quello che ti ha fatto cadere quando stavamo a Wood-
brook, disse, riferendosi al centro residenziale dove erano
vissute da bambine. Ho sempre creduto che fosse lui la causa
del tuo terrore per i cani. E a dire il vero, non posso biasimarti.
Ti sei molto spaventata e hai preso una bella botta sbattendo
contro il bordo del marciapiede.
Dopo aver scacciato lo sfacciato cagnolino oltre la siepe, Caroline
si risedette. Una bella botta dove?, chiese.
Proprio qua, disse Claire, indicando la parte sinistra della
testa di Abby. E stata cos forte che mi sono stupita che non
ti abbia stordito. Per fortuna, non sanguinava e quindi ho deciso
di non parlarne alla mamma. Avevi solo sei anni ed eri affidata
a me e... Che c'?, chiese, perplessa nel vedere Abby e
Caroline che si guardavano a bocca aperta.
Ma Abby sapeva esattamente a cosa pensava Caroline.
In un colpo solo, Claire aveva chiarito non solo la causa della
sua storica fobia dei cani, ma aveva anche risolto il mistero
della prima, e fino a quel momento non identificata, lesione
al cervello.
Pi tardi quella sera, dopo che Claire e Zach erano tornati a
casa di Teresa, dove alloggiavano, Abby e Caroline rimasero
ancora un po' a chiacchierare.
Sono sempre del parere che dovresti riferire a Hannah dell'incidente
con il cane, disse la sorella, riferendosi alla causa
della prima lesione.
E a che servirebbe? Tanto ormai non ha pi alcuna importanza.
Secondo me, hai fatto uno sbaglio a interrompere le sedute.
Abby si irrigid, Be', secondo me no, rispose. Non ho pi
bisogno di lei.
Senti, stava solo facendo quello che credeva giusto. Tutti
noi. E devi ammettere che alla fine tenerti all'oscuro  stato
un bene.
Se  stato un bene, allora perch sono sempre cos gi?,
sospir Abby. Perch mi sento tanto... non so... infelice?.
Caroline parve voler dire qualcosa, ma poi cambi idea.
Non so, ultimamente mi sento come... intontita. Ancora
una volta, Abby si sforz di descrivere con precisione quella
sensazione particolare.
Be', ne hai passate tante, dal punto di vista emotivo, la
tranquillizz Caroline. E deve essere difficile abituarsi all'idea.
Ma, Abs, cerca di non pensarci troppo.  stato lo stress a
scatenare quegli attacchi, ricordi?
Lo so, lo so. Abby non ce la faceva pi di sentirselo dire.
Forse mi sento gi perch non sto pi seguendo la lista. Ci
sono ancora alcune cose che non ho fatto: non ho mai ballato
liberamente in pubblico e non sono mai andata al Polo Sud.
Non so perch non l'ho completata.
Nuovamente parve che Caroline stesse per dire qualcosa,
poi si blocc.
Abby, all'epoca la lista  stata un'idea splendida ed  probabilmente
servita allo scopo, disse dolcemente la sorella.
 stato fantastico che sia riuscita a fare quasi tutto e sai che
siamo stati tutti felicissimi di aiutarti, ma ora che  uscita fuori
la verit, forse  meglio che cerchi di tornare a una specie di
realt. La guard di traverso. Come va la memoria in questo
periodo? Tieni ancora il diario?.
Lo teneva ancora, ma non con la stessa cura per i dettagli.
Era difficile capirne il senso, quando sapeva benissimo che
avrebbe potuto da un momento all'altro dover ricominciare
da zero. A ogni modo, la sua scoperta l'aveva messa in un tale
stato di confusione che non aveva una gran voglia di ricordare
le sensazioni di quei giorni. Aveva scritto in modo molto
particolareggiato dell'incontro con Kieran e della discussione
con Hannah e la madre, ma dopo era stata talmente turbata e
confusa che non aveva voluto annotare nulla sul proprio stato
d'animo. Le era parso pi semplice non farlo.
Faccio del mio meglio, ma ormai mi sembra tutto un po'
inutile, a dire il vero, disse, in risposta alla domanda della sorella.
Io non credo. Se dovesse capitare un altro blackout, tutto
quello che hai scritto ti servir a tenerti al passo e riprendere
dal punto in cui sei ora, non pensi?
S, immagino di s. Ma la verit era che Abby non sapeva
bene cosa pensare. Al momento tutto le pareva senza speranza.
E non riusciva a capire perch.
Una settimana dopo, Caroline era al Dundrum Shopping
Centre impegnata nel suo passatempo preferito. Aveva appena
speso una fortuna da Mamas & Papas in vestiti da neonato
per un'amica che aveva partorito di recente e aveva deciso
di fermarsi a mangiare un boccone prima di andare da Harvey
Nicks a fare ulteriore scempio della sua carta di credito.
I negozi erano ormai pieni di merci natalizie e oltre a voler
rinnovare il proprio guardaroba, Caroline aveva in mente di
comprare una borsetta nuova per Abby o forse un paio di scarpe
col tacco a punta. Insomma, qualcosa che potesse tirarla un
po' su.
Era davvero addolorata per Abby, ora forse pi di prima.
Era una cosa terribile lo stato legato alla lesione al cervello ed
era stato odioso doverle nascondere la reale entit del danno,
ma Caroline aveva pensato che fosse stata un'ottima idea, visti
i miglioramenti di Abby nell'ultimo periodo.
Ricordava quando, pi di un anno prima, Abby fosse andata
da loro e li avesse praticamente implorati, nel caso di un'altra
ricaduta, di fingere di non sapere nulla della vera natura
della lesione e di essere all'oscuro quanto lei. Mentre la madre
era inorridita al pensiero e in principio si era detta assolutamente
contraria, Caroline aveva dovuto ammettere che
l'idea aveva i suoi lati positivi e che forse in quelle condizioni
anche lei avrebbe fatto la stessa cosa. Dopotutto, che senso
aveva spiegarle la realt della situazione, distruggendo qualsiasi
tentativo ottimistico di combatterla?
Ma era comunque un sollievo che fosse emersa tutta la verit.
Be', non proprio tutta. Perch, per quanto Caroline avesse capito
il motivo per cui Abby aveva lasciato Finn, era fermamente
convinta che la sorella avrebbe dovuto almeno dargli la possibilit
di dire la sua, invece di fargli credere tutt'altra cosa.
E ora era molto difficile vedere Abby struggersi in quell'inspiegabile
infelicit seguita alla separazione, senza poterle dire
la causa. Pensare che dopo tutto quello che aveva passato e
condiviso con Finn, senza la necessaria continuit, Abby aveva
potuto dimenticare ogni cosa. Che senza vederlo o parlare
di lui per un certo tempo aveva potuto tranquillamente cancellarlo
dalla memoria. Ma avendole promesso che non
avrebbe cercato di rinfrescarle la memoria se fosse riuscita a
dimenticarlo, Caroline non poteva fare niente.
Non faceva che evidenziare una volta di pi la fragilit dello
stato di Abby e la ragione per cui la sorella aveva voluto lasciare
libero Finn, riflett Caroline, mentre aspettava pazientemente
in fila al luogo di ristoro. Era tutto molto triste.
Ma che cazzo combina?!.
Caroline si volt di scatto a quel trambusto proveniente dalla
fila davanti al negozio di gastronomia. Due uomini si guardavano
in cagnesco davanti a una bottiglia di CocaCola riversata
per terra, e parli del diavolo... uno di loro era Finn! Sebbene
le desse le spalle, Caroline avrebbe riconosciuto la sua
voce tra mille, per non parlare del fatto che il Labrador che gli
stava accanto con aria impensierita era sicuramente Lucy!
E neanche si scusa?!. Url Finn a un altro cliente, che aveva
evidentemente tentato di mantenere in equilibrio su una
mano un vassoio con due bottiglie di CocaCola. Le bottiglie
erano entrambe cadute in terra esplodendo addosso a Finn che
gli era davanti nella fila.
E stato un incidente. Che problema c'?, replic l'uomo,
con aria per niente contrita n nei confronti di Finn n dello
sventurato commesso che stava cercando di pulire.
Il problema  che sono ricoperto di questa cazzo di CocaCola!,
ribatt infuriato Finn. Incidente o no, potrebbe almeno
scusarsi. E che cazzo!.
Caroline non l'aveva mai visto tanto agitato, ed era sicura di
non avergli mai sentito dire tante parolacce! Povera Lucy, ora
gli stava tutta intimidita accanto e nel tentativo di calmarlo gli
dava sulla gamba leggeri colpetti col muso.
Togliti dalle palle, stronzo. Quelli come te non dovrebbero
andarsene in giro da soli, disse l'uomo beffardo, con orrore
di Caroline e di tutti gli astanti in generale.
Quelli come me...?. Finn parve momentaneamente confuso,
ma immediatamente comprese l'equivoco causato dalla
presenza di Lucy.
Mentre i due continuavano a squadrarsi, Caroline vide la
mascella di Finn contrarsi violentemente e rendendosi conto
che la situazione era sul punto di esplodere, accorse al suo
fianco.
Finn, ciao, da quant' che non ci vediamo!, esclam, mettendosi
tra i due uomini. Alla vista di questo diversivo, Lucy
alz lo sguardo e cominci grata a scodinzolare.
Caroline..., disse Finn, lanciandole un'occhiata. Che ci
fai qui?
Coglione, brontol l'altro, allontanandosi e quando Finn
fece per andargli dietro, Caroline lo trattenne.
Lascia perdere, lo plac. Ho visto cosa  successo. Non
ne vale la pena.
C' da non credere all'ignoranza della gente, disse agitato
Finn e con sua grande pena, Caroline vide che aveva gli occhi
cerchiati di rosso e iniettati di sangue. Avrei dovuto spiaccicarlo
al muro per quello che ha detto. A prescindere dalla Coca-Cola.
Senti, stavo per mangiare un boccone. Perch tu e Lucy
non vi sedete e io intanto vi vado a prendere dei tovaglioli per
asciugarvi e anche qualcosa da bere?.
Finn la guard sospettoso, ma poi annu. D'accordo, sospir
infine. Un caff, grazie.
Mentre si allontanava lentamente, Caroline fu colpita dal
suo aspetto sciatto e... abbattuto.
E sapeva bene che non aveva niente a che fare con la baruffa
appena avvenuta. Con quegli occhi iniettati di sangue e
quell'irascibilit, Finn non era in s e, a giudicare dal comportamento
preoccupato di Lucy, che gli camminava al fianco,
non lo era da un po'.
Perci anche lui aveva preso male la separazione, ma diversamente
da Abby, il povero Finn conosceva fin troppo bene
la causa dei suoi mali.
Bene, pens Caroline, mentre osservava un Finn dall'aria
sconfitta crollare pesantemente in una sedia vicina (e ricordando
benissimo l'aspetto di Abby la settimana prima a casa
sua), basta con questa assurdit. Forse era giunto il momento
di rimettere a posto le cose.
Con due caff fumanti in mano, lo raggiunse al tavolo. E allora,
come stai?, chiese, chinandosi per accarezzare Lucy
sulla testa. Il Labrador le rivolse uno sguardo apparentemente
colmo d'immensa gratitudine per aver impedito al suo padrone
di ficcarsi nei pasticci. Ricordando quanto Lucy e
Abby si fossero affezionate l'una all'altra, Caroline ebbe il sospetto
che anche Lucy ne sentisse la mancanza.
Come sto?, rispose con tono strascicato Finn, evidentemente
fregandosene di mascherare la realt. Benissimo, considerato
che tua sorella mi ha scaricato per tornare con lo
stesso idiota che l'aveva presa per il culo fino a poco fa. Ma
tanto, aggiunse malignamente, a quest'ora l'avr gi dimenticato.
Caroline trasse un profondo respiro. Finn, cominci, sapendo
che non avrebbe dovuto farlo, che stava disobbedendo
ai desideri della sorella, ma al tempo stesso assolutamente
convinta di agire per il meglio. Mi dispiace molto dovertelo
dire, ma non sei stato beninformato.

Capitolo 44.

Quella sensazione cupa e pesante non la abbandonava, non
c'era niente da fare.
Quel giorno, aveva organizzato di andare a cena fuori con
Erin nel quartiere italiano della citt, ufficialmente perch l'amica
era ansiosa di provare un ristorante aperto da poco, ma
Abby aveva il sospetto che fosse solo una scusa per tirarla fuori
di casa e farla smettere di rimuginare sulla sua situazione.
Era come se tutto il suo essere fosse avvolto da una nebbia
scura e nonostante i suoi sforzi non riuscisse a uscirne. Assomigliava
ai giorni immediatamente successivi alla rottura con
Kieran, quando aveva l'impressione che tutto intorno a lei fosse diventato
freddo e orribile. E nel profondo, Abby aveva anche la
sensazione che le mancasse qualcosa, qualcosa di importante.
Mise il cappotto e usc di casa pensando che era strano sapere
di non potere fidarsi di se stessi, e men che meno degli altri.
Francamente, Abby si era aspettata di essere molto pi angosciata
e paranoica, ma la verit era che non ne aveva la forza.
Come se nelle ultime settimane le fosse stata risucchiata tutta
l'energia vitale. Era indifferente a tutto. Probabilmente era
comprensibile, visto il colpo che aveva ricevuto, paragonabile
forse a quello di uno che corra a una maratona per poi scoprire
che la corsa  finita il giorno prima. Esausto, svuotato e stordito
al pensiero che il suo immenso sforzo sia stato vano. Un
altro attacco e poteva ritrovarsi al punto di partenza. Il purgatorio
doveva essere cos, riflett con un sorriso amaro.
Il freddo invernale cominciava ormai a farsi sentire, pens,
stringendosi nel cappotto. Natale era alle porte e forse era
meglio cominciare a darsi da fare e comprare qualche regalo per
la famiglia.
Mentre camminava per strada, la sua attenzione fu attratta
da un grande cartello scritto a mano su un vicino lampione.
IL TUO COLORE PREFERITO  IL PORPORA.
Doveva essere qualche nuova trovata pubblicitaria, immagin
Abby, intravedendo altri cartelli dello stesso genere lungo la via.
NEL CAFF METTI DUE CUCCHIAINI DI ZUCCHERO.
Ma guarda.
Arrivata al terzo cartello, aveva ormai abbandonato le sue riflessioni
cedendo alla curiosit.
IL TUO LIBRO PREFERITO  IL BUIO OLTRE LA SIEPE.
Al quarto era decisamente incuriosita.
LA TUA CANZONE PREFERITA  THE LONG AND WINDING
ROAD.
Abby guard avanti e vide che tutti i lampioni erano ricoperti
di quegli strani poster.
IL TUO FILM PREFERITO  IL GLADIATORE !
Strano a dirsi, pens scuotendo la testa alla propria ingenuit,
pareva quasi che la riguardassero direttamente, visto che le frasi
che aveva letto fin l le si adattavano alla perfezione. Be', non
facevano che dimostrare quanto banali e poco originali fossero
i suoi gusti, pens proseguendo.
IL TUO CIBO PREFERITO  LA CIOCCOLATA, MA SOLO APPENA
TIRATA FUORI DAL FREEZER
recitava un altro, mentre il seguente dichiarava:
IL TUO NUMERO PREFERITO  IL DICIASSETTE, ANCHE SE TI HA
FATTO PERDERE MILLE STERLINE A LAS VEGAS.
Aspetta un attimo... Ora Abby era un po' spaventata. Che
diavolo stava succedendo? Ognuno di quei cartelli aveva per
lei un significato: effettivamente sembrava che si riferissero direttamente
a lei e alla sua vita! Non poteva esserci tutta questa
gente che mangiava cioccolata fredda di freezer, adorava Il
Gladiatore e puntava sul diciassette a Las Vegas! Abby prosegu,
in preda alla confusione, mentre gli altri passanti superavano
i cartelli senza apparente interesse. O apprensione.
IL TUO RICORDO PEGGIORE  LA MORTE DI TUO PADRE.
A quel punto, Abby si sent davvero a disagio. Che voleva dire?
 vero che negli ultimi tempi era un po' paranoica, ma pareva
proprio che si riferisse a lei. Procedette fino al successivo
cartello.
ANCHE SE NON CI CREDI, I TUOI RICORDI MIGLIORI DEVONO
ANCORA VENIRE...
A quel punto le vennero le lacrime agli occhi. Guardando verso
l'ultimo cartello, Abby si accorse che accanto c'era una persona
che la fissava attentamente fin dall'inizio. Con grande
agitazione, si rese conto che era un volto che conosceva, anche
se non era in grado di dire n come n chi fosse.
Sapeva solo che quando aveva posato lo sguardo su di lui, il
cuore aveva perso un battito e lei aveva avuto la pi chiara sensazione
di dj vu mai avuta in vita sua.
Quindi Abby lesse l'ultimo cartello:
E HO INTENZIONE DI ESSERE PRESENTE A OGNUNO DI ESSI.

Capitolo 45.

Ma non so dove cominciare, disse l'uomo, guardandola incerto. Immagino che a questo punto abbia probabilmente
arguito che... ci conosciamo.
Abby annu in silenzio. L'uomo aveva incredibili occhi marroni,
marrone scuro, quasi color mogano, ma soprattutto, concluse
con il cuore che le martellava in petto, indubbiamente familiari.
Forse dovrei cominciare dal principio....
Non ce n' bisogno, lo interruppe Abby in un sussurro. So
tutto.
L'uomo spalanc quegli straordinari occhi scuri e le prese le
mani tra le sue. Vuoi dire che ricordi?
No, lo so e basta, disse nervosamente, con una sicurezza
che non aveva mai provato in vita sua. E il motivo per cui negli
ultimi tempi ho sempre questa strana sensazione. Tu sei il
motivo.
Abby, perch l'hai fatto?, chiese lui dolcemente. Perch
non mi hai detto la verit? Perch mi hai respinto in quel modo?
Quando Caroline me l'ha detto....
Ti ho respinto perch non  giusto, disse, senza bisogno di
conoscere i dettagli, perch era ovviamente l'assenza di quell'uomo
ad averle causato cos tanto dolore. Perch l'avrebbe
respinto senn, quando era palesemente innamorata di lui?
Possiamo farcela, disse lui, parlando in fretta. Ce l'abbiamo
fatta finora. E anche senza tutto quello che ho cancellato,
ricominceremo da capo.
Ah. Ora Abby capiva perch non aveva alcun ricordo di
lui (almeno non un ricordo tangibile) e nulla che si riferisse
al periodo trascorso insieme.
Mi dispiace... ero cos arrabbiato che non sono riuscito a
trattenermi. Ma possiamo ricostruire tutto, fare altre fotografie,
creare nuovi ricordi. Lo penso davvero: il meglio deve ancora
venire.
Le si sciolse il cuore in petto, ma non si sentiva ancora sicura.
Vorrei crederti, ma non puoi saperlo.
Lo so, invece, ribatt lui. E so che non me ne importa un
fico secco se ogni mattina ti svegli accanto a me e non mi riconosci,
fintanto che ti svegli accanto a me, Abby.
Le lacrime le scesero per le guance. Non lo pensi davvero.
S. Senti, ti amo e voglio passare il resto della mia vita con
te. Non respingermi di nuovo. Nel bene e nel male, ricordi?.
A queste parole, non pot evitare di scoppiare a ridere. Ma
lo sai che per me quella parola non ha significato!, disse tirando
su sonoramente col naso.
Hai proprio ragione!, replic lui, ridendo a sua volta.
Abby lo guard dritto negli occhi e studi ogni singolo contorno
del suo volto, cercando al contempo con tutte le sue forze
di richiamare alla mente qualche ricordo, qualche reminiscenza
di quell'uomo che era chiaramente per lei di immensa
importanza, ma non ci riusc.
Ma all'improvviso si rese conto che la cosa non importava a
nessuno dei due.
Sai in che guaio ti stai cacciando?, chiese lei, avvicinandogli
esitante una mano alla guancia.
Ci puoi scommettere, rispose lui, attirandola tra le sue braccia.
Rimasero cos a lungo, avvolti l'uno nelle braccia dell'altro,
incatenati con lo sguardo l'uno all'altro, sperando nel ritorno
dei ricordi. Ma Abby non aveva bisogno di ricordi per sapere
che era profondamente innamorata di quell'uomo e che gli
avrebbe affidato la propria vita. Infine, e sempre guardandola
negli occhi, lui chin il capo verso di lei.
Ah, e a proposito..., mormor tanto piano che Abby lo sent
a malapena al di sopra del battito del proprio cuore, nel caso
te lo stia chiedendo..., prosegu, terminando la frase appena
prima che le loro labbra si incontrassero, ...il mio nome  Finn.
...
.
...
FINE.
...
.
...
Note.
.
1. The Twilight Zone: Popolare serie televisiva americana.
2. North County Dublin: Area rurale a nord di Dublino.
3. Christmas cracker: Confezione a forma di caramella che esplode all'apertura e contiene un piccolo
dono natalizio.
4. Buck's Fizz: Cocktail a base di succo d'arancia e champagne.
5. PSA: Esame per diagnosticare il tumore alla prostata.
6. DART: Dublin Area Rapid Transit, linea di treni elettrici del servizio ferroviario di Dublino.
...
.
...
Ringraziamenti.
.
Ringrazio con tutto il mio affetto mio marito Kevin, mio padre, mia madre
e tutti i miei amici per il loro costante sostegno. Amanda, che legge
ogni bozza dandomi la sua importantissima prima reazione, e Sharon
che di solito preferisce aspettare la stesura finale! Non potrei avere
sorelle migliori.
Un grazie di cuore alla bravissima agente Sheila Crowley, che lavora indefessamente
per me: ti devo tantissimo. Grazie anche a tutto lo staff di
Hodder, in particolare ad Auriol, Breda e Lucy: lavorare con voi  una
vera gioia.
Ancora grazie ai librai di Irlanda, Regno Unito e oltre, che danno ai
miei libri tutto il loro sostegno: lo apprezzo moltissimo.
A chiunque compri e legga i miei libri, e a coloro che tramite il mio sito
web www.melissahill.info mi hanno inviato tanti bellissimi messaggi.
Innamorarsi a New York  dedicato a voi tutti e spero davvero che vi piacer.
...
.
...
FINE.